La valutazione del benessere animale con il sistema IBA

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La valutazione del benessere animale con il sistema IBA

L’Indice di Benessere dell’Allevamento, definito IBA, è un sistema di valutazione messo a punto dal CRPA che stima la potenzialità dei metodi d’allevamento e delle strutture a fornire un certo livello di benessere degli animali. Si tratta di uno strumento che ha l’ambizione di servire per identificare i punti deboli (criticità) di un’azienda, permettendo al titolare di fare interventi mirati di adeguamento, al fine di migliorare il benessere dei propri animali e la redditività della propria azienda.

I criteri di base del sistema consistono principalmente nell’individuare le più gravi carenze del sistema e delle strutture d’allevamento e nel valorizzare gli aspetti più qualificanti nei confronti del benessere degli animali allevati.

Il sistema IBA prevede le seguenti azioni in successione:

  1. sopralluogo aziendale con compilazione di una checklist che permette l’attribuzione di punteggi di merito relativi al benessere animale;
  2. input dei dati raccolti su apposito programma di archiviazione dei dati e valutazione del benessere animale;
  3. restituzione automatica da parte del programma di calcolo dei punteggi parziali e totali, delle eventuali criticità e della classificazione finale dell’azienda;
  4. compilazione di una scheda aziendale riassuntiva che posiziona l’azienda in uno dei livelli di benessere prestabiliti e individua le più gravi carenze riscontrate, al fine di consentire alle aziende di apportare quelle modifiche mirate che possono migliorare il livello di benessere dei propri animali.

Il rilievo in allevamento con la checklist aziendale IBA 2.0

La nuova checklist aziendale, definita IBA 2.0, è suddivisa nelle seguenti schede:

  • Scheda A – Aspetti generali;
  • Scheda B – Edificio;
  • Scheda C – Vacche in lattazione;
  • Scheda D – Vacche in asciutta;
  • Scheda E – Bovini da rimonta;
  • Scheda F – Vitelli presvezzamento;
  • Scheda G – Vitelli postsvezzamento.

L’intera checklist, con la sola esclusione della scheda A, può essere compilata dal solo rilevatore mediante osservazione, misurazione e valutazione. Gli unici strumenti in dotazione al rilevatore sono una bussola, un flessometro da 8 m e un distanziometro laser.

Per ogni unità aziendale, intesa come entità produttiva completa identificata da una ragione sociale, è necessario compilare una scheda generale (scheda A), una scheda per ogni edificio zootecnico (scheda B) e una scheda per ogni categoria bovina stabulata all’interno di un singolo edificio (schede C, D, E, F, G). All’interno di ogni edificio e per ciascuna categoria di animali vengono prese in considerazione le diverse aree funzionali: la zona di riposo, la zona di alimentazione e le eventuali zone di esercizio esterne e di mungitura.

Si riporta un esempio allo scopo di chiarire il meccanismo della scelta e dell’assemblaggio della checklist. Nel caso di un’azienda di bovini da latte con una stalla libera che ospita vacche in lattazione e bovini da rimonta e una seconda stalla libera che ospita vacche in asciutta, bovini da rimonta e vitelli pre e postsvezzamento, dovranno essere compilate le seguenti schede: 1 scheda A – Aspetti generali; 2 schede B – Edificio; 1 scheda C – Vacche in lattazione; 1 scheda D – Vacche in asciutta; 2 schede E – Bovini da rimonta; 1 scheda F – Vitelli presvezzamento, 1 scheda G – Vitelli postsvezzamento.

La durata media di un rilievo in allevamento varia da 90 a 180 minuti a seconda della dimensione aziendale e del numero di ricoveri zootecnici presenti.

