Impatto di un consumo elevato di latticini, rispetto ad uno più basso, sulla pressione sanguigna in adulti di mezza età e in sovrappeso

//Impatto di un consumo elevato di latticini, rispetto ad uno più basso, sulla pressione sanguigna in adulti di mezza età e in sovrappeso

Impatto di un consumo elevato di latticini, rispetto ad uno più basso, sulla pressione sanguigna in adulti di mezza età e in sovrappeso

Impatto di un consumo elevato di latticini, rispetto ad uno più basso, sulla pressione sanguigna in adulti di mezza età e in sovrappeso: risultati di uno studio d’intervento randomizzato cross over

Susan Rietsema,1 Coby Eelderink,1 Monica L Joustra,2 Iris MY van Vliet,3 Marco van Londen,1 Eva Corpeleijn,4 Cecile M Singh-Povel,5 Jan MW Geurts,5 Jenny E Kootstra-Ros,6 Ralf Westerhuis,1 Gerjan Navis,1 e Stephan JL Bakker1 
1Department of Internal Medicine, University Medical Center Groningen, University of Groningen, Groningen, Paesi Bassi; 2Interdisciplinary Center for Psychopathology and Emotion Regulation, University Medical Center Groningen, University of Groningen, Groningen, Paesi Bassi; 3Department of Dietetics, University Medical Center Groningen, University of Groningen, Groningen, Paesi Bassi; 4Department of Epidemiology, University Medical Center Groningen, University of Groningen, Groningen, Paesi Bassi; 5FrieslandCampina,Amersfoort, Paesi Bassi; e 6Department of Laboratory Medicine, University Medical Center Groningen, University of Groningen, Groningen, Paesi Bassi 
Sostenuto dal PublicPrivate Partnership Topconsortium voor Kennis en Innovatie (TKI) Agri & Food (TKI-AF-12104). 
I dati riportati nell’articolo saranno disponibili su richiesta. 
La tabella Supplementare 1 è disponibile al link “Dati Supplementari” nella versione on-line dell’articolo e su academic.oup.com/ajcn/. 
Inviare la posta a SR (e-mail: s.rietsema@umcg.nl).  
Abbreviazioni utilizzate: BP, pressione ematica; DASH, Dietary Approaches to Stop Hypertension; DBP, pressione ematica diastolica; DGAC, Dietary Guidelines Advisory Committee; HDD, dieta ad elevato contenuto di latticini; ICF, modulo per il consenso informato; LDD, dieta a basso contenuto di latticini; OGTT, test orale di tolleranza al glucosio; RCT, trial randomizzato controllato; SBP, pressione ematica sistolica; UMCG, University Medical Center Groningen. 
Ricevuto il 16 Gennaio 2019. Accettato per la pubblicazione il 22 Maggio 2019. 
Prima pubblicazione online il 25 Giugno 2019; doi: doi.org/10.1093/ajcn/nqz116. 

 

Abstract
Introduzione
Metodi

Risultati

Discussione
Riferimenti

 

 

Abstract

Background: Studi osservazionali suggeriscono che un elevato consumo di latticini è correlato ad una più bassa pressione sanguigna (BP). 

Obiettivo: Abbiamo cercato di studiare l’effetto che potrebbe avere una dieta ad elevato contenuto di latticini (HDD), rispetto ad una dieta a basso contenuto di latticini (LDD), sulla BP in soggetti adulti di mezza età e in sovrappeso. 

Metodi: Cinquantadue uomini e donne in sovrappeso sono stati arruolati in uno studio di intervento randomizzato cross over. Ogni soggetto ha seguito 2 diete isocaloriche per 6 settimane, una di tipo LDD ( ≤ 1 porzione di latticini al giorno) e un di tipo HDD (6 o 5 porzioni di latticini a ridotto contenuto di grassi per uomini e donne, rispettivamente), con un periodo di sospensione della durata di 4 settimane tra le 2 diete, durante il quale i soggetti hanno seguito la loro dieta abituale. La BP è stata misurata all’inizio e alla fine delle diete di intervento. Il risultato dello studio di intervento è stato valutato con t test tra 2 campioni. Sono state impiegate analisi a modelli misti per correggere l’influenza potenziale di cambiamenti relativi all’assunzione dietetica di proteine e di minerali e per i fattori di rischio dell’ipertensione, compresi il peso corporeo e il colesterolo plasmatico. 

Risultati: Il consumo di una dieta HDD, se paragonato a quello di una dieta LDD, ha portato ad una diminuzione sia della BP sistolica (media ± DS: 4.6 ± 11.2 mm Hg, P < 0.01) sia della BP diastolica (3.0 ± 6.7 mm Hg, P < 0.01). Nel corso di ulteriori analisi, questi abbassamenti sono apparsi dipendenti da un concomitante aumento dell’assunzione di calcio. 

Conclusioni: Questo studio di intervento ci dimostra come una dieta HDD sia in grado di determinare una riduzione della BP sistolica e diastolica sia negli uomini che nelle donne di mezza età in sovrappeso. Se i risultati del nostro studio venissero riprodotti anche da altri studi, il consiglio di consumare elevate quantità di latticini potrebbe essere inserito nel piano di trattamento e di prevenzione della BP elevata. Questo studio è stato registrato su trialregister.nl come NTR4899.   Am J Clin Nutr 2019;110:340348. 

