Tutta la medicina, sia umana che veterinaria, si sta concentrando sull’uso razionale dei farmaci e, specialmente, degli antibiotici. Persino la Cina che è l’emblema dell’allevamento intensivo delle 100.000 vacche, della medicalizzazione e di un ambiente in forte sofferenza sta ora concentrando i suoi sforzi nella riduzione dell’uso dei farmaci e dell’impatto ambientale dell’allevamento, e sta quindi puntando sull’utilizzo della medicina tradizionale cinese.

Ma quali sono le applicazioni della medicina tradizionale cinese nel settore delle bovine da latte? Ce lo hanno raccontato Zhang Guozu, ex professore in Animal Science presso la Zhengzhou University e CEO della Henan Kangxing Pharmaceutical Co., Ltd, e Kaijun Guo, Direttore del Dipartimento di Scienze zootecniche dell’Università di Pechino con una lunga esperienza universitaria in Italia, nel corso di un workshop da noi organizzato in occasione dell’edizione 2019 della Fiera Internazionale del Bovino da Latte.

I due professori hanno iniziato il loro intervento con una breve panoramica dell’evoluzione del settore della produzione del latte in Cina e di quello del latte biologico.

Il governo cinese ha infatti deciso di puntare sulla produzione nazionale di latte e sulla rivitalizzazione del settore che sta subendo quindi molti cambiamenti. Le dimensioni degli allevamenti sono in continua crescita: 5 milioni di bovini sono allevati in 4000 aziende di grandi dimensioni. Anche la produzione delle singole bovine sta aumentando. Nel 2017 la produzione media per vacca è stata di 7 tonnellate, mentre nel 2018 alcuni allevamenti sono arrivati a 9 tonnellate. Inoltre, la qualità e la sicurezza del latte sono state migliorate, raggiungendo un nuovo livello in grado di soddisfare le richieste dei consumatori.

Molte sono però le sfide da affrontare: un basso tasso di concepimento e numero di parti ma soprattutto l’uso di antibiotici. L’utilizzo e la presenza di residui di antimicrobici sono infatti molto alti e il Ministero dell’Agricoltura sta lavorando per limitarli. Per questo motivo la richiesta di latte biologico in Cina è in crescita continua. Le fasce di popolazione con un reddito maggiore scelgono prevalentemente questa categoria di prodotti.

Il Prof. Zhang e il Prof. Guo hanno poi proseguito con un focus sulla medicina veterinaria cinese e sulle applicazioni della medicina tradizionale cinese (TCM) nel settore delle bovine da latte, efficace, sicura e utile per ridurre l’uso degli antibiotici e la presenza di residui negli alimenti e nell’ambiente, nonchè per la produzione del latte biologico.

La medicina veterinaria cinese è un ramo importante della medicina tradizionale cinese e viene utilizzata da oltre 1000 anni. I principali metodi utilizzati nella prevenzione e nel trattamento delle malattie sono la TCM e l’agopuntura.

Il Prof. Zhang ha poi illustrato il funzionamento e le teorie alla base della Medicina Tradizionale Cinese che può essere utilizzata sia per la cura che per la prevenzione, ma anche per migliorare la qualità delle produzioni animali. La TCM si basa su un concetto olistico per cui uomini, animali e ambiente sono un’unica cosa, concetto ormai diffuso anche in occidente grazie all’approccio One-Health.

La medicina tradizionale cinese proviene principalmente dalla medicina botanica naturale ed è quindi definita anche “fitoterapia“. Le preparazioni possono essere sia liquide che in polvere. In particolare, l’utilizzo delle polveri ultrafini si sta rapidamente diffondendo per la sua capacità di aumentare la biodisponibilità, ridurre il costo dei farmaci e facilitare le cure cliniche.

Nel corso del workshop sono stati presentati diversi studi molto approfonditi contenenti prove di applicazione pratiche di diversi preparati a base di erbe e i loro effetti su alcune patologie e sulle performance delle bovine.

Sono infine intervenuti la Dott.ssa Pislor e il Dott. Covi, della Società Italiana di Agopuntura Veterinaria, che ci hanno presentato la loro esperienza di utilizzo dell’agopuntura nell’allevamento bovino.

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