Uno studio meta-analitico dei fattori che influenzano l’acquisto di alimenti biologici

//Uno studio meta-analitico dei fattori che influenzano l’acquisto di alimenti biologici

Uno studio meta-analitico dei fattori che influenzano l’acquisto di alimenti biologici

Maria Massey a,*, Aron O’Cass b, Petr Otahal c 
a ARC Training Centre for Innovative Horticultural Products, School of Land and Food, Tasmanian School of Business and Economics, University of Tasmania, Australia 
b Department of Marketing, Macquarie University, ARC Training Centre for Innovative Horticultural Products, University of Tasmania, Australia 
c Menzies Institute for Medical Research, University of Tasmania, Australia 
* Autore corrispondente 
E-mail: maria.massey@utas.edu.au (M. Massey), aron.ocass@mq.edu.au (A. O’Cass), petr.otahal@utas.edu.au  (P. Otahal). 
Informazioni sull’articolo: 
Ricevuto il 28 Settembre 2017 
Ricevuto in revisione dal 13 Febbraio 2018 
Accettato il 23 Febbraio 2018 
Disponibile online dal 1 Marzo 2018 

 

Abstract

Introduzione

Contesto di base

Metodi

Risultati

Discussione e conclusioni

Ringraziamenti

Appendice A. dati supplementari

Bibliografia

 

Parole chiave: Alimenti biologici, comportamento d’acquisto, intenzione d’acquisto, meta analisi 

 

Abstract

Negli ultimi due decenni l’interesse per il consumo di alimenti biologici è aumentato costantemente. Tuttavia, nonostante esista un considerevole numero di ricerche che affrontano una serie di tematiche relative al consumo di alimenti biologici, nessuna di queste esamina sistematicamente quali siano i fattori in grado di spiegare le percezioni e gli acquisti del biologico da parte dei consumatori. Attraverso una meta-analisi andremo ad esaminare i fattori che si trovano alla base dell’acquisto di alimenti biologici, utilizzando un campione di 124.353 consumatori segnalati in 150 manoscritti pubblicati in un periodo di tempo che va dal 1991 al 2016. I risultati dimostrano che gli attributi “credence” (sulla fiducia) riferiti al cibo biologico acquistano un valore maggiore rispetto agli attributi “search” (sulla ricerca) ed “experience” (sull’esperienza). Ciò dimostra come il mercato sia influenzato dai benefici percepiti del cibo biologico rispetto a quelli degli alimenti prodotti in maniera convenzionale. Questi risultati non sminuiscono l’importanza degli attributi “search” ed “experience”, ma suggeriscono il ruolo preminente degli attributi “credence” durante l’acquisto di alimenti biologici da parte dei consumatori. Dal punto di vista dei produttori e dei venditori di biologico, la comprensione delle percezioni dei consumatori, stabilite mediante gli attributi “search”, “experience” e “credence”, potrebbe favorire la proposta di vendita e la differenziazione del prodotto sul mercato.

Introduzione

Negli ultimi due decenni il consumo di alimenti biologici è aumentato in tutto il mondo (Dangour et al., 2010, Mascitelli, Lobo, Phan, Bez, e Low, 2014). A differenza della maggior parte delle industrie alimentari tradizionali, che sono diminuite durante l’ultima crisi finanziaria globale, la domanda di alimenti biologici è aumentata costantemente e ha continuato a farlo nel tempo (Mascitelli et al., 2014). Si prevede che il settore raggiungerà un tasso di crescita annuale del 16% entro il 2020 (TechSci Research, 2015). Dall’essere un mercato di nicchia in alcuni paesi sviluppati, l’industria del biologico è cresciuta fino a raggiungere, nel 2015, gli 81.6 miliardi di dollari nel mercato globale (Willer & Lernoud, 2017). La crescita di questo settore può essere spiegata da una diversificazione del prodotto basata su caratteristiche intangibili (Anacleto e Paladini, 2014, Pearson, Henryks e Jones, 2011). Alcuni consumatori sono molto propensi nei confronti del cibo biologico, poiché ritengono che sia più sano e meno dannoso per l’ambiente rispetto al cibo convenzionale (coltivato con metodiche moderne) e che possieda qualità sensoriali, come il gusto e l’aspetto, migliori (Aschemann-Witzel & Grunert, 2015; Grunert & Juhl, 1995; Hjelmar, 2011; Kriwy & Mecking, 2012; Magnusson, Arvola, Hursti, Åberg e Sjödén, 2003; Mostafa, 2007). Mentre gli studi ci indicano come i consumatori possiedano opinioni positive sugli alimenti biologici in termini di salute, aspetto nutrizionale e gusto, al contempo, la ricerca medica non supporta le affermazioni relative alla salute e ai benefici nutrizionali (Barański et al., 2014; Dangour et al., 2010; Hutchins & Greenhalgh, 1995; Magkos, Arvaniti, & Zampelas, 2006; Smith-Spangler et al., 2012). Inoltre, gli assaggi al buio non forniscono alcun supporto circa le presunte qualità sensoriali del cibo biologico (Bourn & Prescott, 2002; Ellison, Duff, Wang, & White, 2016; Fillion & Arazi, 2002). In aggiunta, la ricerca sottolinea che, da un punto di vista ecologico, l’agricoltura biologica non è necessariamente né migliore né è in grado di preservare maggiormente l’ambiente rispetto alle tecniche convenzionali (Seufert, Ramankutty, e Foley, 2012; Trewavas, 2001). Sebbene esistano poche prove a supporto delle molte delle affermazioni sugli alimenti biologici, ancora un buon numero di consumatori crede nei suoi benefici. La ricerca indica che i consumatori preferiscono il cibo biologico quando sono in grado di percepire delle differenze più marcate tra alimenti biologici e convenzionali. Ciò è particolarmente vero quando si combinano le caratteristiche oggettive e soggettive di un prodotto (Chryssochoidis, 2000). La differenza viene valutata in base ad aspetti caratterizzate da attributi come “search”, “experience” e “credence” (Gracia & de Magistris, 2008). Le caratteristiche “search” ed “experience” sono aspetti che i consumatori riescono a verificare in un prodotto, rispettivamente prima e dopo il consumo, mentre quelle “credence” sono aspetti che i consumatori non possono valutare nemmeno dopo l’acquisto o il consumo di un determinato prodotto (Caswell, 1998; Darby & Karni, 1973; Nelson, 1970). Gli attributi “credence” sono stati definiti da Darby e Karni (1973, pp. 68-69) come “quelli che, sebbene ne valga la pena, non possono essere valutati durante normale il utilizzo”. Gli attributi “credence”, “search” ed “experience”, sono ritenuti importanti per riuscire a spiegare la domanda di alimenti biologici (Fernqvist & Ekelund, 2014; Gracia & de Magistris, 2008; Lee & Hwang, 2016). Sulla base di ricerche precedenti (ad es., Gracia & de Magistris, 2008; Janssen & Hamm, 2012; Lee & Yun, 2015; Ness et al., 2010) abbiamo categorizzato i fattori che motivano l’acquisto allineandoli a questi attributi. Gli attributi “credence” (fiducia) includono i benefici per la salute, la sicurezza alimentare, il valore nutrizionale, la qualità del cibo, i benefici ambientali, il benessere animale e le pratiche di produzione. Gli attributi “search” (ricerca) includono il prezzo, la disponibilità e l’aspetto. Gli attributi “experience” (esperienza), includono  aspetti come gusto e freschezza. Nel contesto dei prodotti biologici freschi, la freschezza viene assegnata alla caratteristica “experience” poiché si presume che i consumatori siano in grado di valutare quella di un prodotto durante o dopo il suo acquisto e il suo consumo. Dati i numerosi attributi identificati e il dibattito in corso sugli alimenti biologici, è necessaria una valutazione sistematica dei fattori chiave delle impressioni dei consumatori e del comportamento di acquisto relativo a questa categoria di prodotti (Rana & Paul, 2017, Scalco, Noventa, Sartori e Ceschi, 2017). Sebbene una recente review meta-analitica esaminasse le motivazioni che spingono i consumatori ad acquistare alimenti biologici (Scalco et al., 2017), il fine del nostro studio è differente (in particolare Scalco et al., 2017), in quanto non è limitato a specifici concetti alla base di una particolare teoria. Questo approccio ci consente di analizzare una serie di fattori ( e non una singola teoria) ritenuti rilevanti nell’influenzare le decisioni di acquisto. Questo lavoro ci ha permesso di usare medie e deviazioni standard, nonché dati sulle percentuali (invece che sulle correlazioni), che hanno portato ad un risultato di stime aggregate sulla popolazione per ciascuno dei fattori che motivavano l’acquisto. Questo studio ha due obiettivi. Innanzitutto, abbiamo cercato di stimare, comparandola, l’importanza dei fattori che influenzano i consumatori durante l’acquisto di alimenti biologici rispetto a quelli convenzionali. In secondo luogo, abbiamo cercato di indagare in che modo le percezioni del consumatore sul cibo biologico possano essere associate al comportamento di acquisto. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo analizzato sistematicamente 25 anni di ricerca (1991-2016) utilizzando una meta-analisi. 

