La Zootecnia italiana nel contesto europeo

Il sistema zootecnico (produzione di latte, carne e derivati) è senza dubbio uno dei segmenti più dinamici e rilevanti dell’agricoltura comunitaria e nazionale. Nel nostro Paese il valore economico riconducibile al settore zootecnico genera il 29% dell’intera economia agricola (oltre 16 miliardi di euro) (Annuario dell’agricoltura italiana 2018, Vol. LXXII, CREA – Centro di Politiche e Bio-economia, Roma).

Negli ultimi anni il sistema zootecnico ha dovuto affrontare sfide inedite rispetto al passato, in particolare con riferimento al sistema regolamentare, di mercato e della domanda finale di carne, latte e derivati. Oggi, le nuove sfide richiedono continue innovazioni da parte dei sistemi di allevamento; le innovazioni devono supportare una competitività sostenibile e favorire lo sviluppo di sistemi di allevamento sani e sicuri, con cui raggiungere gli obiettivi di sicurezza alimentare tenendo sempre a mente il benessere animale.

La programmazione per lo sviluppo rurale 2014-2020 ha riconosciuto un ruolo centrale all’innovazione, promuovendola con l’istituzione del Partenariato europeo per l’innovazione in agricoltura (PEI-AGRI). Il PEI-AGRI opera attraverso i Gruppi Operativi (GO), che realizzano progetti di cooperazione fra i diversi attori rurali finalizzati alla co-produzione di conoscenza, attraverso lo sviluppo, la sperimentazione e l’adattamento dell’innovazione in azienda (European Commission, 2013).

A settembre 2020, i Psr italiani hanno finanziato 545 GO, di cui il 19% (104) riguarda il settore zootecnico, per un contributo concesso di 33.798.966 €, pari al 19% del totale concesso ai GO riconosciuti (Banca Dati del Centro di ricerca Politiche e Bio-economia del CREA; www.crea.gov.it).

Esaminando la ripartizione dei progetti per Regione (Figura 1) si denota una concentrazione dove il comparto è già di per sé rappresentativo dell’economia regionale, è il caso dell’Emilia-Romagna (36 GO) e della Lombardia (14 GO), ma si ha una numerosità interessante anche in Campania (13 GO) e nelle Marche (10 GO).

I progetti dei GO sono stati classificati per comparti produttivi, adottando una classificazione comune concordata nell’ambito della Rete Rurale Nazionale, inoltre, il comparto zootecnico è stato suddiviso nelle seguenti voci:

  • zootecnia-bovini/bufalini;
  • zootecnia-ovi-caprini;
  • zootecnia-suini;
  • zootecnia-avicoli;
  • zootecnia-allevamenti minori (conigli, equidi, selvaggina, altro).

Figura 1 – Totale dei GO zootecnici su totale GO selezionati nelle Regioni e Province Autonome

La nascita di BIG – Tecnologie Innovative per il Miglioramento Genetico

A seguito dell’avviso pubblico per il periodo 2020/2023 – Reg (UE) 1305/2013 – Programma di Sviluppo Rurale Nazionale 2014/2020 – Sottomisura: 10.2 – Sostegno per la conservazione, l’uso e lo sviluppo sostenibili delle risorse genetiche in agricoltura – Attività di caratterizzazione delle risorse genetiche animali di interesse zootecnico e salvaguardia della biodiversità, l’ente selezionatore ANASB – Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina, in sinergia con il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università di Napoli “Federico II” – DMVPA, è risultato vincitore dell’avviso, con la presentazione del progetto BIG: Tecnologie Innovative per il Miglioramento Genetico.

Ma BIG non nasce solo dal lavoro congiunto tra ANASB e DMVPA: intorno ad esso si è creata una rete tecnico-scientifica che ha coinvolto diversi partner, tutti leader nel settore della Bufala Mediterranea Italiana (BMI): l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per il Mezzogiorno – IZSM, il Consorzio Incremento Produttivo Allevamenti Bufalini – CIPAB, l’Istituto CNR di Biologia e Biotecnologie Agraria – CNR IBBA ed il Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse naturali e Ambiente – DAFNAE – Università di Padova.

Il progetto di durata triennale si prefigge di accelerare il progresso genetico nella specie bufalina, attraverso l’utilizzo di tecnologie moderne, all’avanguardia e mai sperimentate in questo comparto facendo allo stesso tempo particolare attenzione al benessere animale, ai caratteri riproduttivi, alla resistenza/suscettibilità alle malattie, alla qualità e sostenibilità delle produzioni. Tutto questo sarà possibile grazie alla fusione di informazioni tradizionali con quelle molecolari, tenendo come comune denominatore la conservazione della variabilità genetica nella razza.

