Impianti aziendali a biogas: analisi dell’assetto normativo in due regioni italiane (Campania e Lombardia)

//Impianti aziendali a biogas: analisi dell’assetto normativo in due regioni italiane (Campania e Lombardia)

Impianti aziendali a biogas: analisi dell’assetto normativo in due regioni italiane (Campania e Lombardia)

Con una potenza elettrica installata di circa 1.200 Megawatt (MW), pari a una produzione di 2,4 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno, l’Italia è “uno dei principali produttori di biogas in agricoltura; quarta al mondo dopo Germania, Cina e Stati Uniti1. Ad oggi, in Italia, sono infatti operativi più di 1.500 impianti di biogas – circa 1.200 soltanto in ambito agricolo – con ripercussioni importanti in termini occupazionali: 6.7 addetti per MW installato rendono la filiera del biogas-biometano “il settore a maggiore intensità occupazionale tra le rinnovabili” e favoriscono “la creazione di oltre 12mila posti di lavoro”.

Rispetto a tale scenario e al fine di cogliere le opportunità offerte dall’evoluzione dell’assetto normativo a livello nazionale, emerge l’esigenza, a vari livelli, di acquisire il maggior numero di informazioni sulle varie tipologie di biomassa presenti sul territorio, potenzialmente valorizzabili in impianti di biogas, e di disporre di strumenti – quali piattaforme online di consultazione e tool informatici di calcolo – che consentano di stimare le biomasse, soprattutto quelle residuali, e facilitino le operazioni di pianificazione energetica per l’impiego di tale risorsa. È infatti importante comprendere quali siano le potenzialità delle biomasse per l’energia e se queste possono incidere in modo significativo sul bilancio energetico di un territorio in modo economicamente sostenibile e rinnovabile nel tempo.

La necessità di approfondire il potenziale produttivo e la fattibilità di impianti a biogas, alimentati in prevalenza da letami e liquami di origine zootecnica, prevede in primis un’analisi di tipo normativo che tenga in considerazione tutti i livelli amministrativi di dettaglio, dalla cornice nazionale ai Piani energetici regionali, sino alle norme attuative in materia di gestione delle biomasse, emissioni, rumore, in modo da contestualizzare al meglio le criticità connesse alla fattibilità di un impianto a biogas nel settore zootecnico.

Il presente documento si inserisce nell’ambito del più ampio progetto “Supporto allo sviluppo di modelli per la valorizzazione dei reflui zootecnici e dei sottoprodotti agroalimentari nella regione Campania con particolare riferimento a due comprensori da individuare nelle province di Caserta e Salerno”, curato dall’ISMEA nell’ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale 2014-2020. Tale progetto è mosso dall’esigenza e dalla consapevolezza che allo stato attuale non è disponibile in Italia un database unico aggiornato, in grado di fornire dati puntuali sul potenziale di biomassa a livello nazionale, nonché a livello di dettagli successivi (Regioni, Province, Comuni, o genericamente Comprensori), per incentivare gli investimenti nella filiera del biogas.

Per tale finalità, si è deciso di focalizzare l’analisi sulla normativa che ha un impatto diretto sulla dimensione aziendale degli impianti in particolare nella Regione Campania, realtà regionale particolarmente interessata alla valorizzazione energetica delle biomasse da fonti zootecniche. L’approfondimento sull’assetto normativo regionale è stato portato avanti attraverso un confronto tra Campania e Lombardia circa le principali fasi di controllo della filiera del biogas, con particolare riferimento all’utilizzo agronomico degli effluenti, proseguendo poi con la stesura di uno schematico vademecum per l’allevatore che vuole realizzare un impianto aziendale, nonché le opportunità offerte dal PSR per facilitare gli investimenti in questo settore bioenergetico.

1 Fonte: Consorzio Italiano Biogas.

Scarica il documento “Impianti aziendali a biogas. Analisi dell’assetto normativo in due regioni italiane (Campania e Lombardia)”

 

Fonte: Rete Rurale Nazionale

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Di |2019-04-10T17:50:30+02:0011 Aprile 2019|Categorie: News|Tags: |

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