Origine e diffusione

È una razza a duplice attitudine originaria dei Monti Lattari che deriva da una popolazione locale risalente addirittura al III secolo a.C. e che ha subito poi vari meticciamenti, stabilizzandosi nella razza attuale negli anni ‘50. In queste montagne della Penisola Sorrentina l’allevamento del bestiame è sempre stato finalizzato alla produzione del latte, il quale in massima parte veniva destinato alla trasformazione casearia, in particolare burro, latticini, caciocavallo e provolone. L’allevamento dei bovini, infatti, in queste zone risale al 264 a.C., epoca in cui i Picentini, i primi abitanti di questi monti, furono deportati dalle Marche dai vincenti romani. I Picentini spostando dal territorio di origine i loro armenti e le loro masserizie trasformarono lo spazio sottratto ai boschi in terreno coltivabile, incominciando l’attività agricola e di allevamento di animali domestici, specialmente di bovini ad attitudine lattifera, al punto che per le eccezionali produzioni e qualità del latte i monti furono denominati “Lactaria Montes”. Da questo primo nucleo bovino, in seguito ai numerosi incroci effettuati con razze introdotte nei secoli successivi (Bretonne, Bruna Alpina, Jersey e Pezzata Nera Olandese) si è selezionata la razza che dal 1952, anno in cui fu presentato al Ministero dell’agricoltura e delle foreste lo standard, prende nome di Agerolese. Una descrizione dettagliata della razza la troviamo nella relazione del dott. E. Mollo (1909), che parla degli allevamenti nel circondario di Castellammare e specialmente nella Penisola Sorrentina, descrivendo così le bovine presenti a quel tempo: “una vacca da latte …da un metro e trentacinque ad un metro e quaranta, qualcuna oltrepassa pure questa altezza, il suo peso vivo varia dai tre quintali e mezzo ai quattro quintali; … il mantello è scuro con striscia più chiara sulla schiena… i caratteri della buona lattaia sono: testa regolare e ben formata, corna sottili e di regolare lunghezza, sguardo docile, pagliolaia poco sviluppata, dorso leggermente insellato, spalle e torace alquanto ristretti, grande sviluppo dell’addome, estremità piuttosto corte e robuste, mammelle sviluppatissime, pelle non molto sottile con abbondanza di connettivo sottocutaneo”. Oltre le caratteristiche morfologiche nello stesso testo troviamo anche note sulla produttività: “… una buona lattaia dà dai diciassette ai diciotto litri di latte al giorno … nella buona stagione, quando abbonda il foraggio verde ed il clima incomincia a diventar più mite il latte diventa più aromatico …”. Dunque, una razza di taglia media, resa unica da secoli di selezione in un ambiente avverso, privo di pascoli, e per lo più tenuta in ricoveri di fortuna. Oggi viene utilizzata quasi esclusivamente per la produzione del latte il cui impiego è rivolto alla caseificazione ed in particolare alla produzione del formaggio “Provolone del Monaco D.O.P”, caciocavallo, burro e fiordilatte.

Associazione allevatori

Il Libro Genealogico della razza Agerolese è attualmente tenuto dall’Associazione Nazionale Allevatori bovini di Razza Bruna (ANARB), riconosciuta quale “Ente selezionatore” ai fini della realizzazione del relativo “Programma genetico”. Tutti gli allevamenti iscritti sono sottoposti ai controlli funzionali per la linea latte che vengono effettuati dai tecnici dall’Associazione Allevatori Campania e Molise (AACM).

Consistenza

La razza Agerolese ad oggi conta oltre 500 capi iscritti al registro anagrafico distribuiti in circa 30 allevamenti.

Caratteristiche morfologiche

Lo standard di razza prevede i seguenti requisiti:

Taglia: media con tronco abbastanza armonioso.

Mantello e pigmentazione: pelle elastica, cute perianale e perivulvare di colore carnicino, giallo paglierino tendente al rosa, rima vulvare e apertura anale nerastre.

Vacche: mantello colore bruno con tonalità più chiara nella regione addominale; riga dorso lombare più chiara del colorito del mantello.

Tori: nero maltinto con riga dorso lombare chiara.

Testa: leggera, breve, sincipite leggermente convesso con depressione centrale poco marcata, ciuffo al sincipite dello stesso colore del mantello; profilo concavo nella regione frontale; occhi grandi vivi con i margini palpebrali dello stesso colore del mantello; orecchie di media grandezza con folti peli chiari nell’interno e sul bordo del padiglione auricolare; musello nero contornato da alone bianco spesso incompleto; lingua di colore ardesia con nodo carnicino; corna leggere di media lunghezza, incurvate nei tori, dirette di lato, in alto e in avanti nelle vacche.

Anteriore: collo leggero con giogaia ridotta; garrese non rilevato né aperto; spalle ben aderenti al tronco; torace ampio e profondo; arti proporzionati e poco muscolosi, articolazioni bene sviluppate e asciutte, appiombi regolari; piedi forti e ben serrati, con unghielli neri.

Linea dorsale: rettilinea, lombi di buona conformazione.

Groppa: dritta; coda con attacco alto e sottile con fusto fino ai garretti con fiocco abbondante di colore nero.

Arti posteriori: appiombi regolari; cosce muscolose; garretti asciutti; piedi corretti con unghielli come negli anteriori; pastoie corte e forti.

Caratteri sessuali:

tori: scroto di colore carnicino; pisciolare di colore nero;

vacche: mammella ben sviluppata; quarti bene evidenti conformati a fiasco; capezzoli grossi e lunghi; vene perimammarie bene evidenti; vene sottocutanee addominali assai sviluppate.

Difetti morfologici: macchie bianche estese nelle regioni addominali e inguinali; assenza della riga mulina; taglia, mantello e pigmentazione marcatamente diverse da quelle tipiche.

Difetti che comportano l’inibizione alla riproduzione:

  1. macchie bianche estese nelle regioni addominali e inguinali;
  2. assenza della riga mulina;
  3. mantello e pigmentazione marcatamente diverse da quelle tipiche.

Caratteristiche produttive e miglioramento genetico

La razza Agerolese ha raggiunto nel tempo una produzione media di latte paria a circa 50 quintali a lattazione. Rientra nel progetto collettivo “Dual Breeding” che coinvolge complessivamente ben 16 razze bovine nazionali a duplice attitudine, dalla Val d’Aosta alla Sicilia. Gli obiettivi principali del progetto sono la conservazione e caratterizzazione del patrimonio animale, il mantenimento della variabilità genetica, nonché l’individuazione di nuovi possibili indicatori legati al benessere animale, all’impatto ambientale e alla resistenza alle malattie.

È possibile visionare i risultati finora ottenuti e tutti i dettagli operativi cliccando qui.

 

Fonte: Associazione Allevatori Campania e Molise, ANARB

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