La visita ginecologica di routine: gravida, vuota e … molto altro

/, Ruminantia mensile, Sanità/La visita ginecologica di routine: gravida, vuota e … molto altro

La visita ginecologica di routine: gravida, vuota e … molto altro

La visita ginecologica di routine è diventata una pratica comune nella maggior parte degli allevamenti commerciali. Essa consiste nell’organizzazione, con frequenza settimanale o quindicinale, di visite ginecologiche e diagnosi di gravidanza sulle bovine dei vari settori dell’allevamento (manze, asciutta, post-partum e lattazione). La consapevolezza che il latte si possa fare, in quantità economicamente vantaggiosa, solo se le bovine partoriscono (in salute!) ha spinto gli allevatori più attenti e competitivi ad investire tempo e denaro nell’elaborazione, tramite programmi dedicati, di un piano di assistenza riproduttiva del proprio allevamento.

Il buiatra ginecologo, durante le visite di routine, ha la possibilità di raccogliere un numero elevato di informazioni, trasferirle all’allevatore (o a chi trascrive i dati) e fornirgli un servizio altamente professionale. Posizionato dietro la bovina, mentre si raccoglie l’anamnesi e nei primi istanti dell’esplorazione rettale quando si svuota il retto, il ginecologo ha la possibilità di valutare vari aspetti come il grado di riempimento ruminale, che ci offre la preziosa informazione di quanto la bovina abbia mangiato nelle ultime ore. I punti da osservare sono la pelle sotto i processi trasversi delle vertebre lombari e la fossa del fianco dietro l’ultima costola:

  • Punteggio 1: la pelle aderisce sotto i processi trasversi e la fossa del fianco dietro l’ultima costa è profonda più di un palmo. Ciò indica che la bovina non ha mangiato nelle ultime 12 ore perché malata o per indisponibilità di alimento.
  • Punteggio 2: la pelle sotto i processi trasversi è rientrante e la fossa del fianco dietro l’ultima costa è profonda quanto un palmo. Questo è normale solamente nella prima settimana post-partum, se si verifica più avanti nella lattazione indica un transito troppo rapido o insufficiente assunzione di alimento.
  • Punteggio 3: la pelle sotto i processi trasversi scende prima verticalmente per un palmo poi si incurva verso l’esterno e la fossa del fianco dietro l’ultima costa è appena visibile. Auspicabile per le vacche in piena lattazione.
  • Punteggio 4: la pelle sotto i processi trasversi è curvata direttamente verso l’esterno e la fossa del fianco dietro l’ultima costa non è più visibile. Tipico delle manze e vacche in asciutta.
  • Punteggio 5: i processi trasversi sono invisibili, il rumine è ben pieno e non si nota più il passaggio dal fianco al costato. Talvolta osservabile delle manze e vacche in asciutta.

Una rapida occhiata sarà sufficiente a valutare lo stato di nutrizione e stimare il BCS, osservando principalmente i processi spinali e trasversi delle vertebre lombari e la regione della groppa. La scala di valori va da 1 (soggetto cachettico) a 5 (soggetto obeso). Il singolo punteggio non ha particolare valore, ben più importante è la variazione: durante il primo periodo di lattazione non dovrebbe diminuire più di un punto mentre in asciutta non dovrebbe subire variazioni.

Gli arti posteriori possono essere ispezionati alla ricerca di lesioni evidenti come tumefazioni o arrossamenti e verificando che il peso sia scaricato in egual misura su entrambi. Alla fine della visita ginecologica, se ci sono dubbi, la bovina può essere liberata ed osservata in movimento per accertarsi di eventuali zoppie e/o dare un punteggio di locomotion score.

Della mammella è possibile ispezionare e palpare con facilità i quarti posteriori per valutare il grado di pulizia, lo stato di salute (mastite) e la presenza sui capezzoli del disinfettante post-dipping che è sempre addizionato ad un colorante. Quest’ultimo aspetto è importante per verificare la correttezza di questa operazione in sala di mungitura.

Durante lo svuotamento dell’ampolla rettale si ha la possibilità di valutare una deviazione patologica della temperatura (febbre) senza il termometro ma semplicemente facendo attenzione alla sensazione sulla pelle del braccio, la presenza di ectoparassiti che di frequente si localizzano sulla vulva o alla base della coda e le caratteristiche delle feci. Delle feci si valutano la consistenza ed il grado di digestione. La consistenza dipende dal rapporto tra sostanze solide e parte acquosa e dovrebbe essere quella di un’emulsione cremosa nelle vacche in lattazione. Il grado di digestione si valuta osservando visivamente e tastando la presenza più o meno importante di frammenti di alimento indigerito, indagando se ciò che non è stato digerito è effettivamente indigeribile o ha avuto poco tempo per esserlo (transito rapido).

I segnali che le vacche ci danno sono veramente numerosi. Il buiatra ha competitors di ogni tipo: altre figure professionali, test chimici per la diagnosi di gravidanza su latte e sangue, software più o meno complessi che decidono quando e come fecondare le vacche, trattarle con i farmaci o riformarle…

Nonostante questo, il lavoro del ginecologo rimane insostituibile a patto di mantenere la propria professionalità e un approccio olistico all’allevamento senza cadere nella trappola della “superspecializzazione”. I moderni allevamenti hanno bisogno di professionisti capaci di raccogliere un numero elevato di informazioni in tempi rapidi e soprattutto in grado di dare più di quello che ci si aspetta da loro.

DOI 10.17432/RMT.2050-2061
Print Friendly, PDF & Email

About the Author:

Veterinario Libero Professionista. Email: marcospag@yahoo.it

Scrivi un commento