J. Dairy Sci. 96:8060-8074

dx.doi.org/10.3168/jds.2013-6778

©American Dairy Science Association ® , 2013

 

A. Black,* J. L. Taraba,§G. B. Day,§ F. A. Damasceno,§ e J. M. Bewley*1

*Department of Animal and Food Sciences, 

§Department of Biosystems and Agricultural Engineering, University of Kentucky, Lexington 40546

 

Abstract

Lo scopo di questa ricerca era quello di caratterizzare le performance della mandria, la soddisfazione e le raccomandazioni dei produttori e le pratiche di management utilizzate dai gestori della lettiera compost (Compost Bedded Pack, CBP) in Kentucky (42 allevamenti e 47 strutture con CBP). Gli allevamenti sono stati visitati tra l’Ottobre 2010 e il Marzo 2011. È stata fatta una selezione random di bovine stabulate soltanto su lettiera CBP e sono state valutate con punteggi riguardanti la locomozione e l’igiene. I cambiamenti nelle registrazioni mensili delle performance eseguite dalla Dairy Herd Improvement Association (DHIA), che comprendevano la produzione di latte, la SCC, le performance riproduttive e la conta giornaliera delle cellule somatiche nel latte di massa dopo lo spostamento in un ambiente con CBP, sono state analizzate utilizzando la procedura MIXED di SAS ( SAS 9.3; SAS Institute Inc., Cary, NC). La procedura GLM di SAS (SAS 9.3) è stata utilizzata per sviluppare dei modelli per descrivere l’umidità della CBP, la temperatura della CBP a 20.3 cm di profondità e l’igiene medio della mandria. I produttori fornivano per bovino 9.0 ± 2.2 m2 di spazio sulla lettiera ( n = 44). Stalle costruite con una corsia di alimentazione annessa costavano 1.051 ± 407 $ per bovino ( n = 40). Stalle costruite senza una corsia di alimentazione annessa costavano 493 ± 196 $ per bovino ( n = 13). Con i trucioli di legno essiccati al calore erano necessari 0.05 ± 0.04 m3 di lettiera per bovina al giorno ( n = 15). Con i trucioli di legno verde erano necessari 0.07 ± 0.06 m3 di lettiera per bovina al giorno ( n = 12). I benefici della CBP più frequentemente citati comprendevano il comfort della bovina ( n= 28), la pulizia della bovina ( n = 14) e la natura a basso mantenimento del sistema (n = 10). Con l’aumento della frequenza e della profondità di rimescolamento e della temperatura ambientale, si verificava un aumento della temperatura della lettiera, misurato a 20.3 cm di profondità nella CBP. Aumentando la profondità di rivoltamento, lo spazio di movimento adatto per bovina e il tasso di essiccazione diminuiva l’umidità della CBP. I punteggi riguardanti la locomozione e l’igiene medio della mandria erano, rispettivamente, 1.5 ± 0.3 ( n= 34) e 2.2 ± 0.4 ( n= 34). L’aumento della temperatura a 20.3 cm di profondità nella CBP e l’aumento della temperatura ambientale hanno migliorato l’igiene medio della mandria. La conta delle cellule somatiche nel latte di massa è diminuita rispetto all’anno che precedeva lo spostamento in stalle con CBP ( 323.692 ± 7.301 vs. 252.859 ± 7.112 cellule/ml) per gli allevamenti che usavano stalle con CBP come sistema di stabulazione primario ( n = 9). La produzione giornaliera di latte, raccolta da test mensili della Dairy Herd Improvement Association, è aumentata rispetto a prima che le vacche fossero spostate in recinti con CBP, fino al secondo anno dopo lo spostamento (29.3 ± 0.3 vs. 30.7 ± 0.3 kg, rispettivamente), per le aziende che usavano capannoni con CBP come sistema di stabulazione primario ( n = 8). Il periodo dell’interparto è diminuito rispetto all’anno precedente fino al secondo anno dopo il trasferimento (14.3 ± 0.1 vs. 13.7 ± 0.1 mesi) in capannoni che utilizzavano CBP in quegli allevamenti che la utilizzavano come sistema di stabulazione primario (n = 8). 

