Non si è fatta attendere la newsletter della Compassion in World Farming (CIWF) dove l’associazione manifesta tutto il suo disappunto per la proposta di una “certificazione volontaria sul benessere” presentata congiuntamente dal Ministero delle Risorse Agricole e dal Ministero della Salute. Il 31 Ottobre 2019 questa proposta è stata esposta ad una parte delle organizzazioni che rappresentano gli allevatori e i veterinari italiani. Si basa probabilmente sull’utilizzazione degli attuali strumenti messi appunto da CReNBA e Classyfarm, certificati da enti preposti in modo da poterli esporre in etichetta.

Di seguito pubblichiamo il testo integrale della newsletter della CIWF diffusa il 24 Novembre 2019.


Ciao,

io sono davvero molto, molto arrabbiata, e sono certa che quando ti racconterò questa storia lo sarai anche tu.

Sai che presto anche i prodotti provenienti dagli allevamenti intensivi (ovvero la stragrande maggioranza) potrebbero riportare etichette che ne certificano il ‘benessere animale’?

Sì, perché i Ministeri delle Politiche Agricole e quello della Salute stanno lavorando ad un sistema di certificazione volontaria che, invece di aiutare il consumatore a poter scegliere davvero prodotti con standard di benessere animale più alti, consentiranno ai produttori che a malapena rispettano i limiti di legge di imbellettare i propri prodotti come maggiormente rispettosi degli animali. 
Ci pensi? 
Questa certificazione potrebbe di fatto “sdoganare” la produzione intensiva agli occhi dei consumatori ignari. Spazi angusti o gabbie, ambienti spogli, edifici chiusi: tutto questo lo chiameranno benessere animale!

Una presa in giro bella e buona non solo per i consumatori, a cui verrà di fatto impedito di compiere scelte consapevoli, ma anche per i produttori virtuosi, che vedranno i loro prodotti messi alla stregua di quelli provenienti dall’inferno degli allevamenti intensivi.
E, come sempre, le vittime principali di tutto questo saranno loro:
gli animaliancora una volta i protagonisti involontari di questa triste storia.

Alessandro, tutto questo è inaccettabile e noi non ci stiamo. Stiamo facendo pressione sui Ministri in questione affinché questa proposta arrivi in un solo posto, l’unico dove può finire: nel cestino️️!

Abbiamo coinvolto altre associazioni e, insieme, abbiamo scritto ai Ministri Speranza e Bellanova. Giornali importanti ne hanno parlato, insieme ad altre migliaia di persone abbiamo twittato per fare sentire la nostra voce e la vicenda è stata affrontata anche in un’interrogazione parlamentare.

Eppure, incredibilmente, i Ministri non ci hanno ancora risposto, neanche in Parlamento.

Ma noi non ci fermeremo!
I consumatori hanno il diritto di sapere la verità, e gli animali hanno il diritto di essere difesi, perché da soli non possono farlo.

Alessandro, senza di te, però, non possiamo combattere.
Per favore, sostienici!

Fai una donazione.

Grazie di cuore per tutto ciò che fai per aiutare milioni di animali che soffrono ogni giorno all’interno degli allevamenti intensivi e per creare un mondo più giusto!

Annamaria Pisapia
Direttrice

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