Proposta  di  modifica  del   disciplinare   di  produzione   della denominazione di origine protetta «Casciotta d’Urbino»

//Proposta  di  modifica  del   disciplinare   di  produzione   della denominazione di origine protetta «Casciotta d’Urbino»

Proposta  di  modifica  del   disciplinare   di  produzione   della denominazione di origine protetta «Casciotta d’Urbino»

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

COMUNICATO

Proposta  di  modifica  del   disciplinare   di  produzione   della denominazione di origine protetta «Casciotta d’Urbino» (18A03514) (GU n.118 del 23-5-2018)

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali  ha ricevuto, nel quadro della procedura prevista dal regolamento (UE) n. 1151/2012 del parlamento  e del  Consiglio  del  21  novembre 2012, l’istanza  intesa  ad ottenere  la  modifica  del disciplinare   di produzione  della  denominazione  di origine   protetta   «Casciotta d’Urbino» registrata con regolamento (CE) n. 1107/1997 del 12 giugno 1996..

    Considerato che la modifica e’ stata presentata dal Consorzio di tutela della DOP «Casciotta d’Urbino» con sede in via Cerbara,  81  – 61030 Colli al Metauro (PU). e che il predetto Consorzio  possiede i requisiti previsti all’articolo 13, comma 1 del DM 14 ottobre 2013 n.

l2511.

    Ritenuto   che  le   modifiche   apportate  non   alterano   le caratteristiche del prodotto e non attenuano il legame con l’ambiente geografico.

    Considerato altresi’, che  l’art.  53 del  regolamento  (UE) n. 1151/2012 prevede la possibilita’ da parte  degli Stati  membri,  di chiedere la   modifica   ai  disciplinari   di   produzione  delle

denominazioni registrate.

    Il Ministero delle  politiche  agricole alimentari  e  forestali acquisito il parere della Regione Marche competente  per  territorio, circa la richiesta di  modifica, ritiene  di  dover procedere  alla pubblicazione del disciplinare di produzione della D.O.P. «Casciotta d’Urbino» cosi’ come modificato.

    Le eventuali osservazioni, adeguatamente motivate, relative alla presente proposta, dovranno essere presentate,  al  Ministero delle politiche  agricole  alimentari e  forestali  – Dipartimento  delle politiche competitive della qualità agroalimentare ippiche  e della pesca  –  Direzione generale  per la  promozione   della  qualità agroalimentare e dell’ippica – PQAI IV, Via  XX Settembre  n.  20  – 00187 Roma – entro trenta giorni dalla data di  pubblicazione  nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della presente proposta, dai soggetti  interessati  e  costituiranno  oggetto di   opportuna valutazione da parte del predetto Ministero, prima della trasmissione della suddetta proposta di modifica alla Commissione europea.

                    Allegato
                  DISCIPLINARE DI PRODUZIONE
DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA.
           «CASCIOTTA d’URBINO»

                               Art. 1.

                           Denominazione

    La  Denominazione di  Origine   Protetta  (D.O.P.)   «Casciotta d’Urbino» e’ riservata esclusivamente al formaggio che risponde  alle condizioni ed ai requisiti stabiliti  nel  presente disciplinare  di produzione.

                               Art. 2.

                   Caratteristiche del prodotto

    All’atto della sua immissione al consumo la «Casciotta d’Urbino» D.O.P. si presenta con le seguenti caratteristiche:

      forma: cilindrica a scalzo basso con facce arrotondate;

      dimensioni: il diametro e compreso fra 12 e 16 cm con  altezza dello scalzo da 5 cm a 9 cm;

      peso variabile da 800 g a 1200 g in relazione  alle  dimensioni della forma;

   aspetto esterno: crosta sottile, di spessore pari a circa 1 mm, di colore paglierino ad avvenuta maturazione;

      pasta:  la struttura  si  presenta di  consistenza  tenera e friabile con lieve occhieggiatura; al taglio il colore risulta bianco – paglierino;

      sapore: dolce, caratteristico delle  particolari  procedure di produzione;

      grasso sulla sostanza secca: non inferiore al 45%. Il prodotto è utilizzato come formaggio da tavola.

    Le forme possono essere  trattate in  superficie  con sostanze consentite a norma delle vigenti disposizioni. La parte  superficiale delle forme (crosta) non è edibile.

