Resistenza agli antielmintici nei bovini: una revisione sistematica e una meta-analisi

//Resistenza agli antielmintici nei bovini: una revisione sistematica e una meta-analisi

Resistenza agli antielmintici nei bovini: una revisione sistematica e una meta-analisi

INTRODUZIONE

Le infezioni causate da nematodi gastro-intestinali (GIN) in allevamenti estensivi possono causare gravi problemi economici (Demeler et al., 2009). Questo fatto può essere attribuito all’indebolimento della salute dell’animale a causa della presenza di GIN, con conseguente diminuzione della produzione di carne e latte. Per controllare queste infezioni, sono stati utilizzati per quasi 40 anni farmaci antielmintici (Geurden et al., 2015). Le classi di antielmintici ad ampio spettro vanno dai benzimidazoli (BM), imidazotiazoli (IM)/tetraidropirimidine e lattoni macrociclici (ML), ma sono anche usati salicilanilidi, sostituti fenolici e gli organofosfati (Molento et al., 2004). Gli antielmintici ad ampio spettro sono più comunemente utilizzati nei ruminanti, perché essi sono in grado di eliminare un numero elevato di parassiti, oltre ad essere di facile somministrazione e sicuri per gli allevatori (Monteiro, 2011). Invece gli antielmintici a basso spettro (salicilanilidi, sostituti fenolici e organofosfati) sono meno utilizzati perché agiscono in vermi adulti e parzialmente negli stadi immaturi di Fasciola hepatica (Oliveira-Sequeira e Amarante, 2001). Alcuni sono attivi anche contro i nematodi ematofagi come Haemonchus spp (Taylor et al., 2010).

La resistenza agli antielmintici (AHR) in GIN (Stafford et al., 2010) può tuttavia insorgere a causa di fattori di rischio associati all’uso di antielmintici, come il sotto-dosaggio (Maciel et al., 1996), un uso eccessivo e l’utilizzo dello stesso composto chimico senza rotazione. Procedure di campionamento per la conta delle uova per grammo di feci (EPG) prima e dopo l’applicazione di un farmaco consentono di verificare se è presente AHR. Se la percentuale di riduzione degli EPG è inferiore al 95% e il livello di confidenza del 95% di EPG è inferiore al 90%, si sospetta AHR (Coles et al., 1992).

La presenza di AHR nei confronti degli antielmintici è un problema emergente in tutte le parti del mondo (Demeler et al., 2009), con alcune regioni che presentano percentuali di AHR particolarmente elevate. In Nuova Zelanda, il 90% delle aziende agricole avevano AHR nel 2005, ma elevate percentuali di AHR sono sempre più presenti anche in zone del Brasile, Argentina ed Europa (Sutherland e Leathwick, 2011).

Negli ultimi anni, diversi studi sono stati effettuati per studiare la AHR nei bovini. Mentre tutti questi studi possono fornire preziose informazioni isolate, essi descrivono a volte risultati contrastanti. Un modo per qualificare e quantificare tali risultati è attraverso una revisione sistematica (SR) e l’approccio delle meta-analisi (MA), che consente l’analisi e la sistematizzazione delle informazioni. Questo tipo di approccio combina i risultati di parecchi studi per fare una sintesi riproducibile dei loro dati (Moher et al., 2010), basata su metodi definiti che guidano i criteri di ricerca e di inclusione (Sargeant et al., 2006).

Lo scopo di questa SR-MA è stato quello di identificare, valutare e sintetizzare la letteratura principale che riguarda la AHR nei GIN negli animali da allevamento. La motivazione di questo studio è stata quella di generare informazioni per aiutare i produttori a prendere decisioni basate sulle evidenze e fornire suggerimenti per un uso sostenibile dei farmaci antielmintici.

ABSTRACT

È stata condotta una revisione sistematica e una meta-analisi per identificare, valutare e sintetizzare la letteratura principale che riporta l’efficacia dei farmaci antielmintici nei bovini. Sono state raccolte informazioni sui dati bibliografici, i farmaci antielmintici, gli animali, i metodi di riduzione, i giorni dopo l’applicazione, i generi di parassiti, il tipo di applicazione ed il dosaggio. Il database finale era composto da 70 articoli pubblicati tra il 1986 e il 2016 su un totale di 8.976 animali. La modalità di applicazione ha interferito con l’efficacia dei farmaci antielmintici nei bovini (P <0,05);  l’applicazione di farmaci per via orale era più frequente rispetto ai farmaci iniettabili e pour on. L’uso combinato di farmaci era più frequente rispetto a quello dei singoli lattoni macrociclici, compresa l’ivermectina (P <0,05), in questo modo l’uso combinato era più efficace del singolo uso dei farmaci per il controllo dei nematodi gastro-intestinali nei bovini (P <0,05). Sono stati valutati i generi di nematodi nell’abomaso (Ostertagia spp., Haemonchus spp.) e nell’intestino (Cooperia spp.). Il levamisolo aveva una maggiore efficacia per Cooperia spp. rispetto a Ostertagia spp. (P <0,05); l’ivermectina aveva una maggiore efficacia per Ostertagia spp. rispetto a Haemonchus spp. (P <0,05); la doramectina aveva una maggiore efficacia per Ostertagia spp. rispetto a Cooperia spp. (P <0,05). Il dosaggio in quantità maggiori e in base alle raccomandazioni del produttore era il più efficiente e la dose limite per specie differiva tra le classi di sostanze. Il test basato sul conteggio delle uova per grammo di feci, indicava una ridotta efficacia del farmaco nei giorni successivi al trattamento. Il forest plot non ha mostrato una differenza (P> 0,05) tra gli interventi (resistenza ed efficacia). I risultati di questa revisione sistematica e meta-analisi, suggeriscono che la resistenza antielminitica nei bovini è presente in diversi continenti. Pertanto, vi è la necessità di sostituire gli schemi basati sull’uso esclusivo di farmaci al fine di ridurre la pressione selettiva.

Parole chiave: efficacia, animali da allevamento, nematodi, antielmintici

 

ANTHELMINTIC RESISTANCE IN CATTLE: A SYSTEMATIC REVIEW AND META-ANALYSIS

Barbara Haline Buss Baiak, Cheila Roberta Lehnen, Raquel Abdallah da Rocha

Universidade Estadual de Ponta Grossa, Departamento de Zootecnia, Ponta Grossa, Brazil

Livestock Science 217 (2018) 127–135

doi.org/10.1016/j.livsci.2018.09.022

 

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