Parole chiave: Latticini, pressione sanguigna, studio cross over, studio d’intervento, studio randomizzato controllato, dieta a base di latticini, dieta d’intervento  

Introduzione

L’ipertensione è un importante fattore di rischio per numerose malattie cardiovascolari, tra cui l’ictus, le coronaropatie, l’insufficienza cardiaca e le vasculopatie periferiche (1). Secondo il LifeLines Cohort Study (condotto nei Paesi Bassi), nel 2013 il 23% delle persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni e il 69% delle persone di età superiore ai 65 anni soffriva di ipertensione (2). Secondo il NHANES, tra il 2011 e il 2014, negli Stati Uniti il 34% delle persone con età superiore ai 20 anni manifestava ipertensione (3). Di conseguenza l’ipertensione rappresenta un onere immenso per il sistema sanitario, con costi diretti ed indiretti che nel 2013 venivano stimati intorno ai 53.2 miliardi di dollari per gli Stati Uniti (3). La pressione sanguigna (BP) è in gran parte correlata allo stile di vita e può essere modificata mediante la dieta. Modificazioni consolidate della dieta in grado di ridurre la pressione sanguigna sono la perdita di peso, la diminuzione dell’utilizzo del sale, un aumento dell’apporto di potassio e un consumo di alcool moderato (4). Inoltre, prove forti e consolidate dimostrano come la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), che è ricca di frutta, verdura, legumi e latticini a basso contenuto di grassi e povera di snack, dolci, carne e di grassi saturi e totali, abbia la capacità di abbassare la BP (4-6). Una recente review ha stimato che il contributo specifico dei latticini della dieta DASH all’abbassamento della BP sia pari al 50% (7). Tuttavia, a causa della diversa composizione dei macronutrienti delle varie diete previste nello studio DASH originale, questo contributo stimato rimane incerto (7). Spesso si suggerisce che i latticini possiedono un importante effetto di abbassamento della BP e che il concomitante aumento dell’assunzione dietetica di proteine, calcio, potassio e magnesio possa mediare tale effetto (8-11). Di conseguenza, gli studi epidemiologici concordano nel mostrare l’esistenza di una correlazione inversa tra il consumo di latticini e la BP, così come una correlazione inversa tra latticini ed ictus (7). Tuttavia, nel 2010, l’US Dietary Guidelines Advisory Commitee (DGAC) ha concluso che non vi sono prove sufficienti a sostegno di una relazione indipendente tra il consumo di latticini e la BP tali da consentire la raccomandazione di un elevato consumo di questi prodotti nell’ambito di una dieta utile ad abbassare la BP (12). Pertanto, la DGAC ha richiesto risultati da studi controllati randomizzati (RCT) che provino a rispondere alla domanda se il consumo di prodotti lattiero-caseari alteri la BP. Va notato che per i consulenti di sanità pubblica è importante che il progetto di studio sia il più vicino alla realtà. Pertanto, è importante che i soggetti possano scegliere liberamente come comporre la dieta a basso contenuto di latticini (LDD) e la dieta ad elevato contenuto di latticini (HDD). Lo scopo di questo studio era quello di indagare (mediante un RCT in grado di simulare un contesto reale olandese) se un elevato consumo di latticini con la dieta, rispetto ad uno più basso, comportasse una modificazione della BP e, in caso di risposta affermativa, di valutare se e in che misura questo effetto potesse essere spiegato anche da cambiamenti relativi al consumo di proteine e di minerali. 

Metodi

Soggetti 

I soggetti inclusi nello studio erano uomini sani, in sovrappeso e donne in post menopausa di età compresa tra i 45 e i 65 anni, con un BMI (in kg/m2)compreso tra 25 e 30, che consumavano 3 pasti principali al giorno, compresa la colazione. I soggetti avevano un peso corporeo relativamente stabile (oscillazioni del peso corporeo < 3 kg negli ultimi 3 mesi) e non erano intenzionati a perdere peso fino al termine dello studio. Sono state escluse le persone che svolgevano attività sportive intense (come, ad esempio, calcio, tennis, corsa, ciclismo e  nuoto) più di due volte alla settimana, così come quelle che seguivano una dieta dimagrante o prescritta dal medico, quelle che avevano uno stile di vita vegan o macrobiotico o che affermavano di avere un’allergia o una sensibilità al lattosio. Ulteriori criteri di esclusione erano la presenza di diabete mellito [secondo i criteri dell’American Diabetes Association (13): glucosio a digiuno ≥ 7.0 mmol/L, emoglobina glicata 6.5% (48 mmol/mol)], la positività all’HIV, la presenza dell’antigene di superficie dell’epatite B e/o l’infezione da epatite C al momento dello screening e la presenza di anomalie clinicamente rilevanti nei lipidi del sangue (colesterolo totale > 8 mmol/L, trigliceridi > 6 mmol/L, colesterolo LDL > 5.7 mmol/L), all’analisi ematologica [Hb < 8.7 mmol/L (maschio) o < 7.5 mmol/L (femmina)] o la presenza di marcatori di danno epatico (alanina aminotransferasi e aspartato aminotransferasi > 45 U/L) e renale (rapporto albumina urinaria/creatinina >30 mg/mmol). Inoltre, sono stati esclusi tutti gli individui con disturbi gastroenterici o che avevano subito, in passato, interventi chirurgici al tratto digerente e i soggetti che utilizzavano farmaci per la diminuzione dei lipidi (dallo screening fino alla fine dello studio) o gli antibiotici (da 1 mese prima dello screening). Era consentito l’utilizzo stabile di farmaci per abbassare la pressione sanguigna. L’assunzione di integratori alimentari è stata vietata dallo screening fino alla fine dello studio. I volontari sono stati reclutati tramite un annuncio pubblicato su un quotidiano locale nel 2015-2016. Gli interessati hanno ricevuto una lettera di informazione, il modulo per il consenso informato (ICF) e un questionario di preselezione. I partecipanti idonei che hanno restituito un ICF firmato e il questionario compilato sono stati invitati ad una visita di screening, per verificare la presenza di ulteriori criteri di inclusione ed esclusione. Alla fine sono stati arruolati 52 soggetti e assegnati casualmente o alla sequenza “Basso-Alto” o alla sequenza “Alto-Basso” (Figura 1). L’assegnazione casuale si basava sulla minimizzazione (utilizzando i software Minim, Stephen Evans, Patrick Royston e SimonDay, UK) (14) al fine di garantire differenze minime nelle sequenze “Alto-Basso” e “Basso-Alto” in base al sesso (maschile o femminile), all’età (45-55 o 55-65 anni) e al BMI (25-27 o 28-30). Il progetto dello studio ha reso impossibile rendere “ciechi” i soggetti coinvolti o il ricercatore e i dietisti nei confronti della dieta. Le analisi dei campioni e l’elaborazione dei dati sono state effettuate in cieco e i campioni di plasma e i raw data sono stati etichettati sulla base della sequenza e non della dieta. Lo studio di intervento (NTR4899) è stato condotto seguendo i principi della Declaration of Helsinki (modificata da ultimo dalla 64th World Medical Association General Assembly, Fortaleza, Brasile, ottobre 2013) e in accordo con il Medical Research Involving Human Subjects Act [in olandese, il Wet medisch-wetenschappelijk onderzoek met mensen (WMO)]. Lo studio è stato approvato dal Medical Ethics Committee of the University Medical Center Groningen (UMCG), Groningen, Paesi Bassi (METc 2014/298). 

