Meno inquinamento idrico causato dall’agricoltura, ma preoccupanti hotspot rimangono e necessitano di un’azione più incisiva

//Meno inquinamento idrico causato dall’agricoltura, ma preoccupanti hotspot rimangono e necessitano di un’azione più incisiva

Meno inquinamento idrico causato dall’agricoltura, ma preoccupanti hotspot rimangono e necessitano di un’azione più incisiva

L’ultima relazione della Commissione sull’attuazione della Direttiva sui Nitrati mostra che l’inquinamento idrico causato dai nitrati è diminuito in Europa negli ultimi due decenni, ma in settori quali le buone pratiche agricole devono essere ulteriormente ampliati.

Karmenu Vella, Commissario per l’Ambiente, gli Affari Marittimi e la Pesca: “L’acqua pulita è vitale per gli ecosistemi sani e per la qualità della vita dei cittadini. Sono lieto di vedere che le norme dell’UE per ridurre l’inquinamento provocato dai nitrati nell’acqua stanno funzionando. Gli sforzi consolidati da parte degli Stati Membri per metterli in pratica stanno dando i loro frutti, ma sono necessari ulteriori sforzi per ottenere un’agricoltura più sostenibile nell’UE. Gli agricoltori dovrebbero sempre cercare modi per gestire il ciclo dei nutrienti in modo più sostenibile. Ciò ridurrebbe i costi di trattamento dell’acqua inquinata da parte delle autorità pubbliche, per renderla sicura per il consumo umano ed è nell’interesse a lungo termine degli agricoltori stessi“.

Grazie alla Direttiva sui Nitrati dell’UE, le concentrazioni di nitrati sono diminuite sia in superficie che in acque sotterranee. Anche l’eutrofizzazione – la crescita eccessiva di piante infestanti ed alghe che soffoca la vita nei fiumi e nei mari – è diminuita, mentre le pratiche agricole sostenibili in relazione alla gestione dei nutrienti sono diventate più diffuse. Nonostante questa tendenza generale positiva, l’inquinamento da nitrati e l’eutrofizzazione continuano a causare problemi in molti Stati membri. Questi ultimi devono intensificare i loro sforzi per portare le acque dell’Unione Europea a un buono stato.

Le pressioni agricole sulla qualità delle acque sono ancora in aumento in alcune aree, poiché alcune pratiche agricole sono fortemente dipendenti da fertilizzanti che possono inficiare la qualità delle acque locali. Le tendenze osservate nel rapporto possono quindi influire sulla fornitura di acqua potabile pulita, e sui costi che le autorità pubbliche devono sostenere per trattare l’acqua inquinata.

Diversi Stati membri e regioni hanno ancora un’alta percentuale di acque inquinate da nitrati ed eutrofiche. Sulla base dei dati riportati, la più alta percentuale di stazioni di acque sotterranee inquinate si trova a Malta, in Germania e in Spagna. Per quanto riguarda le acque dolci, la percentuale più elevata si trova a Malta, in Belgio e nel Regno Unito.

Nel complesso, la qualità dei programmi di azione nazionali è migliorata, con misure più restrittive e metodologie perfezionate per raggiungere una fertilizzazione equilibrata e una gestione sostenibile del letame. Alcuni Stati membri stanno sviluppando tecnologie innovative di trattamento del letame. Rimangono tuttavia delle sfide, come il modo in cui considerare correttamente tutti gli input di nutrienti da diverse fonti, e come prevenire le perdite di nutrienti nell’acqua e nell’aria attraverso una gestione efficace del letame.

Sebbene il monitoraggio delle acque sia costantemente migliorato nel 2012-2015, il monitoraggio rafforzato delle acque, in particolare delle acque superficiali saline, migliorerebbe la comparabilità dei dati sull’inquinamento da azoto e fornirebbe un quadro più dettagliato della qualità generale delle acque dell’UE.

La presente relazione, basata principalmente sulle informazioni presentate dagli Stati Membri per il periodo 2012-2015, è accompagnata da un documento di lavoro dei servizi della Commissione (SWD (2018) 246) che comprende mappe e tabelle sugli indicatori delle pressioni nutrizionali da fonti agricole, qualità delle acque e zone vulnerabili ai nitrati designate, sia a livello dell’UE che a livello degli Stati membri.

Background

Mentre l’azoto è un nutriente vitale che aiuta le piante e le colture a crescere, alte concentrazioni sono dannose per le persone e la natura. In particolare, i nitrati provenienti da concime animale e fertilizzanti minerali sono stati una delle principali fonti di inquinamento idrico in Europa. Le eccessive concentrazioni di nitrati nelle acque causano fenomeni di eutrofizzazione, interrompendo gli ecosistemi acquatici e minacciando la biodiversità. Ciò mette a rischio la salute umana inquinando in particolare l’acqua potabile. Ha anche impatti economici: in termini di pulizia dell’acqua per il consumo umano e di impedimento dei servizi ecosistemici forniti dai corpi idrici. Più di 25 anni fa l’UE ha riconosciuto il problema, adottando la Direttiva sui Nitrati, che promuove buone pratiche agricole in tutta Europa riducendo l’inquinamento idrico dovuto ai nitrati provenienti da fonti agricole. La Direttiva sui Nitrati costituisce parte integrante della direttiva quadro sulle acque ed è uno degli strumenti chiave per la protezione delle acque dall’inquinamento.

La direttiva stabilisce una serie di misure che devono essere soddisfatte dagli Stati Membri, in particolare: il monitoraggio di tutti i tipi di corpi idrici; identificazione di acque inquinate o a rischio di inquinamento; designazione delle zone vulnerabili ai nitrati; e l’istituzione di codici di buone pratiche agricole e programmi d’azione nazionali. La Direttiva sui Nitrati contribuisce anche al Raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nell’UE contribuendo a ridurre gli impatti ambientali negativi associati alla produzione alimentare (SDG 2), sostenendo una migliore qualità dell’acqua (SDG 6) e riducendo l’inquinamento che colpisce le acque dolci e gli ecosistemi (SDG 14 e SDG 15).

 

Fonte: Commissione Europea

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Redazione Ruminantia Coordinamento Domus Casei Email: elisa.ruminantia@gmail.com

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