Contesto di base

I consumatori percepiscono  il cibo biologico come più sano, più gustoso, con bassi livelli di pesticidi (Yazdanpanah, Forouzani e Hojjati, 2015; Yin, Wu, Du e Chen, 2010) e di miglior qualità se paragonato al cibo prodotto in maniera convenzionale (Lockie, Lyons, Lawrence, & Mummery, 2002, Loebnitz e Aschemann-Witzel, 2016) e per questo stanno cambiando i loro modelli di acquisto. Le crescenti preoccupazioni dei consumatori, relative alla sostenibilità ambientale e alla loro salute, stanno contribuendo ad un aumento dell’interesse verso i prodotti biologici (Nie & Zepeda, 2011). La crescita sostenuta delle vendite in questo settore, nonostante sia ancora in corso il dibattito sui benefici effettivi di questi prodotti, ha fatto nascere il costante interesse dei ricercatori nello spiegare i motivi delle preferenze dei consumatori nell’acquistare alimenti biologici (Hasselbach e Roosen, 2015, Hemmerling, Hamm e Spiller, 2015). La comprensione di quei fattori che motivano gli acquisti fatti dai consumatori, potrebbe potenzialmente aiutare i produttori, i trasformatori e i venditori ad individuare in maniera più efficace il target di consumatori, rendendoli anche più competitivi all’interno del vasto mercato agroalimentare (Aertsens, Verbeke, Mondelaers e Huylenbroeck, 2009; Hutchins & Greenhalgh, 1995; Ness et al., 2010). Sebbene le percezioni dei consumatori sui benefici per l’ambiente e per la propria salute non siano necessariamente supportate dalla ricerca (Boizot-Szantai, Hamza e Soler, 2017, Scalco et al., 2017), i cambiamenti nei modelli di acquisto da parte dei consumatori (più indirizzati adesso verso una sostenibilità ambientale e l’acquisto di cibo sano) stanno plasmando il mercato alimentare, trainando le vendite di alimenti biologici verso una continua crescita (Hemmerling et al., 2015; Thorsøe, 2015). La consapevolezza ambientale sta diventando una tematica molto in voga e spinge i consumatori a modificare l’acquisto di prodotti e di marchi in base alla sensibilità che manifestano nei confronti dell’ambiente e degli animali (Mostafa, 2007; Ottman, Stafford, & Hartman, 2006). Molti consumatori manifestano una crescente preoccupazione circa la loro salute personale e la sicurezza alimentare, retaggio degli scandali alimentari che sono comparsi sui media negli ultimi anni (Michaelidou & Hassan, 2008; Rana & Paul, 2017; Yiridoe, Bonti-Ankomah & Martin, 2005). Ripetute crisi alimentari, come quelle causate dall’influenza aviaria e dalle epidemie di E. coli, influenzano la percezione del rischio alimentare dei consumatori e la loro scelta di cibo (Tiozzo, Mari, Ruzza, Crovato e Ravarotto, 2017). In Cina, ad esempio, le crisi e gli scandali alimentari sono tra i principali fattori in grado di favorire la crescita del mercato degli alimenti biologici (Hasimu, Marchesini e Canavari, 2017; Prentice, Chen e Wang, 2017). Tuttavia, mentre è cresciuta la domanda da parte dei consumatori, l’utilizzo generalizzato di alimenti biologici è, in una certa misura, ancora limitato a causa della negligenza di legislatori, produttori e venditori biologici nell’informare i consumatori circa ciò che rappresenta e contraddistingue questi alimenti (Inceefe, 2012; Teng & Lu, 2016 ; Yin et al., 2010; Zanoli & Naspetti, 2002). Secondo gli standard biologici (Organic Industry Standards and Certification Committee, 2015; US Department of Agriculture, 2016), il termine “biologico” si riferisce ad un alimento prodotto con metodiche approvate in grado di salvaguardare le risorse naturali, conservare la biodiversità e che utilizzano solo sostanze appropriate. Sebbene la parola “biologico” sia in grado di evocare connotazioni positive sui benefici per la salute e per l’ambiente (Vega-Zamora, Parras-Rosa, Murgado-Armenteros e Torres-Ruiz, 2013b), alcuni consumatori ancora non sono a conoscenza di ciò che veramente caratterizza un prodotto biologico ( Bezawada & Pauwels, 2013; Krystallis, Fotopoulos, & Zotos, 2006; Lockie, Lyons, Lawrence, & Grice, 2004) e per questo non sanno neanche riconoscerlo (Lockie et al., 2004). In linea generale, i consumatori non sono in grado di identificare se un prodotto possa essere biologico o meno, a meno che non si informino tramite l’etichettatura e la certificazione (Lee & Hwang, 2016; Prada, Garrido, & Rodrigues, 2017; Prentice et al., 2017; Yiridoe et al., 2005). Questo aspetto denota come il mercato degli alimenti biologici sia considerato in realtà un mercato basato sulla fiducia, caratterizzato da una distribuzione variabile (asimmetrica) delle informazioni (da parte dei fornitori verso i consumatori) sui processi di produzione (Giannakas, 2002). La scelta basata sulla fiducia del cibo biologico sta a significare che i consumatori prendono decisioni di acquisto basate su informazioni asimmetriche. I consumatori stanno scegliendo alimenti biologici basandosi sulle loro credenze cioè sull’ipotesi che “il cibo biologico non contenga e non sia prodotto con…”. Ad esempio, sono indirizzati verso la scelta da diciture come “senza sostanze chimiche” e “senza additivi” piuttosto che da ciò che rappresenta il termine biologico in se (Mascitelli et al., 2014). L’asimmetria delle informazioni tra i partecipanti all’acquisto risiede nell’abuso e nell’incomprensione del termine “biologico”. Questo