Regione Emilia Romagna: bando da 4,5 milioni di euro per la sostenibilità e migliorare la gestione dell’acqua in agricoltura.

Grazie al Programma di Sviluppo Rurale (Misura 16), un nuovo bando mette a disposizione oltre 4,5 milioni di euro per finanziare gruppi operativi e progetti di cooperazione. Obiettivo, appunto, l’innovazione del comparto agricolo. Il finanziamento regionale complessivo dedicato all’innovazione nella programmazione 2014-2022 è di circa 50 milioni, pari al 4,6% della spesa pubblica, contro l’1,7% della media italiana. Una scelta in coerenza con la strategia della Unione europea, che nell’ambito del Piano di sviluppo rurale promuove questi processi di innovazione. Il nuovo bando dell’Emilia-Romagna, in particolare, guarda alla sostenibilità delle produzioni da un punto di vista ambientale. Uno degli obiettivi principali, in questo ambito, è migliorare la gestione delle risorse idriche, da realizzare attraverso progetti volti alla riduzione dei rilasci di sostanze inquinanti, al miglioramento della qualità delle acque e del suolo, all’adeguamento dei sistemi colturali agricoli ai cambiamenti climatici. Con quest’ultimo bando le risorse disponibili sono pari a 4,5 milioni di euro, con una percentuale di aiuto pari al 90% della spesa ammessa. Le domande dovranno essere presentate entro il 16 settembre, alle ore 13. Il bando completo è consultabile qui

Regione Sardegna: al via il progetto “Mensarda – Mense a km 0” 

 “La Sardegna ha una tradizione alimentare ricchissima, apprezzata in tutto il mondo, e puntare su un’alimentazione che valorizzi i prodotti tipici e di qualità è fondamentale per la salute dei sardi, soprattutto dei più giovani, e per rilanciare il nostro settore agroalimentare. Il progetto “Mensarda” è un passo importante verso una vera sovranità alimentare, un tema posto con forza dal presidente Solinas nelle sue dichiarazioni programmatiche e perseguito fin da subito dalla Giunta”. Lo afferma l’assessore regionale dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, che oggi a Cagliari ha aperto i lavori dell’evento di lancio di ‘MenSarda-Mense a Km 0’, un progetto finanziato dalla Regione, promosso dall’assessorato dell’Agricoltura e attuato da Laore e dall’Anci Sardegna, per coinvolgere Comuni, scuole, associazioni di categoria, imprese, ristoratori, altri operatori e istituzioni, interessati a costruire una community che mette la ristorazione collettiva sostenibile al centro della valorizzazione delle produzioni agricole regionali. “Il progetto – sottolinea l’assessore Murgia – vuole promuovere le mense pubbliche a chilometro zero, sensibilizzare al consumo consapevole delle produzioni agricole e contribuire a creare coscienza collettiva del patrimonio agroalimentare locale, con interventi finalizzati al mantenimento della vitalità e identità sociale delle aree rurali, della conservazione dell’eredità culturale e della salvaguardia degli habitat. Un consumo consapevole aiuta a formare comunità attive e attente a politiche di educazione alimentare che tengano conto dei nuovi stili di vita e di consumo”. Destinatari di “MenSarda” sono i Comuni sardi singoli o in forma associata, le scuole del Primo ciclo (Primaria e di secondo grado), le associazioni di categoria, le imprese del settore della ristorazione, i servizi di Igiene-Sanità e Sociale che hanno competenza in materia. I Comuni che aderiscono al progetto ricevono da Laore e Anci Sardegna il supporto tecnico per la realizzazione delle attività di accompagnamento nella definizione dei capitolati e nella creazione del bacino e ambito di distretto delle imprese, di valorizzazione dell’ambito territoriale e dei prodotti del territorio e di attività formative e informative. “La conoscenza dei prodotti agroalimentari sardi porta a rafforzare, attraverso il cibo, il legame fra le nuove generazioni e il territorio. In questo senso per promuovere un’alimentazione sana utilizzando prodotti tipici, tradizionali e a filiera corta nelle mense pubbliche dislocate nel territorio regionale è fondamentale la collaborazione tra Enti pubblici, operatori della ristorazione, consumatori, produttori e trasformatori”, conclude l’esponente della Giunta Solinas.

