Nella guerra dei dazi EU-USA, come è messo il nostro paese?

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Nella guerra dei dazi EU-USA, come è messo il nostro paese?

A scatenare la recente guerra dei dazi EU-USA è stata la sentenza del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) che ha stabilito che gli Stati Uniti potranno applicare dazi per 7.5 miliardi di dollari sui prodotti UE come contromisura per controbilanciare il danno causato all’industria aeronautica americana dagli aiuti economici concessi dall’Europa al consorzio europeo Airbus SE. Airbus è diventato nel 2019 il più grande gruppo del mondo nella produzione di aeromobili, superando il colosso statunitense Boing.

La WTO ha quindi autorizzato gli USA ad aumentare i dazi fino al 10% per gli aerei e al 25% per una lunga lista di beni.

Per capire bene la vicenda ed evitare reazioni emotive o, peggio, disinteresse è bene capire approfonditamente il contesto. Il 29 maggio 2019 nasce il consorzio franco-tedesco Airbus Industrie nel quale successivamente entrano gli inglesi e gli spagnoli. Oggi Airbus è per il 38% tedesca e francese, per il 20% britannica e per il 4% spagnola.

Il nostro paese non ha una partecipazione al consorzio Airbus SE ma, essendo un paese europeo, dovrà subire le conseguenze negative della sentenza del WTO soprattutto per l’agroalimentare. Appartenere all’Europa ha molti aspetti positivi ma, a volte, anche negativi.

Come si evidenzia nelle tabelle sottostanti, l’Italia esporta negli USA merci per un valore di 42.7 miliardi di euro (2018) mentre ne importa per un valore di 16.6 miliardi, con un saldo pertanto molto positivo.

Sul fronte export, i prodotti alimentari rappresentano in valore solo il 5% del totale ma un dazio del 25% su alcune referenze, come i formaggi DOP Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino Romano, etc., metterebbe in forte difficoltà un settore per il quale ci viene riconosciuta nei fatti una supremazia mondiale.

L’importazione di prodotti USA in Italia vale 16.6 miliardi di euro. Tra questi, in ordine decrescente, troviamo i prodotti farmaceutici (21.5%), i prodotti minerari (11%), macchinari e attrezzature (9%) e i prodotti chimici (6.5%).

Se si arrivasse alla data del 18 Ottobre 2019 di applicazione di dazi maggiorati su molte referenze italiane senza arrivare ad accordi, la situazione economica dell’agroalimentare italiano diventerebbe molto difficile.

Non sarà neanche facile spiegare alla filiera del latte che l’Italia pagherà un salasso di portata così elevata senza aver commesso direttamente nulla. E’ necessario che l’Europa vari per il nostro paese misure urgenti di pieno sostegno ai settori come l’agroalimentare che la guerra tra colossi dell’aeronautica sta mettendo in grave difficoltà.

 

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Di |2019-10-08T10:32:50+02:008 Ottobre 2019|Categorie: News|Tags: , |

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Dairy Production Medicine Specialist Fantini Professional Advice srl Email: dottalessandrofantini@gmail.com

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