termine è comunemente confuso con altri tra cui “rispettoso della natura”, “ecologico”, “ambientalista”, “naturale, “sostenibile”, “commercio equo-solidale” o “allevato all’aperto” (Aarset et al., 2004; Harper & Makatouni, 2002; Rousseau, 2015). L’analisi della letteratura ci mostra come il concetto sbagliato del termine sia presente non solo tra i consumatori, ma anche tra i produttori e i venditori. La controversia su ciò che effettivamente rappresenti un alimento biologico è elevata (Guthman, 1998; Raynolds, 2000; Stanton & Guion, 2015; Vega-Zamora, Parras-Rosa, Murgado-Armenteros e Torres-Ruiz, 2013a). Grazie ad un crescente numero di ricerche, ad oggi abbiamo un quadro migliore dei motivi per i quali i consumatori scelgono alimenti biologici e la rilevanza di questi motivi sembra variare tra gli studi. È importante sottolineare che non è stata condotta una classificazione dettagliata di questi fattori. La ricerca mostra effetti positivi, negativi e non significativi tra un’ampia gamma di fattori demografici, psicografici, correlati al prodotto, correlati all’acquisto e al comportamento d’acquisto dei consumatori (Aschemann-Witzel & Zielke, 2017; Gad; Magkos et al., 2006; Gad Mohsen & Dacko, 2013; Paul & Rana, 2012). Mentre le preoccupazioni circa la salute e l’ambiente rappresentano motivazioni importanti per la scelta di alimenti biologici (Hoffmann & Schlicht, 2013; Kriwy & Mecking, 2012; Orquin & Scholderer, 2015) anche altri fattori, come la sicurezza alimentare e il benessere degli animali, occupano un posto nelle ragioni d’acquisto dei consumatori (Ellison et al., 2016; Michaelidou & Hassan, 2008; Schröder & McEachern, 2004). Per sintetizzare i risultati empirici relativi all’acquisto di alimenti biologici, abbiamo utilizzato una procedura di revisione sistematica mediante meta-analisi. 

Metodi

3.1. Selezione dei dati ottenuti dagli  studi 

I dati utilizzati per questa analisi sono stati raccolti da 235 studi pubblicati in 150 manoscritti, nell’arco di un periodo della durata di 25 anni. I termini di ricerca utilizzati nei database elettronici includevano la frase esatta “alimento biologico” e le varianti della parola “acquistato”, compreso il sinonimo “comprato”, formando una chiave di ricerca suddivisa in due parti: acquisto di “alimento biologico”*. I risultati della ricerca sono stati selezionati manualmente, restringendo la letteratura al cibo, nonché ai comportamenti di acquisto intenzionali e reali. Questa composizione del quesito di ricerca con le parole “acquistare” e “comprare” ha  reso possibile l’individuazione di tutte le varianti dei termini, compreso “probabilità d’acquisto”, “intenzione d’acquisto” e “comportamento d’acquisto”. La letteratura esaminava i seguenti concetti di comportamento d’acquisto: disponibilità all’acquisto (Dettmann & Dimitri, 2009; Lockie et al., 2002), disponibilità al pagamento o disponibilità a pagare (Krystallis & Chryssohoidis, 2005; Krystallis et al., 2006; Lockie et al., 2004; Yiridoe et al., 2005), atteggiamento (Buckley, Cowan, McCarthy, & O’Sullivan, 2005; Thøgersen & Zhou, 2012) e intenzione di acquistare (o intenzione d’acquisto) (Michaelidou & Hassan, 2008; Paul & Rana, 2012; Yin et al., 2010). Ai fini di questo studio, ci siamo limitati solo al comportamento d’acquisto intenzionale e reale, per consentire l’analisi del possibile divario presente in letteratura tra le percezioni e il comportamento intenzionale d’acquisto (Arvola et al., 2008; Padel & Foster, 2005; Vermeir & Verbeke, 2006). Nel quesito di ricerca non sono state specificate le percezioni dei consumatori, per consentire il recupero di un maggior numero di studi pertinenti. Il diagramma di flusso e i risultati del processo di inclusione degli articoli sono presentati in Fig. 1. Per questa meta analisi sono stati utilizzati tre criteri di inclusione. Il primo criterio comprendeva nello specifico solo studi empirici. Il secondo criterio comprendeva studi che riportavano statistiche sufficienti per il calcolo della dimensione dell’effetto, basati su dati ricavati o da medie e deviazioni standard o da proporzioni relative a dati sulla popolazione. Il terzo criterio di inclusione si limitava a studi che riportavano statistiche pertinenti a percezioni, intenzione o acquisto. Questa vasto studio ha analizzato 25 anni di ricerca empirica (dal 1991 al febbraio 2016) ed ha utilizzato otto database elettronici, producendo 147.675 risultati di ricerca, dei quali 2.978 sono stati esaminati ai fini di questo studio. Inoltre, sono state controllate anche le bibliografie dei manoscritti individuati per riuscire ad individuare il maggior numero possibile di studi pertinenti (Scalco et al., 2017). La pertinenza di un manoscritto veniva determinata in base al titolo, all’abstract e alle informazioni elencate nelle tabelle dei risultati. Non tutti i manoscritti esaminati sono risultati pertinenti ai fini di questo studio, infatti, partendo da 341 risultati consoni solo 150 di questi manoscritti contenevano dati idonei per la meta-analisi. Per quanto riguarda quei manoscritti che non includevano statistiche appropriate, sono stati contattati gli autori per ottenere ulteriori informazioni. Il tasso di inclusione del 43% è paragonabile a quello di altre meta analisi (Kirca, Jayachandran e Bearden, 2005, p.27). 

