Meta-analisi di differenti strategie di alimentazione volte ad aumentare il contenuto di composti coniugati dell’acido linoleico (CLA) nel latte vaccino ed impatto sulla dieta umana

//Meta-analisi di differenti strategie di alimentazione volte ad aumentare il contenuto di composti coniugati dell’acido linoleico (CLA) nel latte vaccino ed impatto sulla dieta umana

Meta-analisi di differenti strategie di alimentazione volte ad aumentare il contenuto di composti coniugati dell’acido linoleico (CLA) nel latte vaccino ed impatto sulla dieta umana

L’opinione pubblica considera il latte vaccino ed i suoi derivati come prodotti ricchi di acidi grassi saturi e di colesterolo, giudicati dannosi per la salute umana poiché associati ad un alto rischio di malattia cardiovascolare. Molti studi epidemiologici, però, hanno dimostrato che le correlazioni tra assunzione di acidi grassi saturi e colesterolo con aterosclerosi e malattie cardiovascolari sono inconclusive e alle volte contradditorie. Alcuni Autori riportano un effetto protettivo dei latticini nei confronti di queste patologie, presumibilmente da ascrivere al contenuto in calcio, peptidi bioattivi, acido folico, vitamina B6, B12 e CLA.

I CLA sono acidi grassi polinsaturi (PUFA) a 18 atomi di carbonio con due legami doppi (insaturi) coniugati e separati da un legame singolo. Questo tipo di PUFA sembra avere effetti positivi sulla salute ed ha attratto l’attenzione sia della ricerca sia del mercato. I CLA sono in grado di inibire la carcinogenesi, di ridurre l’aterosclerosi, la colesterolemia e la massa adiposa; esercitano una azione modulatrice sul sistema immunitario, possono attenuare i sintomi del diabete mellito ti tipo II, agiscono come fattori di crescita negli animali giovani e hanno azione protettiva nelle fasi avanzate di lupus eritematoso sistemico.

I prodotti derivati dai ruminanti, specialmente i latticini, rappresentano le fonti principali di CLA nella dieta umana. Di conseguenza l’incremento del contenuto di CLA dei prodotti lattiero-caseari può rappresentare una buona strategia per incrementare l’assunzione di CLA nella popolazione. Il tipo di alimento somministrato alle vacche da latte è il fattore che maggiormente influenza il contenuto di CLA del latte. Gli obiettivi di questa meta-analisi sono: (1) esaminare le dosi giornaliere raccomandate circa il consumo umano giornaliero di CLA; (2) determinare il consumo giornaliero di CLA in diverse nazioni; (3) analizzare l’efficacia di diverse strategie di somministrazione dell’alimento sulla concentrazione di CLA nel latte (meta-analisi) e (4) calcolare l’incremento dell’assunzione di CLA attraverso i prodotti lattiero-caseari nel caso in cui tutti i prodotti consumati fossero arricchiti con CLA.

Il consumo medio giornaliero è stato ottenuto analizzando 9 pubblicazioni che riportavano dati circa l’assunzione di CLA totali o di cis-9, trans-11 in varie nazioni. Successivamente si conduceva meta-analisi di 72 sperimentazioni che consideravano diverse strategie di supplementazione alimentare: con olii vegetali di colza, soia, girasole e lino; con olii di pesce da soli o in associazione a olii vegetali; tramite foraggio verde; attraverso integrazione con prodotti a base di mais. Le supplementazioni erano presentate agli animali in forma di olii, sali di calcio, granella intera, granella micronizzata, granella estrusa, farina, granella spezzata, granella trattata al calore ecc. I lavori in questione erano eseguiti per la maggior parte su vacche di razza Holstein, Montbelier, Brown Swiss e Jersey.

