Piani di controllo della mastite: è tempo di miglioramenti?

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Piani di controllo della mastite: è tempo di miglioramenti?

Ormai da 40 anni circa si parla del piano a 5 punti nell’allevamento della bovina da latte. È arrivato il tempo di cambiare? Abbiamo bisogno di un piano più esteso? Quali sarebbero i nuovi punti da aggiungere? Abbiamo avuto l’opportunità di parlare di questi problemi con Thomas C. Hemling, noto esperto nella prevenzione della mastite bovina. Con lui, abbiamo esaminato le tendenze passate, presenti e future nei piani di prevenzione delle mastiti.

Intervista a Thomas Hemling (USA)

Thomas Hemling, negli ultimi 28 anni, è stato impegnato nel settore dell’allevamento della vacca da latte. Si è focalizzato principalmente sulla prevenzione della mastite mediante l’utilizzo di disinfettanti per capezzoli pre e post-mungitura e di sigillanti alla messa in asciutta. Ha oltre 100 pubblicazioni scientifiche e si è dedicato anche alla formazione dei professionisti del latte, conducendo brevi corsi su “I 7 punti per il piano controllo della mastite”.

“I vaccini hanno una grande opportunità e la loro necessità e il loro numero aumenterà con le restrizioni sull’utilizzo degli antibiotici”.

Qual è la tua opinione sul piano di controllo della mastite a 5 punti?

Introdotto circa 40 anni fa, il piano in 5 punti era uno strumento importante per i consulenti e gli allevatori di bovine da latte. Definiva i passi chiave per ridurre la percentuale di casi di mastite e la conta delle cellule somatiche nel latte.

È stato applicato in un momento in cui i livelli di SCC erano di circa 500 mila SCC/ml e la percentuale dei casi di mastiti era del 150% (1,5 infezioni/bovina/anno).

Il piano in 5 punti è stato applicato a livello globale ed ha fornito un messaggio costante da parte di tutti i consulenti. Attraverso la sua applicazione i livelli di SCC nella maggior parte dei Paesi dove l’allevamento di bovine da latte è sviluppato, si sono ridotti a meno di 200 mila e i tassi di infezione sono arrivati al 35-40%.

Il piano in 5 punti è stato molto utile perché facile da comunicare, focalizzato su pochi punti chiave e forniva un messaggio unico e uguale in tutto il settore.

Pensi che sia ora di modificare/migliorare il piano in 5 punti?

Sebbene il piano in 5 punti sia stato molto utile, oggi i tempi sono cambiati: sono state sviluppate nuove tecnologie e vi è la necessità di ridurre la dipendenza dagli antibiotici.

L’idea alla base delle modifiche era:

a) mantenere i componenti chiave di successo;

b) adattare i componenti esistenti per soddisfare le esigenze odierne:

c) incorporare nuove tecnologie.

Il piano in 5 punti prevedeva una forte dipendenza dagli antibiotici sia per la bovina in lattazione, sia per la bovina in asciutta.

Per i casi di mastiti durante la lattazione le istruzioni dicevano di trattare tutti i casi. Ma la maggior parte degli antibiotici è efficace solo contro i batteri gram-positivi e oggi più del 50% delle infezioni è causata da batteri gram-negativi.

È stato stimato che il trattamento antibiotico nel 70-80% dei casi di mastite non fornirebbe alcun beneficio.

Pertanto, il piano in 7 punti insegna prima di tutto a capire quale tipo di batterio è presente, e quindi decidere il trattamento. L’allevatore trarrebbe un doppio beneficio dovuto da un minore uso di antibiotici e da una minore quantità di latte scartato.

Il piano in 5 punti raccomandava anche una terapia antibiotica a tappeto alla messa asciutta, che forniva una cura delle infezioni esistenti e una protezione contro le nuove infezioni.

L’uso degli antibiotici come profilassi non è sostenibile con l’attuale problematica dell’antibiotico resistenza.

Inoltre, oggi sono disponibili dei sigillanti per i capezzoli delle vacche in asciutta che offrono una protezione durante questa fase.