3.2. Selezione delle variabili 

Tra la vasta gamma di fattori che potenzialmente possono andare ad influenzare l’acquisto di prodotti biologici (Henryks, Cooksey e Wright, 2014, Nasir e Karakaya, 2014), quelli scelti per questo studio di meta-analisi sono stati selezionati mediante un approccio in due fasi. Il primo passo consisteva nella ricerca, all’interno dei manoscritti recuperati, della frequenza  di quei fattori che motivavano le percezioni e il comportamento dei consumatori nei confronti del cibo biologico e che risultavano più frequentemente citati . Il numero di articoli che menzionava tali fattori ci è servito come indicatore della rilevanza che veniva data ad essi in letteratura, giustificando così la scelta delle variabili da includere nella meta-analisi. La ricerca sulla frequenza è stata condotta sui primi 102 manoscritti recuperati in base alla chiave di ricerca; di questi 72 utilizzavano approcci quantitativi e 30 utilizzavano approcci qualitativi, impiegando un insieme di lavori differenti da quelli utilizzato per la meta-analisi. La chiave di ricerca nel testo è stata codificata, mediante un software per l’analisi del contenuto NVivo 10 (2012), utilizzando una parola esatta per ognuno dei fattori e successivamente ripulita manualmente dai riferimenti irrilevanti. La codifica delle variabili e la conseguente frequenza delle citazioni in letteratura sono presentate nell’Appendice A. La seconda fase della selezione si è avuta durante la raccolta e la codifica dei dati, andando ad eliminare dallo studio quelle variabili che non avevano una quantità sufficiente di dati per il calcolo della dimensione dell’effetto. Tali studi erano associati a significati ambigui (ad es. il termine convenienza, che si riferiva sia all’acquisto che alla facilità di cottura), a scarsa citazione in letteratura e alla mancanza di dati relativi a medie e deviazioni standard, a proporzioni o alle dimensioni del campione. Per esemplificare, la convenienza, i problemi di salute e la dieta sono stati eliminati dall’iniziale lista delle 23 variabili. Entrambe le fasi di selezione hanno verificato che le variabili stabilite durante la ricerca della frequenza in letteratura fossero le stesse variabili con i dati disponibili per la codifica, creando così l’elenco finale per il protocollo di codifica. 

3.3. Codifica dei dati 

Ogni studio selezionato è stato codificato sulla base dei differenti aspetti che descrivevano le percezioni e il comportamento di acquisto, espressi come percentuali del campione totale o medie e deviazioni standard. Un accurato recupero dei dati è stato assicurato mediante diverse procedure. Gli studi sono stati codificati da due programmatori con un’elevata affidabilità inter-rater dell’85%. Eventuali discordanze sono state risolte attraverso colloqui faccia a faccia (Motyka et al., 2014) e, se richiesto, consultando un esperto in meta-analisi non coinvolto nello studio. I controlli sulla concordanza dei dati post-codifica sono stati eseguiti valutando le medie, le deviazioni standard e le proporzioni  dei valori anomali ed insoliti. 

3.4. Misurazione 

Le impressioni dei consumatori sul cibo biologico sono state misurate confrontandole con quelle relative ai cibi convenzionali, per quanto riguarda alcuni aspetti come il fatto che il cibo biologico fosse più rispettoso dell’ambiente, offrisse più benefici per la salute, fosse più sicuro per il consumo, più attento al benessere animale, di migliore qualità, gusto, qualità nutrizionale, aspetto, freschezza, con un prezzo più alto e con una disponibilità inferiore sul mercato se paragonato ai prodotti convenzionali. Ad esempio, per le qualità nutrizionali un criterio adottato  era “i prodotti alimentari biologici hanno un miglior valore nutrizionale rispetto ai prodotti convenzionali”. L’acquisto di alimenti biologici da parte dei consumatori è stato misurato mediante l’intenzione e la frequenza di acquisto. Ad esempio, “intendo acquistare prodotti alimentari biologici nel prossimo futuro” e “compro regolarmente prodotti alimentari biologici”. Le variabili esplicative includono fattori socio-demografici misurati sulla base della percentuale di donne intervistate in questo studio, dell’età media, del reddito medio annuo in dollari americani, del numero medio di bambini presenti nel nucleo familiare e del numero medio di membri nella famiglia. I fattori legati al contesto sono stati misurati in base al tipo di partecipanti agli studi originali, alla tipologia di prodotto, all’anno di pubblicazione e al paese di origine dello studio. Per calcolare le stime raggruppate di ciascuna variabile, sono state recuperate due tipologie di dati. Abbiamo prodotto misure sia come proporzioni dei partecipanti che consideravano alcuni aspetti del cibo biologico migliori rispetto a quelli del cibo convenzionale, sia come valutazioni di tali aspetti con punteggi su scala. Negli studi originali le scale andavano da 4 a 10 punti e sono state ridimensionate in una scala da 7 punti, comune alla maggior parte degli studi. Le valutazioni di medie, deviazioni standard e dimensioni del campione sono state utilizzate per calcolare stime raggruppate medie; la proporzione della dimensione del campione e le dimensioni totali del campione sono state utilizzate per calcolare le stime raggruppate delle proporzioni per ciascuna variabile. 