Figura 1 Diagramma di flusso del Consolidated Standards of Reporting Trials 2010. HDD, dieta ad elevato contenuto di latticini; LDD, dieta a basso contenuto di latticini

Progettazione dello studio ed intervento dietetico 

Questo studio è un’analisi secondaria degli esiti sulla BP di un RCT con disegno cross over condotto dall’UMCG nei Paesi Bassi. L’esito primario dello studio era la flessibilità metabolica. Le risposte glicemiche e insuliniche durante il test di tolleranza orale al glucosio (OGTT) e il successivo digiuno, le differenze nella cinetica del glucosio durante un OGTT, le differenze nella sensibilità all’insulina durante un OGTT e le variazioni della BP erano variabili di esito secondarie. Sono stati pubblicati i dati sulla flessibilità metabolica, sulle risposte glicemiche ed insuliniche durante un OGTT e il successivo digiuno, sulle differenze nella cinetica del glucosio durante un OGTT e sulle differenze di sensibilità insulinica durante un OGTT (15). In una fase successiva, i campioni della relativa biobanca che è stata creata durante lo studio potranno essere utilizzati per la valutazione di altri esiti secondari. Lo studio consisteva in due periodi di intervento della durata di 6 settimane ciascuno, uno con dieta LDD (≤ 1 porzione di latticini al giorno) e uno con dieta HDD (6 o 5 porzioni di latticini al giorno per uomini e donne, rispettivamente), assegnati casualmente. Ai 2 periodi di intervento è stato interposto un periodo di sospensione della durata di 4 settimane (Figura 2). Una porzione di latticini consisteva in 250 ml di latte parzialmente scremato o di latticello, in 200 g di yogurt parzialmente scremato o in 30 g di formaggio magro (1 fetta; la maturazione veniva scelta secondo preferenze personali). I soggetti con la HDD dovevano consumare ≥ 1 fetta di formaggio (ma non più di 2 fette) e 2 porzioni di yogurt al giorno. Le restanti porzioni di latticini venivano scelte dai soggetti e dovevano essere costituite dai prodotti lattiero-caseari descritti. Nessun altro latticino è stato ammesso nel corso delle due diete d’intervento, eccezione fatta per il consumo occasionale di piccole quantità di prodotti come, ad esempio, la panna per il caffè e la panna da cucina. Tutti i soggetti sono stati istruiti a tenere un diario alimentare per 3 giorni consecutivi, uno dei quali  doveva appartenere al fine settimana. I diari alimentari dovevano essere completati prima dell’inizio, e alla settimana 3 e 6 di ogni intervento dietetico. Inoltre, i soggetti dovevano riportare quotidianamente il numero di porzioni e la tipologia di latticini consumati. Durante il periodo di sospensione, i soggetti sono tornati alla loro dieta abituale. Ai partecipanti è stato chiesto di mantenere stabile il loro peso corporeo e quindi le 2 diete di intervento erano isocaloriche. Per poter ottenere 2 diete isocaloriche, i soggetti sono stati istruiti da un dietista dell’UMCG. All’inizio di ogni periodo di intervento, i soggetti hanno partecipato ad una consultazione con il dietista per discutere la valutazione della dieta e per ottenere informazioni sulle restrizioni e gli obblighi della dieta d’intervento assegnata. Sono stati dati suggerimenti sull’inserimento di un’elevata quantità di latticini nella dieta normale. Quando necessario, i soggetti sono stati contattati telefonicamente, per aiutarli a mantenere il loro peso corporeo o per fornire loro ulteriori consigli sulla dieta. I farmaci abitualmente utilizzati dovevano essere presenti in entrambi i periodi di intervento e sono stati riportati nel modulo di segnalazione dei casi. È stato concesso l’impiego aggiuntivo di paracetamolo e di qualsiasi altro trattamento per manifestazioni indesiderate. I latticini FrieslandCampina indicati sono stati acquistati dai soggetti nel loro supermercato locale ed i costi sono stati successivamente rimborsati. Un dietista ha calcolato l’apporto energetico e di nutrienti partendo dai diari alimentari, sulla base del Dutch Food Composition Database 2016, utilizzando il software EvryDietist 6.4.2.1 (Evry BV). Le assunzioni dietetiche calcolate di proteine, calcio, sodio, potassio e magnesio sono state utilizzate come indicatori dell’assunzione alimentare. 

