La situazione del mercato del latte a Novembre 2018: il report del Milk Market Observatory

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La situazione del mercato del latte a Novembre 2018: il report del Milk Market Observatory

La raccolta di latte vaccino dell’UE è diminuita leggermente (-0,1%) nel mese di settembre 2018 rispetto allo stesso mese del 2017, il che ha portato a 19 000 tonnellate in meno di latte. Questo è stato il secondo mese a registrare un calo della produzione di latte nell’UE a partire da febbraio 2017. 15 Stati membri hanno ridotto le consegne di latte a settembre (NL per un volume di 52 000 tonnellate, FR per 33 000 e IT per 19 000 tonnellate). D’altro canto, la IE ha aumentato le consegne di latte del 9,4% (+64 000 t). Le consegne cumulate del periodo gennaio-settembre sono state superiori dell’1,3% rispetto a quelle rilevate nello stesso periodo del 2017 (+1,56 milioni di tonnellate). Nello stesso periodo è stato segnalato un aumento della produzione UE per burro (+ 1,6%), formaggio (+ 0,4%) e latte fermentato (+ 0,4%), mentre una diminuzione è stata rilevata per latte concentrato (- 7,2% ), WMP (- 2,3% ), latte alimentare (- 2,1%), SMP (- 1,5%) e panna (- 1,5%).

La media ponderata del prezzo del latte alla stalla dell’UE è aumentata a settembre 2018 del 3,7% raggiungendo i 34,83 c/kg (i prezzi sono aumentati in tutti gli Stati membri rispetto ad agosto 2018). Questo è stato il quarto mese a registrare una crescita (il maggiore aumento mensile) dopo le diminuzioni consecutive che si sono verificate da dicembre 2017. Il prezzo è inferiore del 5,4% rispetto a quello rilevato a settembre 2017 ma è superiore del 2,6% rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Le stime comunicate dagli Stati membri indicano un ulteriore aumento (+ 2,5%) dei prezzi del latte per ottobre 2018 (35,7 c/kg).

I prezzi sui mercati del latte spot sono aumentati a novembre. In Italia, il prezzo spot del latte è aumentato dalla settimana 43 alla 47 del 2018 del 5,0% (da 43,8 a 46,0 c/kg), con un aumento del 9,8% rispetto al livello dell’anno precedente. Nei Paesi Bassi, il prezzo del latte spot è aumentato tra le settimane 43 e 47 del 2,8% (da 35,5 a 36,5 c/kg). Questo prezzo è superiore del 14% rispetto alla stessa settimana del 2017.

I prezzi medi dei prodotti lattiero-caseari nell’UE sono aumentati lo scorso mese per SMP (+ 3,0%), WMP (+ 1,7%) e polvere di siero (+ 3,1%), mentre sono diminuiti per burro (-4,3%), cheddar (-3,3%), edam (-1,4%), emmental (-1,7%) e gouda (-0,8%).

Sul mercato mondiale sono state osservate diverse tendenze nelle quotazioni dei prodotti lattiero-caseari espresse in dollari USA nelle ultime due settimane. I prezzi sono generalmente diminuiti nell’UE e in Oceania, specialmente per quanto riguarda il burro (-9,0% Oceania e -4,4% in UE). D’altra parte, il prezzo del burro statunitense è aumentato del 3,6%, ed è inferiore solo del 5% rispetto a quello dell’UE. Il prezzo della SMP è diminuito in Oceania (-3,6%) e aumentato negli Stati Uniti (+ 2,1%), mentre i prezzi del formaggio cheddar sono diminuiti in tutte e tre le regioni (UE -2,4%, Oceania -1,5% e Stati Uniti -4,0%). L’UE è ancora l’origine più costosa per il burro e per il formaggio cheddar. L’Oceania è l’origine più costosa per la SMP e gli Stati Uniti per la WMP. L’Oceania è la più competitiva per burro e WMP, l’UE per la SMP e gli Stati Uniti per il cheddar.

Le esportazioni dell’UE nei primi nove mesi del 2018 sono diminuite in volume per  latte condensato (-21%), WMP (-14%), burro (-11%) e butteroil, sono aumentate per siero di latte in polvere (+ 3%) e SMP ( + 1%) e sono rimaste stabili per i formaggi. Le esportazioni totali dell’UE in questo periodo, espresse in equivalente latte, sono state inferiori del 5% rispetto allo scorso anno, mentre il loro valore è diminuito del 9%.

