Ruminantia Mese è lo speciale di Ruminantia dedicato ad articoli di approfondimento relativi all’allevamento dei ruminanti. Si tratta di una sorta di rivista nella rivista in cui, con una cadenza mensile, sono pubblicati articoli di carattere tecnico-scientifico scritti da esperti del settore. Gli articoli sono suddivisi in sei sezioni: editoriale, genetica, sanità, ambiente e management, nutrizione ed economia.

Con questa raccolta, andremo a scoprire quali sono stati gli argomenti trattati nella sezione nutrizione nel corso del 2020.

Le razioni molto energetiche sono sempre la soluzione migliore? Dicembre 2020

Il deficit energetico, e spesso proteico, della vacca da latte nelle prime settimane di lattazione ed a volte anche prima del parto è il più importante fattore di rischio per la produzione, la sanità e la fertilità. Il bilancio energetico negativo (NEBAL) è uno status da considerare fisiologico, essendo conseguente ad una capacità d’ingestione non proporzionale ai fabbisogni energetici dell’inizio lattazione. A rendere difficile la gestione di questo evento metabolico è la limitata possibilità di concentrare l’energia della razione prima che la bovina contragga un’acidosi ruminale. Per acidosi ruminale s’intende quella patologia del rumine in cui la produzione di acidi grassi volatili (AGV) da parte delle biomasse batteriche supera la capacità del rumine di assorbirli e neutralizzarli. Questa concentrazione eccessiva di AGV determina una riduzione del pH ruminale… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Il rame: tra tossicità e beneficiNovembre 2020

Il rame è un oligoelemento o microminerale la cui presenza è fondamentale nella dieta dei ruminanti, anche se l’equilibrio tra fabbisogno e tossicità è difficile da stabilire. A causa di questa difficoltà, e per non correre rischi, spesso non è considerato e neppure aggiunto nelle razioni, ma le eventuali carenze possono avere effetti molto gravi sugli animali. Si stima che la concentrazione media di rame nella crosta terrestre sia di 50 ppm (mg/kg) e negli animali di 2-3 ppm, rappresentando pertanto il 10° più abbondante minerale corporeo. Il rame che viene assorbito a livello intestinale rappresenta l’80-90% di quello ingerito e viene trasportato nel sangue attraverso la transcupreina. Il restante, viene veicolato dall’albumina. Il rame è coinvolto in un gran numero di funzioni metaboliche molto importanti Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Il bilancio del potassioOttobre 2020

Nonostante il potassio (K) sia da un punto di vista quantitativo il terzo macroelemento presente nei mammiferi, è posto sotto l’attenzione dai nutrizionisti solo nelle ultime settimane di gravidanza e quasi mai in lattazione. Nelle bovine da latte, durante il periodo di preparazione al parto, ma in generale nelle ultime otto settimane di gravidanza, una dieta ad alta concentrazione di cationi come il potassio, il sodio e il calcio rappresenta un importante fattore di rischio per la sindrome ipocalcemica e ipomagnesemica del periparto. Questa patologia può decorrere in forma clinica (collasso puerperale o milk fever) oppure in forma sub-clinica. Questa seconda modalità causa nelle bovine da latte, ma più in generale in tutti i ruminanti da latte, una serie complessa di alterazione del metabolismo che possono compromettere produzione, salute e fertilità. Si stima inoltre che la forma subclinica abbia una prevalenza fino al 50%… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Lunga vita all’embrioneSettembre 2020

La fertilità è il primo tra i grandi problemi da risolvere per chi alleva bovine da latte. Per affrontare l’ipofertilità, ossia la mancata nuova gravidanza il più vicino possibile al parto, è più corretto inquadrare la questione non già come una singola patologia ma come sindrome, ossia la “Sindrome della sub-fertilità bovina”. Si stima che circa l’85% delle bovine diventi gravida dopo le fecondazioni ma che solo il 60% degli embrioni arrivi vivo al 17°-19° giorno dopo la fecondazione. In un lavoro di M.G. Diskins e Dermont Morris, pubblicato nel 2011 (Reproduction Fertility and Development 24,1, 244-251), si afferma che nel 1980 nella British Friesian il 90% delle fecondazioni generava una gravidanza, la mortalità embrionale precoce era del 28%, quella tardiva del 7% e quindi arrivavano vivi al parto il 55% dei concepiti. Nel 2006, nella Holstein Friesian il successo della fecondazione era sempre del 90%, la mortalità embrionale precoce del 43% e quella tardiva del 7%, per cui arrivavano vivi al parto il 40% dei feti. Pertanto, da questo interessante lavoro si evidenzia come, con il progredire della selezione genetica, la fertilità della frisona stia peggiorando, soprattutto a causa delle morti embrionali precoci... Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Nutrizione & zoppieAgosto 2020

