La raccolta di latte vaccino nell’UE è leggermente aumentata a luglio 2019 (+0,1%) rispetto allo stesso mese del 2018, con un aumento cumulativo per i primi 7 mesi dello 0,2%. Nel mese di luglio 2019, IE (+ 10,4%, +92000 t), UK (+ 2,7%, +34000 t) e PL (+ 1%, +11000 t) hanno registrato la crescita produttiva più elevata, mentre DE (-1,2%, -34000 t) e NL (-1,5%, -18000 t) hanno registrato la maggiore riduzione. L’aumento della raccolta del latte negli ultimi 7 mesi si traduce in una modesta crescita della produzione per la maggior parte dei prodotti lattiero-caseari come burro (+ 3,0%), SMP (+ 0,3%) e formaggio (+ 0,2%). La produzione è invece diminuita nel periodo gennaio-luglio per WMP (-3,7%), latte alimentare (-1,7%) e latte fermentato (-0,8%).

Il prezzo medio ponderato del latte alla stalla nell’UE è leggermente aumentato ad agosto 2019, raggiungendo i 33,6 c/kg. Questo prezzo è praticamente allo stesso livello di quello rilevato ad agosto dello scorso anno ed è superiore del 4% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Le stime degli Stati membri indicano un ulteriore aumento del prezzo del latte a Settembre (+ 0,4%, fino a 33,8 c/kg).

In Italia, il prezzo del latte spot è rimasto alto negli ultimi mesi e nella settimana 39 (29 settembre) ha raggiunto i a 45,80 c/kg, prezzo superiore del 9,7% rispetto all’anno precente e del 4,7% rispetto a due anni fa.

Per quanto riguarda i prezzi medi dei prodotti lattiero-caseari dell’UE, i prezzi del burro sono aumentati dell’1,2% nelle ultime 4 settimane, raggiungendo i 370 €/100 kg. Anche i prezzi della SMP sono aumentati (+ 1,5%) come quelli dell’emmental (+ 1,9%), del gouda (+ 1,1%) e dell’edam (+ 0,5%). Solo i prezzi di cheddar (-0,4%) e WMP (-0,2%) sono diminuiti nelle ultime 4 settimane. Finora, quest’anno i prezzi del burro nell’UE sono diminuiti del 16% mentre i prezzi della SMP sono aumentati del 23%.

Sul mercato mondiale, i prezzi del burro di UE ed Oceania sono praticamente alla pari. I prezzi della SMP nell’UE sono più alti dell’1% rispetto a quelli degli Stati Uniti. L’UE a luglio è stata l’esportatore più competitivo per il cheddar mentre l’Oceania lo è stata per la WMP.

Le esportazioni dell’UE nei primi sette mesi del 2019 sono fortemente aumentate in volume per SMP (+ 28%) e burro (+ 19%). Anche le esportazioni di formaggi sono aumentate del 2%. Le esportazioni sono invece in calo fin dall’inizio dell’anno per butteroil (-21%), WMP (-19%) e siero di latte in polvere (-2%). Le esportazioni totali dell’UE in questo periodo, espresse in equivalente latte, sono state superiori del 6% rispetto allo scorso anno, mentre il loro valore è aumentato del 12% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Fino a luglio 2019, gli Stati Uniti sono rimasti il principale sbocco per le esportazioni di formaggi dell’UE, con un aumento del 7% rispetto allo scorso anno, seguiti da Giappone (+ 5%) e Svizzera (1%). Le esportazioni di formaggio sono aumentate in particolare in Cina (+ 20%), Canada (+ 10%) e USA (+ 7%). Al contrario, le esportazioni verso sud Corea e Libano sono notevolmente diminuite (in entrambi i casi – 10%). NL, DE, FR e IT sono i 4 principali esportatori dell’UE.

Come per il formaggio, gli Stati Uniti sono stati la principale destinazione anche per le esportazioni di burro dell’UE fino a luglio, con un aumento del 45% rispetto allo scorso anno. Il Giappone è la seconda destinazione principale, con un aumento del 57%, ma il volume è 3,5 volte inferiore. Le esportazioni in gran parte dei paesi della top-10 delle destinazioni continuano a far registrare una crescita a due cifre. Solo L’Arabia Saudita e Singapore hanno ridotto le loro importazioni di burro dall’UE (rispettivamente -5% e -16%). IE, FR, DK e NL sono stati i primi 4 esportatori europei di burro. Gli Stati Uniti sono la destinazione top per il burro irlandese (18 951 t nel periodo gennaio-luglio 2019).

