La Commissione europea ha adottato, lo scorso venerdì, una proposta di revisione mirata della politica agricola comune (PAC) per ridurre gli oneri amministrativi per gli agricoltori dell’UE, pur mantenendo una politica forte, sostenibile e competitiva per l’agricoltura e l’alimentazione dell’UE.

La proposta integra le azioni a breve termine già presentate dalla Commissione e approvate dal Consiglio Agrifish lo scorso 26 febbraio, si basa su un’ampia consultazione delle parti interessate e tiene conto delle conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2023.

“La Commissione sta adottando azioni forti e rapide per sostenere i nostri agricoltori in un momento in cui devono affrontare numerose sfide e preoccupazioni – ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. – Le proposte odierne, elaborate in stretta collaborazione con gli agricoltori, le principali parti interessate, i nostri Stati membri e gli eurodeputati, offrono flessibilità mirate per aiutare gli agricoltori a svolgere il loro lavoro vitale con maggiore fiducia e certezza.”

Adattare le condizionalità alla nuove realtà

Nel primo anno di attuazione dell’attuale PAC (2023-2027), gli agricoltori dell’UE hanno dovuto affrontare sfide per conformarsi pienamente ad alcuni degli standard benefici per l’ambiente e il clima denominate “buone condizioni agronomiche e ambientali” (BCAA). Poiché la maggior parte dei pagamenti della PAC che gli agricoltori ricevono sono collegati a questa serie di nove standard, essi sono indicati anche come condizionalità.

La Commissione propone pertanto una revisione mirata di determinate condizionalità nel regolamento sui piani strategici della PAC. Il riesame riguarda le seguenti condizionalità.

BCAA 8 sugli elementi non produttivi

Gli agricoltori dell’UE dovranno mantenere gli elementi caratteristici del paesaggio esistenti sui loro terreni, ma non saranno più obbligati a destinarne una parte minima a elementi non produttivi, come i terreni a riposo. Possono invece scegliere, su base volontaria, di mantenere una quota dei loro terreni non produttivi o di creare nuovi elementi caratteristici del paesaggio (come siepi o alberi), e ricevere quindi un sostegno finanziario supplementare attraverso un regime ecologico che tutti gli Stati membri dovranno offrire nei loro piani strategici della PAC. Tutti gli agricoltori dell’UE saranno incentivati a mantenere aree non produttive benefiche per la biodiversità senza temere perdite di reddito.

BCAA 7 sulla rotazione delle colture

Gli agricoltori dell’UE saranno in grado di soddisfare tale requisito scegliendo di ruotare o diversificare le loro colture, a seconda delle condizioni che si trovano ad affrontare e se il loro paese decide di includere l’opzione della diversificazione delle colture nel loro piano strategico della PAC. La flessibilità di procedere alla diversificazione anziché alla rotazione delle colture consentirà agli agricoltori colpiti da siccità regolare o da precipitazioni eccessive di soddisfare più facilmente tale requisito.

BCAA 6 sulla copertura del suolo durante i periodi sensibili

Gli Stati membri avranno molta più flessibilità nel definire i periodi sensibili e le pratiche autorizzate a soddisfare tale requisito, alla luce delle loro condizioni nazionali e regionali e nel contesto della crescente variabilità meteorologica.

Altre proposte

Oltre a queste modifiche specifiche, la Commissione propone che gli Stati membri possano esentare determinate colture, tipi di suolo o sistemi agricoli dal rispetto dei requisiti in materia di lavorazione del terreno, copertura del suolo e rotazione/diversificazione delle colture (rispettivamente GAECS 5, 6, 7). Potrebbero essere possibili anche deroghe mirate per consentire l’aratura per ripristinare i prati permanenti nei siti Natura 2000 in caso di danni causati da predatori o specie invasive (BCAA 9). Tali esenzioni possono essere fissate per l’intero periodo della PAC nei piani strategici ma dovrebbero essere limitate in termini di superficie e stabilite solo laddove si rivelino necessarie per affrontare problemi specifici. La Commissione europea riesaminerà le modifiche necessarie per convalidare le esenzioni e mantenere la coerenza con gli obiettivi ambientali generali dei piani.