La zoppia della bovina da latte è una patologia ad alta prevalenza soprattutto negli allevamenti intensivi tradizionali, al punto di essere tra le tre principali cause di riforma precoce insieme alla mastite e all’infertilità. Una bovina zoppa avrà difficoltà ad esibire il comportamento estrale e ridurrà la sua ingestione giornaliera non tanto per le dimensioni dei pasti quanto nel loro numero, per cui si avrà una ridotta produzione di latte. Come è noto le zoppie si distinguono, più didatticamente che praticamente, in laminiti (pododermatite asettica diffusa) e dermatiti. Le prime sono prevalentemente a sfondo metabolico mentre le seconde sono principalmente di natura infettiva. La medicina veterinaria, soprattutto dei “food animal”, sta progressivamente migrando dalla classificazione classica di una patologia a quella delle sindromi, proprio perché buona parte delle malattie che colpiscono gli animali d’allevamento ha un’origine plurifattorialeClicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Aspettando il nuovo NRCLuglio 2020

NRC è un termine gergale utilizzato per riferirsi al libro “Nutrient Requirements of Dairy Cattle”, pubblicato dalla National Academic Press (USA) e realizzato dallo statunitense National Research Council. NRC è quindi l’acronimo di questo ente, analogo forse al nostro CNR. L’ultima edizione di questo libro/manuale risale al 2001, ossia a quasi vent’anni fa. L’NRC è di fondamentale importanza per i nutrizionisti che si occupano di bovine da latte perché da esso si ricavano i fabbisogni nutritivi di questi animali, la composizione analitica degli alimenti zootecnici e importanti considerazioni sulla loro fisiologia. Per scrivere questo testo un comitato di esperti raccoglie e analizza criticamente le migliori evidenze scientifiche pubblicate sulla nutrizione e la fisiologia della bovina da latte. Dall’edizione 2001 ad oggi, le bovine da latte, i sistemi d’allevamento, gli alimenti zootecnici, le esigenze dei consumatori e l’impatto ambientale sono profondamente cambiati e la qualità dell’NRC 2001 sta risentendo molto del suo invecchiamentoClicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Coltivare al meglio i follicoliGiugno 2020

Una precoce ripresa della gravidanza dopo il parto è tra i più importanti fattori per il successo tecnico ed economico di un allevamento di bovine da latte. Molti sono i fattori che condizionano questo fenotipo. Si tende infatti a classificare infertilità e ipofertilità come “Sindrome della sub-fertilità”, proprio a sottolineare il carattere plurifattoriale di queste condizioni. Per una bovina, come del resto per tutti i mammiferi, la “decisione di riprodursi” è una scelta piuttosto complessa e va soppesata attentamente. Un animale gravido ha fabbisogni nutritivi elevati, avrà necessità di molti nutrienti e tranquillità quando, una volta partorito, dovrà allattare il nascituro e lo stato gravidico lo esporrà ad essere più facilmente preda dei predatori. Ormoni come l’insulina, la leptina, l’adiponectina e la ghrelina, molti nutrienti, le citochine pro-infiammatorie e il nervo ottico, informano costantemente l’ipotalamo sulla disponibilità di nutrienti a breve, medio e lungo periodo, sul fotoperiodo, sulla presenza di infezioni e sulla eventuale presenza di fonti di stress… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Tanti modi per fare le razioniMaggio 2020

Per razione s’intende, nei ruminanti, l’insieme degli alimenti che giornalmente vengono somministrati agli animali. Per comodità di trattazione farò riferimento alle bovine da latte ma quanto detto vale anche per gli altri ruminanti domestici, come le bufale, le capre, i bovini da carne e le pecore. Se le bovine vengono fatte pascolare di giorno, durante la mungitura si somministra mangime e la notte fieno, la razione giornaliera si dovrà organizzare con erba, concentrati e fieno. La razione pertanto è sinonimo di dieta e non fa riferimento al modo in cui gli alimenti vengono somministrati. Le razioni destinate ai ruminanti hanno in comune il fatto che questi animali, proprio in virtù della loro peculiarità digestiva, devono avere gli alimenti a disposizione per 24 ore al giorno. Le modalità di somministrazione che meglio assecondano il comportamento naturale di ruminanti sono il pascolo integrale (24 ore al giorno) e la tecnica unifeed o TMR. La somministrazione di grandi quantità di un tipo di alimento poche volte al giorno o il non avere accesso al cibo per 24 ore al giorno può causare disturbi al delicato ecosistema ruminale… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Ogni fase del ciclo produttivo della bovina ha i suoi acidi grassi idealiAprile 2020