Parole chiave: stalle con lettiera compost (compost bedded pack, CBP), attento management della struttura 

Introduzione

Gli allevatori di bovine da latte della Virginia hanno sviluppato strutture costituite da stalle con lettiera compost (CBP, Compost Bedded Pack) con lo scopo di migliorare i livelli di comfort delle vacche, per aumentare la loro longevità e per ridurre i costi iniziali che servono per la costruzione di una stalla (Wagner, 2002) oltre a ridurre potenzialmente il rischio di mastiti associato alla lettiera tradizionale. I ricoveri con lettiera compost (CBP) forniscono uno spazio aperto per sdraiarsi a terra senza postazioni o suddivisioni fisse, spesso circondato da un muro di sostegno di 1.2 metri, per consentire lo stoccaggio del letame per almeno 6-12 mesi (Janni et al., 2007). La temperatura è una misura chiave dell’efficienza del compostaggio (Imbeah, 1998). Un’areazione attiva del materiale compost favorisce la produzione di calore da parte dei microbi. La mungitura avviene solitamente 2 volte al giorno e questa rappresenta una tempistica ottimale per poter rivoltare e mescolare la lettiera compost senza che le bovine siano all’interno del capannone con CBP (Barberg et al., 2007a; Janni et al., 2007; Shane et al., 2010). Temperature del compost comprese tra i 40 e i 50 gradi consentono la degradazione della maggior parte della cellulosa (Fergus, 1964; Jeris and Regan, 1973; Kuter et al., 1985), portando potenzialmente ad una maggior diminuzione  dell’altezza della CBP e aumenta la durata dello stoccaggio del letame. Le alte temperature (da 55 a 65°C) promuovono la distruzione dei patogeni (Stentiford, 1996), cosa che potrebbe essere vantaggiosa per la riduzione di quei batteri causa di mastiti. Comunque le temperature della CBP, osservate da Barberg et al. (2007a), non raggiungevano i livelli necessari per una sanificazione del materiale. La mancanza di sanificazione del materiale durante il processo microbico all’interno della CBP indica che il sistema è più simile a quello di un “semi-compostaggio” che non compie un ciclo di compostaggio completo. La densità ottimale di stoccaggio dei bovini dipende dal quantitativo di letame e di urina depositati nella CBP. Più umidità viene depositata dalle bovine più è necessario ulteriore spazio per capo o più lettiera per poter assorbire l’umidità, permettendo all’attività microbica e all’essicazione superficiale di essere attive e bilanciate (Janni et al., 2007). Come minimo tutte le bovine devono avere la possibilità di sdraiarsi contemporaneamente e allo stesso tempo di avere lo spazio per muoversi e raggiungere la corsia di alimentazione o gli abbeveratoi (Janni et al., 2007). In base alla produzione di letame e di urina di ogni bovina, Janni et al. (2007), raccomandano 7.4 m2/ vacca per una Frisona di 540 kg o 6.0 m2/ vacca per una bovina di razza Jersey del peso di 410 kg. I recinti in Israele che non usano lettiera aggiuntiva, richiedono molto più spazio per bovina tenendo conto della ridotta capacità di trattenimento dell’acqua, raccomandando un minimo di 15 m2/ vacca quando la corsia di alimentazione ha il pavimento senza compost e tra i 20 e i 30 m2/ vacca quando il compost viene utilizzato anche nella corsia di alimentazione (Klaas et al., 2010). La densità dei bovini, le condizioni climatiche ambientali, il flusso d’aria e l’igiene delle bovine sono i fattori principali che determinano la necessità di aggiunta di nuova lettiera (Barberg et al., 2007a; Janni et al., 2007). I manager