Origine e diffusione

La Rendena è una razza bovina adatta all’alpeggio. Infatti, oggi viene allevata in Trentino ed in Veneto (più del 50% dei capi) dove passano 4 mesi sulle malghe della Val Rendena e dell’Altopiano di Asiago. Questa grande adattabilità all’alpeggio non compromette le ottime produzioni delle vacche allevate nelle pianure venete nelle aziende condotte con i più moderni criteri di alimentazione, accompagnate dalla produzione di vitelli di maggior valore rispetto a quelli delle razze da latte.

Per scoprire l’origine della razza Rendena dobbiamo tornare agli inizi del 1700 quando un’epidemia di peste bovina proveniente dall’est europeo provocò una drastica riduzione dei capi autoctoni delle zone Val Rendena e Giudiarie (TN). Il ripristino di tale patrimonio zootecnico fu effettuato a partire dal 1712 mediante l’importazione di bovini provenienti dalla Svizzera che furono incrociati con la popolazione autoctona. L’introduzione dei bovini svizzeri cessò probabilmente verso la fine del 1700, essendo venuta meno la necessità di ricorrere ad ulteriori ripopolamenti. Dal 1750 al 1870 fu quindi eseguito un limitato meticciamento con bovini grigi e pezzati delle zone limitrofe, la selezione e fissazione della razza, e l’avvio delle mostre-mercato del bestiame. I bovini rendeni si diffusero poi in diverse valli del Trentino e della Lombardia, ed in tutto il Veneto, tanto che, all’epoca, la Rendena era considerata la razza bovina più diffusa nella parte centro-occidentale del Veneto. In seguito, molti episodi misero a rischio il patrimonio di questa razza. Tra questi: gli incroci con la Bruna Alpina, la Grande Guerra, l’emanazione della legge 20/6/29 n. 1366 sulla produzione zootecnica che istituì le Commissioni Zootecniche Provinciali per l’approvazione di tori da riproduzione e stabilì degli incentivi per la diffusione delle razze estere “migliorate”(Bruna Alpina Svizzera e Frisona Olandese), ed il convegno per lo sviluppo ed il miglioramento del patrimonio zootecnico delle Tre Venezie che decretò l’eliminazione di tutte le razze autoctone. Nonostante tutto gli allevatori non persero le speranze; infatti, nel 1947, fu istituita l’Unione Allevatori Razza Rendena, entrata poi a far parte della Federazione Provinciale Allevatori di Trento. Finlamente nel 1976 la razza Rendena “in purezza” fu riconosciuta ufficialmente dal Mipaaf. Nel 1978 venne istituito il Libro Genealogico di razza gestito all’Associazione Italiana Allevatori ed ebbe inizio l’attività dei controlli funzionali. Nel 1981 nacque l’Associazione Nazionale Allevatori di bovini di razza Rendena (A.N.A.R.E.).

Associazione Allevatori

L’Associazione Nazionale Allevatori Bovini di Razza Rendena (A.N.A.R.E.) è stata istituita nel 1981, con riconoscimento della personalità giuridica DPR n. 854 del 23 ottobre 1984, ed ha sede in Via delle Bettine a Trento. È poi diventata Associazione di I grado dal 9 gennaio 2019. Nel 1986 il Mipaaf affida il Libro Genealogico all’A.N.A.RE. L’associazione si occupa della selezione, della valorizzazione, del potenziamento e della diffusione dei bovini di Razza Rendena e dei suoi prodotti.  Recentemente, l’A.N.A.RE. ha messo in atto nuove attività ed iniziative, quali le manifestazioni zootecniche, i meeting, la pubblicazione della rivista “Rendena”, il sostegno alla diffusione della razza, la festa dell’alpeggio, il rinnovamento del software del Libro Genealogico, azioni per favorire i collegamenti ambiente-razza-prodotti e collaborazioni con FERBA – Federazione Europea delle Razze Bovine Autoctone del Sistema Alpino.

