Maria Massey a,*, Aron O’Cass b, Petr Otahal c 
a ARC Training Centre for Innovative Horticultural Products, School of Land and Food, Tasmanian School of Business and Economics, University of Tasmania, Australia 
b Department of Marketing, Macquarie University, ARC Training Centre for Innovative Horticultural Products, University of Tasmania, Australia 
c Menzies Institute for Medical Research, University of Tasmania, Australia 
* Autore corrispondente 
E-mail: maria.massey@utas.edu.au (M. Massey), aron.ocass@mq.edu.au (A. O’Cass), petr.otahal@utas.edu.au  (P. Otahal). 
Informazioni sull’articolo: 
Ricevuto il 28 Settembre 2017 
Ricevuto in revisione dal 13 Febbraio 2018 
Accettato il 23 Febbraio 2018 
Disponibile online dal 1 Marzo 2018 

 

Abstract

Introduzione

Contesto di base

Metodi

Risultati

Discussione e conclusioni

Ringraziamenti

Appendice A. dati supplementari

Bibliografia

 

Parole chiave: Alimenti biologici, comportamento d’acquisto, intenzione d’acquisto, meta analisi 

 

Abstract

Negli ultimi due decenni l’interesse per il consumo di alimenti biologici è aumentato costantemente. Tuttavia, nonostante esista un considerevole numero di ricerche che affrontano una serie di tematiche relative al consumo di alimenti biologici, nessuna di queste esamina sistematicamente quali siano i fattori in grado di spiegare le percezioni e gli acquisti del biologico da parte dei consumatori. Attraverso una meta-analisi andremo ad esaminare i fattori che si trovano alla base dell’acquisto di alimenti biologici, utilizzando un campione di 124.353 consumatori segnalati in 150 manoscritti pubblicati in un periodo di tempo che va dal 1991 al 2016. I risultati dimostrano che gli attributi “credence” (sulla fiducia) riferiti al cibo biologico acquistano un valore maggiore rispetto agli attributi “search” (sulla ricerca) ed “experience” (sull’esperienza). Ciò dimostra come il mercato sia influenzato dai benefici percepiti del cibo biologico rispetto a quelli degli alimenti prodotti in maniera convenzionale. Questi risultati non sminuiscono l’importanza degli attributi “search” ed “experience”, ma suggeriscono il ruolo preminente degli attributi “credence” durante l’acquisto di alimenti biologici da parte dei consumatori. Dal punto di vista dei produttori e dei venditori di biologico, la comprensione delle percezioni dei consumatori, stabilite mediante gli attributi “search”, “experience” e “credence”, potrebbe favorire la proposta di vendita e la differenziazione del prodotto sul mercato.

