Ri-orientamento del comportamento materno nelle bovine da latte – Parte I

//Ri-orientamento del comportamento materno nelle bovine da latte – Parte I

Ri-orientamento del comportamento materno nelle bovine da latte – Parte I

Il comportamento materno è definito come un insieme di atteggiamenti messi in atto dalla madre nei confronti della prole (es: il grooming) o l’ambiente (es: costruzione di un nido) associati all’aumento di probabilità di sopravvivenza dei piccoli. L’attivazione di questi pattern comportamentali è permesso dalla coordinazione di eventi ormonali, neurologici e neuroendocrini; l’ossitocina gioca un ruolo fondamentale come segnale di tipo neuroendocrino.

Nei bovini allevati in maniera estensiva (es: al pascolo o in ambiente aperto boschivo) il comportamento materno si manifesta ore prima del parto, quando la bovina gravida si isola alla ricerca di un luogo adatto. Si presuppone che la preferenza per un luogo isolato sia utile per ridurre la possibilità di predazione del vitello, ma anche per favorire l’instaurarsi del legame materno-filiale senza interferenze da parte degli altri membri della mandria. Dopo il parto la bovina spenderà una grande quantità di tempo per leccare il vitello al fine di asciugarne il mantello (dispersione di calore), stimolare l’attività motoria del neonato ed infine rafforzare il legame tra i due.

Quando indirizzato verso altri esemplari adulti, il grooming tra bovini è in grado di diminuire la frequenza cardiaca del ricevente; è stato dimostrato inoltre che il grooming tra adulti è orientato più frequentemente verso bovine affette da zoppia rispetto a quelle sane. Probabilmente questo comportamento è in grado di alleviare alcune forme di discomfort. Infine, la simulazione del grooming tramite l’impiego di spazzole su vitelli come su bovini adulti è in grado di riprodurne, seppur parzialmente, gli effetti. Alcuni test di preferenza hanno permesso di dimostrare che sia i vitelli sia le bovine adulte sceglievano di entrare in box dove era presente un operatore adibito a spazzolare gli animali, piuttosto che in un box vuoto, manifestando segni di emozioni positive.

Nella maggior parte delle aziende da latte, la produzione è mantenuta in assenza della prole; la mancanza di stimoli tattili e visivi potrebbe causare un ri-orientamento dei comportamenti materni verso altri circuiti di ricompensa. Ad esempio, dopo la separazione dal proprio vitello, la madre potrebbe indirizzare il proprio bisogno di contatto verso il vitello di un’altra bovina oppure verso oggetti inanimati.

Normalmente, l’utilizzo delle spazzole non è considerato prioritario per l’animale, ossia non apporta vantaggi in termini di sopravvivenza a breve termine. Di conseguenza, in caso di bilancio energetico negativo, come ad esempio si verifica già tre settimane prima del parto e per il restante periodo di transizione, questa attività “di lusso” dovrebbe essere sospesa o quanto meno ridotta, per dedicare più tempo a comportamenti come l’alimentazione ed il riposo.  Anche la distanza delle spazzole rispetto alla mangiatoia dovrebbe influenzarne l’utilizzo, con gli animali in bilancio energetico negativo che dovrebbero preferire le spazzole vicine alla mangiatoia in quanto l’energia necessaria per raggiungerle risulterebbe inferiore. Al contrario, quando le bovine entrano nelle fasi tardive della lattazione ed hanno recuperato il bilancio energetico, l’impiego delle spazzole dovrebbe aumentare.  Sostenendo invece l’ipotesi opposta, secondo la quale gli animali in periparto incrementerebbero il tempo dedicato ai comportamenti materni, la sottrazione del vitello entro le 24 ore dalla nascita dovrebbe causare un ri-orientamento delle attenzioni e del bisogno di contatto fisico verso oggetti inanimati quali appunto le spazzole. In più, siccome molti dei comportamenti materni diretti verso il vitello (es: il leccamento) sono poi seguiti dalla poppata e dalla produzione di ossitocina (rilascio del latte e rafforzamento del legame materno-filiale), si ipotizza anche una correlazione tra l’utilizzo delle spazzole ed il rilascio di latte. In altre parole l’utilizzo delle spazzole dovrebbe essere maggiore all’uscita dalla sala di mungitura o nelle ore immediatamente successive.

In questo studio è stato esaminato il tempo di utilizzo delle spazzole nelle bovine presenti in azienda, in relazione al momento della mungitura ed ai giorni di lattazione.

 

 

Re-direction of maternal behaviour in dairy cows

Mandel R. et al.

Applied animal behavior science 195 (2017) 24-31

dx.doi.org/10.1016/j.applanim.2017.06.001

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Dottorato di Ricerca “Sanità e scienze sperimentali veterinarie” – Università di Perugia Email: martina.crociati@studenti.unipg.it

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