di stalle con lettiera compost utilizzano fini trucioli di legno o segatura, che vengono ritenuti in grado di favorire il mescolamento e l’areazione insieme all’attività microbica e ad un maggior rapporto di superficie area/volume se comparati con paglia o con scaglie di legno (Janni et al., 2007). La CBP ha la flessibilità di soddisfare i fabbisogni di spazio, esercizio fisico, riposo e d’interazione sociale delle bovine (Galama et al., 2011), rendendola un promettente sistema di stabulazione in grado di favorire il benessere degli animali se comparata alla stabulazione libera. La CBP non ha corsie in cemento nell’area di riposo e le bovine camminano, stanno in piedi e riposano sul compost (Barberg et al.,2007a). Lobeck et al. (2011) hanno scoperto una diminuzione dell’incidenza di zoppie ( punteggio di locomozione ˃ 2, dove 1 = normale e 5 = gravemente zoppo; Flower and Weary, 2006) nelle stalle con CBP (4.4%) se confrontate con quelle a stabulazione libera, con quelle a ventilazione artificiale (13.1%; P = 0.01) e con quelle a ventilazione naturale (15.9%; P < 0.001). Barberg et al. (2007b) hanno osservato risultati simili, con il 7.8% delle bovine stabulate in recinti con CBP che avevano una zoppia clinicamente manifesta. Cook (2003) ha scoperto una prevalenza media di zoppia più bassa tra le mandrie a stabulazione libera con lettiera di sabbia (SF; prevalenza in estate: 16.5%; prevalenza in inverno: 18.9%) se confrontate con quelle stabulate in stalle a posta libera che utilizzavano tappetini o materassini (prevalenza in estate: 24.4%; prevalenza in inverno: 26.9%), entrambe le quali avevano valori molto più alti rispetto a quelli osservati nelle stalle con CBP. Una gestione adeguata dell’igiene della bovina può ridurre il rischio di mastiti (Neave et al., 1969; Schreiner and Ruegg, 2003; Reneau et al., 2005). Barberg et al. (2007b) hanno rilevato un punteggio medio per l’igiene di 2.66 (1 = pulito e 5 = molto sporco; Reneau et al., 2005) in 12 stalle con CBP visitate. Shane et al. (2010) hanno rilevato un punteggio medio per l’igiene di 3.1 (1 = pulito e 5 = molto sporco; Reneau et al., 2005) in 6 stalle con CBP. Uno studio, che metteva a confronto stalle con CBP, stalle con ventilazione forzata e stalle con ventilazione naturale, ha evidenziato che le bovine stabulate in recinti con CBP avevano un aumento (P < 0.05) del punteggio assegnato all’igiene (1 = pulito e 5 = molto sporco; Reneau et al., 2005; punteggio 3.18) se comparate con le stalle ventilate artificialmente (2.83) e con quelle ventilate naturalmente (2.77) (Lobeck et al., 2011). La salute della mammella, stabilita con la SCC, è risultata migliorata in uno studio condotto da Barberg et al. (2007b), dove il tasso di soggetti affetti da mastiti (percentuale di vacche con una SCC ≥ 200.000 cellule/ml) si era ridotto dal 35.4 al 27.7% dopo lo spostamento dei capi in stalle con CBP. Klaas et al. (2010) hanno osservato valori di SCC di 133.000, 214.000 e di 229,000 cellule/ml in 3 allevamenti con CBP in Israele che non aggiungevano ulteriore nuova lettiera. L’obiettivo primario di questo studio è quello di definire le strategie chiave di management utilizzate dagli allevatori del Kentucky che gestiscono stalle con CBP, e l’influenza della CBP sulla salute e sull’igiene della mammella, sulle zoppie, sulla resa di latte e sulle performance riproduttive. Il secondo obiettivo dello studio è quello di determinare i fattori che influenzano la temperatura e l’umidità della CBP e l’igiene delle bovine. 

