L’oscuramento volontario di Wikipedia e la pubblicazione del comunicato che riportiamo in calce, hanno acceso prepotentemente i riflettori su una direttiva che stava per essere approvata, in sordina, dalla Comunità europea pur non essendo chiara a buona parte del popolo del web.

Fortemente voluta dagli editori e molto osteggiata dai giganti e dai nani del web, la direttiva è stata approvata il 20 Giugno 2018 dalla commissione giuridica del Parlamento europeo (codice 2016/0280) e ne è stata discussa l’approvazione nella seduta plenaria del Parlamento europeo del 5 Luglio 2018 dove però è stata bloccata rimandando la questione a dopo l’estate.

La “Direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale” avrebbe di fatto limitato, perché assoggettabile al pagamento di compensi, l’uso anche parziale di testi coperti da copyright sui social e in generale sul web che, come è noto, non ama i pagamenti, almeno quelli diretti.

Internet è un ambiente libero in cui circolano informazione di qualità e fake news. Prima di internet (1982) l’informazione era totalmente “intermediata” dai giornalisti e veicolata dai media tradizionali, come radio e televisione. La prima rottura del monopolio dell’informazione si ha dal 1947, quando vengono istituite le radio libere che iniziano a trasmettere localmente.

Oggi esiste ancora il dominio assoluto dell’informazione scientifica in un contesto difficilmente comprensibile ma riassumibile nei passaggi: ricerca finanziata da risorse pubbliche, divulgata sulle riviste indicizzate di proprietà di poche multinazionali che per essere letta e quindi fruita da cittadini, professionisti ed imprese, deve essere pagata nuovamente! Poche le ricerche scientifiche pubblicate in “open source”.

Internet ha permesso all’umanità ed a un qualsiasi cittadino di esprimere le proprie opinioni, scambiare esperienze, conoscenza e sentimenti. La libertà si sa, ha tanti effetti collaterali e di fatto, se si vuole capire se in una nazione esista o meno questo fondamentale diritto, basta informarsi se e di quanto è limitato l’accesso ad internet. Ovviamente è lecito e condivisibile limitare e perseguire i comportamenti lesivi spesso attuati dai criminali del web verso le persone e le cose.

Ogni limitazione delle informazioni veicolabili sulla rete ha solo ed esclusivamente una motivazione economica, non culturale, e di fatto la direttiva che è stata bloccata nella seduta del 5 Luglio 2018 ha solo questo movente. Ci sono altri modi, anche se estremamente complessi, per cercare di retribuire correttamente gli autori di un testo. Ad oggi il denaro che genera la circolazione delle informazioni sulla rete è solo legato alla pubblicità e quindi alla promozione di beni da vendere.

 

Cara lettrice, caro lettore,

Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet.

Anziché aggiornare le leggi sul diritto d’autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell’informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere.

La proposta ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee, 169 accademici, 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica e di Wikimedia Foundation.

Per questi motivi, la comunità italiana di Wikipedia ha deciso di oscurare tutte le pagine dell’enciclopedia. Vogliamo poter continuare a offrire un’enciclopedia libera, aperta, collaborativa e con contenuti verificabili. Chiediamo perciò a tutti i deputati del Parlamento europeo di respingere l’attuale testo della direttiva e di riaprire la discussione vagliando le tante proposte delle associazioni Wikimedia, a partire dall’abolizione degli artt. 11 e 13, nonché l’estensione della libertà di panorama a tutta l’UE e la protezione del pubblico dominio.

La comunità italiana di Wikipedia

 

 

Clicca qui per leggere il documento completo: LEGGE EUROPEA COPYRIGHT

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