Rete Natura 2000: un report di approfondimento su limiti e opportunità degli strumenti normativi e di programmazione vigenti

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Rete Natura 2000: un report di approfondimento su limiti e opportunità degli strumenti normativi e di programmazione vigenti

Aspetti normativi, attuazione Misure di Conservazione e ruolo delle Politiche di Sviluppo Rurale – Primo Caso studio: Umbria

Le politiche UE volte alla tutela dell’ambiente e alla conservazione della biodiversità naturale, agricola e forestale individuano nella Rete ecologica Natura 2000 il loro principale strumento operativo, nel rispetto degli impegni internazionali sottoscritti a partire dalla Convenzione ONU sulla Diversità Biologica del 1992 a Rio de Janeiro (Convention on Biological Diversity – CBD) e sviluppatisi in ultimo negli obiettivi definiti dalla Strategia europea per la biodiversità (COM 244 del 2011).

La Rete ecologica Natura 2000, istituita ai sensi delle Direttiva 92/43/CEE “HABITAT”, individua circa 26.000 siti che insieme costituiscono un quinto del territorio dell’UE. È la rete più grande del mondo finalizzata alla protezione vitale per le specie e gli habitat europei più a rischio. Si prefigge di garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e seminaturali, delle specie di flora e fauna rare o minacciate a livello comunitario in relazione, anche, alle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché alle particolarità regionali e locali.

Questo approccio rappresenta un importante stimolo anche per lo sviluppo sostenibile di nuove attività produttive legate alla fruizione turistico ambientale dei territori in cui ricadono le aree e per la riorganizzazione in chiave “sostenibile” di quelle attività tradizionali come la selvicoltura, l’agricoltura, la pesca e l’allevamento. La gestione della Rete ecologica può quindi costruire un futuro a lungo termine anche per le popolazioni che vivono in queste zone e praticano tali attività.

In questo contesto, il patrimonio forestale e la sua gestione assumono per la Rete ecologica europea un ruolo strategico, in quanto possono rappresentare esempi virtuosi di convivenza tra gli interessi produttivi e le necessità di conservazione ambientale.

Le foreste della Rete ecologica Natura 2000 sono state ma continuano ad esserlo, coinvolte in ampi dibattiti tecnici e scientifici che coinvolgono tutte le parti interessate. Emerge infatti, sempre di più che per poter promuovere l’integrazione degli obiettivi di conservazione e sviluppo, l’informazione, la comprensione e la cooperazione reciproca tra tutte le parti deve essere la prima priorità della Rete e dei siti Natura 2000 al fine di poterli anche trasformare in autorevoli laboratori ed esempi di sostenibilità.

Tutto ciò anche in funzione del fatto che aree che compongono la Rete ecologica Natura 2000 non sono riserve rigidamente protette dove le attività umane sono escluse, bensì con la Direttiva Habitat si è voluto garantire la protezione della natura in relazione anche “delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali” (Art. 2). I proprietari e gestori, agricoli e forestali, di superfici ricadenti nei siti, possono quindi diventare i principali custodi per la tutela, attraverso una gestione sostenibile sia dal punto di vista ecologico che economico.

La Direttiva riconosce infatti, il valore di tutte quelle aree nelle quali la secolare presenza dell’uomo e delle sue attività tradizionali ha permesso il mantenimento di un equilibrio tra attività antropiche e natura. In particolare, per le aree forestali a cui sono legate numerose specie animali e vegetali rare o minacciate, la valorizzazione delle attività tradizionali non può prescindere dall’attuazione di criteri di gestione sostenibile e pratiche selvicolturali in grado di conservare gli equilibri ecologici degli habitat, degli ecotoni nelle aree a pascolo o agricole, la diversità e il mosaico paesaggistico, tutelando anche le dinamiche evolutive di questi ecosistemi.

La necessità di coordinare le disposizioni di Natura 2000 nel contesto di altre politiche e iniziative UE, coinvolgendo attivamente i proprietari e i gestori di foreste presenti nei siti di Natura 2000 rappresenta un percorso obbligato per garantire un efficace raggiungimento delle sue finalità.

La PAC, insieme allo Sviluppo Rurale, attuale e dei prossimi anni hanno e potranno avere un ruolo centrale per il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Strategia europea e nazionale sulla biodiversità. Inoltre, l’integrazione tra Strategia nazionale sulla biodiversità e Sviluppo rurale, nel quadro della nuova Strategia comunitaria verso il 2020, potrà garantire una efficace attuazione del Piano strategico dello sviluppo rurale e dei Programmi regionali di sviluppo rurale proprio per la gestione sostenibile delle aree protette e delle aree agricole e forestali Natura 2000.

Al fine di migliorare la conoscenza sul tema e valutare i limiti e le opportunità degli strumenti normativi e di programmazione vigenti, si propone questo primo Report di approfondimento, realizzato nell’ambito delle attività previste dalla Scheda foreste (n. 22.1) del Programma Rete Rurale Nazionale 2014 –2020. Per questo primo Report è stato analizzato il caso della Regione Umbria, da estendere poi ad altre regioni del centro sud appenninico (Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria)/d’Italia.

Il presente studio è quindi, finalizzato ad analizzare la coerenza tra gli indirizzi di conservazione e gli strumenti operativi previsti e utilizzabili per la tutela e conservazione dei siti forestali della Rete ecologica Natura 2000. In particolare, lo studio ha analizzato gli interventi previsti dagli strumenti di programmazione regionali, l‘esame e il confronto della normativa vigente e le misure di conservazione dei Piani di gestione dei siti. Il lavoro ha individuato ed analizzato le “buone pratiche” di attuazione degli interventi di gestione e conservazione dei siti forestali nell’ambito di Natura 2000. Inoltre, con il presente studio è stata realizzata un’analisi sull’integrazione degli obiettivi previsti dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” con gli obiettivi di pianificazione e gestione forestale applicati in ambito regionale.

Clicca qui per scaricare il documento!

 

Fonte: Rete Rurale Nazionale

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Di |2019-05-09T17:23:32+02:009 Maggio 2019|Categorie: News|Tags: , , , , |

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