Quando si fa impresa, le sfide sono davvero molte: la partenza richiede progettazione, idee chiare e un costante impegno con le pratiche burocratiche, senza considerare che si tratta di un salto nel buio non indifferente, da veri coraggiosi. Quando si fa impresa, ci si apre al mondo esterno, ed aprirsi significa dover raccogliere sia complimenti che critiche. Non sempre le critiche piacciono, ma tentare di vederle con un diverso occhio significa avere la possibilità di raccogliere un elemento, o più elementi, per crescere professionalmente, migliorando i prodotti, i servizi e il modo di fare le cose. Tuttavia “semplicemente” mettersi sul mercato, presentandosi in quel punto vendita e a quell’evento piuttosto che in altre occasioni, a volte non basta, soprattutto quando oltre al prodotto si vuole diffondere una filosofia studiata, progettata e sentita fin dall’inizio. La storia di casari agricoli di oggi ha un duplice scopo: quello di raccontare, appunto, una storia e di portare un esempio modernissimo di impresa che comunica non solo sé stessa, ma anche contenuti legati ai prodotti ed alle attività che fa, scollegando la comunicazione dal mero obiettivo di vendita del prodotto. Vi presentiamo la Società Agricola Korban, di Pezzolo Valle Uzzone (CN): un altro esempio di “orgoglio langhetto”, come le ragazze di Saliceto.

Korban è un’azienda giovane, che nasce come società agricola nel 2007. La realizzazione del progetto caseario Via Lattea si concretizza tra il 2012 e il 2014 con il caseificio aziendale, situato nella frazione Gorrino. Siamo in un punto del cuneese di equidistanza tra la provincia di Savona e quella di Asti, ricco di testimonianze di cultura contadina e di storia. Il latte lavorato viene dalle capre allevate in azienda e da piccoli produttori piemontesi della zona (latte vaccino), nel pieno rispetto delle corte distanze della filiera. Giovani sono anche i ragazzi del team che porta avanti il progetto, tutti sotto i quarant’anni di età: parliamo di Giuseppe, Ioana, Gaia e Marco che cinque anni fa hanno un incontro con qualcuno che li aiuterà a dare un volto nuovo all’azienda e a comunicare il valore intrinseco della stessa. Stiamo parlando di Filippo Maver, classe 1991, responsabile marketing di Korban. Filippo arriva ai prodotti Korban nell’ambito di una degustazione a Milano; ne rimane estasiato ma ha qualche perplessità sulla presentazione grafica delle etichette dei prodotti proposti. Dal consulto verbale tra lui e la sua compagna, anche lei nel mondo della comunicazione, i ragazzi di Korban acchiappano con le orecchie i commenti e non perdono l’occasione di trasformare quei commenti in qualcosa di costruttivo. Nasce così un rapporto tra Filippo e Korban che, nel 2019, prende una forma più definita con l’ingresso di Filippo nel team, dando il via ad un progetto di comunicazione ragionato e strutturato.

 “L’aspetto storico ci appassiona molto, considerando il luogo in cui si inserisce l’azienda. La nostra visione è quella di tornare alle radici attraverso un rapporto solido tra lavoro e territorio, con l’obiettivo di ricostruire quel legame tra uomo, cibo e territorio che è alla base della nostra filosofia aziendale”, ci racconta Filippo, con il quale abbiamo avuto un’interessante chiacchierata nei giorni scorsi. “Per Korban è in corso un processo di rinnovo della realtà produttiva, caratterizzata da una lavorazione del tutto artigianale che impiega risorse locali: stiamo infatti realizzando un nuovo punto vendita aziendale”. Passiamo al sodo, e chiediamo a Filippo cosa significa fare comunicazione in questo settore: “Fare comunicazione in questo settore non è semplice dal momento che questa si vede a livello di acquisto, soprattutto diretto. La comunicazione che stiamo impostando è diversa, è continua nel tempo ed è un approccio più da grandi marche. Con la squadra Korban abbiamo cominciato subito con lungimiranza, che è comunque una caratteristica dei ragazzi con cui lavoro: è un modo di lavorare che punta a costruire qualcosa nel tempo e che richiede costanza. Il primo passo compiuto è stato rifare completamente il sito web per quanto riguarda tutti gli aspetti tecnici, studiando in modo mirato e collegato agli obiettivi aziendali.”