Il piano a 7 punti consiglia la terapia selettiva delle vacche in asciutta e l’utilizzo di sigillanti per i capezzoli.

Due nuovi punti: igiene pre-mungitura e immunità?

Come risultato dello sviluppo della tecnologia, 2 punti sono stati aggiunti al piano di controllo della mastite.

Oggi, a causa del successo del piano in 5 punti nel controllo delle mastiti contagiose dei bovini, la causa più frequente di infezione nella maggior parte delle mandrie sono i patogeni ambientali. L’igiene pre-mungitura è quindi un importante punto di controllo.

Abbiamo aggiunto un punto importante per includere la pulizia e la disinfezione dei capezzoli pre-mungitura. L’igiene pre-mungitura si concentra sia sulla pulizia-sanificazione del capezzolo, che sulla corretta procedura per ottimizzare la messa a latte e la produzione.

Inoltre, le tecnologie sviluppate e la comprensione di come sostenere o migliorare adeguatamente il sistema immunitario della vacca, hanno permesso di aggiungere anche il punto sull’immunità.

Il punto 7 riguarda nutrizione e immunità, dovrebbe essere ulteriormente segmentato in un piano a 8 o 9 punti?

Il miglioramento dell’immunità è ampiamente descritto per includere tutti gli aspetti e comprende i fattori nutrizionali, i vaccini, il supplemento nella dieta di selenio e vitamina E e altre tecnologie di miglioramento del sistema immunitario.

Ognuno di questi concetti è importante e potrebbe essere descritto singolarmente, ma preferiamo utilizzare un piano semplice e facile da comunicare rispetto ad un piano più esteso. Anche i componenti esistenti del piano a 5 punti includevano molteplici aspetti.

La manutenzione della macchina per la mungitura ha varie componenti e prevede variazioni per la mungitura a posta fissa, mungitura tradizionale, giostra o mungitura automatizzata.

Gli allevatori di bovine da latte naturalmente andranno a rivedere i dettagli di ciascuno dei 7 punti con i loro fornitori, consulenti o veterinari e cercheranno di capire quali punti della loro azienda necessitano di miglioramenti.

Per quanto riguarda i vaccini contro la mastite, come appare la situazione nel mercato statunitense?

I vaccini contro le mastiti sono ampiamente usati e compresi dai produttori di latte negli Stati Uniti. Per la mastite bovina, il vaccino contro Escherichia coli ha avuto molto successo ed è utilizzato nella maggior parte delle mandrie.

Direi che la percentuale di vacche vaccinate con il vaccino Escherichia coli è molto alta, forse più del 90%. Questo non previene l’insorgenza di nuove infezioni ma ne riduce notevolmente la gravità.

Oggi, in molte aziende, Streptococcus uberis sta diventando il principale patogeno responsabile della mastite ma lo Sthaphylococcus aureus, sia pur ben controllato, rappresenta ancora un problema perché può diventare cronico e non curabile.

Anche altri patogeni come il Mycoplasma possono rappresentare una preoccupazione, soprattutto  perché non riconoscono alcun trattamento.

I vaccini rappresentano quindi una grande opportunità e la loro necessità e numero aumenteranno con la restrizione dell’utilizzo di antibiotici.

Chi potrebbe trarre più benefici da un piano in 7 punti: veterinari, allevatori o forse entrambi?

Il piano è una guida per attuare le corrette procedure al fine di ridurre i casi di mastiti nella mandria. Il vantaggio è essenzialmente dell’allevamento.

Se correttamente implementato, il piano in 7 punti consente all’allevatore di ridurre i costi delle mastiti e di massimizzare la produzione e la redditività. I veterinari e altri consulenti traggono il vantaggio nell’avere un piano semplice da comunicare.

Se tutti i consulenti dell’azienda danno lo stesso messaggio, è più probabile che l’allevatore ne comprenda la necessità e ne tragga beneficio.

Anche la società avrà beneficio del fatto che gli animali siano più sani, il latte di migliore qualità e si utilizzi una minor quantità di antibiotici.

 

Fonte: mastitisvaccination.com

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