Martedì la Commissione per il commercio internazionale ha approvato gli accordi di libero scambio e protezione degli investimenti tra l’UE e il Vietnam.

La Commissione ha dato il proprio consenso all’accordo di libero scambio con 29 voti a favore, 6 voti contrari e 5 astensioni e raccomanda che la Plenaria del PE faccia lo stesso. L’accordo eliminerà praticamente tutte le tariffe tra le due parti nel corso di dieci anni. Proteggerà i prodotti europei emblematici e consentirà all’Europa di accedere al mercato vietnamita degli appalti pubblici.

Secondo la risoluzione che accompagna la decisione di consenso, l’accordo è anche uno strumento per proteggere l’ambiente e l’ulteriore progresso sociale in Vietnam, compresi i diritti del lavoro. Le richieste della Commissione per il commercio per il Vietnam, incluse quelle in materia di lavoro e diritti umani, nonché quelle riguardanti il meccanismo che garantisce l’applicabilità delle clausole di sostenibilità, sono state adottate con 29 voti favorevoli, 9 contrari e 2 astensioni.

Il Vietnam è il secondo maggiore partner commerciale dell’UE nell’Association of Southeast Asian Nations (ASEAN) dopo Singapore, con scambi di merci per un valore di 47,6 miliardi di euro all’anno e di 3,6 miliardi di euro in termini di servizi. Le esportazioni dell’UE verso il Paese crescono del 5-7 % all’anno, ma il disavanzo commerciale dell’UE con il Vietnam è stato di 27 miliardi di euro nel 2018.

Le principali importazioni dell’UE dal Vietnam includono apparecchiature per le telecomunicazioni, abbigliamento e prodotti alimentari. L’UE esporta principalmente merci come macchinari e attrezzature per il trasporto, prodotti chimici e prodotti agricoli in Vietnam.

Gli elementi principali dell’accordo commerciale sono i seguenti:

  • soppressione dei dazi doganali: il 65% delle esportazioni dell’UE verso il Vietnam sarà immediatamente esente da dazi doganali, mentre il resto – compresi motocicli, automobili, prodotti farmaceutici, prodotti chimici, vini, pollo e carne di maiale – sarà gradualmente liberalizzato in un periodo di dieci anni. Il 71% delle esportazioni vietnamite verso l’UE sarà esente da dazi già dal primo giorno, mentre il resto lo diventerà nel giro di sette anni. Le esportazioni vietnamite esenti da dazi di prodotti agricoli sensibili, come riso, aglio o uova, saranno limitate;
  • le barriere non tariffarie saranno eliminate nel settore automobilistico, nelle licenze di esportazione e importazione e nelle procedure doganali. Il Vietnam ha accettato la marcatura “Made in EU”, oltre alle marcature di origine nazionali, per i prodotti non agricoli;
  • indicazioni geografiche: 169 prodotti emblematici dell’UE come il Parmigiano Reggiano, lo Champagne o il vino Rioja godranno di protezione in Vietnam, così come i 39 prodotti vietnamiti che saranno protetti nell’UE;
  • servizi: le società dell’UE avranno un migliore accesso alle attività commerciali, ambientali, postali, bancarie, riguardanti le assicurazioni e servizi di trasporto marittimo in Vietnam;
  • appalti pubblici: le imprese dell’UE potranno fare offerte per contratti con i ministeri vietnamiti, le imprese statali, nonché con Hanoi e Ho Chi Minh City;
  • sviluppo sostenibile: esistono norme giuridicamente vincolanti in materia di clima, lavoro e diritti umani. L’accordo impegna il Vietnam ad applicare l’accordo di Parigi. Il Vietnam ha programmato la ratifica di due rimanenti progetti di legge sull’abolizione del lavoro forzato e sulla libertà di associazione entro il 2020 e il 2023, rispettivamente. In caso di violazione dei diritti umani, l’accordo commerciale può essere sospeso.

Separatamente, la Commissione per il commercio ha anche concordato con 26 voti favorevoli, sette contrari e sei astensioni un accordo di protezione degli investimenti che prevede un sistema giurisdizionale per gli investimenti con giudici indipendenti per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stato. La risoluzione di accompagnamento è stata approvata con 27 voti favorevoli, 7 contrari e 5 astensioni.

Prossimi passi

Il Parlamento voterà per l’accordo commerciale e l’accordo sulla protezione degli investimenti nella sessione di febbraio a Strasburgo. Una volta che il Consiglio avrà concluso l’accordo commerciale, questo potrà entrare in vigore. Affinché l’accordo sulla protezione degli investimenti entri in vigore, gli Stati membri dovranno prima ratificarlo.

 

 

Fonte: Parlamento europeo

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