La situazione del mercato del latte a Febbraio 2019: il report del Milk Market Observatory

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La situazione del mercato del latte a Febbraio 2019: il report del Milk Market Observatory

La raccolta di latte vaccino dell’UE è diminuita dell’1% a dicembre 2018 rispetto allo stesso mese del 2017, portando a 128.000 tonnellate di latte in meno. Le consegne di latte nel 2018 sono state superiori dello 0,9% rispetto al 2017 (+1,35 milioni di tonnellate). DE, IE e PL sono gli Stati membri che hanno contribuito maggiormente all’aumento annuale (+1,17 milioni di tonnellate tra i tre). NL, al contrario, è lo Stato membro che ha segnalato la maggiore riduzione di volume (-420 000 tonnellate).

La moderata crescita dell’offerta di latte nell’UE nel 2018 si è tradotta in un aumento dello 0,5% del latte fermentato, dello 0,3% del latte e dello 0,2% del burro. La produzione di WMP è invece diminuita del 5,1% e quella di SMP dell’1,5%.

La media ponderata del prezzo del latte alla stalla dell’UE è diminuita a gennaio 2019 dell’1,4%, raggiungendo i 35,03 c/kg, prezzo che risulta essere inferiore dell’1,5% rispetto a quello registrato a gennaio 2018 ma superiore del 2,6% rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Le stime comunicate dagli Stati membri indicano una leggera diminuzione dei prezzi del latte per febbraio 2019, che rimarrebbero però praticamente allo stesso livello di gennaio.

I prezzi sui mercati del latte spot hanno seguito diverse tendenze nel febbraio 2019. In Italia, il prezzo del latte spot è diminuito dalla settimana 4 alla 8 del 2019 del 2,3% (da 43,0 a 42,0 c/kg), pur rimanendo superiore del 47% rispetto al livello dell’anno precedente. Nei Paesi Bassi, il prezzo del latte spot è aumentato tra le settimane 4 e 8 del 2,9% (da 34,0 a 35,0 c/kg). Questo prezzo è superiore del 32% rispetto a quello rilevato nello stesso periodo del 2018.

I prezzi medi dei prodotti lattiero-caseari nell’UE sono aumentati nel mese di febbraio per SMP (+ 3,2%), WMP (+ 2,9%) e cheddar (+ 0,5%). Sono invece diminuiti per burro (-2,9%), gouda (- 2,1%), edam (-1,7%), emmental (-0,8%) e polvere di siero di latte (- 0,3%).

Sul mercato mondiale le quotazioni UE per la SMP (espresse in dollari USA) sono aumentate nelle ultime due settimane dell’1,3% e sono ora praticamente alla pari con quelle degli Stati Uniti (dove i prezzi sono scesi dello 0,6%). Per il burro si è verificato invece il contrario, i prezzi sono infatti diminuiti nell’UE del 4% e aumentati negli Stati Uniti dello 0,7%, con il risultato che il burro dell’UE è ora leggermente più economico rispetto a quello degli Stati Uniti, per la prima volta in due anni. Gli Stati Uniti sono ora l’origine più costosa per burro e la WMP. L’Oceania è la più costosa per SMP e cheddar. L’UE è l’origine più competitiva per la SMP.

Le esportazioni dell’UE nell’anno 2018 sono diminuite in volume per WMP (-15%), latte condensato (-14%), butteroil (-12%) e burro (-7%). Sono invece aumentate per SMP (+ 7%), polvere di siero (+ 6%) e formaggi (+ 0,5%). Le esportazioni totali dell’UE nel 2018, espresse in latte equivalente, sono state inferiori del 2% rispetto all’anno precedente, mentre il valore di queste esportazioni è diminuito del 9%.

Nel 2018, gli Stati Uniti sono rimasti il principale sbocco per le esportazioni di formaggio dell’UE, anche se con una diminuzione del 5% rispetto all’anno precedente (il 24% delle spedizioni provenienti da IT e il 19% in FR). Il Giappone è il secondo in classifica (+ 13%, principalmente da NL, DE e DK), seguito da Svizzera (+ 2%), Corea del Sud (- 17%) e Arabia Saudita (-14%). Le esportazioni di formaggi verso il Canada sono aumentate del 31%, raggiungendo le 20 200 tonnellate (32% da IT e il 25% da FR).

Le esportazioni di burro dell’UE sono diminuite del 7% nel 2018. Si sono tuttavia espanse in 4 delle 5 principali destinazioni. Gli Stati Uniti sono al primo posto nella classifica, con un aumento del 4% rispetto allo scorso anno (83% da IE). L’Arabia Saudita, seconda delle principali destinazioni per il burro UE, ha aumentato i volumi del 12% (77% DK), seguita dalla Cina (60% da FR) e da Singapore e Giappone, con aumenti rispettivamente del 18% e del 51%. L’espansione in Giappone è dovuta principalmente al burro proveniente da NL, DE e FR.