La determinazione dei fabbisogni di CLA nell’uomo è difficile poiché l’efficacia di tali composti si estrinseca nel medio e lungo termine, le dosi necessarie dipendono dagli effetti ricercati e la maggior parte degli studi sono condotti su modelli animali.  Nei ratti ad esempio, 5-10 g/Kg di CLA misti sono in grado di contrastare la carcinogenesi: il dosaggio corrispondente per un uomo di 70 Kg è 3 g/giorno. Tuttavia, alcuni Autori suggeriscono l’utilizzo del peso metabolico piuttosto che del peso corporeo per la comparazione dei fabbisogni: in questo caso si raggiungerebbe un minimo di 0.8 g CLA/giorno. Nei topi con neoplasia polmonare si è osservata riduzione del volume tumorale in seguito ad assunzione di 1 g/Kg di acidi grassi cis-9, trans-11 o di 1 g/Kg di trans-10, cis-12. Nell’uomo i risultati fino ad ora ottenuti sono stati inconclusivi; solo uno studio ha evidenziato una correlazione negativa tra assunzione di CLA e rischio di carcinoma mammario nelle donne in menopausa. In relazione all’effetto antiaterosclerotico, un dosaggio di 0.5-1 g/Kg inibiva il processo aterosclerotico nei conigli mentre l’assunzione giornaliera di 10 g/Kg di CLA esitava nella regressione di lesioni già presenti in esemplari della specie medesima. In base alla specie, va ricordato che isomeri diversi di CLA possono avere attività ed effetti differenti: nei topi i CLA cis-9, trans-11 presentano effetto antiaterosclerotico, ma non gli isomeri cis-10, trans-12. In base al peso metabolico nell’uomo sono necessari 0.6 g/giorno di CLA per ottenere effetti antiaterosclerotici, mentre per la regressione di lesioni preesistenti il fabbisogno crescerebbe fino a 12 g/giorno. Per la riduzione della massa grassa, numerosi Autori suggeriscono un dosaggio di 3.2 g/giorno. Non sono disponibili dati per valutare i fabbisogni necessari ad ottenere ulteriori effetti nell’uomo. Ad ogni modo a causa delle necessità di convertire i dosaggi efficaci nei modelli animali per ottenere una dose consigliata nell’uomo, i dati attuali dovrebbero essere considerati con estrema cautela.

Il consumo giornaliero di CLA in diversi Paesi varia da 56 a 400 mg/giorno di CLA cis-9, trans-11. Quando si analizzano i consumi medi separatamente per uomini e donne, i primi tendono ad assumere 181 mg/giorno, le seconde  172 g/giorno. In base ai fabbisogni raccomandati, l’assunzione media giornaliera è ben al di sotto del minimo necessario per ottenere un effetto terapeutico o preventivo nell’uomo.

Quando somministrati alle bovine in lattazione attraverso l’alimento, si osserva una diminuzione dell’assunzione di sostanza secca (DMI) nelle diete arricchite di acido linoleico, rispetto ai controlli e alle diete supplementate con acido linolenico. Il primo comporta anche diminuzione del tenore % in grasso e della produzione totale di grasso. La produzione lattea totale è minore nelle diete con supplemento di linolenico. Gli acidi grassi di origine vegetale possono essere somministrati come olii, semi interi o processati, ma la meta analisi ha mostrato come tutti i metodi di supplementazione siano efficaci al fine di incrementare la quota di CLA presenti nel latte. Le concentrazioni di CLA aumentano in misura maggiore quando si utilizzano semi estrusi , sebbene la produzione lattea totale subisca un leggero decremento. Gli olii invece influenzano negativamente il contenuto in grasso ma non hanno effetto sulla produzione lattea totale. In base ai risultati della meta-analisi, le bovine da latte che non erano sottoposte a supplementazione della dieta producevano 5.7 g/giorno di CLA e 30.1 Kg/giorno di latte, per un totale di 188 mg di cis-9, trans-12/litro; il latte proveniente da animali cui era somministrata una dieta arricchita di acidi grassi vegetali ed olii di pesce conteneva 12.4 g/giorno di CLA in 31.4 Kg di prodotto, per una media di 395 mg di cis-9, trans-11/ litro. Ciò significa che il supplemento della dieta nelle bovine può comportare l’aumento fino a 2.1 volte della quota di CLA presenti nel latte. Anche ipotizzando che il consumo giornaliero di prodotti lattiero-caseari riguardi esclusivamente alimenti arricchiti di CLA, l’assunzione media giornaliera di CLA raggiungerebbe 0.44 g/giorno, contro un fabbisogno stimato di 0.62 g/giorno. Va ricordato che la dose raccomandata è stata calcolata in relazione ad un effetto terapeutico in corso di patologia, mentre l’assunzione in condizioni normali potrebbero essere inferiori ma non sono attualmente disponibili.

A metaanalysis of feeding strategies to increase the content of conjugated linoleic acid (CLA) in dairy cattle milk and the impact on daily human consuption

Siurana A., Calsamiglia S.

Animal feed science and technology 217 (2016) 13-26

http://dx.doi.org/10.1016/j.anifeedsci.2016.04.013

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Dottorato di Ricerca “Sanità e scienze sperimentali veterinarie” – Università di Perugia Email: martina.crociati@studenti.unipg.it

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