Parametri considerati

Il sistema IBA e, in particolare, i suoi parametri sono basati sulle più recenti e autorevoli esperienze scientifiche internazionali, sulle conclusioni, raccomandazioni e analisi dei rischi riportati in 5 opinioni EFSA (2009) e sulla legislazione vigente, ossia sulle norme specifiche per il benessere dei vitelli (direttiva 2008/119/CE recepita con decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 126) e sulla normativa generale per la protezione degli animali negli allevamenti per le altre categorie bovine (vacche e bovini oltre 6 mesi di età) (direttiva 98/58/CE recepita con decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 146). I rilievi diretti sugli animali sono basati sul protocollo Welfare Qaulity.

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Foto 2

I parametri riguardano sia rilievi indiretti relati ad aspetti gestionali, strutturali e stabulativi, sai rilievi diretti su tutte le categorie bovine (vacche da latte, bovini da rimonta e vitelli).

Complessivamente, i parametri considerati ai quali viene assegnato un punteggio sono 412, di cui 382 relativi ai rilievi indiretti e 30 relativi ai rilievi diretti sugli animali.

Di seguito, vengono riportati i principali parametri considerati per l’attribuzione dei diversi punteggi. Il punteggio complessivo sui rilievi indiretti è dato dalla somma dei punteggi parziali relativi a gestione, edifici e stabulazione:

  • punteggio GESTIONE: i principali dati produttivi e riproduttivi, il controllo di impianti, il personale di stalla (n. addetti, qualifica, corsi di addestramento e formazione sul benessere), gli interventi eseguiti sugli animali (decornazione, taglio coda, pareggiamento unghioni), le analisi periodiche dell’acqua di bevanda, il tipo di alimentazione, la frequenza di pulizia della mangiatoia, il tempo max di permanenza delle bovine in zona di attesa, le strutture per il parto e l’isolamento, piani di controllo mastiti, mosche e roditori, la quantità media di lettime distribuita in zona di riposo alle vacche e la frequenza di asportazione delle deiezioni da corsie e/o cunette, il box del toro da riproduzione (se presente), le caratteristiche della zona d’attesa premungitura e della sala di mungitura, numero di cellule somatiche;
  • punteggio EDIFICI: l’indice di densità, dato dal rapporto fra la superficie coper ta dell’edificio e il peso vivo totale degli animali presenti al suo interno, il tipo di tetto (numero di falde, presenza di isolamento e cupolini), l’indice di ventilazione, dato dal rapporto fra la superficie reale di ventilazione e quella teorica calcolata in base ai capi presenti, la distanza fra gli edifici, le correnti d’aria fredda e l’irraggiamento solare sugli animali, il livello di illuminazione naturale e artificiale, lo stato di conservazione e il livello di pulizia degli ambienti;
  • punteggio STABULAZIONE: il tipo di stabulazione, il numero di posti in zona di riposo, la superficie di stabulazione, le caratteristiche di zone di riposo e di alimentazione, il tipo e il numero di abbeveratoi, lo spazio alla mangiatoia per ogni capo, la presenza e il tipo di impianti di raffrescamento estivo, le caratteristiche delle zone di esercizio (paddock). Questo punteggio è dato dalla sommatoria dei punteggi relativi alle diverse categorie bovine da latte (vacche in lattazione e in asciutta, bovini da rimonta, vitelli pre e post-svezzamento).

Il punteggio complessivo sui rilievi diretti è dato dalla somma dei punteggi parziali relativi ai seguenti punteggi parziali:

  • VACCHE DA LATTE: pulizia corporea, body condition score (BCS), alterazioni del mantello (zone senza pelo, lesioni o gonfiori negli arti posteriori, anteriori e nel resto del corpo), scoli nasali, oculari e vulvari, difficoltà respiratoria, diarrea e condizioni unghione, zoppie (locomotion score), movimento in fase di alzata dalla cuccetta;
  • BOVINI DA RIMONTA, VITELLI PRE E POST SVEZZAMENTO DA LATTE: pulizia corporea, aree prive di pelo, scoli nasali e oculari, diarrea.