Introduzione

Negli ultimi due decenni il consumo di alimenti biologici è aumentato in tutto il mondo (Dangour et al., 2010, Mascitelli, Lobo, Phan, Bez, e Low, 2014). A differenza della maggior parte delle industrie alimentari tradizionali, che sono diminuite durante l’ultima crisi finanziaria globale, la domanda di alimenti biologici è aumentata costantemente e ha continuato a farlo nel tempo (Mascitelli et al., 2014). Si prevede che il settore raggiungerà un tasso di crescita annuale del 16% entro il 2020 (TechSci Research, 2015). Dall’essere un mercato di nicchia in alcuni paesi sviluppati, l’industria del biologico è cresciuta fino a raggiungere, nel 2015, gli 81.6 miliardi di dollari nel mercato globale (Willer & Lernoud, 2017). La crescita di questo settore può essere spiegata da una diversificazione del prodotto basata su caratteristiche intangibili (Anacleto e Paladini, 2014, Pearson, Henryks e Jones, 2011). Alcuni consumatori sono molto propensi nei confronti del cibo biologico, poiché ritengono che sia più sano e meno dannoso per l’ambiente rispetto al cibo convenzionale (coltivato con metodiche moderne) e che possieda qualità sensoriali, come il gusto e l’aspetto, migliori (Aschemann-Witzel & Grunert, 2015; Grunert & Juhl, 1995; Hjelmar, 2011; Kriwy & Mecking, 2012; Magnusson, Arvola, Hursti, Åberg e Sjödén, 2003; Mostafa, 2007). Mentre gli studi ci indicano come i consumatori possiedano opinioni positive sugli alimenti biologici in termini di salute, aspetto nutrizionale e gusto, al contempo, la ricerca medica non supporta le affermazioni relative alla salute e ai benefici nutrizionali (Barański et al., 2014; Dangour et al., 2010; Hutchins & Greenhalgh, 1995; Magkos, Arvaniti, & Zampelas, 2006; Smith-Spangler et al., 2012). Inoltre, gli assaggi al buio non forniscono alcun supporto circa le presunte qualità sensoriali del cibo biologico (Bourn & Prescott, 2002; Ellison, Duff, Wang, & White, 2016; Fillion & Arazi, 2002). In aggiunta, la ricerca sottolinea che, da un punto di vista ecologico, l’agricoltura biologica non è necessariamente né migliore né è in grado di preservare maggiormente l’ambiente rispetto alle tecniche convenzionali (Seufert, Ramankutty, e Foley, 2012; Trewavas, 2001). Sebbene esistano poche prove a supporto delle molte delle affermazioni sugli alimenti biologici, ancora un buon numero di consumatori crede nei suoi benefici. La ricerca indica che i consumatori preferiscono il cibo biologico quando sono in grado di percepire delle differenze più marcate tra alimenti biologici e convenzionali. Ciò è particolarmente vero quando si combinano le caratteristiche oggettive e soggettive di un prodotto (Chryssochoidis, 2000). La differenza viene valutata in base ad aspetti caratterizzate da attributi come “search”, “experience” e “credence” (Gracia & de Magistris, 2008). Le caratteristiche “search” ed “experience” sono aspetti che i consumatori riescono a verificare in un prodotto, rispettivamente prima e dopo il consumo, mentre quelle “credence” sono aspetti che i consumatori non possono valutare nemmeno dopo l’acquisto o il consumo di un determinato prodotto (Caswell, 1998; Darby & Karni, 1973; Nelson, 1970). Gli attributi “credence” sono stati definiti da Darby e Karni (1973, pp. 68-69) come “quelli che, sebbene ne valga la pena, non possono essere valutati durante normale il utilizzo”. Gli attributi “credence”, “search” ed “experience”, sono ritenuti importanti per riuscire a spiegare la domanda di alimenti biologici (Fernqvist & Ekelund, 2014; Gracia & de Magistris, 2008; Lee & Hwang, 2016). Sulla base di ricerche precedenti (ad es., Gracia & de Magistris, 2008; Janssen & Hamm, 2012; Lee & Yun, 2015; Ness et al., 2010) abbiamo categorizzato i fattori che motivano l’acquisto allineandoli a questi attributi. Gli attributi “credence” (fiducia) includono i benefici per la salute, la sicurezza alimentare, il valore nutrizionale, la qualità del cibo, i benefici ambientali, il benessere animale e le pratiche di produzione. Gli attributi “search” (ricerca) includono il prezzo, la disponibilità e l’aspetto. Gli attributi “experience” (esperienza), includono  aspetti come gusto e freschezza. Nel contesto dei prodotti biologici freschi, la freschezza viene assegnata alla caratteristica “experience” poiché si presume che i consumatori siano in grado di valutare quella di un prodotto durante o dopo il suo acquisto e il suo consumo. Dati i numerosi attributi identificati e il dibattito in corso sugli alimenti biologici, è necessaria una valutazione sistematica dei fattori chiave delle impressioni dei consumatori e del comportamento di acquisto relativo a questa categoria di prodotti (Rana & Paul, 2017, Scalco, Noventa, Sartori e Ceschi, 2017). Sebbene una recente review meta-analitica esaminasse le motivazioni che spingono i consumatori ad acquistare alimenti biologici (Scalco et al., 2017), il fine del nostro studio è differente (in particolare Scalco et al., 2017), in quanto non è limitato a specifici concetti alla base di una particolare teoria. Questo approccio ci consente di analizzare una serie di fattori ( e non una singola teoria) ritenuti rilevanti nell’influenzare le decisioni di acquisto. Questo lavoro ci ha permesso di usare medie e deviazioni standard, nonché dati sulle percentuali (invece che sulle correlazioni), che hanno portato ad un risultato di stime aggregate sulla popolazione per ciascuno dei fattori che motivavano l’acquisto. Questo studio ha due obiettivi. Innanzitutto, abbiamo cercato di stimare, comparandola, l’importanza dei fattori che influenzano i consumatori durante l’acquisto di alimenti biologici rispetto a quelli convenzionali. In secondo luogo, abbiamo cercato di indagare in che modo le percezioni del consumatore sul cibo biologico possano essere associate al comportamento di acquisto. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo analizzato sistematicamente 25 anni di ricerca (1991-2016) utilizzando una meta-analisi. 

