Un viaggio virtuale nelle stalle da latte israeliane

//Un viaggio virtuale nelle stalle da latte israeliane

Un viaggio virtuale nelle stalle da latte israeliane

Per crescere è necessario confrontarsi ed è sempre meglio farlo con chi si ritiene, a torto o a ragione, migliore. Informarsi e confrontarsi sono gli anticorpi contro i pregiudizi e i falsi miti.

Il 28 Gennaio 2019 abbiamo pubblicato un articolo dal titolo “Il Canada è un paese con il quale confrontarsi” dove, tramite i dati pubblicati dal National Dairy Study dell’Università di Guelph, abbiamo riportato cosa succede realmente negli allevamenti di bovine da latte di questo affascinante paese (tra l’altro pieno di italiani).

Grazie alle informazioni che ci sono state gentilmente fornite dal Dott. Binyamin Sharir di Hachaklait e dal Dott. Ezra Efraim dell’Israel Cattle Breeders Association, e alla sempre preziosa assistenza di Martina Crociati, abbiamo potuto “navigare” tra i dati produttivi , riproduttivi e sanitari israeliani.

Israele è uno stato giovane (1949) situato in Medio-Oriente con un’estensione di circa 20.000 km2 e che conta 8.000.000 di abitanti. Il clima israeliano è tipicamente mediterraneo, con estati dal clima secco e caldo e inverni miti e piovosi, almeno nelle zone costiere. Simile per estensione e clima a questo paese, in Italia, è la Puglia (19.541 km2), che conta però la metà degli abitanti (~ 4.000.000).

Per molti di noi la gestione della professione veterinaria e degli allevamenti in Israele è un punto di riferimento, ben sapendo che in un paese come il nostro che ha il culto della creatività e dell’individualismo è un modello inapplicabile. Pur tuttavia confrontarsi con loro può essere un momento di crescita fondamentale.

In Israele vengono allevate principalmente bovine di razza frisona israeliana, selezionate con l’indice PD ora arrivato alla versione 16:

PD16 = 8.48 (kg di grasso) + 21.2 (kg di proteina) — 300 (SCS ) + 26 (fertilità delle femmine %) + 0.6 (giorni di vita in stalla dopo il primo parto) + 10 (Persistenza %) — 3 (Distocia %) — 6 (Mortalità dei vitelli %).

I dati produttivi

In Israele nel 2017 sono state chiuse n° 103.528 lattazioni, con una media pro-capite di 12460 kg (305 gg) al 3.76% di grasso (kg 468) e al 3.23% di proteine (kg 403). Nella Tabella 1 è possibile osservare il trend produttivo in Israele.

Tabella 1 – Trend produttivo in Israele.

La durata media del periodo d’asciutta in Israele nel 2017 è stata di 58 gg.

I dati riproduttivi

La gestione della fertilità in Israele è molto attenta e l’assistenza veterinaria è garantita principalmente da Hachaklait (Mutual Society for Cattle Insurance & Veterinary Services Ltd).

Riproduzione delle manze

Nella Tabella 2 è possibile osservare il dettaglio delle performance riproduttive ottenute nel 2017 sulle manze. Nella tabella sono riportati molti dettagli ma i dati salienti sono che la prima fecondazione avviene mediamente a 15.5 mesi e che l’età al primo parto è mediamente di 24 mesi. Le fecondazioni su cicli estrali indotti per via ormonale sono il 10.9% ed il resto avviene su calori naturali.

Tabella 2 – Performance riproduttive ottenute nel 2017 sulle manze.

Riproduzione delle bovine in lattazione

Nella Tabella 3 vengono riportati i dati di fertilità delle bovine di primo parto.

Tabella 3 – Dati di fertilità delle bovine di primo parto

Nella Tabella 4 sono invece indicate le performance riproduttive di tutte le bovine.

Tabella 4 – Performance riproduttive della totalità delle bovine.

Le informazioni sui parti

Conclusioni

Dai dati riportati sulle prestazioni degli allevamenti di bovine da latte israeliani si evidenzia chiaramente che, a fronte di una produzione molto elevata, la fertilità e la longevità hanno un buon andamento. La maggior parte delle fecondazioni avviene su calori naturali (84.4%) e l’intervallo parto-concepimento nel 2017 è stato di 127 giorni, con una produzione media di 124.6 q.li.

Anche la nutrizione delle bovine non ha particolari segreti, avendo come mission principale quella di essere il meno costosa possibile.

Quello che può rappresentare la vera ragione del loro successo è l’aver garantito alle bovine un livello elevatissimo di comfort (compost barn), l’attenta prevenzione dello stress da caldo, un’alta dotazione di sensori in allevamento e il culto dei dati.

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Di |2019-03-05T12:11:39+02:005 Marzo 2019|Categorie: News|Tags: , , , , |

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