Quale selezione per la Stalla Etica?

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Quale selezione per la Stalla Etica?

Stalla Etica è un progetto che punta a realizzare allevamenti costruiti intorno al benessere degli animali allevati e a quello di chi li alleva. Così come i criteri di edificazione delle stalle e la gestione complessiva dall’alimentazione alla mungitura puntano a garantire il massimo benessere degli animali allevati, anche le scelte del miglioramento genetico andranno a dare più enfasi a tutti gli aspetti funzionali e di salute degli animali piuttosto che alla produzione estrema. 

Le riflessioni fatte sul miglioramento genetico per le aziende che optavano per una produzione biologica da numerosi studi internazionali, hanno evidenziato la necessità di spostare il focus della selezione dalla quantità della produzione alla resistenza alle malattie, la longevità, la fertilità, la funzionalità e la robustezza, abbinate alla qualità delle produzioni. Tutti gli studi hanno sottolineato la necessità di definire indici di selezione specifici e diversi rispetto a quelli di selezione nazionale. Fa eccezione, però, uno studio svedese che, verificate le specifiche esigenze degli allevamenti biologici del Paese, ha confermato l’efficacia dell’Indice di Merito Totale dei Paesi Nordici nel raggiungere gli obiettivi richiesti dallo specifico contesto produttivo. 

Questo perchè dalla fine degli anni ’90, l’Indice di Merito Totale di tutti i Paesi Nordici ha dato un’importanza ai caratteri produttivi inferiore al 35%, a differenza degli altri stati che, per la Frisona, hanno dato alla sola proteina kg più del 50% di rilevanza. 

In Italia tutto questo si può ottenere scegliendo di allevare razze locali che già presentano le seguenti caratteristiche, ma anche continuando ad allevare razze cosmopolite come la Frisona o la Bruna, utilizzando però, strumenti di selezione che abbiano come obbiettivo più qualità e funzionalità rispetto agli indici di selezione ufficiali che determinano le classifiche dei tori e delle vacche come PFT e ITE. Indici cioè che diano ai caratteri produttivi un’importanza inferiore al 40%, e almeno il 50% di rilevanza a tutti gli aspetti funzionali che includono fra gli altri fertilità, longevità, facilità al parto, resistenza alle patologie. 

Per la Frisona Italiana, dall’agosto 2016, l’Indice Economico Salute (IES) è sia lo strumento che permette di fare scelte che indirizzano il miglioramento genetico in questa direzione che quello che consente di fare valutazioni di tipo economico sulla redditività delle bovine figlie dei diversi riproduttori.

La Tabella 1 mette a confronto la ripartizione fra caratteri produttivi, aspetti morfologici e funzionali dell’indice di selezione nazionale, PFT, e dello IES per la Frisona Italiana. È evidente come questo nuovo indice, che esprime le differenze attese fra le figlie dei tori in termini economici, sposti l’enfasi dalla produzione alla funzionalità. Sono inclusi caratteri come il BCS, indicatore indiretto di una maggiore efficienza alimentare e robustezza generale degli animali, e la facilità al parto delle figlie che non sono considerate nella formulazione del PFT. Fertilità, longevità e salute hanno un peso preponderante in questo nuovo indice ancora sottoutilizzato dai più. 

Oltre a scegliere i tori per IES anzichè per PFT, è importante utilizzare un piano di accoppiamento che permetta di minimizzare l’aumento di consanguineità ed evitare difetti genetici. Il programma che si offre di attuare questo servizio offerto dall’Associazione nazionale di Razza, oltre a permettere di fare scelte in base allo IES, consente anche di selezionare i tori meno imparentati con gli animali da fecondare e di garantire il controllo della consanguineità ed i caratteri recessivi in fase di accoppiamento fra il singolo toro e la singola vacca/manza della stalla. 

Tabella 1 – La composizione in percentuale dell’indice di selezione ufficiale (PFT) e dell’Indice Economico Salute (IES) per la Frisona Italiana. 

DOI 10.17432/RMT.2111-2401
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About the Author:

Genetista libero professionista, giornalista ed allevatrice molto conosciuta in Italia ed all'estero. Ha lavorato per 17 all'ANAFI.
Email: fabiolacanavesi@gmail.com

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