Contesto di base

I consumatori percepiscono  il cibo biologico come più sano, più gustoso, con bassi livelli di pesticidi (Yazdanpanah, Forouzani e Hojjati, 2015; Yin, Wu, Du e Chen, 2010) e di miglior qualità se paragonato al cibo prodotto in maniera convenzionale (Lockie, Lyons, Lawrence, & Mummery, 2002, Loebnitz e Aschemann-Witzel, 2016) e per questo stanno cambiando i loro modelli di acquisto. Le crescenti preoccupazioni dei consumatori, relative alla sostenibilità ambientale e alla loro salute, stanno contribuendo ad un aumento dell’interesse verso i prodotti biologici (Nie & Zepeda, 2011). La crescita sostenuta delle vendite in questo settore, nonostante sia ancora in corso il dibattito sui benefici effettivi di questi prodotti, ha fatto nascere il costante interesse dei ricercatori nello spiegare i motivi delle preferenze dei consumatori nell’acquistare alimenti biologici (Hasselbach e Roosen, 2015, Hemmerling, Hamm e Spiller, 2015). La comprensione di quei fattori che motivano gli acquisti fatti dai consumatori, potrebbe potenzialmente aiutare i produttori, i trasformatori e i venditori ad individuare in maniera più efficace il target di consumatori, rendendoli anche più competitivi all’interno del vasto mercato agroalimentare (Aertsens, Verbeke, Mondelaers e Huylenbroeck, 2009; Hutchins & Greenhalgh, 1995; Ness et al., 2010). Sebbene le percezioni dei consumatori sui benefici per l’ambiente e per la propria salute non siano necessariamente supportate dalla ricerca (Boizot-Szantai, Hamza e Soler, 2017, Scalco et al., 2017), i cambiamenti nei modelli di acquisto da parte dei consumatori (più indirizzati adesso verso una sostenibilità ambientale e l’acquisto di cibo sano) stanno plasmando il mercato alimentare, trainando le vendite di alimenti biologici verso una continua crescita (Hemmerling et al., 2015; Thorsøe, 2015). La consapevolezza ambientale sta diventando una tematica molto in voga e spinge i consumatori a modificare l’acquisto di prodotti e di marchi in base alla sensibilità che manifestano nei confronti dell’ambiente e degli animali (Mostafa, 2007; Ottman, Stafford, & Hartman, 2006). Molti consumatori manifestano una crescente preoccupazione circa la loro salute personale e la sicurezza alimentare, retaggio degli scandali alimentari che sono comparsi sui media negli ultimi anni (Michaelidou & Hassan, 2008; Rana & Paul, 2017; Yiridoe, Bonti-Ankomah & Martin, 2005). Ripetute crisi alimentari, come quelle causate dall’influenza aviaria e dalle epidemie di E. coli, influenzano la percezione del rischio alimentare dei consumatori e la loro scelta di cibo (Tiozzo, Mari, Ruzza, Crovato e Ravarotto, 2017). In Cina, ad esempio, le crisi e gli scandali alimentari sono tra i principali fattori in grado di favorire la crescita del mercato degli alimenti biologici (Hasimu, Marchesini e Canavari, 2017; Prentice, Chen e Wang, 2017). Tuttavia, mentre è cresciuta la domanda da parte dei consumatori, l’utilizzo generalizzato di alimenti biologici è, in una certa misura, ancora limitato a causa della negligenza di legislatori, produttori e venditori biologici nell’informare i consumatori circa ciò che rappresenta e contraddistingue questi alimenti (Inceefe, 2012; Teng & Lu, 2016 ; Yin et al., 2010; Zanoli & Naspetti, 2002). Secondo gli standard biologici (Organic Industry Standards and Certification Committee, 2015; US Department of Agriculture, 2016), il termine “biologico” si riferisce ad un alimento prodotto con metodiche approvate in grado di salvaguardare le risorse naturali, conservare la biodiversità