Interrogazione dell’On. Maglione sull’attuazione del D. lgs. 52/2018 in materia di riproduzione animale e registri genealogici

//Interrogazione dell’On. Maglione sull’attuazione del D. lgs. 52/2018 in materia di riproduzione animale e registri genealogici

Interrogazione dell’On. Maglione sull’attuazione del D. lgs. 52/2018 in materia di riproduzione animale e registri genealogici

Atto Camera
Interrogazione a risposta in commissione 5-01256
presentato da
MAGLIONE Pasquale
testo di
Martedì 22 gennaio 2019, seduta n. 111

MAGLIONE, CADEDDU, CILLIS, DEL SESTO, GAGNARLI, GALLINELLA, ALBERTO MANCA e PARENTELA.Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

risulta all’interrogante che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato abbia fatto pervenire al competente ufficio del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo una richiesta di elementi informativi e chiarimenti in ordine ai temi della normativa sulla riproduzione animale e sui registri genealogici;

in particolare, ciò che interessa all’Autorità, per quanto nella sua competenza, risulta essere la questione del rispetto, in quell’ambito normativo e nella sua concreta applicazione, dei princìpi della libera concorrenza;

sotto il profilo della disciplina di legge, l’Autorità è interessata a sapere in che misura il decreto legislativo da ultimo approvato (n. 52 del 2018) sia idoneo ad apportare una sostanziale modifica del contesto organizzativo preesistente, connotato da una già precedentemente censurata carenza di una effettiva possibilità di sviluppo di attività in concorrenza reale (si fa riferimento ad una segnalazione della medesima Autorità risalente al 10 marzo 2010);

inoltre, oggetto della richiesta di chiarimenti è l’iniziativa organizzativa dell’Associazione italiana allevatori che risulta essere stata assunta successivamente all’adozione della riforma legislativa: se ne richiedono dettagli e si domanda se vi sia sostanziale compatibilità tra detta iniziativa e i princìpi del decreto legislativo suddetto, improntati al rispetto della specializzazione delle attività, della separazione delle stesse, in un’ottica di tutela della libera concorrenza e della eliminazione di anche potenziali conflitti di interesse –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e se abbia dato riscontro alla richiesta dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato;

se e, in caso positivo, in che termini il Ministro abbia adottato iniziative o provvedimenti attuativi del decreto legislativo n. 52 del 2018 per renderlo operativo e concretamente applicabile.

5-01256 Maglione: Sull’attuazione del decreto legislativo n. 52 del 2018 in materia di riproduzione animale e registri genealogici.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Signor Presidente, Onorevoli deputati,

come noto, il decreto legislativo n. 52 del 2018, riformando la disciplina della riproduzione animale, ha comportato la riorganizzazione del settore delle Associazioni allevatoriali.
Uno degli aspetti cardine della nuova disciplina normativa è rappresentato dalla specializzazione delle attività, ovvero la separazione dei ruoli tra le Associazioni Nazionali Allevatori (ANA) e l’Associazione Italiana Allevatori (AIA), e dall’aggregazione delle ANA in specifici comparti produttivi.
Con la citata riforma si è inteso dare anche attuazione alla raccomandazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) del 10 marzo 2010, attraverso l’introduzione di principi idonei a garantire il rispetto di concorrenza, terzietà e indipendenza tra i soggetti che si occupano dei controlli negli allevamenti zootecnici ed i soggetti che li utilizzano ai fini del miglioramento genetico del bestiame e tenuta dei libri genealogici.
In particolare, le principali novità riguardano:
il riconoscimento degli «Enti selezionatori» quali soggetti deputati alla realizzazione e gestione dei programmi genetici, se in possesso di determinati requisiti;
la necessità dell’iscrizione ai libri genealogici per poter vedere riconosciuto un animale di una specifica razza;
la separazione delle funzioni di raccolta dati zootecnici e loro elaborazione, da parte degli Enti selezionatori, ai fini dell’attività di selezione;
la costituzione di una Banca Dati Unica Zootecnica a livello nazionale e la definizione, da parte del Ministero, delle modalità di accesso ai relativi dati, utilizzabili anche per l’erogazione dei servizi di consulenza aziendale;
l’istituzione di Comitato Nazionale Zootecnico (CNZ) che può essere articolato per attitudine produttiva con compiti di regolazione, standardizzazione e di indirizzo dell’attività di raccolta dei dati negli allevamenti.