Materiali e metodi

Uno studio sul campo di 47 allevamenti con CBP areata abitualmente è stato condotto in Kentucky tra l’Ottobre 2010 e il Marzo 2011. Agenti di contea dell’Università del Kentucky e consulenti del Kentucky Dairy Development Council (Lexington), hanno identificato alcuni allevamenti gestiti con stalle CBP. Gli agenti e i consulenti hanno identificato 58 allevamenti e 42 hanno accettato di partecipare. Cinque degli allevamenti scelti avevano 2 stalle con CBP, presentando 47 CBP da campionare. Ogni allevamento è stato visitato una volta durante il periodo di studio, con 2-3 visite giornaliere per il campionamento. La raccolta dei dati per ogni allevamento si è verificata in periodi differenti durante l’arco della giornata in base al programma di visita del sito e alle disponibilità. Dei 47 recinti, 34 erano utilizzati come sistema di stabulazione primaria per bovine da latte. I 13 recinti rimanenti erano utilizzati come stabulazione supplementare per bovine con necessità specifiche ( ad esempio per bovine zoppe, anziane e malate). 

Raccolta dei dati 

È stato utilizzato un questionario per definire le pratiche di management intervistando i produttori e chiedendo di rispondere ad una serie di domande durante le visite al sito. Tutte le pratiche di management, incluse la profondità e la frequenza di rimescolamento, l’accesso al pascolo, il tipo di lettiera e la frequenza con cui veniva aggiunta erano risposte soggettive del produttore e non venivano registrate dai ricercatori. Le registrazioni mensili delle performance effettuate dalla DHIA riguardo la produzione di latte, la SCC, l’abbattimento selettivo e le performance riproduttive sono state raccolte dopo autorizzazione da parte dei produttori coinvolti nel programma. Solo le mandrie con dati che riguardavano i 12 mesi prima e i 24 mesi dopo l’occupazione della stalla sono state incluse nell’analisi della DHIA. 15 fattorie soddisfacevano questi criteri. Lo storico della SCC sul latte di massa (BTSCC) è stato raccolto da cooperative e da compagnie del latte previa autorizzazione dei produttori. Gli allevamenti che non avevano dati sul prima e sul dopo occupazione della stalla sono stati esclusi dall’analisi. Dodici dei 42 produttori sono stati inclusi nell’analisi della BTSCC. 

Igiene e locomozione della mandria

I punteggi riguardanti l’igiene e la locomozione sono stati raccolti per vacca in ogni allevamento che usava recinti con CBP come sistema primario di stabulazione ( n = 34) al momento della visita del sito. Un minimo di 50 vacche è stato valutato per ogni allevamento a meno che non ci fosse un numero inferiore alle 50 vacche stabulate nei recinti CBP, nel qual caso, tutte le bovine venivano valutate. Le bovine sono state selezionate in maniera random utilizzando le ultime cifre del numero identificativo della targhetta auricolare ( ad esempio numero pari, numero dispari o multipli di 3) e valutate dallo stesso osservatore ( che assegnava un punteggio sia per la locomozione che per l’igiene), durante la visita di ogni allevamento. La zoppia è stata valutata osservando le bovine camminare sul cemento utilizzando il sistema di valutazione della locomozione di Sprecher et al. (1997) dove 1 = normale, 2 = leggermente zoppo, 3 = moderatamente zoppo, 4 = zoppo e 5 = gravemente zoppo. L’osservazione della locomozione è stata effettuata  incoraggiando l’animale a camminare e valutando le zampe e il posteriore. Le bovine con un punteggio di locomozione ≥ 3 sono state classificate come clinicamente zoppe. L’igiene è stato valutato utilizzando un sistema con un range da 1 a 4, dove 1 = pulito e 4 = molto sporco (Cook and Reinemann, 2007), valutando la pulizia della mammella e delle zampe posteriori. L’igiene medio della mandria è stato calcolato per essere utilizzato in ulteriori analisi. 

