Il successo della produzione di carne coltivata dipenderà dall’accettazione da parte dei consumatori. Un recente studio ha valutato quali sono i fattori che la influenzano attraverso un’analisi della letteratura esistente sull’argomento.

La crescente attenzione verso la sostenibilità sta mettendo alla prova diversi settori della filiera alimentare, compresa la produzione di carne.

Su scala globale, il settore zootecnico è stato oggetto di un esame più approfondito negli ultimi anni in relazione ai suoi impatti climatici, etici e sulla salute. Queste preoccupazioni, combinate con le proiezioni di una crescente domanda di prodotti proteici nei prossimi decenni, hanno portato allo sviluppo di proteine ​​alternative.La carne coltivata (nota anche come “cell-based, “cultivated”, “clean”, “slaughter-free”, “in-vitro”, “lab-grown” e “nano-pastured”), che promette di aiutare a risolvere alcuni dei problemi ambientali legati all’allevamento di bestiame, ha guadagnato popolarità negli ultimi anni. Ciononostante, la tecnologia della carne coltivata è ancora oggetto di ricerca, esaminando diversi metodi di produzione (ad esempio, mezzi di crescita a base di cianobatteri rispetto a quelli vegetali per la coltura dei tessuti).Questa tecnologia emergente, che è stata presentata al pubblico per la prima volta quando un hamburger di manzo coltivato è stato testato pubblicamente il 5 agosto 2013 a Londra, è ritenuto essere dai suoi fautori un sostituto proteico di alta qualità prodotto con meno o quasi nessun animale, e che aiuterà ad alleviare i problemi ambientali dati dalla carbon e water footprint del bestiame.

La produzione su scala industriale di carne coltivata è ancora in una fase embrionale. Le aziende stanno cercando modi per aumentare la loro efficienza e ridurre i costi per lanciare i prodotti competitivi sul mercato. Restano quindi da risolvere diversi problemi tecnologici di produzione. Inoltre, se le aziende che sviluppano carne coltivata desiderano venderla come prodotto ecologico, devono utilizzare risorse di energia rinnovabile nel loro processo.

Tuttavia, come accade per ogni nuovo alimento, il successo finale della carne coltivata dipende dall’accettazione da parte del consumatore. I risultati delle ricerche mostrano che i consumatori sono ambivalenti riguardo all’accettazione di carne coltivata. Alcuni studi hanno evidenziato un’elevata disponibilità a consumare carne coltivata o almeno a provarla, mentre altri hanno scoperto che molti intervistati potrebbero mangiare carne coltivata, ma la maggior parte preferirebbe comunque la carne convenzionale.

Lo studio

Un recente studio ha analizzato la letteratura peer-reviewed sugli atteggiamenti dei consumatori nei confronti della carne coltivata per rivedere criticamente e sintetizzare i risultati empirici degli studi esistenti. Per farlo è stata effettuata una revisione sistematica della letteratura utilizzando i database Web of Science, Science Direct e Scopus per il periodo 2008-2020, ottenendo un numero finale di 43 articoli che soddisfano i criteri di selezione della ricerca.

Il team di ricerca comprendeva Ashkan Pakseresht dell’Università di scienze applicate di Novia in Finlandia, Sina Ahmadi Kaliji dell’Università iraniana di scienze agrarie e risorse naturali Sari, e Maurizio Canavari dell’Università di Bologna in Italia.

Le conclusioni

La revisione ha indicato la presenza nei documenti di otto principali temi interconnessi determinanti per l’accettazione da parte dei consumatori della carne coltivata. Questi fattori includono consapevolezza, percezione del rischio-beneficio e della “naturalezza del prodotto, preoccupazioni etiche e ambientali, emozioni, fattori personali, proprietà del prodotto e disponibilità di altre alternative alla carne come quelle vegetali.

Le preoccupazioni etiche e ambientali hanno spinto i consumatori a essere disposti a pagare un prezzo più alto per l’acquisto di sostituti della carne, ma non necessariamente carne coltivata. La misura in cui la carne coltivata è percepita come cibo malsano, innaturale, carne non “reale” o disgustosa, aumenta riluttanza dei consumatori verso questa tecnologia. L’effetto dei fattori demografici è invece misto. Inoltre, la neofobia alimentare e le incertezze sulla sicurezza e la salute sembrano essere ostacoli importanti all’adozione di questa tecnologia.

Fig. 3 – Frequenza dei principali fattori che influenzano l’accettazione della carne coltivata derivata dagli articoli analizzati (numero di articoli = 43).

 

Attualmente, la tecnologia delle colture cellulari richiede una maggiore efficienza nell’utilizzo di energia e acqua. Inoltre, sono necessari ulteriori investimenti per aumentare la produzione e abbassare il prezzo, soprattutto rispetto alle alternative vegetali. Una volta ampliata, sarà necessario tenere conto dell’impatto dell’industria della carne coltivata sul sistema dell’allevamento, oltre alle emissioni di gas serra, allo stoccaggio del carbonio e agli effetti sulla biodiversità.

 

Tratto da “Review of factors affecting consumer acceptance of cultured meat“, di Ashkan Paksereshta, Sina Ahmadi Kalijib e Maurizio Canavaric, pubblicato su Appetite Volume 170, 1 marzo 2022, 105829 (doi.org/10.1016/j.appet.2021.105829).

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