Abstract

The presence of various species of filth flies is a widespread problem where livestock are maintained and where manure accumulates. Cyromazine, an insect growth regulator, affects larval and pupal cuticles in dipterans and some other insects. Cyromazine may, however, act on some step(s) of sclerotization of the cuticle. The precise mode of cyromazine action remains unknown. Effects were assessed through larvae and adult mortality together with the evaluation of larval and pupal body deformities, female fecundity and adult emergence rate.
Cyromazine is a biorational insecticide with very low mammalian toxicity.

 

Formula chimica di struttura della ciromazina

La ciromazina (N-cyclopropyl-1,3,5-triazine-2,4,6-triamine) è un’ammino-triazina catalogata tra gli insetticidi Regolatori di Crescita (dall’inglese Insects Growth Regulators). L’uso massiccio in zootecnia è dovuto principalmente all’elevata selettività verso le larve di mosche e alla bassissima tossicità nei confronti degli animali a sangue caldo. Il meccanismo d’azione sembrerebbe essere stato identificato nel disturbo nei processi di melanizzazione e sclerotizzazione della cuticola per effetti diretti o quantomeno indiretti sugli enzimi Fenilalanina idrossilasi e Diidrofolato riduttasi. Tutt’oggi il preciso meccanismo d’azione della ciromazina non è del tutto chiarito.

Azione mirata

Per il phylum degli artropodi il metabolismo degli amminoacidi essenziali è cruciale per la formazione della cuticola (Hopkins e Kramer, 1991) dove la chitina costituisce il materiale basilare. Affinché questo rivestimento esterno, chiamato esoscheletro, possieda una consistenza sufficiente per garantire le funzioni vitali, viene irrobustito attraverso il processo di sclerotizzazione (Andersen, 1979; Binnington e Retnakaran, 1991).

Poiché la cuticola è una prerogativa imprescindibile per il mondo degli artropodi, la possibilità di agire sul suo sviluppo risulta estremamente interessante per contenere la proliferazione di insetti molesti riducendo al minimo l’impatto sugli organismi non bersaglio. Su tale fondamento, sorgono gli insetticidi regolatori di crescita.

La ciromazina come larvicida

La ciromazina è un effettivo larvicida contro un numero elevato di insetti molesti, dove i Ditteri brachiceri (mosche e mosconi) figurano tra le principali vittime.

Appare chiaro come gli effetti del regolatore di crescita sorgano prevalentemente in seguito all’ingestione da parte della larva, consentendo il pieno controllo della popolazione fintanto che la matrice organica trattata rimane accessibile alle larve stesse. Merita di essere rilevato il fatto che nessun sintomo risulta apprezzabile nelle larve prima della successiva muta o transito allo stadio di pupa. Come conseguenza, nei tempi successivi all’applicazione della ciromazina, si potrà osservare come le larve si nutrono in maniera apparentemente regolare. In realtà, dopo sole poche ore incomberanno radicali cambiamenti morfologici che culmineranno con il loro definitivo arresto nello sviluppo (Wilson, 1997; Bel et al., 2000; Hoko dossier).

Modalità d’azione del larvicida

Il primo fenomeno che si verifica quando la ciromazina viene ingerita dalle larve è un irrigidimento della cuticola (Davis D. 2000; Friedel, T. Hales, D.F., e Birch, D. 1988).

Gli stadi larvali maggiormente vulnerabili risultano essere i primi due, ovvero stadio di L1 e di L2, mentre nello stadio di L3 gli effetti della ciromazina possono essere più lenti in quanto quest’ultimo si nutre poco o nulla. Studi sulle aberrazioni morfologiche hanno dimostrato che dosaggi elevati di ciromazina (1.5 ppm) provocano turbe a carico della pupa in quanto l’azione regolativa del larvicida si manifesta con maggiore violenza, mentre a concentrazioni ben più basse, 0.5 ppm, gli effetti tardano ad arrivare e pertanto finiscono col manifestarsi solo allo stadio adulto. Questo fattore non è trascurabile in quanto allo stadio adulto l’insetto può volare e quindi propagare microrganismi patogeni in azienda minacciando la Biosicurezza dell’allevamento.

Viceversa, se i trattamenti larvicidi vengono condotti con criterio, ovverosia considerando l’incidenza di fattori ambientali quali umidità e temperatura sul ciclo vitale dell’infestante, i primi due stadi di sviluppo larvale troveranno a disposizione il larvicida e di conseguenza l’insetto adulto non trova modo di svilupparsi. A concentrazioni di ciromazina di 1.5 ppm la pupa appare larviforme, lunga due o addirittura tre volte più del normale (B5.10/01 by Hoko). Progressivamente comincia un irreversibile processo di necrosi tissutale, con perdita di liquidi fino a sopraggiungimento della morte.

In uno studio di Kocisova del 2004 (Hoko dossier) dopo il trattamento delle deiezioni animali solide con un dosaggio pari a 0.5 grammi di ciromazina per metro quadro di superficie, il processo di muta delle larve veniva interrotto con successo senza compromessi. Le larve superstiti presentavano dimensioni anomale, si muovevano a stento e, ammesso che riuscissero a generare la pupa, quest’ultima non aveva nessuna prerogativa per continuare il processo. Benché siano le larve il principale bersaglio della ciromazina, le uova di mosca trattate non davano vita alla larva in molti casi (Alam e Motoyama, 2000).

Gli effetti dell’insetticida sono stati valutati anche sullo stadio pupale. La presenza di ciromazina sul substrato di sviluppo delle pupe aveva un riflesso tangibile sugli adulti che si sviluppavano privi di ali oppure con genitali sottosviluppati in entrambi i sessi (Cerf e Georghiou, 1974).

Alam e collaboratori dimostrarono già nel 2001 che la ciromazina ha effetti diretti anche sull’adulto. La femmina che ingeriva la ciromazina che racimolava dalla matrice trattata, subiva dei danni alle uova che portava in grembo con successiva inibizione della prole di prima generazione.

Campi di applicazione

L’impiego maggiore della ciromazina è previsto negli ambienti zootecnici, sebbene venga applicata anche negli ambienti civili quali discariche o centri di compostaggio. Un parametro importante per assicurare l’efficacia riguarda l’uniformità dell’applicazione lungo le pareti degli edifici o dei recinti, lungo i divisori delle lettiere, le superfici dove si accumulano le deiezioni e nelle aree non calpestate dagli animali.

Solitamente il prodotto a base ciromazina si distribuisce tal quale a spaglio sulle superfici dove si accumulano le deiezioni alla dose di 25 grammi per metro quadro lineare. Specie su soggetti allevati su lettiere asciutte, risulta di gran lunga più performante l’intervento con 250 grammi di larvicida diluito in 10 litri d’acqua da irrorare su 10 metri quadri di superficie utile.

 

Per maggiori informazioni clicca qui o contatta il Dott. Stefano Cherubin (scherubin@newpharm.it).

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