Nel 2018, l’UE ha aumentato le esportazioni di SMP verso 8 delle 10 destinazioni principali (solo l’Indonesia e le Filippine hanno ridotto il loro importazioni del 4% e del 16% rispettivamente). La principale destinazione per le esportazioni è stata l’Algeria (+ 8%, principalmente da PL, BE e FR) seguita dalla Cina (+ 29%, principalmente da DE, FI, FR, SE e IE). La diminuzione delle esportazioni verso l’Indonesia è principalmente dovuta a un calo delle spedizioni da DE e NL. Nelle Filippine, le esportazioni provenienti da DE sono state ridotte a meno della metà nello scorso anno. I maggiori aumenti percentuali si sono verificati in Malesia (+ 48%, FR, DE e IE) e Singapore (+ 39%, FR, IE e DE). Aumenti a doppia cifra sono stati segnalati anche per Egitto, Nigeria e Bangladesh (DE, NL e BE sono le loro origini principali).

Le esportazioni di WMP dell’UE hanno mostrato uno sviluppo completamente opposto rispetto a quello della SMP: i volumi sono stati ridotti in 6 delle prime dieci destinazioni. L’Oman ha sostituito l’Algeria come prima destinazione, con un aumento del 16% nel 2018 (44% da SE e 30% da DK). L’Algeria (48% da Paesi Bassi) e la Cina sono stati gli altri principali mercati in questo periodo, anche se con un calo rispetto allo scorso anno (-59% in Algeria e -9% in Cina). Dopo l’Algeria, la principale diminuzione delle esportazioni è stata registrata in Nigeria (-35%). Le altre tre destinazioni in cui le esportazioni WMP sono aumentate sono gli Emirati Arabi Uniti (+ 1%), Singapore (+ 22%) e Angola (+ 7%).

Le esportazioni della Nuova Zelanda sono aumentate nel 2018 per le loro due principali materie prime lattiere: le esportazioni di WMP sono cresciute del 3% e quello di burro del 5% (in entrambi i casi principalmente in Cina). Le esportazioni di SMP e formaggio, al contrario, sono diminuite rispettivamente del 10% e del 6%. Gli Stati Uniti hanno migliorato le esportazioni per quasi tutti i prodotti lattiero-caseari da loro commercializzati: + 22% per la SMP (principalmente in Messico, ma con un’importante penetrazione nel sud-est asiatico), + 2% per il formaggio, + 65% per il burro; + 2% per la polvere di siero, + 12% per il  latticello e + 88% per la WMP.

Dal lato della domanda, la Cina è rimasta nel 2018 il principale importatore mondiale di prodotti lattiero-caseari. I maggiori tassi di crescita sono riportati per il burro (+ 24%), il lattosio (+ 33%) e la caseina (+ 31%). La Cina è il principale importatore di WMP, burro, polvere di siero e lattosio. La Russia è il secondo importatore principale di burro (con una diminuzione del 20%), seguito dagli Stati Uniti (+ 32%). Giappone, Russia, Stati Uniti e Corea del Sud hanno guidato la classifica dei principali importatori di formaggio nel 2018 (Stati Uniti con il 76% di origine UE), ma Stati Uniti e Corea del Sud con volumi in diminuzione (rispettivamente -4% e -1%) rispetto all’anno precedente. Lo scorso anno il Messico è stato il principale importatore di SMP (+ 8%, ma la quota dell’UE è scesa dal 13% all’1%) seguito da Cina, Filippine e Indonesia (i dati per le importazioni dell’Algeria sono solo disponibili fino a giugno). Hong-Kong è il terzo importatore mondiale di WMP, con un aumento del 19% rispetto al 2017.

La produzione di latte in Nuova Zelanda è aumentata del 4,4% a dicembre 2018, 7° mese della stagione, rispetto a dicembre 2017 (+ 4,4% per il periodo giugno-dicembre). I prezzi del latte (in c/kg) sono aumentati a gennaio del 2%, raggiungendo i 30 c/kg (3,9% in meno rispetto a gennaio 2018).

La produzione di latte in Australia nel dicembre 2018 (5° mese della stagione 2018/19) è diminuita del 6,9% rispetto a dicembre 2017 (- 5,1% per il periodo luglio-dicembre).

La produzione di latte negli Stati Uniti è aumentata a dicembre 2018 dello 0,5%, con una crescita annua totale dell’1,7%. Il prezzo del latte è aumentato a gennaio dell’1%, raggiungendo i 31 c/kg, prezzo che è superiore del 6% rispetto all’anno precedente.

Fonte: Milk Market Observatory

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Di |2019-03-11T17:54:16+02:0012 Marzo 2019|Categorie: News|Tags: , , , , , , |

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