“L’economia italiana mantiene un profilo espansivo”. L’Istat indica nella nota mensile che il quadro economico si manterrà ancora positivo e si sottolinea che la situazione economica rimane “stabile su livelli elevati confermando, per i prossimi mesi, il mantenimento di uno scenario macroeconomico favorevole”.

L’Istat registra inoltre che a fine 2017 la produttività del lavoro è in risalita. Nel quarto trimestre del 2017 il prodotto interno lordo (Pil) è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,6% nei confronti del quarto trimestre del 2016: “secondo i dati trimestrali di contabilità nazionale, in presenza di aumenti moderati sia delle ore lavorate sia della unità di lavoro, nel quarto trimestre la produttività del lavoro è migliorata utilizzando entrambe le misure”.

Nel 2017 il Pil corretto è aumentato dell’1,5% e la variazione acquisita per il 2018 è pari a +0,5%.

Rispetto al trimestre precendente, spiega l’Istat, “i principali aggregati della domanda interna risultano in crescita, con un incremento dello 0,1% dei consumi finali nazionali e dell’1,7% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni e le esportazioni sono cresciute, rispettivamente, dell’1,0% e del 2,0%”.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito alla crescita del Pil per 0,4 punti percentuali (+0,3 gli investimenti fissi lordi e un apporto nullo sia dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP), sia della spesa della Pubblica Amministrazione (PA)).

Si registrano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto dell’industria (+0,9%) e dei servizi (+0,2%), mentre quello dell’agricoltura è diminuito dello 0,8%.

Ma per la Commissione Ue la situazione economica dell’Italia presenta ancora troppi squilibri, tra cui alto debito e una protratta bassa produttività che comporta rischi di “implicazioni transnazionali, in un contesto di crediti deteriorati ancora elevati e disoccupazione”.

La Commissione Ue nel rapporto sugli squilibri, evidenzia che in Italia il debito “si stabilizza ma ancora non ha imboccato un percorso di ferma discesa a causa del deteriorarsi del saldo strutturale”, e lo slancio delle riforme “è in qualche modo rallentato”. La Commissione Ue scrive ancora come “la competitività esterna è migliorata ma la debole produttività, legata a ostacoli strutturali, all’accelerazione del costo del lavoro e alla bassa inflazione rendono impegnativo ribaltare la perdita di competitività”.

Infine la Corte di Giustizia europea ha riconosciuto la legittimità dei risarcimenti a favore dei lavoratori del settore pubblico in Italia “vittime” di abuso nel ricorso a contratti a termine, purché questi risarcimenti siano accompagnati anche da meccanismi di sanzioni effettive e dissuasive nei confronti dei dirigenti pubblici responsabili dell’abuso stesso. Non è invece obbligatoria la stabilizzazione del lavoratore.

Fonte: Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Print Friendly, PDF & Email