3.5. Analisi 

Per l’analisi dei dati sono state utilizzate formule meta-analitiche standard (Borenstein, Hedges, Higgins e Rothstein, 2009). L’analisi statistica è stata eseguita utilizzando R nella versione 3.2.3 con Metafor e Boot libraries (Viechtbauer, 2010). Le valutazioni medie e gli intervalli di confidenza (IC) al 95% delle variabili sono stati raggruppati utilizzando modelli ad effetto random. Le proporzioni sono state trasformate in logit e raggruppate utilizzando modelli ad effetto random, quindi ritrasformate per il resoconto. L’eterogeneità tra gli studi è stata valutata utilizzando il test Q di Cochran sulla base delle stime aggregate e misurando l’incongruenza (I2) (Yingchoncharoen, Agarwal, Popovic e Marwick, 2013). Tutti gli studi presentavano una eterogeneità significativa come valutato dal test Q di Cochran (p < 0.0001), suggerendo l’importanza di effettuare il test per l’effetto delle variabili moderatrici. Per ciascun risultato principale è stata condotta un’analisi per la bias di pubblicazione utilizzando il metodo Rosenthal (1991). La bias è stata valutata visivamente utilizzando dei grafici ad imbuto e il test di Egger (Egger, Smith, & Phillips, 1997). Per quelle meta-analisi in cui il test di Egger non risultava significativo (p < 0.05), per esaminare le stime aggregate per le bias di pubblicazione è stato utilizzato il metodo “Trim and Fill” Duval e Tweedie (2000). Inoltre, è stata utilizzata una meta-regressione univariata per esaminare l’eterogeneità tra gli studi dei diversi fattori che motivano il comportamento d’acquisto, o quanto della variabilità nell’intenzione di acquisto e l’acquisto regolare sia associato alle percezioni che i consumatori hanno del cibo biologico.

Fig. 1. processo di inclusione della ricerca bibliografica 

Risultati

4.1. Principali risultati delle  percezioni e dei comportamenti 

L’insieme dei dati, basato su 235 campioni per un totale di 124.353 partecipanti riportati in 150 manoscritti, fornisce una notevole garanzia sull’affidabilità dei risultati (Motyka et al., 2014, p.17). Avendo molti studi che ci fornivano dati per più di una variabile, siamo riusciti a calcolare 30 dimensioni dell’effetto. I risultati delle meta-analisi sono riportati con intervallo di confidenza del 95%, misura dell’incongruenza I2, bias di pubblicazione N, test di Egger per l’asimmetria del funnel plot insieme a stime Trim e Fill per valori anomali, e il numero di studi per ciascuna analisi è riportato in Appendice B. Le bias di pubblicazione N per il numero di studi necessarie a ridurne il livello da significativo a non significativo, dovrebbero essere nell’ordine delle migliaia per i dati sulle medie e delle centinaia per i dati sulle proporzioni per ciascuna analisi. Per ogni meta-analisi nella quale è stato riscontrato un potenziale errore di pubblicazione, non sono state osservate modificazioni significative delle stime raggruppate, tranne che in una dove veniva presa in considerazione la percentuale di intervistati che riteneva la sicurezza un aspetto importante (stima “Trim and Fill” = 49.8%, LCI = 42%, UCI = 57.5%). Sulla base di due tipologie di dati, risposte sì/no dei consumatori ed opinioni valutate mediante una scala Likert a 7 punti, i risultati includevano la percentuale di intervistati che consideravano alcune caratteristiche dell’alimento biologico superiori rispetto a quelle del cibo convenzionale, e la valutazione media di quanto fossero superiori queste caratteristiche è stata confrontata con quelle dei cibi convenzionali (Tabella 1). C’era una differenza tra le impressioni positive dei consumatori e l’intensità di queste impressioni per ciascuna delle caratteristiche del cibo. Ad esempio, molti consumatori avevano impressioni positive sull’aspetto sicurezza degli alimenti biologici piuttosto che sull’aspetto benessere animale. Tuttavia, l’intensità delle percezioni sulla sicurezza era più debole rispetto a quella sul benessere animale. Non è necessario mettere a confronto i risultati delle percentuali e delle meta-analisi poiché le stime raggruppate risultanti dai due metodi di interrogazione, contribuiscono in maniera diversa alla comprensione delle impressioni dei consumatori (impressioni positive e intensità di tali impressioni nei confronti delle caratteristiche del cibo biologico). I risultati dimostrano che quando le caratteristiche degli alimenti biologici sono considerate nel contesto degli attributi di tipo “credence”, “search” ed “experience”, ognuno di questi risulta essere importante per i consumatori. Tuttavia, caratteristiche “credence” come salute, sicurezza alimentare, aspetto nutrizionale, qualità, salvaguardia dell’ambiente, benessere animale e pratiche di produzione, possono contare su percentuali e stime medie più elevate rispetto alle caratteristiche “search” ed “experience” (Tabella 1). Inoltre, le percentuali e le stime medie sono maggiori per la caratteristica “search” che include il prezzo, la disponibilità e l’aspetto del prodotto, rispetto alla caratteristica “experience” ( che comprende invece gusto e freschezza dell’alimento). Le stime raggruppate dei fattori che motivano l’acquisto vengono ordinate da “credence” a “search” per terminare con l’attributo “experience”. Infatti, la maggior parte dei consumatori aveva impressioni positive riguardanti l’attributo “credence” e l’intensità di queste impressioni  era maggiore rispetto a quella degli altri attributi. Le risposte del campione raggruppato di 124.353 intervistati utilizzate per la meta-analisi, mostrano non solo impressioni positive nei confronti del cibo biologico, ma sottolineano anche un comportamento di acquisto positivo. Oltre la metà degli intervistati ha sottolineato l’intenzione di acquistare alimenti biologici nel prossimo futuro, anche se l’intenzione dichiarata variava comunque dal 37% al 72% degli intervistati. Nonostante l’incongruenza nel comportamento intenzionale espresso, quasi la metà degli intervistati ha riferito di acquistare già regolarmente alimenti biologici, con una variabilità insignificante. Per comprendere meglio il comportamento di acquisto, ai consumatori è stato chiesto di classificare la propria intenzione di acquistare regolarmente mediante una scala a punti nella quale 1 indicava “ non ho intenzione di acquistare nel prossimo futuro e ne di acquistare regolarmente” e 7 rappresentava  “ho sicuramente intenzione di acquistare e con frequenza regolare”. Le risposte dei consumatori sulla forza della loro intenzione avevano poche variazioni, con una media raggruppata dell’intenzione nelle risposte di 4.2. La media raggruppata per l’acquisto regolare era 3.9, ma per quanto riguardava la frequenza di acquistato del cibo biologico le risposte variavano da 2.9 a 4.9. Questi risultati ottenuti da un grande campione suggeriscono l’influenza delle impressioni sul comportamento d’acquisto. Sebbene l’influenza delle impressioni, sia sull’intenzione di acquisto che sull’acquisto effettivo, si verifichi nonostante (o a causa) dell’asimmetria delle informazioni relative a questo mercato basato sulla fiducia, i risultanti benefici speculativi (che i consumatori associano al cibo biologico tramite una gamma di caratteristiche dell’alimento) suggeriscono che i consumatori ritengono il cibo biologico migliore se paragonato a quello convenzionale. In definitiva, la differenza percepita riguardo i benefici derivanti dal consumo di cibo biologico è la forza trainante della domanda di questa tipologia di alimenti. 