 

Figura 2 Modello dello studio 

Rilevamenti clinici e biochimici 

I test clinici e biochimici sono stati condotti prima dell’inizio dell’intervento e alla fine del periodo di 6 settimane, durante una visita condotta alla sesta settimana. Un giorno prima della visita, ai soggetti è stato chiesto di astenersi dal consumo di alcool e dall’esercizio fisico intenso. Inoltre, il giorno prima della visita (alla sesta settimana), dopo le ore 20 non era ammesso il consumo né di cibi né di bevande, fatta eccezione per l’acqua. I soggetti hanno registrato in un diario ciò che avevano consumato per cena la sera prima della visita ed hanno consumato esattamente gli stessi prodotti il giorno prima della visita, eseguita sempre alla sesta settimana, durante il secondo intervento dietetico. 

Misure antropometriche e percentuale di grasso corporeo totale

L’altezza e il peso corporeo sono stati determinati, rispettivamente, con uno stadiometro a parete (Seca 222, Seca GmbH) e con una bilancia digitale (Seca 877, Seca GmbH). La circonferenza della vita e quella dei fianchi sono state determinate utilizzando un metro con un meccanismo di retrazione standardizzato (Seca 201, Seca GmbH). La percentuale totale di grasso corporeo è stata stimata alla sesta settimana di entrambi i periodi di intervento utilizzando un impedenziometro a multifrequenza (QuadScan 4000, BodyStat). 

BP e frequenza cardiaca

La BP e le pulsazioni sono state misurate sul braccio destro con un monitor per la pressione [Omron 705IT (HEM-759P E2), OmronHealthcare Corporation]. Prima delle misurazioni, i soggetti sono stati messi in posizione seduta su un tavolo da visita e sono stati invitati a non parlare. Sono state eseguite almeno 2 misurazioni e la media di tali misurazioni è stata utilizzata nelle analisi. 

Campioni ematici

Il sangue è stato prelevato al mattino dopo digiuno notturno per misurare il glucosio plasmatico, l’insulina, i trigliceridi, HDL, LDL e il colesterolo totale. I campioni di sangue sono stati raccolti in provette BD Vacutainer NaF da 2 ml (BD Diagnostics Benelux) per l’analisi del glucosio plasmatico, in provette con EDTA da 5 ml per l’insulina plasmatica e in provette LiHep da 4.5 ml per i trigliceridi plasmatici, l’HDL, LDL e il colesterolo totale. Entro 30 minuti dal prelievo, i campioni di sangue sono stati centrifugati a 1300 × g per 10 minuti a temperatura ambiente, dopo di che sono stati suddivisi in aliquote, messi in provette da 500 μl e congelati a -80°C entro 30 minuti dalla centrifugazione. Tutti i campioni di sangue sono stati valutati utilizzando reagenti standard Roche Diagnostics. 

Campioni di urina

Un giorno prima della visita, durante la sesta settimana, i soggetti sono stati invitati a raccogliere in un contenitore l’urina delle 24 ore e a conservarla in frigorifero. Il volume è stato calcolato dividendo il peso dell’urina per 1.015. Aliquote sono state congelate a -80°C in provette da 2 ml dopo centrifugazione a 2000 × g per 10 minuti a temperatura ambiente. Le escrezioni urinarie delle 24 ore di urea, calcio, sodio, potassio e magnesio sono state utilizzate come marker per l’assunzione dietetica. Tutte le misurazioni sono state effettuate tramite un analizzatore automatico modulare Roche/Hitachi (Roche Diagnostics).  