La strategia di marketing adottata da Korban ha un obiettivo ben chiaro: comunicare la filosofia aziendale bypassando il diretto messaggio aziendale di vendita. Questo avviene curando una rubrica di articoli (ad oggi più di 50 pubblicati, e tanti in fase di costruzione) che permette di diffondere tanti aspetti legati agli alimenti, come il consumo consapevole e locale e l’ecologia. Un messaggio così creato è di comprensione meno immediata e richiede un investimento in termini di tempo e capacità che si protrae nel tempo. “È un processo di marketing continuo e variato nel tempo, non fatto di azioni spot, e richiede prontezza nel sapersi adattare e nel capire quando è necessario cambiare quello che si fa” ci dice Filippo, e noi di Ruminantia siamo più che d’accordo su questo. “Soprattutto, il messaggio che vogliamo far arrivare è che per noi esiste un consumo locale e la filiera deve essere etica, parola chiave che si combina con allevamento, allevatori e consumatori”. Gli sforzi che Korban impiega per sostenere una filiera etica, come la descrive Filippo, sono stati riconosciuti un anno fa con il premio “Impresa Etica 2019” da parte dell’Associazione San Giuseppe Imprenditore, conferito a quelle imprese che portano avanti il proprio business con successo nel rispetto dei lavoratori e delle leggi di mercato. “Secondo noi, il marketing è un importante strumento per creare una rete con i clienti, con i quali si fa un discorso più diretto cercando di capire pro e contro attraverso feedback diretti ed anche molto sinceri, e con i propri colleghi sul mercato. In questo contesto, è fondamentale che l’azienda sia capace di filtrare ed interpretare i commenti. Vogliamo fare questo lavoro in eterno: prendere i commenti e le informazioni tecniche e dare sempre un prodotto in linea con il mercato”. Filippo ci spiega che il lavoro di comunicazione è del tutto collettivo e la sua funzione è quella di dire limiti e possibilità delle scelte discusse con gli occhi dell’esperto. Lavora da Bologna in modalità smart working ed ogni tanto incontra il resto della squadra Korban in sede: un modo di operare che permette di inserirsi in realtà piccole, di cui il lattiero-caseario è molto ricco. Filippo rimarca il fatto che per fare questo tipo di marketing è necessario parlare con cognizione di causa, affidandosi a fonti solide ed approfondimenti. “Lavorare con la materia viva, gli animali, il latte è una cosa che prende moltissimo e noi vogliamo trasmettere esattamente questo, oltre alle sinergie che abbiamo fatto nostre e che, nel mondo rurale, per una questione culturale, mancano. Quello che abbiamo costruito fino ad oggi è solo un punto di partenza, sebbene sia un risultato frutto di lungo lavoro di ideazione e calendarizzazione di articoli. Questo coinvolgimento nell’azienda mi permette di diventare ambasciatore della comunicazione e la crescita è reale per tutti!”. L’entusiasmo che si legge nelle parole di Filippo è contagioso, ed è così che dovremmo essere: positivi, creativi, inarrestabili.

Korban ha imparato piano piano dove si trovano i clienti più ricettivi. Filippo ci ricorda che i social network hanno, per le aziende, delle potenzialità pazzesche, perché permettono di realizzare quella divulgazione di informazioni e di idee in modo lento, continuativo e pervasivo. Una costruzione che si solidifica nel tempo, in contenitori che sono delle vere e proprie jungle: questa caratteristica non fa dei social demoni da annientare, anzi, la potenzialità sta proprio nell’avere un progetto ben preciso, magari anche costruito su parole inflazionate come “artigianalità, semplicità, passione”, ma che, se comunicato nel modo giusto e non con l’approccio del markettaro d’assalto, permette di differenziarsi dal resto. Raccogliere e filtrare risposte disomogenee, capirle e farle proprie è un lavoro lungo, che tuttavia consente di rispondere flessibilmente alle esigenze ed ai desideri dei consumatori.

Il marketing non è impossibile per le piccole aziende. È un elemento che va integrato correttamente tra le varie attività, fino a renderlo strumento indispensabile per la crescita aziendale. La testimonianza di Filippo e di Korban ci dice davvero molto anche sulla necessità di costruire seguendo un progetto e ponendosi degli obiettivi precisi. E ci insegna anche che la squadra deve essere composta da persone in grado di interagire senza rivalità, lungimiranti abbastanza da portare avanti un ideale iniziale, con l’orgoglio di chi ama le proprie origini.

La resilienza di chi vive in Alta Langa inizia a farsi sentire.

 

Per conoscere meglio la Società Agricola Korban, ecco i contatti:

Korban Società Agricola
Reg. Castagnito, 14, fraz. Gorrino,
Pezzolo Valle Uzzone, 12070, Cuneo
Tel: 0173 388326
E-mail: info@korban.eu
www.korban.eu

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