e che utilizzano solo sostanze appropriate. Sebbene la parola “biologico” sia in grado di evocare connotazioni positive sui benefici per la salute e per l’ambiente (Vega-Zamora, Parras-Rosa, Murgado-Armenteros e Torres-Ruiz, 2013b), alcuni consumatori ancora non sono a conoscenza di ciò che veramente caratterizza un prodotto biologico ( Bezawada & Pauwels, 2013; Krystallis, Fotopoulos, & Zotos, 2006; Lockie, Lyons, Lawrence, & Grice, 2004) e per questo non sanno neanche riconoscerlo (Lockie et al., 2004). In linea generale, i consumatori non sono in grado di identificare se un prodotto possa essere biologico o meno, a meno che non si informino tramite l’etichettatura e la certificazione (Lee & Hwang, 2016; Prada, Garrido, & Rodrigues, 2017; Prentice et al., 2017; Yiridoe et al., 2005). Questo aspetto denota come il mercato degli alimenti biologici sia considerato in realtà un mercato basato sulla fiducia, caratterizzato da una distribuzione variabile (asimmetrica) delle informazioni (da parte dei fornitori verso i consumatori) sui processi di produzione (Giannakas, 2002). La scelta basata sulla fiducia del cibo biologico sta a significare che i consumatori prendono decisioni di acquisto basate su informazioni asimmetriche. I consumatori stanno scegliendo alimenti biologici basandosi sulle loro credenze cioè sull’ipotesi che “il cibo biologico non contenga e non sia prodotto con…”. Ad esempio, sono indirizzati verso la scelta da diciture come “senza sostanze chimiche” e “senza additivi” piuttosto che da ciò che rappresenta il termine biologico in se (Mascitelli et al., 2014). L’asimmetria delle informazioni tra i partecipanti all’acquisto risiede nell’abuso e nell’incomprensione del termine “biologico”. Questo termine è comunemente confuso con altri tra cui “rispettoso della natura”, “ecologico”, “ambientalista”, “naturale, “sostenibile”, “commercio equo-solidale” o “allevato all’aperto” (Aarset et al., 2004; Harper & Makatouni, 2002; Rousseau, 2015). L’analisi della letteratura ci mostra come il concetto sbagliato del termine sia presente non solo tra i consumatori, ma anche tra i produttori e i venditori. La controversia su ciò che effettivamente rappresenti un alimento biologico è elevata (Guthman, 1998; Raynolds, 2000; Stanton & Guion, 2015; Vega-Zamora, Parras-Rosa, Murgado-Armenteros e Torres-Ruiz, 2013a). Grazie ad un crescente numero di ricerche, ad oggi abbiamo un quadro migliore dei motivi per i quali i consumatori scelgono alimenti biologici e la rilevanza di questi motivi sembra variare tra gli studi. È importante sottolineare che non è stata condotta una classificazione dettagliata di questi fattori. La ricerca mostra effetti positivi, negativi e non significativi tra un’ampia gamma di fattori demografici, psicografici, correlati al prodotto, correlati all’acquisto e al comportamento d’acquisto dei consumatori (Aschemann-Witzel & Zielke, 2017; Gad; Magkos et al., 2006; Gad Mohsen & Dacko, 2013; Paul & Rana, 2012). Mentre le preoccupazioni circa la salute e l’ambiente rappresentano motivazioni importanti per la scelta di alimenti biologici (Hoffmann & Schlicht, 2013; Kriwy & Mecking, 2012; Orquin & Scholderer, 2015) anche altri fattori, come la sicurezza alimentare e il benessere degli animali, occupano un posto nelle ragioni d’acquisto dei consumatori (Ellison et al., 2016; Michaelidou & Hassan, 2008; Schröder & McEachern, 2004). Per sintetizzare i risultati empirici relativi all’acquisto di alimenti biologici, abbiamo utilizzato una procedura di revisione sistematica mediante meta-analisi. 

