Somministrazione di calcio ammonio nitrato a capre da latte in lattazione: uno studio degli effetti sulla qualità del latte e sulle risposte della fermentazione ruminale.

IN BREVE

Il calcio-ammonio nitrato (CAN) è stato ampiamente utilizzato come potenziale inibitore del metano per i ruminanti; tuttavia, sono ancora necessari studi incentrati sulla valutazione dei suoi effetti sul profilo degli acidi grassi e sulla capacità antiossidante del latte, in particolare nelle capre da latte. In questo lavoro si riportano i risultati ottenuti dalla sperimentazione effettuata su alcune capre Saanen in lattazione suddivise in tre gruppi sottoposti a trattamenti alimentari differenti. I trattamenti rispettivamente consistevano in una dieta di controllo (senza CAN), in 10 g di CAN per kg di sostanza secca e in 20 g di CAN per kg di sostanza secca.

Il nitrato (NO3) è un anione inorganico ampiamente utilizzato nelle diete dei ruminanti come potenziale additivo per mangimi per inibire la produzione di metano enterico (CH4) e, in concomitanza, come fonte di azoto non proteico (NNP) grazie alla sua capacità di fornire ammoniaca (NH3) ai microrganismi ruminali. L’eliminazione del metano all’interno del rumine si verifica perché NO3 è un accettore di elettroni che agisce a spese della metanogenesi come dissipatore di idrogeno metabolico [H] e, a causa della riduzione da NO3 a NH3 tramite denitrificazione, può generare intermedi come il protossido di azoto (N2O), l’ossido nitrico (NO) e il nitrito (NO2), quest’ultimo considerato tossico per i metanogeni ruminali.

È assodato che l’integrazione di NO3 nei ruminanti deve essere effettuata con cautela ed è altamente raccomandato un periodo di adattamento con dosi incrementali di NO3 nella dieta per evitare l’avvelenamento degli animali a causa di un accumulo indesiderato di NO2 nel rumine, che può anche essere assorbito attraverso la parete ruminale e trasferito ai tessuti e ai prodotti di derivazione animale come il latte. In effetti, studi condotti in precedenza hanno dimostrato che la somministrazione con la dieta di NO3 a vacche da latte con un precedente periodo di adattamento garantiva bassi residui di NO3 e NO2 nel latte e quindi un’assenza di rischi per la sicurezza alimentare. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi che indaghino sui residui di NO3 e NO2 nel latte di capre trattate, soprattutto data la sua importanza per l’alimentazione umana e considerando alcune sue peculiarità come le inferiori proprietà allergizzanti rispetto al latte di vacca. Inoltre, ancora abbiamo informazioni limitate per quanto concerne il meccanismo di trasferimento di NO3 e NO2 al latte e come questi residui potrebbero influire sulla capacità antiossidante del latte.

Come accennato in precedenza, l’NO può essere prodotto anche durante la riduzione di NO3 a NH3. Pertanto, si ipotizza che la presenza di NO potrebbe influenzare la capacità antiossidante del latte visto il suo potenziale di indurre stress nitrosidativo e di influire sulla stabilità ossidativa del latte. Secondo la nostra conoscenza, non sono mai stati riportati in letteratura gli effetti dell’integrazione di NO3 in capre da latte in lattazione per quanto riguarda alcune proprietà del latte come il profilo degli acidi grassi (FA) e la capacità antiossidante. Nonostante l’effetto ben documentato dell’integrazione di NO3 sulla mitigazione della produzione di CH4 enterico ed alcune risposte note, come la ridotta ingestione di sostanza secca (DMI) causata da aspetti come la minore appetibilità della dieta, c’è ancora una certa discrepanza tra gli studi su come i nitrati influenzerebbero la fermentazione ruminale, con l’eccezione di una maggiore risposta in proporzione di acetato. Sono necessari ulteriori studi per chiarire le risposte dell’NO3 per quanto concerne la digeribilità dei nutrienti e i potenziali cambiamenti nella fermentazione ruminale, che possono andare ad influenzare la sintesi di componenti del latte e il profilo degli acidi grassi.

In questo studio è stato ipotizzato che una somministrazione graduale con la dieta di calcio-ammonio nitrato (CAN) a capre da latte in lattazione non influirebbe sulle performance degli animali e sulla digeribilità dei nutrienti, aumenterebbe la proporzione di acetato, e non avrebbe impatti negativi sulla qualità del latte a causa del basso trasferimento di NO3 indipendentemente dalla dose integrata. Pertanto, l’obiettivo è stato studiare gli effetti della somministrazione di quantità incrementali di CAN a capre da latte in lattazione sull’ingestione di sostanza secca, sulla digeribilità dei nutrienti, sulla produzione e composizione del latte, sul profilo degli acidi grassi del latte, sulla capacità antiossidante e sui parametri di fermentazione ruminale.

Le prove sono state effettuate su un gruppo di dodici capre Saanen in lattazione, con una media di 98.5 ± 13.1 giorni in lattazione, 53.5 ± 3.3 kg di peso corporeo e 2.53 ± 0.34 kg di latte/giorno, sono state inserite casualmente in quattro quadrati latini 3 × 3 per ricevere le seguenti diete: gruppo di controllo (senza CAN) con 7.3 g/kg DM di urea (URE), 10 g/kg DM di CAN (CAN10) e 20 g/kg DM di CAN (CAN20).

Ogni periodo è durato 21 giorni, con 14 giorni per l’adattamento alla dieta e sette giorni per la raccolta di dati e campioni. L’ingestione di DM, la digeribilità dei nutrienti, le rese di latte, il latte corretto per i grassi al 3.5% e il latte corretto per energia non sono stati influenzati dai trattamenti. Allo stesso modo, non sono stati osservati effetti del trattamento sulle percentuali e sulle concentrazioni di grasso del latte, di proteina vera e di lattosio, con effetti minori sul profilo degli acidi grassi del latte. La capacità antiossidante totale nel latte non è stata influenzata dai trattamenti; tuttavia, è aumentata la concentrazione dei dieni coniugati, mentre le sostanze reattive dell’acido tiobarbiturico nel latte sono diminuite linearmente. I residui di nitrati e nitriti nel latte sono apparsi aumentati dai trattamenti, mentre il totale degli acidi grassi volatili e la concentrazione di azoto ammoniacale nel rumine non sono stati modificati.

Nel complesso si può quindi affermare che la somministrazione con la dieta di CAN (fino a 20 g/kg di DM) a capre da latte in lattazione non ha avuto influenze sull’ingestione di alimento, la digeribilità dei nutrienti e la composizione del latte. Per quel che riguarda invece capacità antiossidante del latte questa è stata alterata dall’aumento dei dieni coniugati che può indurre una più rapida ossidazione dei lipidi presenti al suo interno, così come la riduzione delle sostanze reattive dell’acido tiobarbiturico, unitamente a maggiori concentrazioni di residui di nitrati e nitriti nel latte.  

Tratto da: “Feeding Calcium-Ammonium Nitrate to Lactating Dairy Goats: Milk Quality and Ruminal Fermentation Responses” di Kleves V. Almeida, Geraldo T. Santos, Jesus A. C. Osorio, Jean C. S. Lourenço, Monique Figueiredo, Thomer Durman, Francilaine E. Marchi, Claudete R. Alcalde, Ranulfo C. Silva-Junior, Camila C. B. F. Itavo, Rafael C. Araujo e Andre F. Brito. Animals 2022, 12, 983. https://doi.org/10.3390/ani12080983 

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