Preparazione e gestione degli arieti per la riproduzione

//Preparazione e gestione degli arieti per la riproduzione

Preparazione e gestione degli arieti per la riproduzione

Un gregge che non sia accuratamente controllato e monitorato con costanza in tutti gli aspetti riguardanti le varie fasi riproduttive rischia di non raggiungere livelli ottimali di fertilità. Accanto alla cura attenta e precisa delle femmine, è necessario vigilare su tutti gli aspetti che riguardano i maschi per poter disporre di riproduttori efficienti al momento della monta. Non ci si deve limitare a controlli circoscritti nei tempi immediatamente precedenti la stagione di monta, ma occorre verificare durante tutto l’arco dell’anno le condizioni dei maschi riproduttori con controlli più intensi e mirati due/tre mesi prima della stagione riproduttiva.

Preparazione dei maschi

Gli aspetti che occorre monitorare per la corretta preparazione degli arieti per la riproduzione sono di pertinenza in parte dell’allevatore e in parte di un veterinario esperto.

  1. Controllo sanitario generale. Un veterinario deve controllare lo stato sanitario degli arieti e intervenire di conseguenza in caso di patologie che possano comprometterne la fertilità (trattamenti antiparassitari e vaccinazione per le zoppie) nonché assicurarsi che i maschi siano stati vaccinati per patologie trasmissibili per via sessuale (per esempio la salmonellosi).
  2. Alimentazione e condizione di stato corporeo o BCS. Per avere degli arieti efficienti e in buono stato di forma al momento della monta è necessario tenere conto che il tempo di crescita e maturazione degli spermatozoi è di 49 giorni; per cui un piano di alimentazione adeguato deve essere impostato a partire da 7-8 settimane prima dell’inizio della monta prevedendo anche un’integrazione di minerali e vitamine (A, D e E in particolare). La nota di stato corporeo (BCS) ottimale durante la riproduzione per gli arieti è tra 3,25 e 3,50. Per una corretta alimentazione occorre integrare il pascolo con concentrati, aumentando gli apporti energetici del 40% e quelli proteici del 20-30% rispetto ai fabbisogni di mantenimento. Nella predisposizione della razione giornaliera occorrerà tenere conto del fatto che nel periodo della monta gli arieti pascolano meno e quindi ingeriscono meno erba. Anche in questa fase è consigliata un’integrazione minerale e vitaminica.
  3. Verifica dell’apparato riproduttore. L’apparato riproduttore (testicoli, pene e ghiandole bulbo uretrali) deve essere accuratamente esaminato da un veterinario. Tramite palpazione devono essere valutate le dimensioni dei testicoli, eventuali presenze di aderenze e reazioni infiammatorie o altre alterazioni macroscopicamente evidenti. Il pene deve essere sfoderato e osservato attentamente al fine di verificare l’assenza di infiammazione o corpi estranei. Lo stato delle ghiandole bulbo uretrali viene invece valutato attraverso ecografia trans-rettale, al fine di verificare la presenza di infiammazioni. Il veterinario deve inoltre valutare la qualità del seme, soprattutto nei casi di arieti provenienti da altri allevamenti o che durante l’anno hanno avuto problemi sanitari, e nei giovani maschi che sono avviati alla riproduzione per la prima volta. Per questo scopo è necessario sincronizzare il ciclo estrale di un gruppo di pecore del gregge e farle saltare dagli arieti di cui interessa valutare l’eiaculato. Il seme viene raccolto dalla vagina della pecora saltata con uno speculum, diluito e esaminato al microscopio per valutarne la vitalità. Infine per valutare la capacità del maschio di riconoscere la pecora in calore e accoppiarsi in tempi brevi e efficacemente occorre un test della libido che può essere effettuato dall’allevatore anche contestualmente alla valutazione del seme. Il test consiste nell’introdurre l’ariete in un gruppo di pecore in calore e osservarne attentamente gli atteggiamenti. In particolare, l’ariete deve mostrare interesse e ricerca della femmina con i tipici movimenti della testa e delle labbra, attuare il corteggiamento e infine effettuare la monta completa di eiaculazione. Un ariete adulto esperto con una buona libido dovrebbe esibire i comportamenti descritti entro i primi 3-5 minuti dall’incontro con le pecore in calore. Tempi superiori sono indice di una scarsa libido.
  4. Cura del benessere. La cura periodica dei piedi e delle unghie è alla base di una stagione di monta efficiente. Le unghie, soprattutto dei piedi posteriori, devono essere accorciate se necessario per evitare difficoltà nel salto. Per la stessa ragione devono essere accuratamente esaminati gli spazi interungueali che non devono presentare né lesioni né infiammazioni. Nel caso di presenza di queste ultime, l’ariete va isolato e trattato adeguatamente in modo tale che possa riprendere la stagione riproduttiva il più presto possibile. La scelta del periodo di tosatura, che nelle zone del Mediterraneo coincide con la stagione di monta, necessita di particolare attenzione per evitare errori che potrebbero compromettere l’efficienza della riproduzione. In generale, è preferibile tosare gli arieti almeno 30 – 40 giorni prima della stagione di monta. Naturalmente le condizioni climatiche determineranno la data esatta della tosatura.