Tabella 1. Stime aggregate delle percezioni categorizzate come attributi “credence”, “search” ed “experience. 

Nota:

* Espresse come percentuale della popolazione che ha manifestato percezioni e comportamento positivo. Gli intervalli di confidenza al 95% indicano l’incoerenza dei consumatori nelle loro opinioni sull’aspetto, che vanno dal 22% al 66%. Per altre caratteristiche del cibo biologico, le opinioni dei consumatori erano più consensuali.

** Gli intervalli di confidenza al 95% indicano opinioni divergenti sul prezzo elevato, che vanno da 4 a 5.7 su una scala Likert a 7 punti; i consumatori avevano opinioni più consensuali sulle altre caratteristiche.

 

4.2. Variabili comportamentali spiegate da fattori attitudinali

Il comportamento di acquisto in questo studio è rappresentato da due criteri di scelta: quello dei consumatori che mostrano l’intenzione di acquistare alimenti biologici nel prossimo futuro e quello dei consumatori che riferiscono di acquistare regolarmente alimenti biologici. La Tabella 2 riporta i risultati di un’analisi di meta regressione univariata che esamina quanta della variabilità nel comportamento di acquisto sia associata all’impressione che ha il consumatore degli alimenti biologici. Mentre lo scopo della meta-regressione era quello di esplorare le cause dell’eterogeneità nel comportamento di acquisto, le correlazioni derivate dalle meta-regressioni potrebbero essere viste come associazioni tra gli studi osservazionali, senza importanti implicazioni delle correlazioni causali (Thompson & Higgins, 2002). I risultati della meta-regressione dimostrano che i comportamenti di acquisto sono in gran parte associati alle impressioni positive che i consumatori hanno verso il cibo biologico. Quando la percezione che il cibo biologico abbia un valore nutrizionale e un gusto migliore aumenta di 1 punto su una scala di 7 punti, anche l’intenzione di acquistare questa tipologia di alimento aumenta di un  punto. Quando la percezione dei consumatori che il cibo biologico sia costoso aumenta di 1 punto, anche la loro intenzione di acquistare questi prodotti aumenta di 1.1 punti. Inoltre, si osserva un aumento leggermente inferiore nell’intenzione di acquisto quando si parla delle impressioni che riguardano qualità e sicurezza (aumento di 1 punto dell’impressione- l’intenzione di acquistare aumenta di 0.9). Un aumento lieve dell’intenzione di acquisto è associato anche alle preoccupazioni sulla salute e sull’ambiente (all’aumentare di 1 punto della percezione – l’intenzione di acquistare aumenta, rispettivamente, di 0.8 e di 0.6). La disponibilità del prodotto ha un impatto negativo sull’intenzione; all’aumentare di 1 punto dell’impressione che il cibo biologico sia difficile da reperire, l’intenzione di acquistare cala di 2 punti. Questi risultati ci indicano che il principale ostacolo all’aumento dell’intenzione di acquisto è la scarsa disponibilità degli alimenti biologici piuttosto che il loro prezzo elevato. I risultati mostrano come nonostante i consumatori riferiscano che il cibo biologico risulti essere relativamente più costoso, la loro intenzione di acquisto rimane ancora elevata. Abbiamo scoperto che quando la disponibilità del cibo biologico risulta essere percepita come inferiore, l’intenzione di acquistare è minore. Una maggior intenzione di acquisto di alimenti biologici si verifica quando i consumatori hanno percezioni maggiori circa l’aspetto nutrizionale, il gusto, l’impatto ambientale, il benessere degli animali, la qualità, la sicurezza, la salute e il prezzo. A differenza dell’intenzione di acquisto, che è associata ad una certa varietà di percezioni, l’acquisto regolare di alimenti biologici è principalmente associato a due fattori considerati molto importanti: la freschezza e l’aspetto nutrizionale (rispettivamente 77% e 74%).Un aumento del 10% del numero di consumatori che considerano il cibo biologico più fresco e con un valore nutrizionale più elevato (rispetto al cibo convenzionale), si traduce in un aumento dello 0.04% dell’acquisto regolare di alimenti biologici. La variazione dell’intenzione di acquisto è associata con il 66% della variazione dell’acquisto regolare, con un aumento di 1 unità nell’intenzione di acquisto e con un aumento dell’acquisto regolare dello 0.015 in una scala a 7 punti. Le percezioni sul cibo biologico ci aiutano a spiegare l’intenzione di acquisto e l’acquisto effettivo e queste sono la chiave per spiegare anche il perché esista una correlazione più debole tra questi due parametri. Sapendo che i consumatori di alimenti biologici non sono omogenei e si differenziano in base alle loro decisioni di acquisto, i risultati di questo studio sono stati ottenuti più a livello complessivo piuttosto che a livello individuale. Per questo motivo, i risultati ci mostrano come le percezioni dei consumatori di alimenti biologici sembrano essere i fattori motivanti il comportamento di acquisto. Questi risultati dovrebbero essere tenuti in considerazione con cautela visto che non tengono conto dei comportamenti di acquisto dei singoli consumatori. 

Tabella 2. L’entità dell’eterogeneità nelle variabili comportamentali associate alle percezioni. 

