Lettera aperta di un nostro lettore al Presidente del Consorzio Tutela Grana Padano

//Lettera aperta di un nostro lettore al Presidente del Consorzio Tutela Grana Padano

Lettera aperta di un nostro lettore al Presidente del Consorzio Tutela Grana Padano

Un nostro lettore ci ha inviato una lettera aperta indirizzata al Presidente del Consorzio Tutela Grana Padano. Nell’ottica di un “libero scambio di idee” abbiamo deciso di pubblicarla.

Al Presidente del Consorzio Grana Padano Cesare Baldrighi

e p.c. al Responsabile del Disciplinare Angelo Stroppa.

Uso di additivi naturali nell’alimentazione della vacca da latte

Nel contesto zootecnico bovino mondiale e nazionale, assistiamo ad un miglioramento generalizzato delle condizioni di produzione lattea, sia dal punto di vista genetico che di management. La genetica ci ha permesso livelli produttivi ampiamente soddisfacenti, le tecniche alimentari sono più raffinate, le condizioni ambientali e il cow comfort sta entrando nella mentalità degli allevatori.

Rimane il problema dell’uso di additivi alimentari e foraggeri, cioè  il problema della resistenza all’uso massiccio di antibiotici, e il problema all’uso di pesticidi e antiparassitari per combattere l’attacco di parassiti e insetti dannosi sulle colture, in particolare quelle del mais.

Non mi soffermo sulle foraggere e sulle infestazioni da parassiti, sull’enorme consumo di acqua e sul problema della mineralizzazione dei terreni, con ricadute negative sul microbismo del terreno e sulla riduzione continua dello strato fertile. Abbiamo abbandonato la rotazione e gli effetti negativi si fanno sentire.

Voglio invece attirare la vostra attenzione sull’alimentazione della vacca da latte per la produzione del tipico formaggio Grana Padano, e tutte le limitazioni, alcune aggiunte nell’ultimo periodo, che non aiutano la risoluzione dei vari problemi alimentari.

Il controllo del microbismo alimentare delle razioni alimentari per il Grana Padano è una cosa corretta, onde evitare spiacevoli inconvenienti nella maturazione del formaggio e per garantire al consumatore un prodotto di qualità. Vanno quindi monitorati i foraggi, la presenza di fermentazioni anomale, di tossine, di alimenti sgradevoli o che possono dare sapori anomali al formaggio, l’uso di batteri vivi e l’uso massiccio di antibiotici. A queste problematiche viene in soccorso un buon management, cioè il corretto insilamento dei foraggi a cui si possono aggiungere batteri lattici per una veloce acidificazione del prodotto, il corretto stoccaggio degli alimenti mangimi e foraggi, le migliorate condizioni di allevamento con maggior spazi, rinfrescamento, meno sovraffollamento. Tutto ciò permette di limitare l’uso di antibiotici e additivi chimici.

Non si capisce però perché non si possano usare liberamente additivi naturali che non offrono resistenze, che non lasciano residui nel latte, che non alterano la maturazione dei formaggi , che sono stati usati per millenni, anche ad uso umano, per combattere problematiche ricorrenti.

Parlo di enzimi naturali che migliorano la degradabilità di foraggi raccolti gioco forza troppo maturi (Oryzae), oppure di antinfiammatori naturali a base di essenze foraggere, che possono limitare l’insorgenza di mastiti ambientali dovute a cali di immunità corporale per stress da sovraffollamento, lettiere mal curate, parassiti intestinali (Polifenoli, resine vegetali, olii essenziali) , oppure estratti foraggeri per limitare l’infiammazione podale, diuretici e antipiretici naturali, tutte sostanze che la natura ci offre, e che sarebbero ben accetti anche dall’opinione pubblica , se presentati in modo corretto.

Allevare una mandria bovina non è semplice e , pur con tutte le attenzioni, i problemi sorgono sempre e non tutti hanno al momento la disponibilità finanziaria per modificare le strutture, ampliare gli spazi, cambiare repentinamente la gestione agronomica e manageriale.

La natura è a disposizione, con conoscenze millenarie, nell’uso di prodotti naturali.

Vi invito a valutare queste considerazioni e accettarle come innovative nel vostro disciplinare di produzione latte per Grana Padano, il mercato accoglierebbe volentieri questa scelta green.

Pubblico questo mio messaggio come lettera aperta, nella speranza che altri tecnici del settore appoggino la mia iniziativa.

Cordialmente

Dott. Paolo Zattoni

Agronomo – Tecnico nutrizionista bovini

email zattonipaolo@libero.it

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Di |2019-09-11T11:28:45+02:0011 Settembre 2019|Categorie: News|

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