Analisi statistiche 

Le variabili normalmente distribuite sono indicate come medie ± DS. Le distribuzioni dei dati sono state controllate utilizzando istogrammi e diagrammi di probabilità normale (Q-Q). Per le variabili di distribuzione lognormali, i valori logaritmici sono stati utilizzati per le analisi statistiche. Il calcolo della potenza è stato effettuato sulla base dell’endpoint primario dello studio originale (flessibilità metabolica). Per verificare l’effetto di carry over, sono stati condotti t test per campioni indipendenti per confrontare la somma delle variabili di esito [BP sistolica (SBP), BP diastolica (DBP) e pulsazioni] alla fine della sesta settimana di entrambi i periodi di intervento tra il gruppo di soggetti che ha iniziato con la dieta LDD e il gruppo di soggetti che ha iniziato con la dieta HDD. Le analisi primarie si basavano su casi completi per mezzo di t test per dati appaiati. Le analisi secondarie si basavano su tutti i soggetti che avevano completato un periodo di intervento ≥ 1 e sono state eseguite per mezzo di modelli misti. Le analisi a modelli misti sono state condotte con SBP, DBP e pulsazioni come variabili dipendenti. L’intervento, la durata e l’interazione tra l’intervento e la durata sono stati trattati come i principali effetti fissi. Età, sesso e valore della variabile dipendente al basale sono stati aggiunti al modello misto come effetti fissi, così come altri potenziali fattori confondenti. Sono stati impiegati t test appaiati per verificare se ci fossero differenze alla fine della dieta HDD e della LDD per quanto concerneva l’assunzione dietetica e l’escrezione urinaria nelle 24 ore di proteina/urea, calcio, sodio, potassio e magnesio. Essendo noto come l’ingestione tramite la dieta di proteine, calcio, sodio, potassio e magnesio possa influenzare la BP (8-11), e come i cambiamenti nelle assunzioni dietetiche di queste sostanze potrebbero potenzialmente spiegare i cambiamenti nella BP in base all’intervento dietetico adottato, abbiamo eseguito separatamente analisi a modello misto a cui abbiamo aggiunto queste variabili. Il consumo di proteine, calcio, potassio e magnesio può essere ben stimato tramite i questionari alimentari, ma questo non è altrettanto valido per il sodio, per il quale il gold standard è l’escrezione urinaria (16). Per motivi di coerenza, abbiamo condotto analisi separate nelle quali abbiamo corretto per ogni componente ottenuto dai questionari alimentari e per ogni componente derivato dall’escrezione urinaria delle 24 ore. Sono stati utilizzati t test appaiati anche per verificare se erano avvenuti cambiamenti nei parametri relativi al colesterolo plasmatico e a caratteristiche specifiche del soggetto, tra cui il peso corporeo, il BMI e la misura del girovita alla fine della HDD rispetto alla fine della LDD. Poiché è ben noto come in particolare il peso corporeo, il BMI e la circonferenza della vita siano correlati alla BP (4, 17), e come i cambiamenti di tali parametri potrebbero potenzialmente spiegare i cambiamenti della BP in risposta all’intervento dietetico, abbiamo eseguito analisi separate a modello misto alle quali sono state aggiunte queste variabili. L’esclusione dei soggetti che utilizzavano farmaci per l’abbassamento della BP non ha cambiato materialmente i risultati. Un P < 0.05 è stato considerato statisticamente significativo. Tutte le analisi statistiche sono state condotte con IBM SPSS Statistics versione 23. 

Tabella 1 Caratteristiche al basale1 

1 I valori sono espressi in medie ± DS, a meno che non sia indicato diversamente, n = 52. I lipidi ematici sono stati misurati nel plasma. DBP, pressione ematica diastolica; HC, circonferenza dei fianchi; SBP, pressione ematica sistolica; WC, circonferenza della vita. 

2 L’ipertensione viene definita tale come SBP ≥ 140 mm Hg o con DBP ≥ 90 mm Hg. 

Risultati

Soggetti 

Dei 52 soggetti, il 44.2% erano maschi (n = 23) e tutti in sovrappeso (BMI 28.0 ± 1.9) al basale. Venti soggetti manifestavano ipertensione (SBP ≥ 140 mm Hg o DBP ≥ 90 mm Hg) al basale e 3 soggetti hanno utilizzato farmaci per l’abbassamento della pressione sanguigna durante l’intera durata dello studio. I soggetti avevano una SBP e una DBP di 133.3 ± 17.1 e 82.9 ± 9.9 mm Hg, rispettivamente, con pulsazioni di 68.0 ± 8.3/minuto (Tabella 1). In totale, 6 soggetti hanno abbandonato lo studio dopo il completamento di 1 dieta di intervento per ragioni correlate agli esiti primari dello studio originale (1 per claustrofobia, 1 per bronchite, 2 sono risultati malati dopo l’OGTT, 2 non sono stati in grado di sottoporsi continuativamente ai prelievi di sangue) e per ragioni non correlate alla dieta. Un soggetto è stato escluso dall’analisi a causa della comparsa di patologia gastrointestinale prima dell’ultimo giorno di test. Dopo l’assegnazione casuale della dieta, ma prima dell’inizio dello studio, 1 soggetto è stato spostato (per motivi pratici personali) dall’ordine di intervento “Alto-Basso” a quello “Basso-Alto”. Per compensare l’abbandono, è stato reclutato 1 soggetto in più nella categoria “Alto-Basso”, così 52 soggetti totali hanno completato una  ≥ 1dieta di intervento. Di questi, 49 soggetti hanno completato la dieta LDD e 49 soggetti hanno completato quella HDD, così che 46 soggetti hanno completato entrambe le diete di intervento. Invece, 3 soggetti hanno completato solo la dieta LDD e 3 soggetti hanno completato solo quella HDD (Figura 1). Le analisi primarie sono state effettuate solo sui casi completi (n = 46) e le analisi secondarie su tutti i soggetti che hanno completato un periodo di intervento ≥ 1 (n = 52). Le caratteristiche del soggetto alla fine della dieta LDD e della dieta HDD sono presentate nella Tabella 2. Alla fine della HDD, i soggetti avevano un peso corporeo leggermente superiore (84.0 rispetto a 83.6 kg, P = 0.008) e quindi un BMI leggermente aumentato (27.8 rispetto a 27.7, P = 0.007), e concentrazioni di colesterolo HDL nel plasma inferiori rispetto a quelle riscontrate alla fine dell’intervento con dieta LDD (-0.05 mmol/L, P = 0.002). Confrontando i risultati ottenuti alla fine della dieta HDD con quelli ottenuti alla fine di quella LDD, non abbiamo riscontrato differenze a livello di circonferenza della vita (P = 0.195), di grasso corporeo totale (P = 0.212) o nelle concentrazioni plasmatiche di colesterolo totale (P = 0.622), di colesterolo LDL (P = 0.777) e di trigliceridi (P = 0.068) (Tabella 2). L’apporto energetico totale calcolato è stato significativamente più elevato durante la dieta HDD piuttosto che durante quella LDD (2304 kcal rispetto a 2151 kcal/24 h, P = 0.021) (Tabella 2). Lo stesso valeva per le assunzioni dietetiche di proteine, calcio, potassio e magnesio. Inoltre, le escrezioni urinarie nell’arco delle 24 ore di urea, calcio e potassio erano significativamente più alte alla fine della HDD piuttosto che alla fine della LDD (Tabella 2). Alla fine della dieta HDD e di quella LDD  non abbiamo riscontrato differenze per quanto riguardava l’assunzione dietetica di sodio e la sua escrezione urinaria nell’arco delle 24 ore. 

