La redazione di Ruminantia ha pensato che non potesse mancare tra le nostre interviste quella al Prof. Luigi Zicarelli, da tutti ritenuto il guru dell’allevamento delle bufale sia in Italia che nel mondo. Classe 1947, già dalla sua laurea in veterinaria a Napoli nel 1969 ha preso il testimone dai suoi maestri e accumulato conoscenze su tutti i fattori che influenzano le prestazioni di questo, per certi versi, strano animale, profondamente diverso dai bovini, dalle pecore e dalle capre. Per questo il professore scherzosamente si definisce un tuttologo, ma della bufala.

Oltre ad aver dato un contributo fondamentale alla crescita scientifica e professionale di questo settore, Zicarelli ha generato una numerosa “progenie” di accademici, professionisti e allevatori, e tutti insieme hanno reso possibile il grande successo di questa specie e della mozzarella di bufala.

Secondo i dati Ismea, la “Mozzarella di Bufala Campana DOP” è stata, nel 2016, il quarto formaggio DOP italiano in termini di volume, dopo il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano e il Gorgonzola, la terza DOP come valore (fatturato) e la quinta come valore nell’esportazione. Performance notevoli, dovute al latte prodotto da una popolazione di oltre 364.860 capi (dati BDN 30/06/2019). In Italia sono presenti 1808 allevamenti, di cui il 66.6% ubicati in Campania e il 25.6% nel Lazio. Anche la Lombardia ospita 19 allevamenti.

Al Professore abbiamo chiesto di ripercorrere il passato e il presente, ma anche di tracciare il futuro, di questo settore. Molto interessante il suo punto di vista su come la selezione genetica e la nutrizione dovranno essere gestite, non solo nella bufala ma per tutti i ruminanti che producono il latte utilizzato per fare quei prodotti che il mondo ci invidia.

Guardando e ascoltando l’intervista molte sono le cose da imparare e tante le riflessioni da fare.

Vi auguriamo una buona visione!

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