Uno studio della Commissione AGRI evidenzia le principali sfide che il comparto agroalimentare globale dovrà affrontare nei prossimi decenni

Nel corso della riunione del 5 Novembre 2019 della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo è stato presentato e discusso lo studio “Megatrends in the agri-food sector: global overview and possible policy response from an EU perspective” richiesto dalla Commissione stessa e commissionato e gestito dal Policy Department B.

Questo studio presenta le principali sfide che le filiere agroalimentari dovranno affrontare nei prossimi decenni ed esplora le tendenze globali che influenzeranno il modo in cui il mondo produrrà, distribuirà, venderà e consumerà il cibo in un ambiente in evoluzione, influenzato da diversi fattori (crescita economica e demografica, evoluzione dei modelli di consumo, progresso tecnologico, integrazione del commercio globale e cambiamenti climatici). Sulla base delle sfide che l’agricoltura e i sistemi alimentari devovranno affrontare per nutrire una popolazione in crescita in modo sostenibile, lo studio delinea quattro scenari alternativi che potrebbero plasmare il futuro del settore nei prossimi decenni e, per ciascuno di essi, suggerisce le migliori politiche da applicare.

I fattori che influenzeranno la filiera agroalimentare

Entro il 2050 il settore agroalimentare dovrà aumentare la produzione di alimenti e mangimi del 50% a causa di un aumento della domanda globale dovuto a diversi fattori chiave. La produzione e il consumo di prodotti agricoli saranno influenzati da una popolazione in crescita, che raggiungerà quasi 10 miliardi di persone entro il 2050, in particolare nell’Asia meridionale e nell’Africa subsahariana. Si prevede che l’incremento demografico avrà luogo prevalentemente nelle aree urbane, con il risultato che entro il 2050 il 70% della popolazione vivrà nelle città.

Un aumento globale del PIL pro capite da 8.147 EUR nel 2012 a 13.503 EUR nel 2050 comporterà un aumento dei consumi e un cambiamento negli attuali modelli di consumo. Tuttavia, ci saranno ancora disparità significative tra le regioni: nei paesi sviluppati ad alto reddito, la sovrapproduzione e un consumo eccessivo porteranno a perdite e sprechi alimentari, nonché all’obesità e ad altri problemi di salute. Allo stesso tempo, la malnutrizione rimarrà una delle principali cause di morte in Africa centrale e in alcuni paesi asiatici.

I cambiamenti climatici non non influiranno solo sul futuro della produzione agricola, determinando la disponibilità e la stabilità delle scorte di cibo, ma aumenteranno anche la consapevolezza degli effetti dell’agricoltura sul surriscaldamento globale (questo settore è infatti una delle principali fonti (21%) delle emissioni di gas a effetto serra (GHG)) e sull’ambiente in generale, portando le persone ad adottare modelli di consumo alimentare più sostenibili.

Questi fattori non riguardano solo gli agricoltori ma l’intera filiera. Le filiere dell’agroalimentare stanno diventando sempre più globali, offrendo opportunità di lavoro per i lavoratori dei paesi a basso o medio reddito, mentre potenzialmente creano barriere per i piccoli produttori a causa del consolidamento dei canali di distribuzione. Essendo una delle forze globali che influenzano la catena del valore, il commercio internazionale è fondamentale per garantire la disponibilità di cibo in tutto il mondo e per soddisfare la crescente domanda, anche se nella maggior parte dei paesi una grande parte degli alimenti consumati continua ad essere prodotta sul mercato interno. A livello globale, l’introduzione di nuove tecnologie potrebbe potenzialmente portare ad un aumento della produzione più che ad un’espansione dei terreni coltivati (le soluzioni tecnologiche dovrebbero aumentare la resa dei raccolti del 30%).

Le sfide per il settore

In questo contesto, far fronte alla crescente domanda di cibo diventerà una sfida ancora più grande nei decenni a venire. Combattere la fame e la denutrizione mentre si cerca di raggiungere livelli soddisfacenti di sicurezza alimentare rappresenta già una grande sfida nella maggior parte dei paesi a basso reddito (ad es. Africa centrale). Dall’altro lato, c’è un’epidemia globale di obesità, che si sta manifestando sempre più intensamente durante l’infanzia e che ha portato a 1,9 miliardi di persone in sovrappeso.

Parallelamente, tutti gli attori delle filiere agroalimentari (dalla produzione, lo stoccaggio e i trasporti, fino alla trasformazione e la vendita al dettaglio) dovranno adattarsi alla rapida evoluzione dei modelli di consumo e distribuzione.

Anche la scarsità di terra e di acqua si rivelerà una sfida dal momento che l’agricoltura copre circa il 40% della superficie della terra (una percentuale che dovrebbe aumentare del 5% entro il 2050). Le attività agricole inoltre utilizzano circa il 70% dell’acqua dolce, con differenze significative nella disponibilità di acqua in tutto il mondo, fatto che aggraverà la scarsità di questa risorsa in alcune regioni e che potrebbe provocare conflitti tra i paesi. La filiera agroalimentare dovrà quindi puntare sull’innovazione per essere all’altezza di queste sfide, assicurandosi al contempo che le nuove tecnologie e tecniche di produzione siano accettate dalla società. La lotta contro lo spreco alimentare farà parte dell’equazione, dato che attualmente circa il 50% degli alimenti prodotti viene sprecato nel percorso tra l’agricoltore e il consumatore.

Gli scenari possibili

Sulla base dello sviluppo di questi driver specifici, quattro diversi scenari potrebbero modellare il futuro del comparto agroalimentare:

SCENARIO 1 “Piccoli passi ma nessun obiettivo raggiunto”: nonostante alcuni sforzi, le principali sfide della sostenibilità ambientale e della sicurezza ambientale non sono state completamente affrontate. In questo scenario, entro il 2050 l’ambiente avrà subito un significativo degrado e la domanda di cibo non sarà soddisfatta.

SCENARIO 2 “La produzione di massa a tutti i costi”: è uno scenario in cui i limiti delle risorse naturali sono stati spinti all’estremo e le azioni intraprese hanno avuto il solo scopo di aumentare la produzione agricola per far fronte alla crescente domanda, senza considerare la sostenibilità. In base a questo scenario, la sicurezza alimentare è stata ottenuta a discapito dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale.

SCENARIO 3 “Sopravvissuti locali”: rappresenta una situazione in cui, in tutto il mondo, molti paesi e regioni si sono orientati verso un approvvigionamento alimentare basato sulla produzione nazionale o regionale, abbandonando il libero scambio globale e indebolendo le istituzioni internazionali.

SCENARIO 4 “Cibo e sostenibilità per tutti”: è uno scenario molto ottimista e proattivo, in cui sono state messe in atto molte azioni per arrivare ad avere sistemi alimentari e agricoli sostenibili, ridurre l’impatto ambientale e aumentare la produzione alimentare, al fine di garantire sia la sicurezza e che la sostenibilità degli alimenti entro il 2050. Per ottenere una “grande trasformazione alimentare”, la produzione di cibo sostenibile per circa 10 miliardi di persone non dovrebbe utilizzare terra aggiuntiva, ma salvaguardare la biodiversità, ridurre il consumo di acqua e gestirlo in modo responsabile, ridurre sostanzialmente l’inquinamento da azoto e fosforo, produrre zero emissioni di anidride carbonica e non causare ulteriori aumenti delle emissioni di metano e protossido di azoto.

Link allo studio completo: http://bit.ly/629_205

 

 

Fonte: Commissione AGRI

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