Le attività programmate rientrano pienamente negli obiettivi del PSRN e riguardano nello specifico:

  • la caratterizzazione fenotipica al fine di indirizzare il miglioramento genetico verso animali armonici e bilanciati;
  • l’utilizzo di strumenti di selezione tradizionali e genomici per accelerare il miglioramento genetico di caratteri legati al benessere, alla qualità delle produzioni, alla sostenibilità ambientale, alla resistenza e resilienza alle patologie;
  • lo sviluppo di moderni metodi di controllo della consanguineità;
  • l’applicazione delle informazioni molecolari e delle tecniche di conservazione ex situ per la tutela della variabilità genetica della razza e delle linee genetiche rare.

La realizzazione del progetto si fonda sulla storia della Bufala Mediterranea Italiana iscritta al Libro Genealogico di ANASB dal 1980 ad oggi. Le motivazioni che hanno portato i realizzatori del progetto alla stesura di BIG sono dovute ai cambiamenti avuti a seguito della selezione effettuata nel tempo, dei sistemi di allevamento sempre più moderni, delle diverse esigenze nutritive della specie e della migliore conoscenza del potenziale produttivo di ogni singola bufala perseguito con l’istituzione dei controlli funzionali.

Poggiando sui punti di forza del comparto e sfruttando le opportunità offerte dalle tecnologie disponibili, BIG mira ad ottenere strumenti di miglioramento genetico rivoluzionari e di ultima generazione (selezione genomica), per obiettivi quali la sostenibilità ambientale, il benessere animale e la qualità dei prodotti, fornendo, inoltre, un supporto per favorire il consolidamento delle aree di maggiore fragilità e per contrastare eventuali minacce, a beneficio dell’intero comparto.

Tutto ciò viene realizzato nel triennio 2020 – 2023 e sviluppato in 10 azioni operative (Figura 2).

In definitiva, BIG offre un’opportunità per tutto il settore bufalino mai vista sin d’ora, potendo davvero segnare la strada per il futuro del miglioramento genetico della razza mediterranea italiana. Nel corso degli anni ANASB ha più volte mostrato la tenacia e la competenza per attuare una svolta nel campo della BMI con diverse iniziative. Oggi l’impegno dedicato ha ripagato, e grazie alla sinergia instaurata con i partner più competenti del settore a livello nazionale ed internazionale, la “grande” sfida non potrà essere altro che accattivante e vittoriosa.

Figura 2 – Azioni operative del progetto BIG

Nello specifico, attraverso le 10 azioni sopra raffigurate, il progetto BIG mira al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

Azione 1)

Realizzazione di una nuova scheda per la valutazione morfologica realizzata su nuovi descrittori biometrici. Utilizzando la nuova scheda sviluppata, verranno rilevate le tare genetiche e i descrittori sulla popolazione in selezione, visitando almeno una volta all’anno gli allevamenti coinvolti.

Azione 2)

Analisi genomiche su circa 6000 soggetti; sequenziamento completo del DNA di 20 soggetti; caratterizzazione di una serie di mutazioni genetiche; analisi cariologica di 24 tori. Da questa attività ci si attende un dataset di dati molecolari unico nel panorama internazionale, che verrà utilizzato per la caratterizzazione molecolare della variabilità presente nella popolazione nazionale, per la stima di indici genomici e per l’identificazione e l’eventualmente diffusione di alleli favorevoli.

 Azione 3)

Report e pipeline per il controllo interno dei dati analizzati (pedigree, quanti-qualitativi, molecolari, genetici e genomici). Le attività proposte avranno un impatto diretto sui risultati prodotti dal progetto. Il controllo della qualità dei dati, sia fenotipici, sia genotipici, sia di pedigree, infatti, influenza direttamente la qualità e la correttezza dei risultati ottenuti, ad esempio, in termini di accuratezza degli EBV, di stima della diversità genetica e dell’inbreeding.

Azione 4)

Sviluppo di nuovi indici genetici e genomici al fine di fornire agli allevatori strumenti di selezione moderni, accurati ed efficienti per il miglioramento di numerosi caratteri:

  • Riproduttivi come l’età al primo parto;
  • Funzionali come la Longevità funzionale e le Cellule somatiche;
  • Innovativi come lo sviluppo dell’indice Emissioni di metano).

Azione 5)

Attuazione di programmi di miglioramento genetico e piani di selezione che tengano in considerazione la consanguineità entro allevamento. Inoltre, verranno rilevati fenotipi complessi in ambiente controllato da utilizzare per la stima di indici genomici innovativi e per l’impatto ambientale delle produzioni. Utilizzo dell’approccio Optimal Contribution, attraverso il quale verranno identificati i migliori riproduttori da avviare alle IS e prodotti piani di accoppiamento aziendali innovativi.