Metodi

3.1. Selezione dei dati ottenuti dagli  studi 

I dati utilizzati per questa analisi sono stati raccolti da 235 studi pubblicati in 150 manoscritti, nell’arco di un periodo della durata di 25 anni. I termini di ricerca utilizzati nei database elettronici includevano la frase esatta “alimento biologico” e le varianti della parola “acquistato”, compreso il sinonimo “comprato”, formando una chiave di ricerca suddivisa in due parti: acquisto di “alimento biologico”*. I risultati della ricerca sono stati selezionati manualmente, restringendo la letteratura al cibo, nonché ai comportamenti di acquisto intenzionali e reali. Questa composizione del quesito di ricerca con le parole “acquistare” e “comprare” ha  reso possibile l’individuazione di tutte le varianti dei termini, compreso “probabilità d’acquisto”, “intenzione d’acquisto” e “comportamento d’acquisto”. La letteratura esaminava i seguenti concetti di comportamento d’acquisto: disponibilità all’acquisto (Dettmann & Dimitri, 2009; Lockie et al., 2002), disponibilità al pagamento o disponibilità a pagare (Krystallis & Chryssohoidis, 2005; Krystallis et al., 2006; Lockie et al., 2004; Yiridoe et al., 2005), atteggiamento (Buckley, Cowan, McCarthy, & O’Sullivan, 2005; Thøgersen & Zhou, 2012) e intenzione di acquistare (o intenzione d’acquisto) (Michaelidou & Hassan, 2008; Paul & Rana, 2012; Yin et al., 2010). Ai fini di questo studio, ci siamo limitati solo al comportamento d’acquisto intenzionale e reale, per consentire l’analisi del possibile divario presente in letteratura tra le percezioni e il comportamento intenzionale d’acquisto (Arvola et al., 2008; Padel & Foster, 2005; Vermeir & Verbeke, 2006). Nel quesito di ricerca non sono state specificate le percezioni dei consumatori, per consentire il recupero di un maggior numero di studi pertinenti. Il diagramma di flusso e i risultati del processo di inclusione degli articoli sono presentati in Fig. 1. Per questa meta analisi sono stati utilizzati tre criteri di inclusione. Il primo criterio comprendeva nello specifico solo studi empirici. Il secondo criterio comprendeva studi che riportavano statistiche sufficienti per il calcolo della dimensione dell’effetto, basati su dati ricavati o da medie e deviazioni standard o da proporzioni relative a dati sulla popolazione. Il terzo criterio di inclusione si limitava a studi che riportavano statistiche pertinenti a percezioni, intenzione o acquisto. Questa vasto studio ha analizzato 25 anni di ricerca empirica (dal 1991 al febbraio 2016) ed ha utilizzato otto database elettronici, producendo 147.675 risultati di ricerca, dei quali 2.978 sono stati esaminati ai fini di questo studio. Inoltre, sono state controllate anche le bibliografie dei manoscritti individuati per riuscire ad individuare il maggior numero possibile di studi pertinenti (Scalco et al., 2017). La pertinenza di un manoscritto veniva determinata in base al titolo, all’abstract e alle informazioni elencate nelle tabelle dei risultati. Non tutti i manoscritti esaminati sono risultati pertinenti ai fini di questo studio, infatti, partendo da 341 risultati consoni solo 150 di questi manoscritti contenevano dati idonei per la meta-analisi. Per quanto riguarda quei manoscritti che non includevano statistiche appropriate, sono stati contattati gli autori per ottenere ulteriori informazioni. Il tasso di inclusione del 43% è paragonabile a quello di altre meta analisi (Kirca, Jayachandran e Bearden, 2005, p.27). 