Consistenza

La Razza è diffusa soprattutto nelle province di Padova, Trento, Vicenza e Verona. Ci sono capi allevati e sottoposti a controllo funzionale anche in allevamenti delle province di Genova, Varese, La Spezia, Treviso, Belluno, Brescia, Mantova, Forlì, Pavia, Sondrio e Bolzano. In termini di numeri, ad oggi risultano poco più di 200 allevamenti nel Nord Italia. Le bovine iscritte ai controlli funzionali rappresentano l’80% del patrimonio totale della Razza. Nel grafico sottostante possiamo osservare i numeri, in percentuale, delle vacche rendene sottoposte ai controlli ufficiali del latte.

Fonte: A.N.A.R.E. – Associazione Nazionale Allevatori Bovini di Razza Rendena

Caratteristiche morfologiche

I caratteri peculiari della razza sono: un mantello liscio ed uniforme di colore marrone di diversa intensità, i peli color avorio all’interno dei padiglioni auricolari, la striscia dorso lombare più chiara, le corna leggere bianche alla base e nere in punta e l’orlatura chiara del musello di color ardesia. Gli arti e l’ossatura sono solitamente robusti ma non grossolani. In generale, questi bovini sono di taglia media, con un’altezza di circa 1.30 m o poco più.

Maschi: hanno il mantello più scuro, quasi nero e la giogaia è molto sviluppata. I tori adulti pesano 8.5 – 9.5 ql.

Femmine: il peso medio delle vacche è di 5 – 5.5 ql. La mammella è bene attaccata e sviluppata. La giogaia è poco sviluppata e meno evidente rispetto ai tori.

Toro di razza Rendena. Fonte: A.N.A.R.E.

 

Vacca di Razza Rendena. Fonte: A.N.A.R.E.

Attitudini

La Rendena è definita una razza “a duplice attitudine” (latte e carne).

Produzione di latte

Il latte della Rendena, secondo i dati A.N.A.R.E. 2019, contiene il 3,51% di grasso ed il 3,29% di proteine. La produzione media di latte si attesta a 48 ql capo/anno, dato estremamente positivo poiché tale produzione è ottenuta con minimi apporti di mangime concentrato, anche in zone difficili e marginali, e con il 70% delle vacche che ancora alpeggiano per 100 e più giorni nel periodo estivo. Nelle aziende di pianura, la produzione di latte supera i 60 ql capo/anno. Il latte della Rendena è adatto anche alla caseificazione; infatti, diversi allevatori di Rendena delle malghe dell’Altopiano di Asiago producono formaggio con il latte di questa razza. Noto è il Formaggio Razza Rendena, prodotto esclusivamente con il latte delle vacche di questa razza e stagionato per 4-5 mesi.

Produzione di carne

La Rendena fornisce una buona produzione di carne dai vitelli scolostrati, molto richiesti dal mercato, e dai vitelloni di 400-450 kg all’età di 12-13 mesi, che presentano rese al macello attorno al 58-60% ed una qualità delle carcasse molto buona.

Miglioramento genetico

La selezione genetica della Rendena ha come obiettivo principale il miglioramento della “duplice attitudine”, mantenendo le caratteristiche che la rendono molto adatta per lo sfruttamento dei pascoli, in sintonia con le altre caratteristiche positive di fertilità, fecondità, longevità, benessere e rusticità. Ciò significherebbe aumentare non solo il valore della razza, ma anche il reddito medio netto degli allevatori. Come da Disciplinare, per l’attuazione del programma genetico vengono utilizzate come madri di toro le 350 bovine con Indice Genetico Globale (I.L.Q.C.M.) più elevato della razza, provenienti dalla classe “femmine in selezione” ed in possesso delle caratteristiche morfologiche richieste dalle Norme Tecniche del Libro Genealogico Nazionale; come padri di toro sono invece utilizzati i soggetti con Indice Genetico più elevato tra quelli con materiale seminale stoccato, iscritti nella classe “maschi in selezione”. Con gli accoppiamenti programmati si avviano al Centro Genetico, per le prove in stazione, circa 50 vitelli con i migliori Indici Genetici. Al termine delle prove si individuano i 25-30 torelli che abbinano elevati indici per la produzione di latte, per la carne e per il benessere, da avviare alla riproduzione. Il programma genetico si conclude con la valutazione genetica dei riproduttori. L’obiettivo delle prove è migliorare l’efficienza della produzione della carne valutando la capacità di crescita degli animali, le caratteristiche qualitative della carcassa e l’RFI. Al termine delle prove in stazione vengono utilizzati quali giovani tori i soggetti con i migliori Indici Genetici.

