La situazione del mercato del latte a Marzo 2019: il report del Milk Market Observatory

//La situazione del mercato del latte a Marzo 2019: il report del Milk Market Observatory

La situazione del mercato del latte a Marzo 2019: il report del Milk Market Observatory

La raccolta di latte vaccino dell’UE è diminuita dell’1,5% a gennaio 2019 rispetto allo stesso mese del 2018, calo che ha portato a 196 000 tonnellate in meno di latte. 18 Stati membri hanno ridotto le consegne di latte a gennaio (FR per 64 000 t, NL per 63 000 t e DE per 59 000 t). In percentuale: il BG ha ridotto le consegne del 12,7%, l’AT del 7,6% e l’HR del 6,6%. D’altro canto, la raccolta del latte è aumentata nel gennaio 2019 di 32 000 t in Polonia (+ 3,2%), di 22 000 t nel Regno Unito (+ 1,7%) e, in percentuale, sia in RO (+ 6,0%) che in EE (+4,9%). La produzione UE è diminuita a gennaio 2019 per SMP (-8,5%), WMP (-6,4%) e burro (-1,9%). Anche per i formaggi (-1,0%) e per il latte alimentare (-1,0%) è stata osservata una modesta diminuzione della produzione. Il latte concentrato (+ 7,8%), il latte fermentato (+ 2,3%) e la panna (+ 1,3%) sono stati gli unici prodotti la cui produzione è aumentata a gennaio 2019.

La media ponderata del prezzo del latte alla stalla dell’UE è diminuita a gennaio 2019 dell’1,4%, raggiungendo i 35,03 c/kg, prezzo inferiore dell’1,5% rispetto a gennaio 2018 ma superiore del 2,6% rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Le stime comunicate dagli Stati membri indicano una leggera diminuzione dei prezzi del latte per il febbraio 2019, che rimarrebbero però praticamente allo stesso livello di gennaio.

In Italia, il prezzo del latte spot è diminuito dalla settimana 9 alla 13 del 2019 del 4,3% (da 41,8 a 40,0 c/kg), con un aumento del 34% rispetto al livello dell’anno precedente.

I prezzi medi dei prodotti lattiero-caseari nell’UE hanno mostrato tendenze diverse a marzo: sono aumentati per cheddar (+ 2,7%) ed edam (+ 1,1%), mentre sono diminuiti per burro (-1,9%) e polvere di siero (-2,3%). I prezzi medi di SMP, WMP, gouda ed emmental sono rimasti invece relativamente stabili.

Tendenze divergenti sono state osservate nelle quotazioni mondiali di prodotti lattiero-caseari espresse in $ US nel corso delle ultime due settimane. Mentre i prezzi delle materie prime lattiero-casearie dell’UE e degli Stati Uniti sono rimasti relativamente stabili, eccetto il cheddar americano che è aumentato del + 9,5%, è stato segnalato un aumento significativo dei prezzi delle materie prime lattiero-casearie dell’Oceania: burro + 10,9%, WMP + 4,3% e cheddar + 3,2%. D’altra parte, il prezzo della SMP dell’Oceania è diminuito del 7,5%. L’Oceania è diventata l’origine più costosa per il burro ed è la più costosa per la SMP e il Cheddar. I prodotti lattiero-caseari dell’UE sono ora i più competitivi, tuttavia i prezzi del latte scremato in polvere e del cheddar nell’UE e negli Stati Uniti sono quasi allo stesso livello. L’origine più cara per la WMP sono gli Stati Uniti.

Le esportazioni dell’UE a gennaio 2019 sono fortemente aumentate in termini di volume per SMP (+ 53%), latte condensato (+ 35%) e formaggio (+ 8,0%), mentre sono state osservate riduzioni per burro (-15%), butteroil (-43 %), WMP (-10%) e polvere di siero (-6%). Le esportazioni totali dell’UE nel gennaio 2019, espresse in latte equivalente, sono state superiori dell’11% rispetto allo scorso anno, mentre il loro valore è aumentato del 10% rispetto a gennaio 2018. Queste cifre sulle esportazioni dovrebbero essere interpretate con cautela, in quanto i dati di un mese non possono essere considerati un campione significativo per stimare le tendenze attuali nel commercio mondiale.

L’UE ha aumentato le esportazioni di formaggio verso tutte le 10 destinazioni principali nel gennaio 2019, tranne che in Libano (-11%). Gli Stati Uniti sono rimasti il principale sbocco per i formaggi europei (+ 12%), seguiti dal Giappone (+ 41%) e dalla Svizzera (+ 7%). Corea del Sud (+ 28%) e Arabia Saudita (+ 2%) accompagnano questi paesi nella classifica delle destinazioni principali. Le esportazioni di formaggi sono aumentate sensibilmente in Algeria, Cina e Marocco.

