Review: effetto dello stress da caldo sul benessere delle bovine da latte – Parte III

//Review: effetto dello stress da caldo sul benessere delle bovine da latte – Parte III

Review: effetto dello stress da caldo sul benessere delle bovine da latte – Parte III

I mammiferi disperdono acqua attraverso quattro vie principali: evaporazione cutanea e polmonare, feci ed urine. Alcune specie come i cammelli (Camelus dromedarius) ed alcune razze di capre adattate alla vita nel deserto (Capra hircus) possono sopravvivere a perdite di acqua che raggiungono il 40% del peso corporeo. I bovini, invece, manifestano segni di grave disidratazione quando le perdite si attestano attorno al 12%.  

L’accesso all’acqua rappresenta quindi un requisito fondamentale per le bovine allevate in condizione di stress termico e fornire bevanda fresca (10°C) contribuisce notevolmente a controllare la temperatura corporea e la frequenza respiratoria. L’ipertermia che si realizza in corso di estremo stress da caldo può alterare lo stato mentale dell’animale ed inibire ulteriormente il centro della sete; negli asini è stato dimostrato che lo stress termico modifica la percezione spaziale dell’animale e la coordinazione dei movimenti mentre nell’uomo lo stress termico induce la sensazione di fatica muscolare. Altro segno clinico di disidratazione negli animali è la persistenza dalla plica cutanea;  è stato dimostrato che il 37% degli asini ed il 50% dei cavalli sottoposti a lavoro muscolare mostrano il segno della plica cutanea in corso di lieve disidratazione, ma solamente il 4% di questi mostra anche comportamenti riconducibili a stress termico (aumento della frequenza respiratoria, narici dilatate, apatia). Questi risultati suggeriscono che alcuni dei segni clinici comunemente utilizzati per individuare stress da caldo negli animali potrebbero non essere rappresentativi del loro stato fisiologico (disidratazione) e mentale (senso della sete). Infine bisogna ricordare che i bovini hanno minori possibilità di disperdere calore tramute sudorazione, a differenza degli equini.  

Le bovine in condizioni ambientali di stress termico aumentano la quota di tempo spesa in stazione quadrupedale, riducendo le ore di riposo ed il movimento anche del 30%. Ciò per esporre una maggiore percentuale di superficie corporea all’aria in movimento e quindi disperdere calore.  Periodi estesi di mantenimento della stazione sono associati a maggiore rischio di sviluppare laminite, a sua volta condizione dolorosa per l’animale.  

Fornire alle bovine delle zone di ombra come parte della strategia di gestione dello stress termico incrementa dal 19 al 24% il numero di animali in ruminazione, così come la produzione lattea. Si ipotizza che le bovine da latte sottoposte a stress termico provino frustrazione, fatto dovuto alla necessità di scegliere tra coricarsi per riposare e mantenere la stazione quadrupedale per termoregolarsi; sono stati osservati in questo caso segnali di frustrazione come battere un piede a terra, cambiare frequentemente appiombo e colpire oggetti o altri simili con la testa. Le ricerche future dovrebbero approfondire le nostre conoscenze circa l’etologia delle bovine ed in particolare quali segnali di frustrazione mostra l’animale in corso di stress termico: ciò permetterebbe di individuare precocemente le bovine a rischio. In altre specie così come nell’uomo è stato infine osservato che le alte temperature incrementano l’aggressività; è probabile che lo stesso accada anche nella specie bovina, soprattutto se gli animali devono competere per l’accesso alle zone di ombra.  

 

 

 

Invited review: effects of heat stress on dairy cattle welfare 

Polsky L and von Keyserlingk AG. 

J.Dairy Sci. 100:8645-8657

doi.org/10.3168/jds.2017-12651

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About the Author:

Dottorato di Ricerca “Sanità e scienze sperimentali veterinarie” – Università di Perugia Email: martina.crociati@studenti.unipg.it

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