Effetti dell’intervento su SBP, DBP e sulla frequenza cardiaca 

SBP e DBP erano più basse dopo la dieta HDD piuttosto che dopo la LDD (127.5 vs 132.1 mm Hg, P < 0.01 e 78.8 vs 81.8 mm Hg, P < 0.01, rispettivamente) (Tabella 2). Durante la conduzione di ulteriori analisi, abbiamo indagato se l’effetto della HDD (rispetto a quello della dieta LDD) non dipendesse dal cambiamento di altre variabili, e i dati su questo sono elencati nella Tabella 1 Supplementare. L’effetto della dieta HDD sulla SBP e sulla DBP misurate è rimasto significativo se corretto per il peso corporeo e per altri potenziali fattori confondenti (Tabella 3). Inoltre, le correzioni effettuate per l’assunzione energetica, le proteine, il sodio, il potassio e il magnesio non hanno cambiato materialmente l’effetto della dieta HDD rispetto a quello della dieta LDD su SBP e DBP (Tabella 4). Lo stesso valeva per le correzioni relative alle escrezioni urinarie nell’arco delle 24 ore di urea, sodio, potassio e magnesio (Tabella 5). Tuttavia, l’effetto della dieta HDD, se paragonato a quello della dieta LDD, su SBP e DBP non è apparso significativo dopo correzione relativa all’assunzione dietetica di calcio e alla sua escrezione urinaria nell’arco delle 24 ore (Tabelle 4 e 5). Non vi era una variazione significativa delle pulsazioni sia dopo la dieta HDD sia dopo quella LDD (59.9 vs 60.5/min, P = 0.36) (Tabella 2). 

Tabella 2 Effetti della HDD vs effetti della LDD sulla pressione sanguigna, sulla struttura corporea, sui lipidi del sangue, sulle assunzioni dietetiche e sull’escrezione urinaria nell’arco delle 24 h1 

1I valori sono espressi in medie ± DS. Le analisi sono state condotte sui casi completi. I valori P sono ottenuti da t test appaiati. DBP, pressione ematica diastolica; HC, circonferenza dei fianchi; HDD, dieta ad elevato contenuto di lipidi; LDD, dieta a basso contenuto di lipidi. SBP, pressione ematica sistolica; WC, circonferenza della vita.

2Δ è stata calcolata come LDD meno HDD.

3 I lipidi del sangue sono stati misurati nel plasma.

4Le assunzioni dietetiche sono calcolate partendo dai diari alimentari.

Tabella 3 Risultati delle analisi a modello misto con le correzioni per i cambiamenti della composizione corporea e per il colesterolo HDL plasmatico1

1Le analisi sono state condotte con tutti i soggetti che hanno completato ≥ 1 interventi dietetici. Modello 1 : corretto per periodo ed intervento × periodo, genere, età, assunzione energetica (kcal), e valori della variabile al basale. Modello 2: modello 1 + peso (kg). Modello 3: modello 1 + BMI (kg/m2). Modello 4: modello 1 + circonferenza della vita (cm). Modello 5: modello 1 + grasso corporeo totale (%). Modello 6: modello 1 + colesterolo HDL plasmatico (mmol/L).

2Δ è stata calcolata come LDD meno HDD.

Tabella 4 Risultati delle analisi a modello misto con le correzioni per i cambiamenti delle assunzioni dietetiche1

1 Le analisi sono state condotte con tutti i soggetti che hanno completato ≥ 1 interventi dietetici. Modello 1 : corretto per periodo ed intervento × periodo, genere, età e valori della variabile al basale. Modello 2: modello 1 + assunzione energetica (kcal/die). Modello 3: modello 1 + assunzione proteica (g/die). Modello 4: modello 1 + assunzione di calcio (mg/die). Modello 5: modello 1 + assunzione di sodio (mg/die). Modello 6: modello 1 + assunzione di potassio (mg/die). Modello 7: modello 1 + assunzione di magnesio (mg/die).

2 Δ è stata calcolata come LDD meno HDD.

