La genetica per la stalla etica

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La genetica per la stalla etica

Stalla etica e Latte etico dichiarano la volontà e la possibilità di produrre latte rispondendo alle richieste dei consumatori più attenti che è possibile riassumere nei tre punti che seguono:

a) benessere e rispetto per gli animali allevati;

b) rispetto e valorizzazione del lavoro degli allevatori;

c) salute e benessere del consumatore stesso.

Come si traducono queste tre attenzioni in termini di selezione? Quale tipo genetico di bovina consente di rispondere a queste richieste in maniera efficace?

Gli indici economici sviluppati negli ultimi anni dall’ANAFIJ sono una prima chiara risposta a queste domande. Rispetto al PFT puntano a dare più importanza a salute e funzionalità e cioè a salute della mammella e dei piedi, longevità, fertilità e facilità di parto delle bovine. Se, infatti, nel PFT il peso dato a produzione è del 49% e quello assegnato a salute e funzionalità del 34%, nell’Indice Economico salute (IES) l’importanza dei due è del 38 e del 56% rispettivamente. Nell’Indice Caseificabilità e Sostenibilità – Parmigiano Reggiano (ICS-PR), ufficiale dallo scorso dicembre, si è al 35% di importanza data alla produzione e al 61% per funzionalità e salute. Il cambio di prospettiva è chiaro ed importante in questi due nuovi strumenti per il miglioramento genetico.

Ma che tipo di animale selezionano davvero?

I dati riportati in Tabella 1 riportano il livello genetico medio dei migliori 20 tori genomici selezionati per IES e ICS-PR e danno una misura della potenzialità che offrono agli allevatori che scelgono di utilizzare questi due strumenti per decidere quali tori usare per la FA o quali bovine identificare come madri delle future generazioni di vitelle. Entrambi gli indici selezionano per alti livelli di funzionalità e salute, ben rappresentati dal livello genetico molto superiore alla media per tutti i caratteri sopra ricordati e cioè mammella, arti e piedi resistenza alla mastite, longevità, cellule, fertilità e facilità parto delle figlie. E’ bene ricordare che lo IES è l’indice per migliorare la redditività degli allevamenti che consegnano il latte all’industria mentre l’ICS-PR è stato sviluppato per le condizioni economiche di chi il latte prodotto lo trasforma direttamente o attraverso una cooperativa. La differenza fra i due si trova nel livelli di latte kg, proteina %, fertilità e facilità parto delle figlie. Nell’ICS-PR la qualità del latte prevale sulla quantità perché si traduce in una maggiore resa e migliore attitudine casearia del latte.

In entrambi i casi si punta a selezionare una mandria più sana e robusta, più facile da mantenere in condizioni di eccellente benessere e capace di dare produzioni di qualità nel tempo che creano un maggior reddito per chi la alleva. Salute e funzionalità: gli aspetti fondamentali per cominciare, con la genetica, a rispondere alle richieste dei consumatori ricordate all’inizio.

Tabella 1 – Il livello medio dei migliori 20 tori genomici per IES e ICS-PR per Latte kg, Grasso e Proteina kg e %, Tipo, Mammella (ICM), Arti& piedi (IAP), Longevità, Fertilità, BCS, Facilità parto figlie (FPF) e Facilità Parto Toro (FPT).

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About the Author:

Genetista libero professionista, giornalista ed allevatrice molto conosciuta in Italia ed all'estero. Ha lavorato per 17 anni all'ANAFI. Email: fabiolacanavesi@gmail.com

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