Nella nostra continua ricerca su come migliorare il rapporto tra allevamenti, prodotti di origine animale e opinione pubblica siamo incappati nel libro di Marco Baldocchi intitolato “Neurofood“, che abbiamo letteralmente divorato attratti dal titolo e dal sottotitolo: il neuromarketing applicato al mondo dell’enogastronomia.

E’ innegabile che in questi anni abbiamo commesso gravi errori di comunicazione nel raccontare alla gente l’allevare gli animali, per cui riteniamo sia urgente porvi rimedio. Nel cercare informazioni sull’autore, Google ci ha restituito una sua intervista a Wine Meridian del 26 aprile 2023 intitolata molto provocatoriamente “Il made in Italy è morto”. Per rincarare la dose Baldocchi introduce la definizione di “sazietà semantica”, ossia un rifiuto di attenzione verso parole concetti ripetuti ossessivamente.

Parole o frasi come “made in Italy“, “benessere animale” e “sostenibilità sociale, economica e ambientale” ricorrono nei discorsi ormai come un mantra e riempiono la comunicazione di ogni prodotto, ma dai dati non sembra che ciò convinca pienamente i consumatori.

Anche noi di Ruminantia abbiamo il sospetto che questo abusarne li stia svuotando di significato, come di fatto è avvenuto nel passato con parole come ecologia, per non parlare del fenomeno gravissimo del greenwashing che è una vera e propria truffa.

Marco Baldocchi è un italiano innamorato del suo paese ma che, come molti, per esprimere il suo talento nel marketing si è dovuto trasferire negli USA, dove esercita maggiormente la sua professione e dove insegna anche all’Università.

Non potevamo non dare a voi lettori la possibilità di conoscere questo professionista che dice di avere due grandi passioni: il cervello e il marketing.

 

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