Nota: *p <.01. Stima della regressione con R2 tra parentesi. Dati medi: per un ulteriore aumento di 1 unità nella variabile attitudinale si ottiene un aumento stimato del punteggio medio di una variabile comportamentale. Dati proporzionali: per un ulteriore aumento di 1 unità nella variabile attitudinale si ottiene un aumento stimato in una percentuale di soggetti rispondenti che identifica una variabile comportamentale come importante. I valori mancanti sono indicati con “0” a causa del basso numero di studi insufficienti per un’analisi di regressione. Non c’erano abbastanza dati per i calcoli relativi alla proporzione di Intenzione e alle stime medie regolari. 

 

4.3. Limitazioni dello studio 

Nonostante i suoi contributi, questo studio presenta alcune limitazioni che devono essere considerate al momento dell’interpretazione dei risultati. Molti fattori legati alla progettazione e alla conduzione degli studi originali possono avere un effetto sulle stime raggruppate. Ci sono cinque potenziali aree di bias in questa meta-analisi. Innanzitutto, i criteri di inclusione ed esclusione utilizzati per selezionare gli studi da inserire, hanno limitato i dati sulle percentuali degli intervistati e sulle opinioni mediante una scala Likert, escludendo così gli studi che riportavano dati sulle correlazioni. In secondo luogo, i metodi utilizzati per eseguire l’analisi erano dettati dalla tipologia di dati codificati, producendo stime raggruppate anziché una dimensione dell’effetto delle correlazioni, causando quindi un’interpretazione più deboli delle correlazioni causali (Thompson & Higgins, 2002). Terzo, le conclusioni sono tratte sulla base dei dati disponibili visto che la meta analisi è una somma di prove, è valida solo come le prove combinate in essa (Borenstein et al., 2009). In quarto luogo, le dichiarazioni relative all’affidabilità dei risultati dovrebbero essere trattate con cautela, poiché si basano su un insieme di dati ottenuti da stime raggruppate (Lipsey e Wilson, 2001). In quinto luogo, sono state omesse le dichiarazioni sull’ampia rilevanza delle conclusioni. In questo senso, la meta-analisi è utile per l’analisi di studi simili, tuttavia, i presupposti secondo i quali ogni meta-analisi rappresenta un punto di vista finale e preciso relativo all’area di ricerca devono essere accuratamente presi in considerazione. Le limitazioni qui indicate potrebbero essere utilizzate per meglio guidare la ricerca futura. Innanzitutto, abbiamo utilizzato due tipi di dati sulle impressioni e sul comportamento di acquisto espressi come percentuali del campione totale o come medie e deviazioni standard. La correlazione tra ciascuno dei fattori che motivano l’acquisto e l’intenzione di acquisto è stata esclusa, a causa del limitato numero di studi che riportano i dati sulle correlazioni tra variabili attitudinali e intenzioni comportamentali. Man mano che la ricerca nel campo dell’acquisto di alimenti biologici crescerà, l’ambito della meta analisi potrà essere ampliato. In secondo luogo, l’analisi di meta-regressione potrebbe risultare utile per esaminare in che modo il comportamento dei consumatori di cibo biologico potrebbe essere motivato da caratteristiche socio demografiche (come età, sesso, reddito, numero di bambini e dimensione della famiglia) e dal contesto dello studio (come tipo di partecipanti agli studi originali, anno di pubblicazione dello studio originale, paese di raccolta dei dati e tipologia di prodotto). Terzo, la meta analisi è una tecnica retrospettiva. Con la continua crescita del mercato degli alimenti biologici in tutto il mondo e la mutevolezza delle preferenze dei consumatori, questa tipologia di analisi dovrebbe essere vista come una pietra miliare negli studi a lungo termine sul comportamento dei consumatori di questa tipologia di alimenti. Dovremmo continuare ad indagare ulteriormente  le caratteristiche e le dimensioni del comportamento di acquisto insieme ai fattori attitudinali più rilevanti. In conclusione, speriamo che la sintesi e le intuizioni raccolte in questo studio faciliteranno ulteriori ricerche nel campo del consumo di alimenti biologici. 