Indici genetici

Le valutazioni genetiche vengono effettuate dal Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse Naturali e Ambiente (DAFNAE) dell’Università degli Studi di Padova.

Indici Genetici latte

La valutazione genetica per la produzione di latte (in termini di quantità e qualità) dei riproduttori maschi e femmine viene effettuata dal Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse Naturali e Ambiente (DAFNAE) dell’Università di Padova, attraverso un modello di tipo Test day, utilizzando il dataset dei dati dei singoli controlli delle bovine fornito dal Servizio Studi dell’Associazione Italiana Allevatori. I trend genetici per il latte risultano positivi per la quantità di proteine (+ 1,30 kg/anno) e la quantità di grasso (+ 1,73kg/anno).

Indici Genetici carne

Questi indici vengono calcolati con il modello BLUP-Animal Model in base ai dati relativi all’accrescimento ed alla stima media della resa al macello corretta per il valore commerciale della carcassa (resa in carcassa standard). Quest’ultima variabile viene ottenuta moltiplicando la resa media stimata per la valutazione SEUROP media. Successivamente, tali singoli indici genetici vengono utilizzati per l’elaborazione dell’Indice genetico Carne (I.C.), che combina con un rapporto 30:70 l’accrescimento giornaliero in prova di performance e la stima media della resa al macello per la valutazione media della conformazione secondo la metodica SEUROP.

Indici Genetici Morfologici

Gli Indici Genetici Morfologici sono calcolati con il modello BLUP-Animal Model sulla base dei dati morfologici relativi a muscolosità e mammella.

Indice Genetico Globale

La scelta dei tori viene effettuata in base all’Indice Globale che, nel calcolo, prevede la combinazione degli indici ottenuti per il latte (quantità e qualità), la carne e la morfologia. La disponibilità dell’Indice Latte Qualità (I.L.Q.), dell’Indice Carne (I.C.) e degli Indici Morfologici consente l’elaborazione, da parte del Dipartimento DAFNAE dell’Università di Padova, dell’Indice genetico Globale (I.L.Q.C.M.). Di seguito la formula per calcolarlo:

ILQCM=(0.65xILQ) +(0.045xAMG Perf.Test.) + (0.105x(RESAxEU Perf. Test.)) + (0.10x Val. Morf. Muscolosità) + (0.10x Val. morf. Correttezza Mammella)

Dove:

ILQ: Indice Latte Qualità calcolato sulle produzioni di latte, grasso e proteine delle Primipare e determinato sulla base della formula usuale.

AMG Perf. Test: accrescimento giornaliero misurato sui torelli del Performance test.

RExEU: prodotto della Resa Stimata in vivo (Media 3 Valutatori) per EUROP stimato in vivo (Media 3 Valutatori) stimati sui torelli alla fine del Performance test.

Val. Morfol. Muscolosità: muscolosità Spalla-Anteriore, Muscolosità Dorso-Lombi e Groppa, Muscolosità Coscia e Natica da Dietro e Muscolosità Coscia e Natica di lato.

Val. Morfol. Correttezza Mammella: profondità, forza legamento sospensore, capezzoli di lato e capezzoli lunghezza.

 

Sitografia: www.anare.it

Bibliografia: “Zootecnia applicata, tecniche allevamento alimentazione selezione SPECIE E RAZZE ANIMALI D’INTERESSE ECONOMICO Bovini e Bufali”, di Dialma Balasimi – Calderini edagricole.

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