Analisi dei nutrienti del compost

Campioni di materiale proveniente dalla lettiera sono stati raccolti da 9 zone distribuite casualmente all’interno di ogni recinto, durante il periodo di visita al sito. La lettiera compost è stata campionata a vari stadi di degradazione e di livello del materiale. I ricercatori hanno raccolto118.3 cm3 di strato superficiale del materiale usato come lettiera da ogni luogo ( per un totale di 1.064,7 cm3 ), utilizzando una tazza per misurazioni di 59.1cm3 (Everyday Living; The Kroger Co., Cincinnati, OH), mettendolo poi in una busta di plastica di 3.8 l (Ziploc, Slider Storage and Freezer Bags with Smart Zip Seal; S. C. Johnson & Son Inc., Racine, WI) e successivamente hanno mescolato il materiale per creare un campione del composto rappresentativo dell’intera lettiera CBP. Le analisi sui nutrienti del materiale della lettiera sono state condotte dal personale di laboratorio dell’University of Kentucky Regulatory Services (Lexington) su tutti i campioni di materiale provenienti dalla lettiera al fine di determinare il contenuto di umidità e le concentrazioni di P, K, Ca, Mg, Zn, Cu, Mn, e Fe mediante metodi specificati da Peters et al. (2003). Il rapporto carbonio:azoto (C:N) è stato calcolato per tutte le stalle.  

Copertura degli edifici

Le misurazione dell’edificio comprendevano il suo orientamento e la sua ubicazione (longitudine e latitudine); la sua estensione e ampiezza; la lunghezza e la larghezza della CBP; la lunghezza della corsia di alimentazione; la lunghezza, l’ampiezza, il posizionamento e il numero di abbeveratoi; l’altezza della gronda; il tipo di promontorio e la sua apertura; il numero e il posizionamento dei ventilatori (Damasceno, 2012). 

Temperature della lettiera compost

Le temperature sono state registrate una volta alle 9 durante ogni visita al sito da zone distribuite casualmente all’interno del capannone. La misurazione della temperatura è stata effettuata a 10.2 e 20.3 cm di profondità utilizzando un termometro a termocoppia (0.22 m lunghezza, accuratezza ± 2.2°C; modello 87; Fluke Inc., Everett, WA), e sulla superficie della CBP utilizzando un termometro ad infrarossi (accuratezza ± 1°C; modello 62; Fluke Inc.). Le condizioni di temperatura ambientale ed umidità relativa (RH)  sono state raccolte una volta durante ogni visita utilizzando un misuratore meteorologico (Kestrel; accuratezza di ± 1°C; modello 4000; KestrelMeters.com, Sylvan Lake, MI). 

Analisi statistiche

Statistiche descrittive

La procedura MEANS di SAS (SAS 9.3; SAS Institute Inc., Cary, NC) è stata utilizzata per calcolare le medie e la deviazione standard di tutte le pratiche di management non categorizzate, dei punteggi di locomozione, dei punteggi sull’igiene, delle temperature e dell’umidità relativa (RH) ambientale e all’interno della stalla, delle temperature della CBP e delle concentrazioni dei nutrienti. Tutte le medie sono riportate come media ± deviazione standard. La procedura FREQ di SAS è stata utilizzata per calcolare le considerazioni dei produttori e le frequenze delle pratiche di management. 

