La dermatite digitale è davvero una malattia inevitabile e incurabile?

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La dermatite digitale è davvero una malattia inevitabile e incurabile?

La dermatite digitale (DD) è una malattia del dito ad elevatissima prevalenza nell’allevamento della bovina da latte e a decorso endemico. E’ difficile trovare allevamenti intensivi dove non sia presente (70-95%) ma si riscontra anche in quelli dove si fa il pascolamento.

Fu descritta la prima volta nel 1974 da Cheli e Mortillaro proprio in Italia. E’ una patologia plurifattoriale a forte componente batterica ad oggi non completamente compresa. I batteri che vengono quasi sempre isolati dalle lesioni della DD appartengono al genere Treponema della famiglia delle Spirochaetacee. Sono batteri comuni nelle feci e temono l’ossigeno. Il Treponema non è stato mai isolato sulla pelle sana ma solo in quella macerata dalla continua umidità. Se non s’interviene tempestivamente dopo 7 giorni il batterio penetra nel derma incistandosi e questa è la ragione principale della persistenza dell’infezione. Le vacche con la dermatite in forma cronica sono i reservoir dell’infezione in allevamento.

Sono stati anche isolati i Fusobacterium spp, i Bacteroides spp, il Campylobacter spp e il Peptococcus spp. Nel 1997 Doffer propose una classificazione delle varie forme di DD proponendo l’ M-Stage Scoring System basato sulla sola osservazione visiva. Lo stadio M1è caratterizzato da una piccola lesione di cm 2, lo stadio M2 rappresenta la fase acuta. Negli stadi successivi M3 e M4 si nota una più o meno accentuata proliferazione della cute e a questo punto è praticamente incurabile. Si può invece ancora sperare nella guarigione nelle forme M1 e M2. La DD ha un discreta ereditabilità che può arrivare oltre lo 0.40 specialmente per la forma M3 delle manze.

La dermatite provoca alle bovine dolore, riduzione della produzione di latte di oltre 500 grammi al giorno, scarsa fertilità e aumento del rischio di precoce riforma.  Il danno economico è piuttosto consistente anche per la spesa dei trattamenti locali e spesso sistemici. L’ambiente rappresenta il principale fattore di rischio. Piedi sporchi e sempre immersi nelle feci hanno un ruolo fondamentale e questa è una condizione quasi inevitabile nelle stalle dove tutte le superfici sono cementate e pulite manualmente o meccanicamente. Senza il miglioramento delle condizioni igieniche e di umidità del piede è difficile che i trattamenti di cui parleremo in seguito possano ridurre sensibilmente la prevalenza di questa malattia rendendola quindi incurabile.

E’ bene precisare che i bagni podali hanno solo la funzione di controllare la diffusione batterica. Una volta che il Treponema è penetrato nel derma questi trattamenti sono di scarsa o nulla efficacia. E’ altamente consigliato eseguire settimanalmente e in sala di mungitura l’ M-Stage Scoring System per individuare le forme M1 e M2 da sottoporre a terapia individuale il più precocemente possibile. Esiste un debolissimo legame tra DD e nutrizione se relativo al ruolo che possono avere alcuni oligoelementi come lo zinco e gli amminoacidi solforati sulla qualità delle pelle del piede.

Per la terapia e la prevenzione della DD tre sono le strade percorribili: l’antibiotico sistemico, i trattamenti topici individuali e i bagni podali collettivi. Nonostante si tratti di una patologia grave ad alta prevalenza e forte impatto economico il numero delle ricerche effettuate, soprattutto sull’efficacia dei trattamenti, è piuttosto modesto.

Si ricorre all’antibiotico sistemico quando si notano le lesioni in atto e la zoppia causata dal dolore. Pochi sono gli antibiotici disponibili. I più comuni sono la Penicillina G-procaina, il Celtiofur e il Cefquinome, inoculati intramuscolo nelle forme acute.

I trattamenti topici o locali si possono effettuare con antibiotici o con altre molecole generalmente spray oppure in polvere applicati sotto le fasciature. Tra gli antibiotici quello più diffuso è l’ossitetraciclina in polvere o spray ma si può utilizzare la lincomicina da sola o associata alla spectinomicina o il cloramfenicolo. Molte sono le sostanze utilizzabili in alternativa al trattamento topico con antibiotici. Abbiamo il PVP-iodio, il solfato di rame, le soluzioni di rame ionizzato acidificate, il perossido d’idrogeno, l’acido perossiacetico e la glutaraldeide. Poche sono le ricerche e le metanalisi su questi principi attivi in genere alla base dei prodotti commerciali, soprattutto nei confronti dell’ossitetraciclina.

Di grande diffusione sono i bagni podali utilizzati per tenere sotto controllo la diffusione dei batteri che causano la DD oppure per trattare le forme M1, ossia per evitare la penetrazione del Treponema nel derma. Allo scopo si utilizzano vasche poste in genere all’uscita della sala di mungitura, idealmente lunghe tre metri, strette per evitare che le bovine possano girarsi (m 1) e profonde almeno cm 15. Il prodotto maggiormente utilizzato è la formalina, ossia la formaldeide diluita al 24-30% da utilizzarsi a concentrazioni variabili dal 2.5 al 12.5%. Secondo ricerche effettuate a quest’ultima concentrazione si avrebbe un tasso di guarigione del 91% se le bovine soggiornassero per un’ora e una volta alla settimana in questa soluzione. Le soluzioni al 5% applicate 1 o 2 volte alla settimana possono essere efficaci ma non risolutive. La soluzione al 2.5% andrebbe applicata per sette giorni consecutivi ma i risultati sono controversi.  Secondo una ricerca di Yeruham e Perl (1998) una soluzione al 5% di formalina e al 5% di idrossido di sodio (soda caustica), applicata due volte a settimana per 12 settimane, porta all’eradicazione della DD. Il regolamento (EU)895/2014 classifica la formalina come cancerogeno di classe 1B e come mutageno di categoria 2 vietandone l’uso in Europa dall’1 Gennaio 2016. Deroga a questo divieto è concessa ai soggetti che hanno ottenuto una specifica autorizzazione da parte dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA).

Alternativa alla formalina è il solfato di rame, riammesso l’1 Settembre 2016 tra i prodotti biocidi legali. Poche sono le ricerche effettuate su questo prodotto. E’ sicuramente inefficace al 2.5% mentre ha dato qualche risultato al 5% per 4 passaggi consecutivi rinnovando la soluzione ogni 200 capi. E’ disponibile anche il solfato di zinco ma da utilizzare a concentrazioni molto elevate (20%) e per tre giorni consecutivi. Sono state fatte anche ricerche con l’acido peracetico all’1% per 7 giorni consecutivi e con discreti risultati. La legislazione europea non ammette l’utilizzo di antibiotici nei bagni podali collettivi.

Conclusioni

La dermatite digitale è per certi versi incurabile, o meglio non eradicabile, dall’allevamento ma è sicuramente evitabile. La soluzione va trovata quando le bovine sono costrette a vivere con i piedi costantemente umidi e imbrattati di liquami. Questa è la condizione tipica delle stalle a cuccette pulite 2-4 volte al giorno. L’arieggiatura giornaliera delle stalle a compost barn ha un effetto decisamente importante sul Treponema che abbiamo descritto come anaerobio. In questo tipo di stabulazione l’aumento di frequenza di pulizia delle corsie di alimentazione può avere un risultato decisivo nell’eradicazione di questa grave patologia d’allevamento.

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Dairy Production Medicine Specialist Fantini Professional Advice srl Email: dottalessandrofantini@gmail.com

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