Discussione e conclusioni

Questo studio va ad integrare la letteratura già esistente sulle percezioni dei consumatori e sull’acquisto di alimenti biologici, rivolgendo uno sguardo sommario alle impressioni e ai comportamenti dei consumatori. La mancanza di materiale in letteratura in merito a ciò che spinge i consumatori all’acquisto di alimenti biologici è stata chiarita, mettendo insieme le opinioni di un ampio campione di intervistati. I risultati mostrano che non esiste un singolo determinante in grado di spiegare il consumo di alimenti biologici, visto che l’acquisto sembra essere motivato da una moltitudine di caratteristiche. Tra le diverse impressioni che i consumatori nutrono nei confronti del cibo biologico, le caratteristiche “credence” si distinguono più delle altre, dimostrando come il mercato sia influenzato dai benefici percepiti del cibo biologico (come il fatto di essere più sano e sicuro per il consumatore, con un valore nutrizionale più elevato, di qualità maggiore e prodotto con metodiche che rispettano maggiormente l’ambiente e gli animali, se paragonato al cibo convenzionale). Queste scoperte sostengono l’opinione secondo la quale per molti consumatori il mercato degli alimenti biologici è un mercato basato su beni di fiducia (Gad Mohsen & Dacko, 2013, Ness et al., 2010; Rousseau, 2015). I risultati confermano che gli attributi “credence” sono importanti nel processo decisionale di acquisto dei consumatori, ma non sono gli unici fattori che determinano l’acquisto di alimenti biologici. Questo studio mette in evidenza come anche gli attributi “search” ed “experience” svolgano un ruolo nel direzionare la domanda di alimenti biologici. Anche se spinti in gran parte dalla percezione dei benefici associati al cibo biologico, al momento di prendere una decisione di acquisto i consumatori attribuiscono grande importanza anche agli aspetti “search” ed “experience”, compresi prezzo, disponibilità, freschezza, aspetto e gusto. Possiamo spiegare questo fenomeno facendo riferimento al lavoro sulla nozione di percezione come partecipazione di Lévy-Bruhl (citato in Abrams, 1997). Attraverso tali percezioni sulla salubrità, sulla compatibilità ambientale, sulla sicurezza e su altre qualità attribuibili ai cibi biologici, i consumatori partecipano alla creazione di un mercato basato sulla fiducia. Non appena ad un prodotto alimentare vengono attribuite caratteristiche o viene etichettato come biologico, guadagna un nuovo livello di fiducia. Le sue qualità di base sono legate alle caratteristiche percepite dai consumatori che gli forniscono un’importanza maggiore e ne giustificano l’acquisto. Secondo Lévy-Bruhl (citato in Abrams, 1997) l’aggiunta di un ulteriore significato in forma modificata ad un prodotto è in grado di trasformare un oggetto basilare in un oggetto celebrato e persino sacro. Questa modificazione di un prodotto tramite l’aggiunta di un nuovo significato, dal nostro punto di vista, è la ragione principale che spinge all’acquisto di alimenti biologici. In accordo con la letteratura cognitivo-comportamentale, esiste un divario tra un atteggiamento mentale positivo verso il cibo sostenibile e l’intenzione di acquistarlo (Padel & Foster, 2005; Vermeir & Verbeke, 2006). Una recente meta-analisi sul consumo di alimenti biologici, basata sulla teoria del comportamento pianificato e sul gap intenzione-comportamento, osserva che anche se l’intenzione è il miglior predittore del comportamento reale, essa potrebbe non trasformarsi in un’azione (Scalco et al., 2017 ). Il comportamento effettivo non è all’altezza per una serie di motivi, tra cui il prezzo elevato e la scarsità dell’offerta da un lato (Aschemann-Witzel e Niebuhr Aagaard, 2014; Yadav & Pathak, 2016) ma anche per fattori legati al consumatore diversi dal comportamento, come le norme e i valori soggettivi (Thøgersen, 2009; Thøgersen, Pedersen, Paternoga, Schwendel, & Aschemann-Witzel, 2017). In questo studio, le correlazioni derivate dalle meta-regressioni dimostrano che l’intenzione di acquistare è in gran parte associata alla percezione da parte dei consumatori del fatto che gli alimenti biologici possiedono qualità superiori rispetto al cibo convenzionale. Le meta-regressioni hanno dimostrato un’interessante correlazione tra percezione dei prezzi e comportamento d’acquisto: quando i consumatori riscontrano che il cibo biologico è costoso, la loro intenzione di acquisto aumenta. Possiamo dare due potenziali spiegazioni a questa osservazione. Innanzitutto, la variabilità della percezione dei prezzi da parte dei consumatori spiega come per alcuni di essi un prezzo elevato sia un indicatore di qualità e aumenti l’appetibilità degli alimenti biologici (Andersen, 2011). Un’altra spiegazione prende atto di un dibattito sull’elasticità dei prezzi connessi alla domanda di alimenti biologici, con risultati contraddittori a favore sia della bassa che dell’elevata elasticità dei prezzi; ad esempio, alcuni studi hanno rilevato che un cambiamento del prezzo non ha alcun impatto sulla domanda mentre altri hanno evidenziato come la domanda sia effettivamente correlata all’elasticità dei prezzi (Marian, Chrysochou, Krystallis, & Thøgersen, 2014; Rödiger & Hamm, 2015). L’analisi delle associazioni tra le percezioni e i comportamenti di acquisto dei consumatori ha portato all’individuazione di come le differenze percepite tra i prodotti biologici e quelli convenzionali stiano trainando la domanda di tali alimenti. Sebbene diverse percezioni siano associate all’intenzione d’acquisto e all’acquisto effettivo, la qualità percepita del cibo sembra essere l’unico fattore che incoraggia entrambi i comportamenti. La scoperta dell’associazione esistente tra l’acquisto effettivo e le caratteristiche di fiducia, fornisce alcune motivazioni per esaminare in futuro le relazioni causali. Dal punto di vista dei produttori e dei venditori di cibi biologici, i risultati possono avere anche implicazioni pratiche nello sviluppo di una strategia di marketing. Ad esempio, quando vogliono aumentare le vendite tra i consumatori che utilizzano normalmente alimenti biologici nella loro dieta, consigliamo di sottolineare caratteristiche “credence” come la qualità e il benessere animale. Bisogna considerare che per attirare nuovi clienti la cosa su cui puntare maggiormente è l’aumento della disponibilità del prodotto, in quanto una sua diminuzione si è rivelata essere una barriera all’acquisto di prodotti biologici più grande rispetto anche al prezzo elevato. Le impressioni positive dei consumatori verso altre caratteristiche degli alimenti biologici come il valore nutrizionale, il gusto e il benessere degli animali, che ne favoriscono l’acquisto se utilizzate durante la pubblicizzazione, devono essere sfruttate con cautela a causa di vincoli normativi. L’impiego di caratteristiche speculative come benefici per la salute, valore nutrizionale, impatto ambientale e benessere animale o di caratteristiche soggettive (come qualità, sicurezza, gusto) a fini promozionali, deve essere effettuato con cautela a causa di vincoli normativi e di limitazioni associate all’etichettatura e alla pubblicizzazione del prodotto ( Australian Organic Ltd., 2016; Drichoutis, Lazaridis, & Nayga, 2006; The Council of the European Union, 2007). La categorizzazione delle preferenze dei consumatori di alimenti biologici attraverso le caratteristiche “search”, “experience” e “credence”, potrebbe risultare molto utile per realizzare pubblicità sul cibo biologico per una proposta di vendita unica (Ford, Smith e Swasy, 1988). I risultati di questo studio possono essere utilizzati da produttori e venditori per sviluppare una strategia di marketing inserendo le caratteristiche “search”, “experience” e credence”. Ad esempio, basandosi sulle caratteristiche mostrate da un prodotto alimentare, è possibile scegliere una strategia di marketing pertinente che sia in grado di rispecchiare le caratteristiche associate a “search” ed “experience”; non per altro, se una strategia di marketing è finalizzata alla differenziazione del cibo biologico da quello convenzionale, è consigliato l’utilizzo delle caratteristiche “credence” come punto centrale del messaggio di marketing. 

Ringraziamenti 

Questo lavoro è stato sostenuto da finanziamenti dell’Australian Research Council’s Industrial Transformation Training Centres scheme (ARC project number IC140100024). 

Appendice A. Dati supplementari 

Dati supplementari relativi a questo articolo possono essere trovati su doi.org/10.1016/j.appet.2018.02.029 

Appendice A. Frequenza delle variabili in letteratura

Appendice B. Stime aggregate di variabili predittive basate su dati di medie espresse in scala Likert a 7 punti e dati sulle proporzioni espressi in percentuale

*Nota: variabili rimosse dall’analisi in seguito ad una mancanza di disponibilità dei dati, k < 5.  

 

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doi.org/10.1016/j.appet.2018.02.029 0195-6663/© 2018 Pubblicato da  Elsevier Ltd.

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Di |2018-05-23T15:04:01+02:0023 Maggio 2018|Categorie: Etica & Salute|Tags: , , , |

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