Gestione degli arieti per la riproduzione

La gestione più comune della riproduzione negli allevamenti ovini è la monta naturale. La monta naturale può essere organizzata differentemente a seconda degli obbiettivi degli allevatori che possono essere la concentrazione dei parti o, soprattutto nel caso degli allevamenti in selezione, il rilievo delle genealogie. La fecondazione artificiale è una tecnica che negli ovini viene utilizzata solo negli allevamenti in selezione in quanto la relativamente bassa fertilità che determina, con livelli ottimali del 60%, non ne consente l’applicazione su larga scala.

Monta naturale tradizionale. In questo sistema si immette un gruppo di maschi in un gruppo di pecore. L’aspetto fondamentale da tenere in considerazione è il rapporto tra maschi e femmine dal quale dipende la fertilità complessiva entro un determinata data e, dunque, la concentrazione dei parti. Se il rapporto arieti:pecore è basso si possono ottenere risultati anche elevati di fertilità ma con parti distribuiti in un lungo periodo di tempo. Se invece, per ragioni gestionali, si vogliono ottenere parti concentrati entro un determinato periodo (solitamente fine novembre per valorizzare l’agnello e sfruttare una lattazione lunga) si aumenta il numero di arieti. Il tradizionale rapporto di un ariete ogni 40-50 pecore assicura buoni risultati in termini di fertilità e concentrazione solo in caso di maschi altamente performanti. Un rapporto di 1:10 – 1:15 assicura ottimi risultati di concentrazione anche nel caso di qualche ariete non particolarmente efficiente e di sincronizzazione dei calori. Un centinaio di pecore alla monta con 4-6 arieti potrebbe essere una valida strategia. Per verificare la correttezza del rapporto scelto, l’andamento degli accoppiamenti può essere monitorato colorando con un pastello il petto, o ancora meglio il prepuzio, per identificare le femmine saltate. Utilizzando colori differenti è possibile monitorare l’attività dei singoli arieti. Nel caso si identifichino maschi più esperti o dominanti è consigliato allontanarli dal gruppo per alcuni giorni in modo che si riposino e permettano anche ai meno attivi di effettuare delle monte. Per avere un quadro preciso dell’andamento dei parti è consigliato registrare la data dell’accoppiamento e l’identificativo delle pecore. A tale scopo è preferibile controllare le pecore la mattina presto durante la mungitura in quanto la maggior parte dei salti avviene in piena notte o nelle primissime ore del mattino.

Gruppo di monta. L’impiego della monta naturale con un solo ariete è una valida alternativa all’uso della fecondazione artificiale per la registrazione delle parentele.

Gli allevatori gestiscono la monta naturale raggruppando le pecore con un singolo ariete (gruppo di monta) durante la stagione della riproduzione. La dimensione del gruppo di monta dipende dal numero di discendenti che si vuole ottenere dal maschio ma è condizionata anche dall’attitudine sessuale dello stesso e dalla concentrazione dei parti che si vuole ottenere. Una dimensione ragionevole che contempla le 3 esigenze varia da 25 a 50. Le pecore di un gruppo di monta possono essere raggruppate con un altro ariete nella stessa stagione di riproduzione solo dopo un intervallo di 14 giorni per consentire di assegnare correttamente il padre di un agnello in base alla data del parto. Come per tutti i tipi di monta è consigliato marcare giornalmente l’ariete con pastello per monitorarne l’attività. In questo caso, l’uso del pastello consente anche di verificare eventuali unioni tra gruppi di differenti. Alcuni allevatori usano colorare la groppa delle pecore di ciascun gruppo con pastelli di colore diverso in modo da rilevare visivamente anche da lontano un’unione accidentale dei diversi gruppi.