                               Art. 3.

                        Zona di produzione

    La zona di provenienza del latte, di produzione e di stagionatura del formaggio DOP Casciotta d’Urbino  comprende  l’intero territorio della provincia di Pesaro e  Urbino  ed i  comuni  di Novafeltria, Talamello, Sant’Agata  Feltria,  Casteldelci,  Maiolo,   San   Leo, Pennabilli.

                               Art. 4.

                        Prova dell’origine

    Ogni fase del processo produttivo e’ monitorata documentando gli input e gli output. In questo  modo  e attraverso  l’iscrizione  in appositi  elenchi   degli   allevatori,  dei   produttori,    degli stagionatori, dei porzionatori e dei  confezionatori,  gestiti dalla struttura di controllo, nonche’ attraverso  la  denuncia tempestiva delle  quantita’  prodotte, e’  garantita  la  tracciabilita’   del

prodotto. Tutte le  persone,  fisiche e  giuridiche,  iscritte nei relativi elenchi, sono assoggettate  al  controllo da  parte  della struttura di controllo, secondo quanto disposto dal  disciplinare  di

produzione e del relativo piano di controllo.

                              Art. 5.

                       Metodo di ottenimento

    Il formaggio «Casciotta d’Urbino» e’ prodotto con latte di pecora intero in misura variabile fra il 70 e l’80% e  con  latte di  vacca intero per il restante 30 – 20%, provenienti da allevamenti  ubicati nella zona di cui all’art. 3.

    Le razze ovine  sono  la Sarda,  la  Comisana, la  Massese,  la Vissana, la Cornella Bianca,  la Fabrianese,  la  delle Langhe,  la Lacaune, la Assaf e la Pinzirita con relative meticcie.

    Le razze bovine per la  produzione  del latte  sono  la Frisona Italiana, la Bruna Italiana, la Pezzata Rossa, la Jersey  e relative meticcie.

    Gli animali  possono effettuare  sia  la stabulazione,  sia  il pascolo.

    L’alimentazione base delle bovine da latte, costituita da foraggi (verdi o conservati), mangimi e mangimi concentrati, deve  provenire, per non meno del 50%, dalla zona di origine, individuati all’art.  3, e viene applicata alle vacche in lattazione, agli animali in asciutta ed alle manze oltre i 7 mesi di età. Almeno il  75%  della sostanza secca  dei  foraggi della  razione  giornaliera deve  provenire  da alimenti prodotti nel territorio di produzione, individuati  all’art. 3. I foraggi ammessi sono:  foraggi  freschi da  prati  stabili od avvicendati, essenze foraggere, fieni ottenuti dall’essiccamento  in campo delle  essenze  foraggere, paglie   di   cereali,  insilati, trinciati, fieni silo.  I  mangimi ammessi  sono:  cereali e  loro derivati, pastoni di mais, semi oleaginosi e loro derivati, tuberi e radici, foraggi secchi, derivati dell’industria dello zucchero tra  i quali melasso e/o  derivati solo  come  coadiuvanti tecnologici  ed appetibillizzanti pari ad un valore massimo del 2,5% della  sostanza secca della  razione giornaliera.  Sono  inoltre ammessi:  semi  di leguminose e carrube essiccate  e relativi  derivati,  grassi, Sali minerali autorizzati dalla vigente legislazione  ed  additivi quali vitamine, oligoelementi, amminoacidi,  aromatizzanti,  antiossidanti,

autorizzati dalla vigente legislazione, salvo che  per antiossidanti ed  aromatizzanti   sono   ammessi  solo    quelli    naturali   o natural-identici.  E’  ammesso l’utilizzo  di   lievito  di   birra

inattivato come supporto nelle «premiscele».

    L’alimentazione base del bestiame ovino e’ costituita da foraggi (verdi o conservati), mangimi e mangimi concentrati, deve  provenire, per non meno del 50%, dalla zona di origine, individuati all’art.  3. Almeno  il 75%  della  sostanza secca  dei  foraggi della  razione giornaliera deve provenire da alimenti  prodotti  nel territorio  di produzione, individuati all’art. 3.