3.2. Selezione delle variabili 

Tra la vasta gamma di fattori che potenzialmente possono andare ad influenzare l’acquisto di prodotti biologici (Henryks, Cooksey e Wright, 2014, Nasir e Karakaya, 2014), quelli scelti per questo studio di meta-analisi sono stati selezionati mediante un approccio in due fasi. Il primo passo consisteva nella ricerca, all’interno dei manoscritti recuperati, della frequenza  di quei fattori che motivavano le percezioni e il comportamento dei consumatori nei confronti del cibo biologico e che risultavano più frequentemente citati . Il numero di articoli che menzionava tali fattori ci è servito come indicatore della rilevanza che veniva data ad essi in letteratura, giustificando così la scelta delle variabili da includere nella meta-analisi. La ricerca sulla frequenza è stata condotta sui primi 102 manoscritti recuperati in base alla chiave di ricerca; di questi 72 utilizzavano approcci quantitativi e 30 utilizzavano approcci qualitativi, impiegando un insieme di lavori differenti da quelli utilizzato per la meta-analisi. La chiave di ricerca nel testo è stata codificata, mediante un software per l’analisi del contenuto NVivo 10 (2012), utilizzando una parola esatta per ognuno dei fattori e successivamente ripulita manualmente dai riferimenti irrilevanti. La codifica delle variabili e la conseguente frequenza delle citazioni in letteratura sono presentate nell’Appendice A. La seconda fase della selezione si è avuta durante la raccolta e la codifica dei dati, andando ad eliminare dallo studio quelle variabili che non avevano una quantità sufficiente di dati per il calcolo della dimensione dell’effetto. Tali studi erano associati a significati ambigui (ad es. il termine convenienza, che si riferiva sia all’acquisto che alla facilità di cottura), a scarsa citazione in letteratura e alla mancanza di dati relativi a medie e deviazioni standard, a proporzioni o alle dimensioni del campione. Per esemplificare, la convenienza, i problemi di salute e la dieta sono stati eliminati dall’iniziale lista delle 23 variabili. Entrambe le fasi di selezione hanno verificato che le variabili stabilite durante la ricerca della frequenza in letteratura fossero le stesse variabili con i dati disponibili per la codifica, creando così l’elenco finale per il protocollo di codifica. 

3.3. Codifica dei dati 

Ogni studio selezionato è stato codificato sulla base dei differenti aspetti che descrivevano le percezioni e il comportamento di acquisto, espressi come percentuali del campione totale o medie e deviazioni standard. Un accurato recupero dei dati è stato assicurato mediante diverse procedure. Gli studi sono stati codificati da due programmatori con un’elevata affidabilità inter-rater dell’85%. Eventuali discordanze sono state risolte attraverso colloqui faccia a faccia (Motyka et al., 2014) e, se richiesto, consultando un esperto in meta-analisi non coinvolto nello studio. I controlli sulla concordanza dei dati post-codifica sono stati eseguiti valutando le medie, le deviazioni standard e le proporzioni  dei valori anomali ed insoliti. 

3.4. Misurazione 

Le impressioni dei consumatori sul cibo biologico sono state misurate confrontandole con quelle relative ai cibi convenzionali, per quanto riguarda alcuni aspetti come il fatto che il cibo biologico fosse più rispettoso dell’ambiente, offrisse più benefici per la salute, fosse più sicuro per il consumo, più attento al benessere animale, di migliore qualità, gusto, qualità nutrizionale, aspetto, freschezza, con un prezzo più alto e con una disponibilità inferiore sul mercato se paragonato ai prodotti convenzionali. Ad esempio, per le qualità nutrizionali un criterio adottato  era “i prodotti alimentari biologici hanno un miglior valore nutrizionale rispetto ai prodotti convenzionali”. L’acquisto di alimenti biologici da parte dei consumatori è stato misurato mediante l’intenzione e la frequenza di acquisto. Ad esempio, “intendo acquistare prodotti alimentari biologici nel prossimo futuro” e “compro regolarmente prodotti alimentari biologici”. Le variabili esplicative includono fattori socio-demografici misurati sulla base della percentuale di donne intervistate in questo studio, dell’età media, del reddito medio annuo in dollari americani, del numero medio di bambini presenti nel nucleo familiare e del numero medio di membri nella famiglia. I fattori legati al contesto sono stati misurati in base al tipo di partecipanti agli studi originali, alla tipologia di prodotto, all’anno di pubblicazione e al paese di origine dello studio. Per calcolare le stime raggruppate di ciascuna variabile, sono state recuperate due tipologie di dati. Abbiamo prodotto misure sia come proporzioni dei partecipanti che consideravano alcuni aspetti del cibo biologico migliori rispetto a quelli del cibo convenzionale, sia come valutazioni di tali aspetti con punteggi su scala. Negli studi originali le scale andavano da 4 a 10 punti e sono state ridimensionate in una scala da 7 punti, comune alla maggior parte degli studi. Le valutazioni di medie, deviazioni standard e dimensioni del campione sono state utilizzate per calcolare stime raggruppate medie; la proporzione della dimensione del campione e le dimensioni totali del campione sono state utilizzate per calcolare le stime raggruppate delle proporzioni per ciascuna variabile. 