Monta naturale controllata. E’ un sistema di gestione della riproduzione impegnativo per l’allevatore, che deve avere la disponibilità di box individuali per gli arieti riproduttori, che può sostituire il tradizionale gruppo di monta negli allevamenti in selezione o comunque interessati a conoscere la genealogia. Nel gruppo delle pecore si introducono degli arieti tastatori (vasectomizzati) o muniti di grembiulino che attraverso l’impiego dei pastelli, come visto precedentemente, identificano la pecora in calore ma non la fecondano. La pecora viene portata nel box dell’ariete a cui si vuole accoppiarla e lasciata per due giorni. Anche in questo caso gli arieti vengono colorati giornalmente con pastelli per identificare l’avvenuto accoppiamento. Appena fecondata la pecora va allontanata dal box per evitare che l’ariete la salti ripetutamente e si stanchi.

A ciascun ariete verranno date, a giorni alterni, fino a 4-5 femmine in calore per assicurare un alto tasso di fertilità. Il numero di arieti dipende sempre dal rapporto tra maschi e femmine e dalla sincronizzazione dei calori. Se i box sono contigui è buona norma tramezzarli con delle tavole di legno di modo da eliminare ogni contatto tra i maschi. E’ anche buona norma introdurre gli arieti nei box almeno 10 giorni prima dei salti affinché si adattino al nuovo ambiente.

Effetto maschio

Nelle aree del Mediterraneo l’attività riproduttiva della femmina con manifestazione dei calori è caratterizzata da un periodo di riposo sessuale breve ma molto marcato compreso tra Marzo e Aprile. La ripresa dell’attività sessuale è favorita dalla reintroduzione del maschio nel gregge dopo un periodo di isolamento di almeno otto settimane per evitare che le pecore vedano o sentano i suoni o gli odori dei maschi. A questo punto, l’introduzione dei maschi attiva nelle femmine la ripresa dell’attività ovarica con calori fertili 17-24 giorni dopo. Questo sistema raggiunge la massima efficienza quando viene rispettato un rapporto maschio-femmine che non superi la proporzione 1 a 20.

Nel caso in cui si decida di utilizzare l’effetto maschio, la tosatura degli arieti coinvolti dovrà essere fatta non prima di 10 giorni dopo l’introduzione dei maschi nel gruppo di pecore. In questo modo l’effetto maschio avrà un’efficacia superiore per la presenza sul vello, oltre che sulla cute e intorno agli occhi dell’ariete, di sostanze volatili chiamate feromoni che stimolano l’attività sessuale della pecora.

Nell’opuscolo “Buone Pratiche di Gestione degli Arieti per la Razionalizzazione dei Parti potete trovare un esempio di un programma di monta naturale con l’utilizzo dell’effetto maschio.

Da ricordare

  • Avviare la preparazione degli arieti per la riproduzione 8 settimane prima della stagione di monta.
  • Stabilire il corretto rapporto tra maschi e femmine in funzione del sistema di gestione della riproduzione, della sincronizzazione dei calori e del periodo dei parti desiderato.
  • Allontanare gli arieti dal gregge alla fine della stagione di monta per evitare gravidanze tardive ed indesiderate.

 

Puoi trovare numerose soluzioni e suggerimenti pratici per migliorare l’efficienza produttiva dell’allevamento nel sito di SheepNet.

Chiunque fosse interessato a partecipare o avere maggiori informazioni può scrivere al facilitatore nazionale Antonello Carta, ricercatore di AGRIS Sardegna all’indirizzo: acarta@agrisricerca.it o registrarsi creando un nuovo profilo alla pagina http://sheepnet.network/it/user/register

Il progetto è stato finanziato dal programma per la ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione Europea con accordo di finanziamento N° 727895.

 

Autori: Maria Dattena, Marilia Gallus, Sotero Salaris, Giovanni Molle, Antonello Carta.

Ricercatori presso Agris Sardegna.

 

 

Clicca qui per leggere l’articolo di presentazione del progetto: “SheepNet, un network europeo sulla produttività ovina

Print Friendly, PDF & Email
Di |2019-03-14T10:40:09+02:0014 Marzo 2019|Categorie: News|Tags: , , , , |

About the Author:

Settore Genetica e Biotecnologie Servizio per la Ricerca in Zootecnia AGRIS - Sardegna. Email: slsalaris@agrisricerca.it

Scrivi un commento