Oggetto: Trasporto di animali in paesi terzi

Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000993/2021 alla Commissione 
Articolo 138 del Regolamento
Harald Vilimsky (ID)

18 Febbraio 2021

Le audizioni di esperti della commissione d’inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto (ANIT), alla quale erano presenti anche rappresentanti della Commissione, hanno rivelato alcuni fatti interessanti che sollevano ulteriori interrogativi.

Gli esperti hanno evidenziato una relativa mancanza o addirittura una totale assenza di norme in materia di benessere degli animali durante il trasporto di animali vivi dall’Unione verso alcuni paesi terzi e che le condizioni in molti di questi ultimi sono terribili. Essi hanno affermato che i trasporti verso paesi non appartenenti all’UE non sono stati effettuati in linea con il regolamento pertinente, in quanto il benessere e la cura degli animali non potevano essere garantiti ed il trasporto dovrebbe pertanto essere considerato illegale.

Per quale motivo la Commissione non vieta immediatamente tutti i trasporti verso tali paesi?

Gli esperti hanno inoltre affermato che molti veicoli non soddisfano i requisiti relativi, ad esempio, all’abbeveraggio ed all’alimentazione degli animali.

Perché allora i trasporti a lunga distanza che utilizzano tali veicoli non sono immediatamente vietati?

Se la Commissione è al corrente del fatto che molti Stati membri non rispettano le norme in vigore, perché non vengono applicate sanzioni più severe e/o controlli più approfonditi?

Risposta data dalla Sig.ra Kyriakides a nome della Commissione (27 aprile 2021)

La Commissione è consapevole del fatto che il trasporto su lunghi tragitti, soprattutto quando parte del viaggio avviene in paesi terzi, può essere problematico. Negli ultimi anni la Commissione si è concentrata sul l’assistenza agli Stati membri per migliorare le condizioni degli animali esportati verso paesi terzi.

L’attuale legislazione in materia di benessere degli animali non prevede la possibilità per la Commissione di vietare l’esportazione di animali vivi al di fuori dell’UE. Tuttavia, le esportazioni verso paesi terzi dovrebbero essere effettuate nel rispetto della pertinente legislazione dell’UE. Le autorità competenti degli Stati membri continuano ad avere la responsabilità primaria di garantire che ciascuna di tali operazioni di trasporto sia conforme ai requisiti del l’UE.

La Commissione ha aiutato gli Stati membri a migliorare l’attuazione della legislazione comunitaria. Di conseguenza, ad esempio, il numero di animali esportati su strada verso la Turchia nel periodo più caldo dell’anno è stato notevolmente ridotto. La Commissione sta inoltre lavorando ad un progetto volto a migliorare l’ispezione delle navi adibite al trasporto di bestiame.

Parallelamente, nel contesto della Strategia Farm to Fork1, la Commissione rivedrà la legislazione UE in materia di benessere degli animali, anche per quanto riguarda il trasporto degli animali, traendo insegnamento dall’esperienza acquisita con l’applicazione delle norme vigenti e tenendo conto delle più recenti prove scientifiche.

  1. COM(2020) 381 final.

 

Fonte: Parlamento europeo

Print Friendly, PDF & Email