Il motivo principale per cui i nutrizionisti che si occupano di ruminanti da latte aggiungono grassi alle diete è per aumentarne la concentrazione energetica. Generalmente, ma con molte eccezioni, questa aggiunta dà come effetto una minore ampiezza del bilancio energetico negativo, una maggiore produzione di latte e di grasso e una migliore fertilità. Questa affermazione è però molto semplicistica in quanto in base sia al momento del ciclo produttivo della bovina da latte che al tipo di grassi utilizzati si possono avere risultati molto contrastanti ed a volte anche negativi. Quanto sto descrivendo in questo articolo vale per tutti i ruminanti da latte e quindi anche per le bufale, le pecore e le capre, ad eccezione delle raccomandazioni indicate. Quando si parla di grassi o lipidi della dieta s’intendono i numerosi acidi grassi che si distinguono tra loro essenzialmente, ma non esclusivamente, per il numero di atomi di carbonio, per la presenza o meno di doppi legami e per il loro numero… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Consigli pratici per massimizzare gli effetti benefici del pascoloMarzo 2020 

Il pascolo è un sistema alimentare millenario tutt’oggi utilizzato in particolar modo dagli allevatori delle zone collinari e montane. Spesso impiegata nella linea vacca-vitello e dagli allevatori che praticano transumanza e alpeggio, questa pratica sta vivendo un nuovo momento di splendore grazie anche alla comparsa sul mercato di numerosi prodotti Grass-Fed che coniugano alle qualità organolettiche e nutrizionali di alto valore, il favore dei consumatori. Il pascolo infatti viene percepito dal consumatore come una pratica rispettosa del naturale comportamento del bestiame, e dunque del benessere animale. Esso consente di abbassare i costi della razione, permettendo al bestiame di alimentarsi autonomamente nei prati messi a disposizione e comportando un notevole risparmio di materie prime e manodopera necessaria per il foraggiamento; può inoltre concorre alla valorizzazione di lotti di terreno marginali, difficoltosi da lavorare e da mettere a coltura… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Alimentarista o nutrizionista?Febbraio 2020

In Italia chi si occupa di proporre e gestire le razioni, o meglio le diete, degli animali da reddito viene indifferente chiamato alimentarista o nutrizionista. Si tratta di figure professionali in possesso o meno di un titolo di studio specifico, indipendenti e quindi a pagamento o, come succede nella maggior parte dei casi, legate a industrie che producono alimenti zootecnici e che quindi forniscono prestazioni gratuite. Sia “alimentarista” che “nutrizionista” sono termini che hanno in comune il suffisso “ista” che la Treccani descrive con questa frase: “Il suffisso –ista deriva dal latino –ista (a sua volta dal greco –istès) e indica la persona che svolge un’attività, segue un’ideologia o presenta determinate caratteristiche”. Se si considera il significato delle parole, l’alimentarista si dovrebbe occupare dell’alimentazione e il nutrizionista della nutrizione. Ma quale differenza c’è tra questi due ruoli? Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Attenzione alla carenza di magnesioGennaio 2020

Il magnesio è un nutriente essenziale e come tale deve essere integrato giornalmente attraverso l’alimentazione. Viene classificato come macrominerale perché l’ordine di grandezza con il quale se ne misurano fabbisogni e raccomandazioni è nell’ordine dei grammi. Il magnesio è il 5° elemento più abbondante nel corpo degli animali superiori ed è molto importante in quanto è un cofattore e influenza l’attività di oltre 300 enzimi cellulari coinvolti nel metabolismo energetico, nella sintesi proteica, nella crescita cellulare, nella riproduzione, nella sintesi del DNA e dell’RNA e nella stabilizzazione delle membrane dei mitocondri. Per l’uomo i prodotti del latte sono la fonte più importante d’approvvigionamento di magnesio. La concentrazione di questo elemento nel latte bovino è di circa 110 mg/L, per cui una bovina che produce 45 kg/giorno elimina circa 5 grammi di magnesio al giorno solo attraverso questa via… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

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