La ricerca condotta dal Centro de Investigación en Alimentación y Desarrollo, Messico, analizza i probabili effetti antiobesità dei probiotici derivati da prodotti lattiero-caseari fermentati. 

Introduzione

Un gran numero di persone (1.9 miliardi di adulti) soffrono di di sovrappeso o obesità, che viene definita dalla OMS come un accumulo di grasso eccessivo o anormale, che può compromettere la salute. L’indice di massa corporea (BMI) è una misurazione per il sovrappeso e l’obesità, che sono diagnosticate quando è superiore a 30 kg/m2. La causa principale di questa malattia è uno squilibrio tra le calorie assunte e le calorie spese, generalmente dovuto ad un’eccessiva assunzione di cibo e ad una vita sedentaria; ad ogni modo, anche la genetica è coinvolta. Infatti, l’obesità è altamente associata al rischio di manifestazione di patologie metaboliche, che includono malattie cardiovascolari, diabete di tipo2, iperlipidemia, e alcuni tipi di cancro. Date le serie conseguenze per la salute associate all’obesità e gli effetti sui costi della sanità, è necessario cercare altre strategie per la perdita di peso. Le raccomandazioni più comunemente utilizzate da varie organizzazioni e centri medici, sono cambiamenti nello stile di vita, come un incremento nell’attività fisica e una dieta a basso contenuto calorico. In aggiunta, anche una terapia farmacologica può essere raccomandata, come supporto aggiuntivo per il trattamento dell’obesità; ad ogni modo, questa raccomandazione si basa sulla preferenza, tolleranza, e impatto di ogni paziente. 

Recentemente, è stata raccomandata in aggiunta a queste indicazioni un’utile strategia che propone di includere alimenti funzionali all’interno di una dieta a basso contenuto calorico. Gli alimenti funzionali promuovono lo stato di salute, incrementano il benessere, e riducono il rischio di malattie, oltre a sopperire ai bisogni nutrizionali di base. In questo contesto vi è un’opportunità per l’industria alimentare di sviluppare alimenti funzionali, che possono coadiuvare la riduzione dell’obesità e dei rischi salutari associati. A tal proposito un cibo funzionale con un potenziale effetto antiobesità può far diminuire l’assunzione di cibo, inibire la biodisponibilità dei nutrienti, o regolare il microbiota intestinale.

I prodotti lattiero-caseari fermentati sono stati associati a molteplici benefici per la salute, in particolare correlati alle forme probiotiche e bioattive prodotte dall’attività metabolica dei componenti del latte. Infatti, molti di questi benefici sono stati associati ai peptidi bioattivi derivati dal latte, rilasciati dalle proteine dei latticini. Non solo, i prodotti lattiero-caseari fermentati possono presentare potenziali effetti antiobesità, che sono stati attribuiti al calcio, agli acidi grassi a media catena, all’acido linoleico coniugato, al lattosio, ai peptidi, ai batteri lattici, in particolare alle forme probiotiche. Inoltre, i probiotici colpiscono l’espressione genetica nei tessuti dell’ospite, come il colon, l’intestino piccolo, il fegato, il tessuto adiposo e il tessuto muscolare, e possono diventare un approccio promettente nella regolazione dell’obesità. 

Nonostante i probiotici non siano limitati a quelli prodotti dai batteri lattici presenti nel latte, il termine fermenti lattici si riferisce alla maggioranza dei probiotici che possono fermentare attivamente il latte o essere disponibili nel latte fermentato in elevata quantità. Perciò, i fermenti lattici rappresentano un nuovo campo di applicazione nello sviluppo di latticini funzionali per il supporto del controllo del peso. 

Finora, gli effetti benefici dei prodotti lattiero-caseari fermentati sulla salute sono stati ampiamente studiati, e l’effetto antiobesità dei probiotici è stato controllato. È stato discusso anche l’effetto dei peptidi del latte sul senso di sazietà e sul peso corporeo attraverso il metabolismo dei lipidi. 

Ad ogni modo, c’è bisogno di una ricerca che leghi la valutazione dei fermenti lattici con un potenziale effetto antiobesità. Di conseguenza, l’obiettivo di questo sudio è quello di rendere disponibili informazioni sulla valutazione del potenziale effetto antiobesità dei fermenti lattici, attraverso studi in vivo e in vitro. In particolare, gli studi sono indirizzati ai meccanismi associati al potenziale effetto antiobesità, come quelli collegati all’inibizione della lipasi, agli inibitori dell’adipogenesi e dei fattori adipogenici, e agli inibitori dell’appetito. 

Abstract

La diffusione crescente dell’obesità colpisce milioni di persone in tutto il mondo, e ha acquisito maggior attenzione, durante gli anni, a causa dello sviluppo di malattie cronico degenerative a cui è associata. Varie organizzazioni consigliano cambiamenti nello stile di vita, per trattare l’obesità; ciononostante, sono state suggerite altre strategie da unire al cambiamento nello stile di vita. Una di queste strategie è l’utilizzo di probiotici presenti nei prodotti lattiero-caseari fermentati; ad ogni modo c’è necessità di recensire i differenti studi disponibili, correlati al potenziale effetto antiobesità di questi prodotti. Dato che i probiotici nei prodotti lattiero-caseari fermentati, che influenzano il controllo di peso, non sono disponibili sul mercato, c’è una grande opportunità per lo sviluppo di prodotti lattiero-caseari funzionali con nuovi batteri lattici, che possono presentare questo ulteriore beneficio per la salute. Perciò, l’obiettivo di questa panoramica è di sottolineare l’importanza dei probiotici nei prodotti lattiero-caseari fermentati come potenziali cibi funzionali contro l’obesità, ed è richiesta la loro presenza negli studi vitro e in vivo, prima che questi prodotti possano essere introdotti sul mercato. In generale, la maggior parte degli studi attribuisce l’effetto antiobesità dei latti fermentati alla specie di probiotico presente; comunque, i peptidi bioattivi rilasciati durante la fermentazione del latte potrebbero essere responsabili di questo effetto.

 

Potential antiobesity effect of fermented dairy products

Autori:

Carmen G. Manzanarez-Quín

Lilia M. Beltrán-Barrientos

Adrián Hernández-Mendoza

Aarón F. González-Córdova

Belinda Vallejo-Cordoba

J. Dairy Sci. 2021; 104:3766–3778

DOI: doi.org/10.3168/jds.2020-19256

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