Classificazione delle aziende, criticità e interventi migliorativi

Il sistema di valutazione IBA attribuisce un indice di benessere a ciascuna azienda valutata; il valore dell’indice posiziona l’azienda in uno dei 6 livelli prestabiliti di benessere animale:

  • Classe 1 – Livello pessimo;
  • Classe 2 – Livello scarso;
  • Classe 3 – Livello sufficiente;
  • Classe 4 – Livello discreto;
  • Classe 5 – Livello buono;
  • Classe 6 – Livello ottimo.

Infine, l’attribuzione dell’IBA è accompagnata da una scheda tecnica (detta SAR – Scheda Aziendale Riassuntiva) in cui sono riportate le seguenti indicazioni:

  • punteggio totale;
  • classificazione aziendale;
  • descrizione dettagliata dei punti critici dell’allevamento;
  • descrizione dettagliata dei possibili interventi migliorativi per risolvere le criticità individuate.

Valutazioni IBA eseguite

Il sistema IBA è stato adottato ufficialmente in Regione Emilia-Romagna come metodo di misurazione del livello minimo di benessere animale nel settore bovino per accedere alla Misura 215 relativa ai pagamenti per il benessere animale del Programma di Sviluppo Rurale. In pratica, il raggiungimento della classe 3 della metodologia di valutazione indica che l’azienda raggiunge un livello adeguato di benessere.

Il sistema IBA è stato utilizzato dal CRPA per la valutazione di 1.380 allevamenti bovini, di cui 1.113 da latte e 267 da ingrasso.

Prospettive future dell’IBA

Prima di tutto, per evitare confusione o malintesi, occorre ricordare che la verifica della conformità ai requisiti di legge è competenza esclusiva dell’Autorità Competente e che l’IBA non deve essere utilizzato per questo scopo.

Detto questo, vediamo, invece, quali possono essere le sue finalità attuali e future:

  • permettere a un singolo allevatore o a un gruppo di allevatori (per esempio, conferenti a un singolo caseificio) di individuare le principali criticità aziendali sulle quali intervenire, conoscere i possibili interventi migliorativi, verificandone la sostenibilità economica e la loro incidenza sui costi di produzione (abbinato al sistema di calcolo del costo di produzione del CRPA, detto Milk Money)
  • permettere a Grande Distribuzione Organizzata, industrie alimentari, caseifici, associazioni agricole, cooperative di produttori di aumentare il valore aggiunto dei loro prodotti e di creare una filiera sostenibile con prodotti animal friendly, ossia ad alto contenuto di benessere animale, verificandone la sostenibilità economica e l’incidenza sui costi di produzione (sempre abbinato a Milk Money);
  • permettere a Grande Distribuzione Organizzata, industrie alimentari, caseifici, associazioni agricole, cooperative di produttori di verificare la rispondenza degli allevamenti conferenti a protocolli esistenti (per esempio, freedom food in Inghilterra) o a un nuovo protocollo appositamente creato per la filiera a marchio benessere. Anche in questo caso è possibile verificarne anche la sostenibilità economica.

Infine, occorre ricordare che in un futuro prossimo sono previsti alcuni miglioramenti del sistema IBA, relativi in particolare all’inserimento di ulteriori indici riproduttivi e alla creazione di un’apposita app (per android) che gestirà l’intero sistema.

Foto 1 – Per ogni singolo edificio vengono eseguiti rilievi indiretti relativi all’involucro edilizio e ai sistemi di stabulazione adottati per le diverse categorie animali ospitate.

Foto 2 – Per ogni singolo edificio vengono eseguiti rilievi diretti sugli animali basati sul protocollo Welfare Quality.

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Di |2016-12-02T11:14:25+02:002 Dicembre 2016|Categorie: Stalle & benessere animale|Tags: , , |

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Ricercatore senior del settore Economia e mezzi tecnici del Centro Ricerche Produzioni Animali - CRPA S.p.A.

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