L’UE ha diminuito le sue esportazioni di burro (-15%) nel gennaio 2019. Gli Stati Uniti sono stati la destinazione principale a gennaio 2019, con un aumento del 21% rispetto allo scorso anno (principalmente da IE), seguiti dal Giappone che ha fatto registrare anch’esso un notevole aumento (da NL e FR). La Cina è diventata la terza destinazione principale per il burro dell’UE a gennaio, con un aumento del 18% (50% rispetto a FR). Le esportazioni dell’UE sono invece diminuite in modo significativo in Arabia Saudita, Singapore e Marocco.

A gennaio 2019, l’UE ha aumentato in modo significativo le esportazioni di latte scremato in polvere verso le 10 destinazioni principali, ad eccezione dell’Algeria (-16%). La Cina è stata la seconda destinazione per la SMP dell’UE (principalmente DK e DE), seguita da Filippine e Indonesia, tutte con incrementi a tre cifre.

Per quanto riguarda la WMP dell’UE, l’Oman ha guidato la classifica delle principali destinazioni per le esportazioni a gennaio 2019 (principalmente da SE e DE), anche se con un calo del 9% rispetto a gennaio 2018, seguito da Cuba (aumento a tre cifre) e Kuwait (-10%). La Cina è stata l’altro mercato principale, ma con una diminuzione del 32% a gennaio. La Repubblica Dominicana ha invece aumentato significativamente (oltre il 150%) le importazioni.

Nel mese di gennaio 2019 le esportazioni della NZ sono aumentate per burro (+ 44%, notevole aumento in Russia, Marocco, Canada, Giappone e Messico), SMP (+ 7%, principalmente in Cina e Medio Oriente Asia) e WMP (+ 18%, principalmente in Cina, Asia sud-orientale, Medio Oriente e Cuba), mentre sono diminuite del 2% per il formaggio (principalmente in Giappone e Australia). Le esportazioni di prodotti caseari della Bielorussia sono aumentate significativamente a gennaio (+ 41% burro, + 36% SMP, + 26% formaggi), con la Russia come principale destinazione seguita dal Kazakistan.

Dal lato della domanda, la Cina è il principale importatore mondiale di latte, polveri di siero e burro. Le importazioni di prodotti lattiero-caseari in termini di volume nel gennaio 2019 sono aumentate notevolmente per SMP (+ 25%, 14% della quota di mercato dell’UE), WMP (+ 31%), latte condensato (+ 30%, con una quota di mercato dell’UE del 62%) e caseina (+ 16%, con una quota di mercato dell’UE pari al 43%). Le importazioni sono tuttavia diminuite per il burro (-15%, quota di mercato dell’UE del 7%). La Cina ha guidato la classifica dei principali importatori di WMP a gennaio. Singapore e Brasile hanno mostrato aumenti significativi delle importazioni di WMP (+ 112% e + 108%). Il Giappone ha invece registrato un notevole calo delle importazioni di SMP (-44%) nel gennaio 2019. La Russia ha iniziato il 2019 con un aumento delle importazioni di burro e formaggio.

La produzione di latte in Nuova Zelanda è aumentata del 7,7% a gennaio 2019, l’ottavo mese della stagione, rispetto a gennaio 2018 (+ 4,9% per il periodo giugno-gennaio). Il prezzo del latte espresso in c/kg è aumentato del 2,0%, raggiungendo i 30 c/kg (3,9% in meno rispetto a gennaio 2018).

La produzione di latte in Australia nel gennaio 2019 (settimo mese della stagione 2018/19) è diminuita dell’11,3% rispetto a gennaio 2018 (-6,0% in meno per il periodo luglio-gennaio).

Gli Stati Uniti iniziano il 2019 con un aumento dello 0,9% della produzione di latte rispetto a gennaio 2018. Il prezzo del latte alla stalla di gennaio è diminuito del 3,7% (31,0 c/kg) rispetto a dicembre 2018, pur rimanendo superiore del 5,8% rispetto a quello rilevato a gennaio 2018.

 

Fonte: Milk Market Observatory

Print Friendly, PDF & Email
Di |2019-04-11T16:00:05+02:0011 Aprile 2019|Categorie: News|Tags: , , , , , |

About the Author:

Ruminantia - Lo spazio in rete dell'Allevatore. I migliori professionisti del settore a supporto dell'allevatore italiano, con informazioni aggiornate e articoli scientifici.

Scrivi un commento