Regione Basilicata: bando sottomisura 4.1 “Investimenti nelle aziende agricole” presentato a Senise

Le modalità di partecipazione e gli obiettivi del bando relativo alla Sottomisura 4.1 “Investimenti nelle aziende agricole” del Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014/2020 sono stati illustrati a Senise nel primo degli incontri territoriali promossi dal Dipartimento Politiche Agricole, Forestali ed Alimentari. All’incontro sono intervenuti il sindaco di Senise Giuseppe Castronuovo, il sindaco di Francavilla in Sinni (Comune capofila Aree Interne Mercure, Alto Sinni e Val Sarmento) Romano Cupparo, l’Autorità di Gestione del Psr Basilicata Vittorio Restaino con le conclusioni dell’Assessore Francesco Cupparo. Il bando attiva risorse pubbliche per 36 milioni e 600 mila euro, attraverso due differenti linee di finanziamento: risorse ordinarie (cofinanziate): 20 milioni di euro, risorse Euri (Ngeu): 16,6 milioni di euro. L’Autorità di Gestione del Psr Basilicata Vittorio Restaino ha spiegato che è stato adottato un meccanismo procedurale finalizzato alla semplificazione ed al contemporaneo rafforzamento dei controlli amministrativi, tale da ottimizzare la gestione dell’elevato numero di potenziali richieste dei beneficiari. Sono previste due fasi: la fase 1 di pre-ammissione al finanziamento  nella quale i potenziali beneficiari presentano l’istanza di candidatura ad una delle due tipologie di finanziamento (Ordinario o EURI), compilando l’apposito format sul portale SIARB della Regione Basilicata e trasmettendo il format di partecipazione con l’asseverazione dei punteggi attribuibili alle rispettive proposte progettuali; la fase 2 , nella quale i potenziali beneficiari rientranti nella pre – graduatoria di cui alla fase 1 presentano la domanda di sostegno attraverso la piattaforma SIAN. Al fine di garantire la separatezza fra i flussi procedurali legati alle due tipologie di risorse finanziarie del Psr Basilicata, già in prima fase i potenziali beneficiari – ha precisato l’assessore Cupparo – saranno chiamati ad optare per una delle due linee finanziarie.

In dettaglio la sottomisura 4.1 “Investimenti nelle aziende agricole”, concorre al soddisfacimento dei seguenti fabbisogni del programma: promuovere l’aumento della dimensione economica delle imprese agro-forestali e l’orientamento – al mercato; incentivare lo sviluppo di nuovi modelli produttivi e organizzativi orientati alla diversificazione – delle attività agricole nelle aree rurali e nelle aziende agricole; aumentare l’integrazione territoriale delle imprese agricole; favorire l’ingresso e la permanenza dei giovani in agricoltura, anche attraverso lo sviluppo del capitale umano; stimolare e incentivare la creazione di reti e network (associazioni, accordi, consorzi, ecc.) e l’approccio di filiera; contenere il prelievo della risorsa idrica; valorizzare i sottoprodotti e gli scarti delle lavorazioni agricole, alimentari e forestali a fini – energetici; razionalizzare i consumi energetici nel settore agricolo.

“Obiettivo principale della Sottomisura 4.1 – ha evidenziato l’assessore Cupparo – è quello di migliorare le prestazioni economiche di tutte le aziende agricole, la ristrutturazione e l’ammodernamento delle aziende al fine di aumentare la quota di mercato e l’orientamento allo stesso, in una logica di sostenibilità ambientale. Fra le numerose spese ammissibili, rientrano quelle dirette alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, tramite l’utilizzo di impianti: solari termici, fotovoltaici, a biomassa, mini eolici e mini idroelettrici. Gli investimenti nella produzione di energia da fonti rinnovabili sono ammissibili a condizione che: L’impianto per la produzione di energia sia commisurato alla quantità di energia necessaria alle esigenze aziendali (autoconsumo); L’impianto non superi la produzione 0,25 MW elevabile solo in presenza di esigenze oggettive del/dei proponenti sino a 1,00 MW;  L’impianto non venga alimentato con biocombustibili o biomassa derivanti da colture dedicate come previsto dall’accordo di Programma, ma solo da biomasse di scarto e per solo autoconsumo;  L’installazione degli impianti che utilizzano l’energia solare venga effettuata solo al di sopra di edifici;  Obbligo di produzione di ammendante organico (con compostaggio) per gli impianti per la produzione di biogas: saranno sostenuti solo gli investimenti che prevedono il compostaggio del digestato per la produzione di ammendante organico; Il rendimento energetico dell’impianto in termini di mwh/anno termiche sia pari o superiore all’85% (ai sensi dell’all. 2 al D.lgs. n. 28/2011), esclusa la mera dissipazione;  L’impianto garantisca emissioni in atmosfera “poco significative” (a norma del D.lgs. N.152/2006, art. 272, c. 1); L’impianto di cogenerazione per la produzione di energia elettrica da biomassa di scarto garantisca un utilizzo di almeno il 40% dell’energia termica totale prodotta dall’impianto; L’impianto per la produzione di energia da biomassa (al di sotto di 1 MW) sia realizzato nel rispetto della Direttiva 2009/125/CE (Ecodesign) prevedendo l’adozione di specifici criteri di progettazione, allo scopo di ridurne l’impatto ambientale e migliorarne l’efficienza energetica.

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