Performance della mandria

La procedura MIXED di SAS (SAS 9.3; SAS Institute Inc.) è stata utilizzata per sviluppare dei modelli per descrivere i dati della DHIA sulle mandrie che utilizzavano stalle con lettiera CBP come sistema primario di stabulazione (n = 8) e come sistema di stabulazione per soggetti con bisogni speciali (n = 7). Le misurazioni delle performance, incluse la produzione di latte, la SCC, l’abbattimento selettivo e le performance riproduttive, sono state confrontate riguardo vari periodi di tempo: 12 mesi prima (prima), da 1 a 12 mesi dopo (transizione) e da 13 a 24 mesi dopo (dopo) lo spostamento delle bovine in stalle con lettiera CBP. Per ogni misura di performance è stato sviluppato un modello individuale, compreso il periodo relativo allo spostamento (prima, transizione e dopo) come effetto fisso, dove y = x. I dati sono stati trattati come un effetto ripetuto per ogni modello, con l’allevamento trattato come il soggetto. Tutti i risultati sono stati presentati impiegando il metodo dei minimi quadrati (± SE). Le stagioni sono state definite come segue: 20 Marzo, primo giorno di primavera; 21 Giugno, primo giorno dell’estate; 22 Settembre, primo giorno d’autunno e 21 Dicembre, primo giorno dell’inverno. La BTSCC giornaliera della mandria è stata calcolata mediamente per mese e categorizzata come mese 1 fino a mese 12 prima o dopo la data di occupazione della stalla. La procedura MIXED di SAS è stata utilizzata per testare l’influenza dello spostamento verso la nuova struttura (prima o dopo il passaggio) e della stagione sulla BTSCC per i produttori che usano stalle con CBP come sistema di stabulazione primario (n = 9) o che le usano per bovine con bisogni speciali (n = 3). 

Temperatura, umidità ed igiene

La procedura GLM di SAS (SAS 9.3; SAS Institute Inc.) è stata utilizzata per sviluppare modelli adatti a descrivere l’umidità della CBP, la sua temperatura a 20.3 cm di profondità e l’igiene medio della mandria, ognuno dei quali era approssimativamente normale. Quattro fattorie sono state escluse dall’analisi perché le bovine avevano accesso sia a stalle con CBP che a stalle a stabulazione libera, creando così una stima inaccurata della densità del bestiame. Sei ulteriori allevamenti sono stati esclusi dal modello umidità perché non erano stati raccolti i dati relativi all’umidità relativa, rimanendo così 32 allevamenti da includere nei modelli. La rilevanza e l’importanza verso le variabili d’interesse hanno influenzato la selezione delle variabili esplicative scelte per il modello d’inclusione. Tutte le variabili esplicative selezionate sono state inserite nel modello, a prescindere dall’importanza. Le variabili esplicative per l’umidità della CBP includevano la profondità di rivoltamento, lo spazio per bovina corretto per quanto riguarda l’accesso al pascolo (SQMP) e il tasso di essiccazione della CBP. L’accesso al pascolo era una stima del produttore e potrebbe non essere rappresentativo del tempo effettivamente speso al pascolo. 

Dove SQMP = spazio per bovina (m2/bovina) corretto per l’accesso al pascolo, SQM (m2/bovina) = area totale della CBP divisa per il numero di bovine stabulate sulla CBP e PAST = percentuale di tempo (espresso come decimale) che la bovina trascorre al pascolo durante l’arco della giornata al momento della visita in allevamento. Il tasso di essicamento è direttamente proporzionale al fattore determinante la concentrazione dell’umidità nell’aria, che è la differenza tra l’umidità nell’aria in equilibrio con la superficie della CBP (Csur; kg di H2O/m3 di aria secca) e la concentrazione ambientale dell’umidità (Camb; kg di H2O/m3 di aria secca) (adattato dall’Equazione 21.3a, pagina 655 di Bird et al.,1960). La concentrazione dell’umidità dell’aria a livello della superficie della lettiera è stata saturata (RH 100%) ed è stata determinata utilizzando la temperatura di superficie della lettiera. Il contenuto di umidità nell’aria ambientale è stato determinato a partire da una misurazione della temperatura e della RH a 122 cm sopra la CPB. Questa correlazione lineare (Equazione 2) è stata utilizzata in SAS (SAS 9.3; SAS Institute Inc.) per tener conto degli effetti della temperatura dell’aria, della concentrazione di umidità nell’aria e della velocità dell’aria sul tasso di umidità della CBP: 