Tabella 5 Risultati delle analisi a modello misto con le correzioni per i cambiamenti nelle escrezioni urinarie nell’arco delle 24 h1

1Le analisi sono state condotte con tutti i soggetti che hanno completato ≥ 1 interventi dietetici. Modello 1 : corretto per periodo ed intervento × periodo, genere, età e valori della variabile al basale. Modello 2: modello 1 + escrezione urinaria di urea nelle 24 h (mmol/24h). Modello 3: modello 1 + escrezione urinaria di calcio nelle 24 h (mmol/24h). Modello 4: modello 1 + escrezione urinaria di sodio nelle 24 h (mmol/24h). Modello 5: modello 1 + escrezione urinaria di potassio nelle 24 h (mmol/24h). Modello 6: modello 1 + escrezione urinaria di magnesio nelle 24 h (mmol/24h).

2 Δ è stata calcolata come LDD meno HDD.

Discussione

Lo scopo di questo studio era quello di analizzare l’effetto di una dieta HDD, paragonandolo a quello di una dieta LDD, sulla BP in adulti di mezza età in sovrappeso. Come accennato in precedenza, la BP è un importante fattore di rischio per varie malattie cardiovascolari (1) e, pertanto, è molto importante mantenerla bassa. Studi prospettici condotti in precedenza hanno concluso che l’ipertensione viene spesso correlata ad un numero notevole di decessi spesso evitabili, nonché al ricovero ospedaliero per coronaropatie ed ictus. Inoltre, il rischio di mortalità legato all’ipertensione appare 2-3 volte superiore rispetto a quello dovuto al diabete (18). Nella popolazione il rischio di insufficienza cardiaca legata ad ipertensione era maggiore rispetto a quello provocato dall’inattività fisica, dal fumo e da valori di glucosio alterati (19). Questi risultati ci mostrano l’importanza di quegli interventi volti a garantire un abbassamento della BP. Durante le analisi primarie dei casi con dati completi, abbiamo riscontrato un effetto significativo della dieta HDD, se paragonata a quella LDD, sia sulla SBP che sulla DBP. Nelle analisi secondarie, in cui sono stati inclusi tutti i soggetti che hanno completato ≥ 1 dieta di intervento, questi risultati sono rimasti sostanzialmente invariati. In ulteriori analisi secondarie, durante le quali l’impiego di modelli misti ha permesso di correggere la potenziale influenza di cambiamenti nell’assunzione dietetica calcolata di proteine, calcio, sodio, potassio e magnesio sulla BP, non abbiamo riscontrato alcuna indicazione di una mediazione dell’effetto della dieta HDD sulla BP dovuto ad un aumento dell’apporto dietetico sia di proteine che di sodio, potassio o magnesio. Queste analisi secondarie supportano fortemente l’ipotesi che l’abbassamento della BP dovuto ad un elevato consumo di latticini non dipenda dai cambiamenti concomitanti di altre componenti della dieta coinvolte nella regolazione della pressione stessa visto che, comunque, l’elevato apporto dietetico di proteine, potassio e magnesio si è dimostrato in grado di favorire un abbassamento della BP, mentre un elevato consumo di sodio si è dimostrato in grado di innalzare la BP (10, 20-23). L’effetto della HDD sulla BP è apparso, tuttavia, interamente dipendente dal concomitante cambiamento nell’assunzione dietetica di calcio. Questo è stato supportato dalle analisi secondarie durante le quali abbiamo corretto le escrezioni urinarie nell’arco delle 24 ore di urea, calcio, sodio, potassio e magnesio. È interessante notare come recenti  review e meta-analisi di RCT, che analizzavano gli effetti di un’integrazione di calcio e vitamina D sulla BP, non abbiano evidenziato alcun effetto (24). Si potrebbe ipotizzare che il calcio, in combinazione con altri minerali presenti nei latticini, sia in grado di interferire maggiormente sulla BP rispetto al calcio da solo. Questa ipotesi viene supportata da Houston e Harper (25), che hanno evidenziato come il calcio, in combinazione con altri ioni tra cui sodio, potassio e magnesio, crei un equilibrio ionico che si traduce in una diminuzione della pressione sanguigna. È noto che i SCFA microbici, sottoprodotti del metabolismo microbico che si formano dopo il consumo di yogurt, siano in grado di abbassare la BP grazie ad un loro effetto sul sistema renina-angiotensina (26). C’è da dire però che i SCFA vengono prodotti anche dalla fermentazione delle fibre introdotte con la dieta e che queste erano maggiormente presenti quando i soggetti erano sottoposti al regime dietetico con dieta LDD piuttosto che quando erano sottoposti a quello con dieta HDD. In alternativa, questi risultati potrebbero essere spiegati dal fatto che l’assunzione dietetica di calcio e la sua escrezione urinaria nell’arco delle 24 ore rappresenterebbero semplicemente degli intermedi statistici, non necessariamente causali, tra il consumo di latticini e la BP, il che rende difficile trarre conclusioni definitive sulle reali cause-effetto. Questo studio è, secondo la nostra conoscenza, il primo a mettere in evidenza una diminuzione sia della SBP che della DBP dopo una HDD, dato che molti altri studi avevano riscontrato solamente una riduzione della SBP (27-29) o nessuna diminuzione della BP (30-34). I latticini contengono svariate componenti, tra cui l’amminoacido cisteina che, attraverso diversi meccanismi (compreso l’aumento della sintesi del vasodilatatore idrogeno solforato), può indurre vasodilatazione e può quindi avere un effetto sulla BP (35, 36). Poiché la produzione, il rilascio e la disponibilità di monossido di azoto sono importanti per la vasodilatazione, e visto che i latticini