Azione 6)

Monitoraggio approfondito della variabilità genetica e della parentela presente nella popolazione di Bufala Mediterranea iscritta al LG, utilizzando dati di pedigree e dati genomici sia della componente femminile che maschile.

Azione 7)

Approfondimento degli aspetti ambientali e genetici legati a tre importanti zoonosi (brucellosi, tubercolosi e paratubercolosi), così come alla resistenza/resilienza alle dismetabolie. Con tale azione si mira ad aumentare la resistenza genetica della popolazione bufalina ad alcune patologie infettive e identificare mutazioni legate a malattie genetiche da utilizzare in schemi di selezione assistita da geni (GAS).

Azione 8)

Raccolta di materiale biologico e germoplasma per la creazione di una biobanca di carattere nazionale per la crioconservazione di materiale germinale maschile dei soggetti abilitati alla IS ed embrioni di linee genetiche rare.

Azione 9)

Realizzazione di un database relazionale contenente tutti i dati raccolti o prodotti durante il progetto, che verranno elaborati mediante modelli statistici avanzati. Inoltre, verranno realizzati nuovi indici aggregati come l’indice riferito al Benessere della mammella e al Benessere animale.

Azione 10)

Massima diffusione dei risultati e degli strumenti selettivi sviluppati dal progetto al fine di ottenere la massima ricaduta positiva in termini di eticità dell’allevamento, sostenibilità ambientale delle produzioni, benessere degli animali e qualità del latte, favorendo, allo stesso tempo, una maggiore applicazione della IS e delle nuove tecnologie riproduttive (seme sessato, ET).

La disseminazione dei risultati ottenuti avverrà tramite un portale web dedicato al progetto, newsletter, materiale informativo e attraverso l’organizzazione di eventi, al fine di garantire la massima diffusione al comparto bufalino sia a livello nazionale che internazionale.

Gli effetti attesi del progetto BIG

Attraverso alcune attività di BIG, ed in particolare mediante l’utilizzo di seme sessato e lo sviluppo di indici innovativi, sarà possibile sia ridurre il numero di soggetti maschi che nascono in azienda, sia individuare le linee genetiche più idonee alla produzione di carne, aprendo a nuovi mercati e nuove produzioni. A ciò si aggiunga che la maggiore disponibilità di femmine potrà favorire anche il ripopolamento in quelle aziende che hanno presentato problemi sanitari, quali brucellosi e tubercolosi. In tal senso, le attività di BIG legate all’individuazione di genotipi più resistenti a patologie infettive, aprono un’ulteriore opportunità, al fine di garantire maggior benessere animale e facilitare l’eradicazione di alcune zoonosi presenti in alcune zone dell’areale di produzione.

Va inoltre sottolineato che, nel caso della bufala Mediterranea Italiana, il processo di miglioramento genetico è stato particolarmente lento, anche per la consistente crescita della popolazione, quasi raddoppiata negli ultimi vent’anni, che non ha consentito la riforma dei soggetti meno produttivi. Attraverso l’utilizzo di strumenti genomici, è possibile ridurre considerevolmente l’intervallo generazionale degli animali e dare un’ulteriore spinta al progresso genetico. Ciò si traduce inevitabilmente in un ulteriore miglioramento della sostenibilità economica delle aziende bufaline, aprendo nuovi sbocchi occupazionali e rilanciando il settore. Vanno inoltre tenuti in considerazione gli aspetti ambientali legati alle attività di BIG.

L’intensificazione dei sistemi zootecnici ha portato ad un maggiore impatto ambientale, legato sia alla più difficile gestione dei reflui che al rilascio di emissioni gassose in ambiente. Attraverso BIG saranno individuate le linee genetiche più efficienti da un punto di vista alimentare, incrementando la sostenibilità ambientale delle aziende bufaline, sia per il migliore utilizzo della razione alimentare somministrata, che per la riduzione delle emissioni di metano, ottenibile attraverso la valutazione dei microrganismi presenti nel rumine. Infine, ma non ultimo in ordine di importanza, va considerato che con BIG saranno individuati i soggetti maggiormente in grado di produrre alimenti caratterizzati dalla presenza di metaboliti funzionali.

Diversi recenti studi hanno messo in evidenza come le produzioni bufaline siano particolarmente ricche di alcuni derivati betainici, molecole che esercitano una notevole influenza positiva sulla salute umana.

Il miglioramento della qualità delle produzioni anche in tal senso apre nuovi scenari e nuovi mercati, in quanto i prodotti bufalini non saranno considerati solo per il mero nutrimento, ma anche per prevenire l’insorgenza di alcune patologie metaboliche in campo umano.

Autori

R. Cimmino, M. Castrillo, G. Zullo, S. Biffani. G. Neglia & G. Bertolini

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