    Il latte di pecora  e di  vacca,  crudo o  pastorizzato,  viene coagulato a temperatura di 35°C  circa con  caglio  liquido e/o  in polvere, con eventuale aggiunta di fermenti lattici. La cagliata  è

posta in stampi idonei, per favorire lo spurgo del siero.

    La salatura: deve essere eseguita a  secco  o in  salamoia.  Il formaggio deve essere maturato per un periodo variabile da  15  a  30 giorni, in ambiente a temperatura compresa fra i 8 e i 14  °C e  con umidità di 80-90%, in relazione alle dimensioni della forma.

                              Art. 6.

                       Legame con I’ambiente

    Il  formaggio è  storicamente  presente nell’area  delimitata, com’è  attestato da  numerose  testimonianze risalenti   all’epoca rinascimentale.  In particolare  si  precisa  che  la denominazione «Casciotta» è tradizionalmente riferita al  prodotto  ottenuto con specifiche tecniche mantenutesi nel tempo, in relazione a consolidati usi  locali.  Il legame  geografico   discende  dalle   particolari condizioni climatiche e pedologiche, e dall’allevamento  ovino,  che

viene attuato prevalentemente con lo  sfruttamento di  pascoli  del territorio. Per i fattori umani, si sottolinea la storica presenza  e diffusione del formaggio nella zona circoscritta.

                               Art. 7.

                             Controlli

    Il controllo sulla conformita’ del prodotto  al  disciplinare è svolto,  da  una struttura  di  controllo, conformemente  a  quanto stabilito dal regolamento (UE) n. 1151/2012.

    I controlli sulla conformita’ del prodotto al disciplinare  sono svolti dall’Autorità Pubblica di Controllo (APC) dell’ASSAM  Agenzia per i Servizi  nel  settore  Agroalimentare   delle   Marche  Via dell’Industria n. 1 I-60027 Osimo Stazione  (AN)  tel. 0718081  fax 07185979 e-mail: direzione@assam.marche.it

                               Art. 8.

                 Confezionamento ed etichettatura

    La «Casciotta d’Urbino» DOP e’ immessa al consumo in forme intere o porzionate:

    Le   modalita’  di   confezionamento   del  prodotto   all’atto dell’immissione al consumo prevedono una etichetta informativa  posta su una delle due facce del prodotto.

    L’etichetta reca a caratteri chiari e leggibili,  oltre  al logo del prodotto, al simbolo grafico comunitario e relativa menzione  (in conformita’ alle prescrizioni della Regolamentazione comunitaria)  e alle informazioni corrispondenti ai requisiti di legge, le  seguenti indicazioni:

      «Casciotta d’Urbino»; intraducibile, seguito, per esteso o  in sigla (DOP), dalla espressione traducibile «Denominazione di Origine Protetta»;

      il  nome, la   ragione   sociale,  l’indirizzo   dell’azienda produttrice, stagionatrice e confezionatrice.

    Il prodotto puo’ essere venduto confezionato sotto vuoto, intero e/o porzionato.

    E’ tuttavia consentito l’utilizzo  di  indicazioni che  facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o  marchi  privati purche’  non abbiano significato laudativo o siano tali da trarre  in  inganno il

consumatore, nonche’ di altri riferimenti veritieri  e documentabili che siano consentiti dalla normativa  vigente e  che  non siano  in contrasto con le finalita’ e i contenuti del presente disciplinare.

    Il logo rappresenta la stilizzazione  di  una caciotta  tagliata centralmente per un  quarto,  di colore  giallo  paglierino in  due tonalita’ (pantone 102 e pantone 100) e bordata  da  una filettatura blu (pantone REFLEX BLUE).

    Al disotto della caciotta emerge una fascia a coda di rondine di colore rosso (pantone 032).

    Il  logo è sovrastato  dalla dicitura  «CASCIOTTA   D’URBINO» disposta a semicerchio (carattere FUTURA BOLD) di colore blu (pantone REFLEX BLUE).

    Il logo tipo  si potrà  adattare  alle varie  declinazioni  di utilizzo.

 

 

Fonte: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

 

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Di |2018-05-24T09:53:11+02:0024 Maggio 2018|Categorie: Leggi & Norme|Tags: , , , |

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Redazione Ruminantia Coordinamento Domus Casei Email: elisa.ruminantia@gmail.com

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