Alla Fiera Internazionale del Bovino da Latte, conclusasi sabato 26 ottobre, la Libera Associazione Agricoltori Cremonesi ha organizzato un convegno dedicato all’”Agricoltura sostenibile e produttiva – A garanzia della salute umana”, durante il quale sono stati trattati molti temi importanti ed attualissimi, tutti uniti da una parola chiave: sostenibilità, non solo ambientale, ma anche produttiva e economica. A fronte di un recente Report FAO, secondo il quale solo una produzione di alimenti superiore del 50% rispetto all’attuale potrà garantire nel 2050 il soddisfacimento dei crescenti fabbisogni della popolazione mondiale, l’agricoltura è posta sotto accusa, specie nella sua forma intensiva, quale presunta causa di inquinamento e di sottrazione di risorse alla natura (suoli, acqua e biodiversità). Le scelte operative devono però basarsi su basi conoscitive ineccepibili e di tipo olistico diverse dalla giusta sensibilizzazione sul rapporto Agricoltura Ambiente e Alimentazione.

Marco Bencivenga, Direttore del quotidiano “La Provincia”, ha moderato l’evento. Tra i relatori erano presenti: Annamaria Castellazzi, Specialista in patologia clinica e scienze dell’alimentazione dell’Università di Pavia, che ha discusso “Gli aspetti nutrizionali delle proteine animali in una corretta dieta alimentare”; Piercristiano Brazzale, Presidente SPCC “Economia” Fil-IDF, che ha approfondito “Come misurare la sostenibilità delle produzioni agricole: quantità e valore nutritivo”; e Giuseppe Bertoni, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Cremona Piacenza, il quale ha presentato  “L’agricoltura orientata al 2050: come alimentare 10 miliardi di persone preservando le risorse naturali”. Oltre a queste importanti figure tecnico-scientifiche, durante l’evento sono intervenuti anche il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, con un appassionato saluto al pubblico presente ed un invito ad uno slancio rispetto alla responsabilità nei confronti delle nuove generazioni e del futuro proprio quando si parla di sostenibilità, Riccardo Crotti, presidente della Libera Agricoltori, e Roberto Zanchi, presidente di CremonaFiere. Assente il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Teresa Bellenova, a causa di un altro impegno istituzionale, la quale ha mandato una lettera di saluti all’ente Fiera, di cui riportiamo un breve estratto, disponibile anche in questo articolo: “Voglio però complimentarmi per il vostro impegno, perché portate avanti alcune delle Manifestazioni più significative e storiche di tutto l’agroalimentare italiano, che ha un enorme valore non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Garantite un momento determinante di conoscenza e di confronto sulle principali tematiche della zootecnia, facilitando e promuovendo temi sempre più cruciali, a partire dalla formazione e dalla innovazione, fondamentali per operatori e aziende. Il settore che rappresentate costituisce uno dei pilastri del Made in Italy, come dimostrano i numeri stessi della filiera del latte, con un valore di 15 miliardi di euro”.

Il Ministro Bellanova parla di un settore che merita la massima attenzionee una visione in grado di puntare a una strategia a lungo termine. Per questo convocheremo a breve un tavolo istituzionale per mettere insieme idee e misure mirate ad affrontare con decisione le sfide che abbiamo davanti, per le quali è necessario un lavoro condiviso. Le questioni sul tavolo sono tante e determinanti. Un tema centrale è la necessità di rafforzare i rapporti tra allevatori e trasformatori e in questa prospettiva ribadisco che abbiamo a disposizione degli strumenti davvero utili, come gli accordi e i contratti di filiera”.

Molto interessante l’intervento del Dott. Brazzale, per il quale non è semplice parlare di sostenibilità, e di questo ne è cosciente dato il suo ruolo di coordinatore tecnico-scientifico IDF, con un’esperienza di tre anni come responsabile sostenibilità. I dati diffusi sull’impatto ambientale associato ai prodotti di origine animale sono molto preoccupanti: nel lavoro di comunicazione delle informazioni a disposizione delle istituzioni di scienziati andrebbe rivisto come veicolare tali informazioni al consumatore, che ha un “approccio istintivo, istantaneo e non ragiona“, pertanto per lo stesso è più facile pensare che la zootecnia abbia un impatto ambientale più alto. Il Dott. Brazzale ha quindi affrontato il tema della sostenibilità ambientale legata al mondo zootecnico, ricordando che il sistema food è un sistema complesso e che, per affrontarlo al meglio ai fini della sostenibilità, si dovrebbero considerare alcuni importanti aspetti:

  • la necessità di adottare politiche pubbliche adeguate in materia;
  • la definizione di leggi ambientali adeguate, né troppo permissive né troppo restrittive, ed in questo le istituzioni che fanno ricerca dovrebbero dare suggerimenti per migliorare l’assetto normativo;
  • l’innovazione;
  • il benessere animale, che è la base per avere prodotti salutari ma anche per ridurre  l’impatto ambientale ed avere un’ottimizzazione della produzione;
  • l’impiego di tecnologia hi-tech;
  • l’ottimizzazione nell’uso delle risorse ed il rispetto delle risorse naturali;
  • la riduzione di sprechi e rifiuti (30% cibo va a rifiuto, quindi c’è tanto spazio miglioramento solo in questo segmento delle attività dell’agroalimentare);
  • la sostenibilità economica e sociale: qualsiasi investimento finalizzato alla tutela dell’ambiente deve essere anche economicamente sostenibile;
  • l’economia circolare, le cui parole chiave sonoridurre, regolare, rigenerare e reindirizzare
  • la necessità di allineare, connettere e condividere: gli enti nazionali devono lavorare insieme per avere un’unica strada da seguire per raggiungere i 17 obiettivi definiti dalle Nazioni Unite.

Tra le fonti  citate, il Dott. Brazzale ha ricordato anche l’articolo di Roberto De Vivo “La zootecnia non è responsabile dell’aumento dei gas serra!“.

 

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