Review: Anestro stagionale nella Bufala – Parte II

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Review: Anestro stagionale nella Bufala – Parte II

Nella specie bovina l’anestro è considerato una condizione dovuta a carenza nutrizionale. Nel bufalo si ritiene che lo status nutrizionale giochi un ruolo nella determinazione dell’anestro, ma che non sia comunque il solo. In uno studio condotto in Egitto, quasi il 36.5% delle bufale non gravide mostravano inattività ovarica con sospetto di deficienze nutrizionali. La maggior parte dei bufali allevati risente della scarsa disponibilità di nutrienti, ed in particolare di proteine, nella stagione estiva in quanto i foraggi nelle aree tropicali tendono alla lignificazione. Le alte temperature, poi, inducono un calo di ingestione. Tutto ciò determina perdita di condizione corporea. La bufala mediterranea, nonostante la disponibilità di alimenti di buona qualità durante il corso di tutto l’anno, mostra comunque un pattern riproduttivo stagionale e ciò depone per il ruolo concomitante di altri fattori nella determinazione dell’anestro. Nella specie bovina la diminuzione delle concentrazioni di insulina e di IGF-I determina alterazioni della sensibilità ovarica e dei meccanismi di rilascio e di controllo a feedback relativi agli ormoni LH ed estrogeni; nel bufalo studi similari sono mancanti. Dal punto di vista biochimico, vi sono alterazioni del profilo che nel bufalo sono state associate al periodo di anestro stagionale. Le concentrazioni circolanti di colesterolo sono inferiori negli animali in anestro rispetto ai controlli: manze (45.3 mg/dl vs 84.9 mg/dl), asciutte (68.8 mg/dl vs 94.3 mg/dl) e bufale in lattazione (99.8 mg/dl vs 126.6 mg/dl). In diversi studi anche la glicemia differiva significativamente nelle due tipologie di animali, con valori superiori nelle bufale cicliche. Sebbene la descrizione dei fattori nutrizionali coinvolti nella determinazione dell’anestro stagionale sia oltre gli obiettivi di questa review, è comunque noto che i livelli di ferro e rame sono utilizzabili per stimare l’attività di FSH, LH ed estrogeni e che le loro concentrazioni sono in genere inferiori nelle bufale in anestro. Altri studi relativi ai livelli di fosforo, zinco e cobalto hanno restituito risultati contrastanti.

E’ noto che nella specie bufalina le manifestazioni estrali sono poco evidenti, ancor meno durante la stagione estiva. Nella maggior parte delle bufale nei periodi caldi si ha estro silente. Infine, il calore si manifesta soprattutto nelle ore notturne o nel primo mattino, per cui molti periodi estrali sfuggono alla ricerca dell’allevatore. L’incremento del tempo di osservazione della mandria durante il giorno, quindi, non è considerato come una strategia adatta nella specie bufalina per incrementare la fertilità della mandria. Studi ultrasonografici sulle strutture presenti a livello ovarico durante l’anestro stagionale hanno dimostrato che le bufale possono entrare o in una fase di anestro vero, con ovaie caratterizzate da superficie liscia e assenza di ondate follicolare in accrescimento, oppure in una condizione in cui gli estri sono silenti. Sono stati rinvenuti, infatti, corpi lutei indicativi di avvenuta ovulazione. Durante il periodo anestrale le ovaie della bufala presentano una minore riserva oocitaria (circa 2.4 follicoli in media per ogni ondata di reclutamento, contro una media di 6.1 – 12.6 durante gli altri periodo dell’anno). Si ipotizza che le bufale che entrano in anestro nella stagione calda siano geneticamente più suscettibili allo stress termico e che questo influisca negativamente sul numero di follicoli sensibili alle gonadotropine. La ricerca potrebbe volgere la propria attenzione sulla possibile esistenza di uno o più geni responsabili della resistenza allo stress da caldo e sulla selezione genetica. Negli animali che rimangono ciclici, la qualità dei follicoli e degli ovociti è comunque inferiore rispetto ai controlli nella stagione invernale: in uno studio il 90% dei follicoli aspirati, infatti, era di qualità sufficiente-scarsa, mentre solo il 10% era di buona qualità.

Dal punto di vista delle strategie gestionali, è stato riportato un aumento del conception rate in mandrie bufaline alle quali nella stagione estiva erano forniti ripari dall’irradiazione solare, doccette e piscine, come anche nelle mandrie che avevano adottato una strategia di pascolamento notturno, con temperature inferiori e riduzione del carico termico (irraggiamento e digestione) degli animali.

Sono stati impiegati con più o meno successo anche dei protocolli farmacologici ormonali nel tentativo di ovviare alla problematica dell’anestro stagionale.

I trattamenti a base di progesterone (PRID, CIDR, CRESTAR, progesterone per via parenterale), da soli o in combinazione con gonadotropine, si sono dimostrati efficaci nello stimolare l’attività ovarica nella stagione calda. Il PRID in associazione a PMSG ha esitato in un pregnancy rate del 65.3% contro il 54.5% del solo PRID. L’intervallo tra la rimozione dell’impianto PRID ed il picco di LH è circa 61.0 ± 12.05 ore (contro 46.9 ± 21.53 ore nei controlli invernali), così che una doppia inseminazione sia generalmente raccomandata per incrementare il conception rate. Un’alternativa è costituita dall’inseminazione a tempo programmato mediate impiego di prostaglandina PFG2α o analoghi. Il GnRH può essere somministrato in associazione ai protocolli precedentemente menzionati per ridurre la variazione dei tempi di picco dell’LH e migliorare la sincronizzazione delle ovulazioni. La somministrazione di gonadotropine per stimolare la ripresa dell’attività ciclica si è dimostrata fallimentare, probabilmente a causa della breve emivita e della variabilità della sensibilità delle coorti follicolari alle gonadotropine. L’insulina sembra incrementare la responsività delle coorti di follicoli alle gonadotropine, sebbene gli studi siano disponibili soprattutto nella specie bovina. Risultati deludenti anche per le somministrazioni di clomifene citrato, da solo o in associazione con i progestinici. Gli impianti di melatonina e bromocriptina, per alterare il controllo dell’asse riproduttivo esercitato dal fotoperiodo, così come l’integrazione della dieta con antiossidanti (selenio, vitamina E, zinco-melatonina) sono ancora allo studio e rappresentano, per ora, trattamenti di tipo sperimentale.

 

Review. Summer anoestrus in Buffalo

Das G.K. and Khan F.A.

Reprod Dom Anim 45, e483 – e494 (2010)

DOI: 10.111/j.1439-0531.2010.01598.x

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Di |2016-11-28T11:52:48+02:0028 Novembre 2016|Categorie: Dal mondo della ricerca|Tags: , |

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Dottorato di Ricerca “Sanità e scienze sperimentali veterinarie” – Università di Perugia Email: martina.crociati@studenti.unipg.it

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