Bellanova: No alla proposta di taglio dei fondi Pac 2021 

L’Italia è contraria alla proposta di taglio dei fondi sulla PAC 2021. Lo ribadiremo al prossimo Consiglio dei ministri europei, perché non si deve danneggiare il settore agricolo. Insieme ai parlamentari europei, a partire da Paolo de Castro, porteremo avanti un lavoro serio a difesa degli interessi degli agricoltori“.

Bellanova: no tagli ai fondi per l’agricoltura europea

I fondi per l’agricoltura europea non devono essere tagliati. È una premessa indispensabile, perché non deve essere il settore agricolo a pagare la Brexit. Già abbiamo avuto danni per 1 miliardo di euro dall’embargo russo e stiamo fronteggiando ora la questione dei dazi di Trump“. Così la Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova intervenendo stamane alla Tavolo Rotonda “Agricoltura digitale 4.0: sicurezza, sostenibilità e casi virtuosi“.
Nella riforma“, ha sottolineato Bellanova, “ci vuole più coraggio, per avvicinare l’Europa alle legittime aspettative degli agricoltori. Sul tema della convergenza esterna daremo battaglia, così come faremo a tutela della zootecnia e dell’agricoltura mediterranea. E serve più visione anche sulla questione innovazione. Se verrà confermato l’attuale impianto di proposta di riforma ci dovremo confrontare con la scrittura del Piano strategico nazionale. Dovrà essere un’opportunità da non perdere“.

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Paolo De Castro: no a meno 370 milioni a PAC Italia come propone Commissione UE dal 2021

No al taglio di 370 milioni di euro l’anno di fondi europei all’agricoltura italiana a partire dal 2021, come proposto dalla Commissione Ue in base alle bozze di regolamenti transitori messi oggi sul tavolo di Parlamento e Consiglio per traghettare la Pac oltre il 2020”. Lo ribadisce oggi a Bruxelles Paolo De Castro, coordinatore S&D della commissione Agricoltura del Parlamento europeo.
Ora che l’ammontare dei possibili tagli alla Pac e all’Italia è stato definito – sottolinea l’eurodeputato Pd – ricordo che il Parlamento europeo ha fin dall’inizio chiesto ai capi di Stato e di Governo di aprire i cordoni della borsa per garantire al bilancio comunitario l’1,3% del Pil dell’Europa, e non l’1,1% attualmente in discussione, e assolutamente insufficiente per affrontare le sfide che ci attendono”.

Per questo – prosegue De Castro – continueremo a batterci come Eurocamera affinché non ricada sugli agricoltori italiani e comunitari la miopia dei Governi europei. Ricordo – conclude il coordinatore S&D – che i nostri agricoltori sono da sempre in prima linea nella lotta al cambiamento climatico, e ambasciatori nel mondo del Made in Italy agroalimentare, settore portante della nostra economia”.

Fonte: www.paolodecastro.it

Coldiretti: Ue, no a tagli per 370 mln all’agricoltura italiana

E’ inaccettabile un taglio di 370 milioni di euro all’agricoltura italiana che è diventata la piu’ green d’Europa con primati nella qualità e nella sicurezza alimentare. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla riduzione del budget per la Politica agricola comune (Pac) dal 2020 al 2021, prevista dalla proposta di regolamento transitorio adottato dalla Commissione europea. Per l’Italia vengono stanziati 3,56 miliardi in pagamenti diretti e 1,27 per lo sviluppo rurale (Psr), rispettivamente 140 milioni (-3,9%) e 230 milioni in meno (-15,6%) rispetto al massimale 2020, per una riduzione totale di 370 milioni di euro, prevista nel 2021 con il passaggio dal nuovo al vecchio Quadro Finanziario Pluriannuale (Qfp).

E’ necessario garantire all’agricoltura le risorse necessarie per continuare a rappresentare un motore di sviluppo sostenibile per l’Italia e l’Europa” ha affermato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che indebolire l’agricoltura che è l’unico settore realmente integrato dell’Unione significa minare le fondamenta della stessa Ue in un momento particolarmente critico per il suo futuro.

È necessario pertanto sempre maggiore rigore – precisa Prandini – nelle prossime tappe del difficile negoziato tra i Capi di Stato e di Governo per salvaguardare le risorse finanziare ma anche per realizzare una riforma della Politica Agricola Comune (Pac) che “riequilibri” la spesa facendo in modo di recuperare con forza anche il suo antico ruolo di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola per salvaguardare un settore strategico per la sicurezza e la sovranità alimentare in un momento in cui il cibo è tornato strategico nelle relazioni internazionali dagli accordi di libero scambio all’embargo fino ai dazi. Un appuntamento chiave per l’Italia che – conclude la Coldiretti – può contare su 750mila aziende impegnate su 12,8 milioni di ettari di terreno coltivato.

Con l’adozione dei regolamenti transitori la Commissione europea riconosce che, per il prolungarsi dello stallo sui negoziati paralleli sulla riforma e sul bilancio Ue 2021-2027, non ci sono i tempi per avviare la nuova Pac nel 2021 come previsto. Propone quindi una serie di aggiustamenti necessari a estendere l’attuale quadro legislativo e posticipare l’applicazione delle nuove regole di un anno, affinché la nuova Pac possa entrare in vigore il 1 gennaio 2022.

Fonte: Coldiretti

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