DR = K × ( Csur – Camb) 

dove DR = tasso di essiccazione (kg di H2O/m2 · s) e K = coefficiente medio complessivo di trasferimento della massa (m/s), che è una funzione della velocità dell’aria (m/s) e della temperatura ambientale (°C), e K è direttamente dipendente dalla velocità dell’aria (dedotto dall’Equazione 21.2-25, pagina 647 di Bird et al., 1960), supponendo che RH 100%, Csur = concentrazione dell’umidità nell’aria sulla superficie della CBP e Camb = concentrazione dell’umidità nell’aria ambientale. Le variabili esplicative riguardanti la temperatura della CBP includevano la frequenza di mescolamento, la profondità di mescolamento, la temperatura ambientale e lo spazio per bovina. Le variabili esplicative che descrivevano l’igiene medio della mandria includevano la temperatura ambientale, l’umidità della CBP e la temperatura della CBP a 20.3 cm di profondità. Soltanto gli allevamenti che usavano i recinti con CBP come sistema di stabulazione primario, sono stati inclusi nelle analisi riguardanti l’igiene (n = 32). Le trasformazioni cubiche e quadrate sono state testate per tutte le variabili esplicative ( P ˂ 0.05). Tutte le variabili esplicative e le interazioni a 2 e 3 vie tra le variabili esplicative e le trasformazioni significative sono state testate ( P ˂ 0.05) utilizzando l’eliminazione a posteriori e la somma dei quadrati di tipo I. 

Risultati e discussioni

Management/gestione dell’allevamento 

Caratteristiche della mandria e management

Durante le visite ai siti scelti, 90.1 ± 48.8 vacche erano stabulate sulla CBP ( n = 47). I resoconti dei produttori, o i valori da loro dichiarati verbalmente al momento della visita che potevano o meno essere basati su resoconti soggettivi, mostravano che la produzione di latte giornaliera e la SCC erano, rispettivamente, di 27.3 ± 4.0 kg ( n = 39) e di 246.500,0 ± 84.421,6 cellule/ml (n = 38). L’US Department of Agriculture National Agricultural Statistics Service (USDA/NASS, 2012) ha riportato che la produzione giornaliera di latte in Kentucky era di 17.8 kg/die, la quale risultava più bassa rispetto a quella dichiarata dai produttori che usavano stalle con CBP. Norman et al. (2010) hanno riportato una SCC media nel Kentucky di 313.000 cellule/ml, che era più alta di 66.500 cellule/ml rispetto al valore registrato dagli allevatori che utilizzavano stalle con CBP. Le razze di bovino coinvolte erano Frisona (n = 29), Jersey (n = 3) e degli incroci di razze differenti (n = 9). Gli allevamenti fornivano come alimentazione prevalentemente una TMR (n = 36), sebbene alcuni praticassero una somministrazione sequenziale degli alimenti (n = 5) o un mix tra le due tipologie di razionamento (n = 1). In estate, 26 produttori praticavano un sistema a pascolamento zero, mentre 29 produttori praticavano questo stesso sistema in inverno. Ventuno allevamenti pascolavano le bovine durante l’estate con una media del 40.3 ± 17.3 % dell’arco della giornata e 18 produttori pascolavano le bovine durante  l’inverno mediamente durante il 37.4 ± 19.2% dell’arco della giornata. Diciotto produttori fornivano almeno un po’ di pascolo durante l’arco dell’anno, mentre 26 produttori operavano un sistema di pascolamento zero durante tutto l’arco dell’anno. Permettendo l’accesso al pascolo si riduce il quantitativo di urina e di letame evacuato nella stalla, riducendo il fabbisogno della lettiera. I produttori sceglievano di abbattere selettivamente gli animali provenienti dalla mandria in seguito ad una moltitudine di ragioni, molte delle quali erano multi sfaccettate. I produttori affermano che i loro criteri primari di abbattimento selettivo comprendono problemi relativi all’attività riproduttiva (n = 32), alla scarsa salute di piedi e zampe (n = 8), alle mastiti (n = 6), all’età (n = 6), alle produzioni (n = 6) e alla vendita ad altri allevamenti da latte (n = 2). Altri criteri per l’abbattimento selettivo (n = 1) comprendevano le ferite, la SCC, i problemi in transizione, il sovraffollamento, la conformazione della mammella, i problemi di parto, la malattia di Johne ed altre patologie. Gli allevatori controllavano i problemi agli zoccoli mediante un regolare pareggiamento degli stessi (n = 35), trattando i problemi ai piedi nella sala mungitura (n = 29) e utilizzando dei bagni disinfettanti per i piedi da fare periodicamente (n = 23). La maggior parte dei produttori non amputava le code alle bovine (n = 31), sebbene alcuni allevatori amputassero tutte le code (n = 6) ed altri solo alcune (n = 4). Buona parte dei produttori utilizzava la fecondazione artificiale (AI) (n = 27) al posto di un toro (n = 23) per fecondare le bovine e 4 produttori utilizzavano un toro clean up dopo la AI. Un produttore era un allevatore stagionale. Per individuare l’estro nelle bovine i produttori utilizzavano più frequentemente (n = 22) l’osservazione visiva. Altri mezzi per l’individuazione del calore comprendevano Ovsynch (n = 11), cerotti per la determinazione del calore Estrotect (Rockway Inc.; http://www.estrotect.com; n = 8), la verniciatura alla base della coda (n = 6), Lutalyse (Pfizer Animal Health, New York, NY; n = 6), Kamar Heatmount Detectors (Kamar Inc., Colorado Springs, CO; n = 5), un protocollo a tempo di AI (n = 4), un sistema di allerta del calore (n = 2) o l’inserimento interno di farmaci a rilascio controllato (CIDR) (n = 1). Undici produttori si affidavano ai tori per l’individuazione degli estri. 