In casi estremi di condizioni meteorologiche avverse che impediscono agli agricoltori di lavorare correttamente e rispettare i requisiti BCAA, gli Stati membri possono anche introdurre deroghe temporanee limitate nel tempo e applicabili solo ai beneficiari interessati.

Per garantire che i paesi dell’UE possano adattare più frequentemente i loro piani strategici della PAC al mutare delle condizioni, la Commissione propone di raddoppiare il numero di modifiche consentite ogni anno.

Inoltre, propone di esentare le piccole aziende agricole di meno di 10 ettari dai controlli e dalle sanzioni connesse al rispetto dei requisiti di condizionalità. Ciò ridurrà notevolmente gli oneri amministrativi connessi ai controlli per i piccoli agricoltori, che rappresentano il 65 % dei beneficiari della PAC.

Migliorare la remunerazione degli agricoltori e la loro posizione nella filiera alimentare

Per rispondere a tutte le preoccupazioni espresse nelle ultime settimane, la Commissione sta inoltre inviando al Consiglio e al Parlamento europeo un documento di riflessione che delinea diverse misure per migliorare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare che potrebbero essere portate avanti a breve e medio termine. Tra queste troviamo:

  • Osservatorio sui costi di produzione, sui margini e sulle pratiche commerciali.
  • Miglioramenti mirati al quadro giuridico stabilito dal regolamento recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (OCM):
    • Rafforzamento delle norme sui contratti con l’industria alimentare e il commercio al dettaglio.
    • Rafforzamento delle organizzazioni di produttori per consentire agli agricoltori di cooperare e agire collettivamente in modo più efficace nei confronti di altri attori della filiera alimentare.
    • Nuove norme sull’applicazione transfrontaliera delle normative contro le pratiche commerciali sleali.
  • Valutazione approfondita della direttiva sulle pratiche commerciali sleali, in vigore dal 2021. Nella primavera del 2024 sarà presentata una prima relazione che illustra lo stato di avanzamento dell’attuazione della direttiva da parte degli Stati membri. La relazione confluirà quindi in una valutazione più dettagliata che la Commissione presenterà nel 2025, che potrebbe essere accompagnata, se del caso, da proposte legislative.

Le discussioni con gli Stati membri su queste possibili misure si svolgeranno in vari formati, in particolare il prossimo Consiglio “Agricoltura” del 26 marzo.

Il plauso delle associazioni di categoria

Coldiretti

Le modifiche alla Pac proposte della Commissione vanno incontro a molte delle richieste avanzate dalla Coldiretti verso una maggiore semplificazione e l’eliminazione di alcuni vincoli green che pesano sulle aziende agricole, a partire dall’obbligo dei terreni a riposo, oltre che più flessibilità per gli Stati. Ora, però, è necessario uno scatto in più sulla revisione delle regole per gli Aiuti di Stato, per dare le risposte necessarie alle problematiche delle imprese”.

CIA-Confederazione Italiana Agricoltori

Ue: Cia, avanti su semplificazione e riconoscimento valore agricoltori lungo la filiera

Cia si è espressa favorevlmente sull’attenzione della Commissione verso la semplificazione della Pac, con particolare interesse per l’introduzione della volontarietà retroattiva riguardante le misure di condizionalità e l’apertura a una Pac più flessibile, consentendo maggiori possibilità di modifica al Piano strategico e alleggerendo il monitoraggio e i controlli per le piccole aziende. Inoltre, apprezza l’ipotesi di un Osservatorio per monitorare i costi di produzione, i prezzi e i margini lungo la filiera, il potenziamento dei contratti e delle Organizzazioni di produttori per correggere gli squilibri.

L’agricoltura del futuro è sempre più europea e Bruxelles ci vedrà sempre più spesso. Dobbiamo lavorare a braccetto, e rapidamente, su misure e strumenti davvero rispondenti alle esigenze dei nostri produttori – commenta il presidente nazionale di Cia, Cristiano Finie in equilibrio con la transizione green che la nostra agricoltura non vuole certo abbandonare.