Fino a luglio 2019 l’UE ha aumentato in modo significativo le sue esportazioni di SMP verso le prime 10 destinazioni, ad eccezione dell’Algeria (-30% rispetto allo scorso anno). La Cina, la destinazione principale per la SMP dell’UE, ha aumentato del 66% le proprie importazioni. L’Algeria rimane il secondo sbocco principale, seguita da vicino da Indonesia e Filippine con una crescita delle importazioni del 98% e del 120% rispettivamente. BE, DE e FR sono i primi 3 esportatori di SMP dell’UE. La Cina è il mercato principale per la Germania e l’Algeria per la Francia.

Per quanto riguarda la WMP, le esportazioni dell’UE sono aumentate in volume del 17% a luglio rispetto al mese precedente, pur essendo diminuite dall’inizio del 19%, principalmente a causa dalla diminuzione di esportazioni verso Oman (-16%) e Cina (-24%), le due principali destinazioni per la WMP dell’UE. NL e DK sono i due principali esportatori europei di WMP con una quota superiore al 52%.

Le esportazioni di prodotti lattiero-caseari neozelandesi sono aumentate nei primi sette mesi del 2019 in particolare per WMP (+ 14%), formaggio (+ 3%) e SMP (+ 11%) ma sono diminuite per il burro/butteroil (-2%). Per gli Stati Uniti si osserva invece uno sviluppo completamente diverso, con notevoli riduzioni per SMP (-14%), siero di latte in polvere (-26%), WMP (-34%) e burro (-33%). La Bielorussia ha aumentato le esportazioni per SMP (+ 35%) e formaggio (+ 18%), ma i dati sono disponibili solo fino a giugno. Le esportazioni australiane di burro/butteroil nel periodo gennaio-luglio 2019 sono aumentate del 39% rispetto allo scorso anno.

Dal lato della domanda, quest’anno la Cina continua a mostrare cifre di crescita impressionanti sia per la WMP che per la SMP (+ 27% e + 29% rispettivamente). Le importazioni cinesi di formaggio sono arrivate a 67 000 tonnellate a luglio di quest’anno, posizionando la Cina come 6° importatore principale al mondo dopo Giappone, Russia, Stati Uniti, Corea del Sud e Messico. Le importazioni di burro in Cina continuano a diminuire accumulando un calo del 34% nei primi sette mesi del 2019. Come in precedenza riferito, a causa della peste suina africana, la domanda cinese per il latte in polvere e le importazioni sono diminuite del 26%. La Russia si pone come il principale importatore mondiale di burro (anche se con uno mese in meno di dati rispetto alla Cina) e secondo importatore di formaggi dopo il Giappone. Il Messico ha ridotto le sue importazioni di SMP del 42% (principalmente dagli Stati Uniti), rendendo la Cina è il maggiore importatore.

La domanda di burro/butteroil sta crescendo in modo significativo non solo in Russia (+ 53%, dati fino a giugno) e Stati Uniti (+ 38%) ma anche nelle Filippine (+ 27%, dati fino a giugno), in Canada (+ 11%) e in Giappone (+ 48%). Le Filippine rappresentano il principale importatore mondiale di latte condensato, davanti a Hong Kong. La Cina è il 2° importatore mondiale di lattosio e caseine. La Nuova Zelanda e gli Stati Uniti occupano rispettivamente i primi posti.

La produzione di latte della Nuova Zelanda fino a luglio 2019 (secondo mese della stagione 2019/20) è aumentata dell’8,7% rispetto al periodo giugno-luglio del 2018. Il prezzo del latte in Nuova Zelanda è diminuito a luglio 2019 dell’1,9%, raggiungendo i 29,31 c/kg con un calo del 6,5% in meno rispetto all’anno precedente.

La produzione di latte in Australia è diminuita a luglio 2019 (primo mese della stagione 2019/20) dell’8,4% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

La produzione di latte negli Stati Uniti a luglio 2019 è rimasta allo stesso livello rispetto a luglio 2018 (0,0% per il periodo gennaio-luglio). Il prezzo del latte alla stalla di luglio è aumentato dell’8,2% rispetto a giugno, raggiungendo i 39,5 c/kg, con un aumento del 28,5% rispetto a luglio 2018.

 

 

Fonte: Milk Market Observatory

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