Influenze della stabulazione precedente e di quella di nuova adozione

La maggior parte dei produttori è passata dal pascolo verso l’utilizzo di una stalla con CBP (n = 16) o a stabulazione libera(n = 12), con altri che sono passati da un sistema a stabulazione libera e dal pascolo (n = 6), da una lettiera tradizionale e dal pascolo (n = 4), o da una lettiera convenzionale e da un sistema a stabulazione libera (n = 1). La raccolta di idee provenienti dalla visita di altre fattorie, ha influenzato la progettazione delle stalle da parte di molti produttori (n = 21). Altre influenze provenivano dalle le idee del produttore (n = 8), dalla letteratura universitaria (n = 8), da concetti dell’industria (n = 4), dai progetti delle stalle a stabulazione libera (n = 3) e dai progetti del National Resource Conservation Service (NRCS, Washington, DC) (n = 2). Costruire una stalla con CBP, con le stesse indicazioni di una stalla a stabulazione libera, consente una certa flessibilità nel convertire l’una nell’altra se la stalla non risultasse adatta alle esigenze del produttore. Tre produttori hanno deciso di utilizzare progetti per stalle a stabulazione fissa per costruire un capannone, come piano alternativo se la stalla con CBP non avesse soddisfatto le loro particolari esigenze. Non tutti i sistemi sono adatti ai singoli produttori e potrebbe sorgere il desiderio di trasformare la stalla CBP in una a stabulazione libera in seguito a preferenze di gestione. La flessibilità delle dimensioni del capannone potrebbe permettere questa transizione. Tuttavia, è importante correggere le indicazioni per ottimizzare l’efficacia dell’ambiente di compostaggio (Janni et al., 2007) al fine di mantenere una superficie di riposo a terra  asciutta per le bovine. 

Management della CBP

La maggior parte dei produttori ha utilizzato trucioli o segatura di legno come materiale per la lettiera del