3.5. Analisi 

Per l’analisi dei dati sono state utilizzate formule meta-analitiche standard (Borenstein, Hedges, Higgins e Rothstein, 2009). L’analisi statistica è stata eseguita utilizzando R nella versione 3.2.3 con Metafor e Boot libraries (Viechtbauer, 2010). Le valutazioni medie e gli intervalli di confidenza (IC) al 95% delle variabili sono stati raggruppati utilizzando modelli ad effetto random. Le proporzioni sono state trasformate in logit e raggruppate utilizzando modelli ad effetto random, quindi ritrasformate per il resoconto. L’eterogeneità tra gli studi è stata valutata utilizzando il test Q di Cochran sulla base delle stime aggregate e misurando l’incongruenza (I2) (Yingchoncharoen, Agarwal, Popovic e Marwick, 2013). Tutti gli studi presentavano una eterogeneità significativa come valutato dal test Q di Cochran (p < 0.0001), suggerendo l’importanza di effettuare il test per l’effetto delle variabili moderatrici. Per ciascun risultato principale è stata condotta un’analisi per la bias di pubblicazione utilizzando il metodo Rosenthal (1991). La bias è stata valutata visivamente utilizzando dei grafici ad imbuto e il test di Egger (Egger, Smith, & Phillips, 1997). Per quelle meta-analisi in cui il test di Egger non risultava significativo (p < 0.05), per esaminare le stime aggregate per le bias di pubblicazione è stato utilizzato il metodo “Trim and Fill” Duval e Tweedie (2000). Inoltre, è stata utilizzata una meta-regressione univariata per esaminare l’eterogeneità tra gli studi dei diversi fattori che motivano il comportamento d’acquisto, o quanto della variabilità nell’intenzione di acquisto e l’acquisto regolare sia associato alle percezioni che i consumatori hanno del cibo biologico.

Fig. 1. processo di inclusione della ricerca bibliografica 

Risultati

4.1. Principali risultati delle  percezioni e dei comportamenti 

L’insieme dei dati, basato su 235 campioni per un totale di 124.353 partecipanti riportati in 150 manoscritti, fornisce una notevole garanzia sull’affidabilità dei risultati (Motyka et al., 2014, p.17). Avendo molti studi che ci fornivano dati per più di una variabile, siamo riusciti a calcolare 30 dimensioni dell’effetto. I risultati delle meta-analisi sono riportati con intervallo di confidenza del 95%, misura dell’incongruenza I2, bias di pubblicazione N, test di Egger per l’asimmetria del funnel plot insieme a stime Trim e Fill per valori anomali, e il numero di studi per ciascuna analisi è riportato in Appendice B. Le bias di pubblicazione N per il numero di studi necessarie a ridurne il livello da significativo a non significativo, dovrebbero essere nell’ordine delle migliaia per i dati sulle medie e delle centinaia per i dati sulle proporzioni per ciascuna analisi. Per ogni meta-analisi nella quale è stato riscontrato un potenziale errore di pubblicazione, non sono state osservate modificazioni significative delle stime raggruppate, tranne che in una dove veniva presa in considerazione la percentuale di intervistati che riteneva la sicurezza un aspetto importante (stima “Trim and Fill” = 49.8%, LCI = 42%, UCI = 57.5%). Sulla base di due tipologie di dati, risposte sì/no dei consumatori ed opinioni valutate mediante una scala Likert a 7 punti, i risu