La filiera agroalimentare dell’UE-28 avanza proposte congiunte a Michel Barnier in preparazione a uno scenario Brexit senza accordo

//La filiera agroalimentare dell’UE-28 avanza proposte congiunte a Michel Barnier in preparazione a uno scenario Brexit senza accordo

La filiera agroalimentare dell’UE-28 avanza proposte congiunte a Michel Barnier in preparazione a uno scenario Brexit senza accordo

Copa-Cogeca, CELCAA e FoodDrinkEurope – a nome dell’intera filiera agroalimentare dell’UE – riconoscono i notevoli sforzi dei negoziatori europei e britannici per assicurare un accordo di recesso e finalizzare la dichiarazione politica. Tuttavia, gli agricoltori europei e le imprese del settore alimentare e delle bevande sono ancora confrontati alla mancanza di certezze sul processo della Brexit e questa settimana le parti interessate della filiera agroalimentare dell’UE hanno reiterato le proprie preoccupazioni circa la possibilità di una Brexit senza accordo. A tal fine, in una riunione con Michel Barnier, capo negoziatore dell’UE sul processo della Brexit, e in una lettera di sollecito congiunta firmata dalle tre organizzazioni, i rappresentanti della filiera hanno sottolineato che una Brexit ordinata – che comprenda un periodo di transizione – resta l’unico modo per evitare che l’uscita del Regno Unito abbia un impatto enorme sul settore agroalimentare.

Nondimeno, l’UE dovrebbe prepararsi a uno scenario senza accordo. Le imprese, gli agricoltori e le cooperative agricole da ambo i lati stanno adottando misure di emergenza e di preparazione. Secondo la lettera congiunta: “Tali misure non eviteranno che si verifichino notevoli turbative nelle catene di approvvigionamento in caso di uno scenario senza accordo. Inoltre, ai piccoli operatori risulta difficile prepararsi adeguatamente, in quanto dovranno affrontare procedure di esportazione per la prima volta, essendo sprovvisti delle risorse necessarie”.

Copa-Cogeca, CELCAA e FoodDrinkEurope dunque esortano le istituzioni europee a considerare misure di emergenza specifiche per il settore agroalimentare. L’impatto di uno scenario senza accordo sarà grave e immediato. Nella lettera congiunta, i rappresentanti della catena agroalimentare elencano uno strumentario concreto di misure incisive rispetto a dogane, etichettatura, sicurezza alimentare e trasporti, che potrebbe alleviare l’impatto sulle imprese di una Brexit senza accordo a partire dal primo giorno. La lettera congiunta invita altresì le istituzioni europee a considerare attentamente la possibilità di adattare i mercati agricoli e di preparare politiche di supporto e fondi di emergenza Brexit, per affrontare rapidamente qualunque imprevisto.

In aggiunta, il settore agroalimentare “esorta la Commissione a garantire soluzioni di portata europea, incoraggiando gli Stati membri a coordinarsi e a sostenersi a vicenda (…) per evitare distorsioni ai flussi commerciali. In particolare, in caso di inottemperanza alle frontiere, la Commissione dovrebbe garantire condizioni di parità per gli operatori nel trattare con gli operatori doganali.”

Non v’è dubbio che il settore agroalimentare potrebbe essere uno dei settori colpiti maggiormente dall’uscita del Regno Unito dall’UE, giacché le proprie catene di approvvigionamento fortemente integrate utilizzano e trasformano prodotti deperibili. Nel 2017, le esportazioni agroalimentari dell’UE-27 verso il Regno Unito ammontavano a 41 miliari di euro, mentre le esportazioni britanniche verso l’UE hanno raggiunto i 17 miliardi di euro. Inoltre, dietro a questi scambi – e alle aziende che li operano – vi sono circa 44 milioni di posti di lavoro in tutta l’UE-28.

Fonte: Copa-Cogeca

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Di |2019-02-11T12:54:03+02:0011 Febbraio 2019|Categorie: News|Tags: , |

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