sono una fonte di cisteina ed indirettamente di monossido di azoto, è possibile che l’effetto di abbassamento della BP legato al consumo di latticini sia dovuto ad un maggiore apporto di cisteina con la dieta. Per quanto ci aspettassimo che i periodi di intervento della durata di 6 settimane fossero abbastanza lunghi per produrre un effetto dei latticini sulla BP (28), Wennersberg et al. (32) non hanno evidenziato alcun effetto dei latticini sulla BP, attribuendo ciò ad un “periodo di intervento breve” (inferiore ai 6 mesi). Una possibile spiegazione potrebbe essere che i latticini avrebbero un effetto di abbassamento della pressione ematica nel breve periodo; invece, nel lungo periodo, il corpo regolerebbe la BP verso il suo intervallo precedente. C’è da dire però che i risultati delle meta-analisi di studi osservazionali condotti da Lee et al. (37) sono contraddittori. Infatti questi autori hanno concluso che un aumento di 200 g/die del consumo di latte potrebbe essere correlato ad un abbassamento della BP.  I punti di forza dello studio sono stati il modello cross over, i pochi abbandoni e le consultazioni fatte tramite un dietista, utili ad incrementare l’osservanza da parte dei soggetti delle diete durante l’intero studio. L’impostazione di un modello di studio che fosse molto simile alla vita reale ha fatto si che i risultati potessero essere estrapolati per i residenti olandesi. Inoltre, avevamo previsto che i periodi di intervento della durata di 6 settimane fossero sufficientemente lunghi per indurre un qualche effetto delle diete di intervento sulla BP (28), ma sufficientemente brevi per garantirne l’adesione da parte dei soggetti coinvolti. Tuttavia, questo studio presenta anche alcuni limiti. Nonostante un periodo di sospensione della durata di 4 settimane, un’interazione significativa indicava un possibile effetto di trascinamento (carry-over) per la BP. Oltre a questo, i soggetti sono saliti di peso durante la dieta HDD, il che è dovuto molto probabilmente ad una maggior assunzione di energia, nonostante tutti gli sforzi fatti per rendere le diete isocaloriche. Al termine di ogni periodo di intervento, abbiamo effettuato almeno 2 misurazioni della BP e abbiamo utilizzato la media di tali misurazioni per le analisi. Sarebbe stato preferibile effettuare 3 misurazioni della pressione ematica al giorno per diversi giorni consecutivi alla fine di ogni periodo di intervento. Queste limitazioni potrebbero averci portato a sottovalutare l’effetto dei latticini sulla BP. In conclusione, la letteratura attuale ci mostra come una dieta HDD sia in grado di ridurre la SBP. Tuttavia, il nostro studio in cross over ha evidenziato una riduzione sia della SBP che della DBP dopo un consumo elevato di latticini. Questo potrebbe essere spiegato dal fatto che molti altri studi sono stati condotti impiegando tipologie differenti di latticini e dal fatto che molti degli studi di intervento effettuati in precedenza sembrano essere incompleti sotto diversi aspetti. Ad esempio, non risultava chiaro come fossero stati ottenuti i dati, non venivano riportati i motivi dell’abbandono dello studio e molti degli studi in cross over non avevano effettuato test per il possibile effetto di carry over e, inoltre, molte delle diete di intervento impiegate erano state messe a punto per ottenere una perdita di peso, cosa che in alcuni studi potrebbe spiegare l’effetto di abbassamento della pressione ematica legato al consumo di latticini. Abbiamo anche riscontrato una diminuzione statisticamente significativa del colesterolo HDL nel plasma dopo la dieta HDD, mentre i cambiamenti degli altri lipidi del sangue non sono apparsi significativi. Nel nostro studio, l’effetto di abbassamento sulla BP da parte dei latticini è stato spiegato con il concomitante aumento dell’assunzione dietetica di calcio. L’effetto di abbassamento sulla BP era indipendente dall’elevato consumo dietetico di proteine, potassio e magnesio e  di sodio. Questo studio presenta i latticini come possibili alimenti in grado di contribuire ad una diminuzione della PA. I prodotti lattiero-caseari potrebbero quindi contribuire alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Tuttavia, questo è il primo studio a suggerire come i latticini abbiano un effetto di abbassamento sulla DBP oltre al già suggerito effetto di abbassamento sulla SBP. Ad oggi sono necessarie ulteriori ricerche utili ad indagare l’effetto di riduzione sulla DBP dei prodotti lattiero-caseari. Inoltre, i potenziali effetti sul colesterolo HDL plasmatico richiedono ulteriori indagini. Solo così i latticini potranno essere tranquillamente inseriti nei protocolli di prevenzione e di trattamento dell’ipertensione sistolica e diastolica.

Le competenze degli autori sono state le seguenti- CE, IMYvV, CMS-P, JMWG, e SJLB: hanno progettato la ricerca; SR, CE, e IMYvV: hanno condotto la ricerca; RW: ha fornito il materiale utile; JEK-R: ha analizzato i dati; SR e MvL: hanno condotto le analisi statistiche; MLJ, EC, e GN: Hanno revisionato il manoscritto finale; SR: ha scritto il manoscritto; SJLB: aveva la responsabilità primaria del contenuto finale; tutti gli Autori: hanno letto ed approvato il manoscritto finale. CMS-P e JMWG sono impiegati della compagnia Danese  FrieslandCampina. Nessuno degli autori ha dichiarato la presenza di conflitto di interessi per quanto riguarda lo studio

Riferimenti

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