Rilevo inoltre che, in tale contesto, le Associazioni Nazionali Allevatori (Enti selezionatori) che intenderanno accedere ai contributi pubblici saranno operativamente riorganizzate e accorpate per comparti produttivi (bovini da latte, bovini da carne, bufalini, equidi, ovi-caprini, suini) e dovranno associare direttamente gli allevatori (associazioni di primo grado) incrementando, in tal modo, la compartecipazione diretta allo svolgimento dei programmi genetici di miglioramento e/o conservazione del patrimonio zootecnico.
Nel settore della raccolta dati in allevamento (controlli funzionali), una delle principali innovazioni previste dal decreto legislativo in parola riguarda l’introduzione di specifici requisiti per gli Enti incaricati della raccolta dei dati nelle aziende zootecniche, predisposti per favorire una specializzazione delle attività ed assicurare la terzietà dei dati e la loro validazione.
Inoltre, per incrementare ulteriormente la concorrenza nel settore, l’articolo 4, comma 3, della predetta norma prevede che la raccolta dei dati in allevamento (finalizzata ad alimentare la Banca Dati Unica Zootecnica ed arricchire le informazioni da mettere a disposizione per l’erogazione dei servizi di consulenza aziendale) possa essere svolta, senza maggiori oneri per la finanza pubblica, anche su iniziativa di soggetti diversi da quelli previsti in precedenza ponendo, in capo ai predetti soggetti, il necessario possesso di alcuni specifici requisiti.
In materia di consulenza aziendale l’innovazione è ora rappresentata dalla separazione delle funzioni tra il soggetto che raccoglie i dati e quello che eroga i servizi di assistenza tecnica. In particolare, l’articolo 4 comma 6, prevede una netta separazione delle funzioni tra queste due tipologie di soggetti che non potranno coincidere.
Riguardo al procedimento di ristrutturazione organizzativa a mezzo della costituzione della «Federazione delle associazioni di razza» preciso che, con nota n. 1996 del 18 gennaio scorso, il Ministero ha dato riscontro alle richieste formulate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
In particolare, per garantire la piena corrispondenza della riorganizzazione delle associazioni allevatori alla vigente normativa, abbiamo rilevato la necessità di assicurare, non solo, il carattere di non obbligatorietà dell’adesione alla citata Federazione, ma anche l’autonomia e l’indipendenza degli Enti selezionatori (ANA), non dovendo l’eventuale adesione alla Federazione da parte dei predetti Enti interferire in alcun modo con le attività dagli stessi espletate.
Tale requisito di autonomia e indipendenza rappresenta peraltro condizione necessaria per ottenere il finanziamento delle attività relative alla Sottomisura 10.2 del PSRN 2014-2020: Sostegno per la conservazione, l’uso e lo sviluppo sostenibili delle risorse genetiche in agricoltura — Attività di caratterizzazione delle risorse genetiche animali di interesse zootecnico e salvaguardia della biodiversità, così come stabilito nell’ambito dei requisiti dell’Avviso pubblico.
A tal riguardo rilevo che l’AGCM, prendendo atto delle nostre precisazioni, nell’adunanza del 20 marzo 2019 ha ritenuto di non dover procedere in relazione ad alcune segnalazioni ricevute sulla disciplina della riproduzione.
Alla luce di quanto sin qui rappresentato, in linea con le disposizioni del decreto legislativo n. 52 in parola, sono state quindi adottate le iniziative attuative atte a garantire l’autonomia e l’indipendenza delle ANA, munite di un proprio assetto organizzativo nettamente distinto da quello dell’Associazione Italiana Allevatori.

 

Fonte: Camera dei Deputati

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Di |2019-06-10T15:26:57+02:0011 Giugno 2019|Categorie: Leggi & Norme|Tags: , |

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