Fino al settembre 2018, gli Stati Uniti sono rimasti il principale sbocco per le esportazioni di formaggio dell’UE, anche se con una diminuzione del 7% rispetto allo scorso anno (il 26% delle spedizioni provenienti da IT e il 16% da FR). Il Giappone è il secondo in classifica (+ 15%, principalmente da NL, DE e DK), seguito da Svizzera (+ 2%), Corea del Sud (-24%, 30% da DE e 23% da NL) e Arabia Saudita (- 16%). Il Libano ha aumentato i suoi volumi del 10% rispetto allo scorso anno (25% da HU).

Gli Stati Uniti sono stati la principale destinazione per il burro UE nel periodo gennaio-settembre 2018 (83% da IE), con un aumento delle importazioni di questo prodotto del 3%. Arabia Saudita, Cina, Singapore e Giappone sono le altre destinazioni principali, con una diminuzione del 15% per l’Arabia Saudita (64% da DK). La Cina, terza destinazione per il burro UE (principalmente da FR), ha ridotto i volumi dell’8%, seguita da vicino da Singapore (+ 21%) e dal Giappone (+ 30%, principalmente dalla NL). Le esportazioni di burro UE sono aumentate anche in Marocco (+ 29%, 53% di origine IE).

L’Algeria ha guidato la classifica delle destinazioni principali per le esportazioni di SMP dell’UE nei primi nove mesi del 2018 (principalmente da PL, FR e BE) e i volumi sono aumentati del 19% rispetto allo scorso anno. La seconda destinazione per la SMP dell’UE è la Cina (+ 9%), seguita dall’Indonesia (50% da BE) con un calo del 19% e dall’Egitto con un aumento del 55% (43% da DE). Il Bangladesh (+ 55%) e Singapore (+ 48%) mostrano un aumento percentuale a due cifre.

Le esportazioni di WMP dell’UE in Oman, prima destinazione, sono aumentate del 34% (46% da SE e 27% da DK). L’Algeria (53% da Paesi Bassi) e la Cina sono stati gli altri principali mercati in questo periodo, anche se con un calo del 62% per l’Algeria e del 5% per la Cina. D’altro canto, l’Egitto ha aumentato del 90% le sue importazioni di WMP.

Le esportazioni della Nuova Zelanda sono aumentate nei primi nove mesi del 2018 per il burro/butteroil (+ 11%), ma sono diminuite per il latte scremato in polvere (-12%) e per il formaggio (-6%). Gli Stati Uniti hanno migliorato le esportazioni delle loro due principali materie prime scambiate (SMP +l 26% e formaggio + 3%). Anche le esportazioni di burro (+ 67%) e WMP (+ 97%) statunitensi sono aumentate, ma i volumi sono inferiori.

Dal lato della domanda, la Cina è ancora il principale importatore mondiale di burro, WMP e polvere di siero. In assenza di statistiche ufficiali sulle importazioni cinesi1, le quantità spedite in Cina dai principali esportatori mondiali indicano un lieve indebolimento della domanda, in particolare per le polveri del latte. Fino ad agosto 2018, la Russia è stata il secondo importatore principale di burro2, seguita dagli Stati Uniti e dall’Australia. Russia, Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud (Stati Uniti con il 75% di origine UE) hanno guidato la classifica dei principali importatori di formaggio fino a luglio 2018, ma Stati Uniti e Corea del Sud con volumi in calo (-4%) rispetto allo scorso anno. Il Messico è stato il principale importatore di SMP ad agosto 2018 (+ 9%) e l’Algeria ha registrato notevoli aumenti nelle importazioni di SMP (+ 30%). Le importazioni di WMP di Hong Kong sono aumentate del 29% (59% di origine UE) e quelle della Malaysia del 25%, nel periodo gennaio-luglio 2018.

La produzione di latte neozelandese è aumentata del 6,0% a settembre 2018, quarto mese della stagione, rispetto a settembre 2017 (+ 5,8% per il periodo giugno-settembre). Il prezzo del latte espresso in c/kg è diminuito del 7,1% a settembre, raggiungendo i 28,7 c/kg, ed è diminuito del 14,3% rispetto a settembre 2017.

La produzione di latte in Australia a settembre 2018 (terzo mese della stagione 2018/19) è diminuita del 3,3% rispetto a settembre 2017 (-3,3% in meno per il periodo luglio-settembre).

La produzione di latte negli Stati Uniti è aumentata a settembre 2018 dell’1,3%, con un aumento cumulato dell’1,1% nel 2018. Il prezzo del latte alla stalla è aumentato del 6,1% (34,8 c/kg) rispetto ad agosto 2018, ma è ancora inferiore del 7,8% rispetto a quello rilevato ad agosto e settembre 2017.

1,2
le statistiche sulle importazioni della Cina sono disponibili solo fino a Marzo

 

Fonte: Milk Market Observatory

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Di |2018-12-12T16:55:15+02:0012 Dicembre 2018|Categorie: News|Tags: , , , , , , , , |

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